Canzone (quasi) facile (come la mia autoradio)
Dario De Seppo
C'è una scritta sfocata
Sulla tua bella fronte
Solo cenni confusi
Riesco a cogliere a volte
Me ne sfugge il senso
Sarà che non ho messo
Le lenti oggettive
Gradazione "ragione".
Qualche volta ho provato
A infilare gli occhiali
Me ne sono pentito
Leggendo chiari segnali
Tipo "lasciami stare,
(mi farebbe piacere)
non ne voglio sapere
(forse devo studiare)"
neanch'io vorrei sapere,
molto meglio sognare…
sì era meglio così
non mi accorgevo di niente
sfaccettavo il creato
con i miei occhi diamante
e filtravo parole
con zanzariere uditive
e frittate di aria
strette nelle mie mani.
Sono troppo sensibile
- lo sa pure tua madre -
basta una canzone facile
ad incepparmi il sorriso
come la mia autoradio
quando non ci sei
e se poi non è facile che importa,
tanto chi l'ascolterà?
Come la mia serenità
Quando non ci sei (chi la sentirà)
Come la mia inutilità
Quando non ci sei (chi la avvertirà)
Come queste parole slegate
Quando non ci sarai. (chi le capirà)
come la mia autoradio
quando scenderai.
Me ne vado da qui
Da questa panca chiodata
Me ne vado da qui
È una promessa mancata
Che col mio stipendio
Di narratore d'incanti
Non potrò mantenere
E rimango inchiodato
Se dovessi poi mai
Decifrare la scritta (per intero)
E decidere poi (davvero)
Di lasciare la panca
Porto via anche chiodi,
penna, sogni, chitarra
ma ti lascio i brandelli
di questo cuore di carta
Se verrà qualcun altro
(e prima o poi verrà)
Ad occupare la panca
(linda come una lettera)
Mani al posto di sguardi
(sarà più divertente)
Baci, non più metafore
(un po' meno profondi)
Però tieniti stretta
Il mio scrigno irreale
Che se dovesse svanire
Non ne puoi più trovare
Sono troppo sensibile
- lo sa pure tua madre -
basta una canzone facile
ad incepparmi il sorriso
come la mia autoradio
quando non ci sei
e se poi non è facile che importa,
tanto chi l'ascolterà?
All'azzurro dei principi
Che verranno poi
(non ne chiederai)
Dall'azzurro dei principi
Non aspettarti mai
Una canzone quasi facile
Quasi come un addio(chi l'ascolterà)
Come la mia autoradio
Quando scenderai.
Ma se avrai ancora voglia
Di parlare di poesia
Sai già dove trovarmi
Sul ciglio di un'altra via
Ad annotare la vita
(a cesellarne i minuti)
Di un'altra sconosciuta
(della prima venuta)
Sulla mia agenda interiore…
Ma senza partecipare.
Non ci sono riuscito, scusa,
A stupirti mai (forse troppi versi)
Dall'azzurro dei principi
Non ne pretenderai
(perché non ne avrai)
come la mia autoradio
quando scenderai
(mi dimenticherai)
ma la mia autoradio, incantata,
non si spegnerà.
Mai.