Post rock is dead. Nella versione dei Greenhouse Effect a rianimarlo soccorrono la lingua italiana, sampler e vocoder, una calda elettronica : vie di fuga apprezzate dentro "Male in quanto tale" e "Colori accesi", come nella delicata e grintosa "Castore vs.Polluce". Il resto scorre tra melò, riverberi e delay. (Enrico Veronese) ____________________________________________________________________________________________
NASTRO MUSIC WEBZINE
Notevole il post rock prodotto dalla band padovana, molto vicono per stile a quello dei Giardini di Mirò con mr. "Amor Fou" Raina alla voce. Tra i solchi dell'album si denota la profonda passione per il noise e certo cantautorato come anche per gruppi quale Low e Slint.
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ONDA ALTERNATIVA
Al Mio Risveglio è un album registrato in live durante il Febbraio 2007 presso il Teatro delle Maddalene di Padova, si stenterebbe a crederlo; la nitidezza di voci e suoni lasciano interdetti... e non solo. Note, dinamiche, armonie sono trasognanti, accompagnano il pensiero ed anestetizzano. I Greenhouse Effect si affermano sul panorama musicale con una sobria eleganza senza mai dimenticare la forza. Forse a tratti sembrerà che questo lavoro ci ricordi gli Explosion in the sky o i 65 Days of statics ma l'unicità del progetto rimane intatta. Nati nel 2003 a Padova Daniele Bertolini, Lorenzo Cusinato, Andrea Toso, Alessandro Bordone, Stefano Mannoni danno a basso, batteria synth, chitarra, piano e voce una nuova dimensione che viaggia nello spazio di una stanza per diffondersi oltre le tende, raccoglie un pò di sogni dalla notte e li porta indietro; deliziano in un solo album palati diversi ma la migliore prova dell'intero album a nostro avviso sembrerebbe essere Il Male in quanto tale, che manifesto del gruppo, chiude anche in (reprise) il lavoro dei Greenhouse Effect.....
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EUTK.NET
Da vecchio fan de “I Dischi del Mulo” (CSI, Disciplinatha, Ustmamò, EstAsia, AFA…) e da ammiratore sfegatato del trio comico La Smorfia (il “minollo” è un animale inventato dal compianto Massimo Troisi per un loro famosissimo sketch), come potevo non essere istintivamente ben disposto nei confronti di quest’etichetta discografica, dal nome rievocante entrambe le situazioni, e delle sue produzioni? Se poi il fantomatico “minollo” incarna il simbolo di un qualcosa d’inedito e immaginario, e la ricerca di tali “rarità”, in un mercato discografico sempre più saturo e codificato, è dichiarata, nelle parole del “papà” della label Francesco Strino, come la filosofia portante dell’intero progetto discografico, appare chiaro che la mia “conoscenza” con la I Dischi Del Minollo, estrinsecata attraverso il lavoro (registrato live al Teatro Le Maddalene della loro città natale) dei padovani Greenhouse Effect, era sostenuta dai migliori presupposti. Premesse che trovano confortante riscontro alla prova dei fatti, dacché i nostri propongono una musica sfuggente, fortemente suggestiva, fondata su atmosfere rarefatte, dilatate, cupe e oniriche, alternate ad improvvisi squarci “elettrici” e “rumorosi”, mescolando post-rock, rock progressivo, psichedelia e riverberi noise. Mogway, Explosions In The Sky, Giardini di Mirò, Radiohead, Marlene Kuntz e Oceansize, possono essere individuabili come dei plausibili “precettori” del quintetto veneto, che elargisce comunque una discreta aliquota d’inventiva alle sue partiture strumentali, piene di dramma, tensione, serenità e immaterialità, congeniate con cura, arguzia e passione. Le linee vocali (globalmente ancora un po’ timide e insicure) urlate o sussurrate, fanno da corollario a questa fascinosa e tormentata tela sonora, che dovrà, per conquistare completamente l’attenzione, sfrondare qualche ripetitività e rendere ancora più solida la sua stesura, la verosimile risultante “naturale” di un’accresciuta maturità artistica. Con una gradevole sensazione “complessiva”, non mi resta che attendere fiducioso le prossime prove dei Greenhouse Effect e dei loro patrocinatori.
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ENTRATE PARALLELE
Si tratta di un disco mentale e al tempo stesso fisico, una somma di sonorità rarefatte, trasversali ed ipnotiche che danno vita a sette brani dal forte impatto emotivo, dove a farla da padrone sono lunghe e struggenti melodie strumentali. Un suono che sa di neve che cade ma anche di ghiaccio che taglia, con ritmiche serrate e continui cambi di tempo ed una voce soffusa che sembra non voler dare riferimenti. L’esecuzione dei pezzi è eccellente e, pur nella sua complessità, “Al mio risveglio” è un lavoro che merita molta attenzione: mette in mostra una band che con la sua musica è in grado di regalare forti emozioni. E non è cosa da poco. Ottimo lavoro!....
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AUDIODROME
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Davvero intenso e curato, Al Mio Risveglio si rivela un buon esordio che fa ben sperare per il prosieguo del cammino del gruppo di Daniele Bertolini, Lorenzo Cusinato, Andrea Toso, Alessandro Bordone e Alberto Boralevi.....
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ROCK IMPRESSIONS
Riflessioni nostalgiche alla Mogwai e Radiohead, vocalità effettate e momenti strumentali tra lo sperimentale e l'evocativo. Ecco "Al Mio Risveglio", album dei padovani Greenhouse Effect che sembrano trovare nella comunicazione della lingua italiana la dimensione più creativa, infarcendo il tutto attraverso momenti di sottili e soffuse atmosgfere che hanno un che di magnetico e sperimentale oltre che intimista e privato. Un album splendido registrato live e che non perde l'essenza raffinata persino in questa dimensione di presa-diretta, tra sospiri ed echi calibrati, strazianti urla e melodie morbide. Splendido stupore sonoro! ....
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LOUD VISION
Scelta curiosa quella dei Greenhouse Effect: esordire sul mercato con un disco dal live registrato a Padova. Curiosa ma di successo. Il loro classico post-rock targato Italia beneficia grandemente della dimensione live. E i riferimenti musicali del gruppo sono tanti, da quelli più scontati e nostrani come i Giardini di Mirò ad alcune intuizioni ritmiche targate Radiohead fino alle chitarre di Sonic Youth e U2. I grandi punti a favore di "Al Mio Risveglio", invece, sono la sua varietà e l'incisività dei brani. Piuttosto che perdersi in sbrodolate di dieci/quindici minuti, i Greenhouse Effect puntano sulla concisione e l'immediatezza, scrivendo canzoni che raramente superano i cinque.
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ALTERNATIZINE
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Greenhouse Effect è un progetto attivo sin dal 2003, con alle spalle un’intensa gavetta ricca di collaborazioni ed esibizioni live. Le sonorità che pervadono “Al mio risveglio” sono improntate alla ricerca di un’ambientazione sonora surreale, ovattata, costruita su lunghe scorribande melodiche strumentali che vengono interrotte da improvvise sferzaste elettriche in dissonanza. Ascoltando l’intero lavoro si ha l’impressione che venga ricamato con pazienza un elaborato tappeto sonoro strumentale sul quale far scivolare al meglio le parole, in modo tale che possano essere trasportate con limpida chiarezza ai lobi dell’ascoltatore, sia che vengano sussurrate con grazia o che si riversino con foga in liberatorie urla di rabbia. Registrato al Teatro delle Maddalene di Padova ed edito dall’interessante indie-label “I Dischi del Minollo” (chi non si ricorda il mitico animale immaginario creato dal geniale Massimo Troisi?), “Al mio risveglio” si rivela un lavoro intenso e curato, che gioca punta dritto al lato puramente emozionale della musica. I Greenhouse Effect si dimostrano abili nel creare ambientazioni sonore rarefatte e dal grande impatto emozionale, su cui si inseriscono incursioni spiazzanti che alternano momenti in “chiaro-scuro” energici e destabilizzanti, senza mai perdere il controllo e sfociare in territori troppo selvaggi o istintivi. Tutto questo delimita i contorni di un sound “orecchiabile ma non troppo”, che galleggia con grazia in un rumoroso magma di elettricità ed emozione. ....
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IMPATTO SONORO
“Al mio Risveglio” è un album registrato live al teatro delle Maddalene di Padova. Ascoltandolo si fa fatica a capire che si tratta di una registrazione da vivo, data l’ottima pulizia sonora. Sembra quasi che sia stato registrato in presa diretta. Le intime e riflessive atmosfere vengono espresse appieno soprattutto grazie all’uso del synth che modella il suono delle chitarre e porta l’ascoltatore in viaggio per oscuri mondi sognati ed immaginati. Non è certo celata l’ispirazione data dai Radiohead o anche, per restare in casa nostra, dai Marlene Kuntz, sia per quanto riguarda l’aspetto musicale che nei testi: il richiamo è nell’evocazione emotiva di atmosfere cupe e dark, che prendono forma nel connubio e nell’alternanza tra rilassamenti sonori ed esplosioni distorte. C’è bisogno di una stanza buia e silenziosa per avere un ascolto ottimale dell’album e cogliere i suoi aspetti più intimi.
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ASAP FANZINE
Al mio risveglio lascia intravedere ancora gli umori di una notte lunga e fredda, nella quale i Greenhouse effect producono un disco dalle sonorità cupe. La grande atmosfera che questa band padovana è in grado di ricreare è ideale per un reading, per un accompagnamento umorale, che spesso parte piano per poi terminare in un crescendo di strumenti Al mio risveglio, registrato live al teatro delle Maddalene di Padova, riesce a regalare gemme di psichedelia e canzoni dall'incedere inaspettato ....
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MUSIC MAP
Articolate danze dall'amato gusto progressive, che intraprendono e imbrigliano i pulviscoli dell'ouverture (''Male in quanto tale'') tra sinuose code di chitarre e modulari ondularità elettriche, che diligentemente coronano cut-up per poi farti innamorare di delicate trame a due di voce. Un amore al primo ascolto, dai 'Colori accesi' in riff e batteria, che trascinano con sè atmosfere tanto noir quanto evanescenti, una resa dei conti che paga il pegno con i testuali rimpianti, immortalando personali fluidità ambient e riuscite tempeste post-rock senza comunque perdere la speranza (''Castore vs. Polluce''), una speranza che annienta senza mezze misure con un impeccabile padronanza che va oltre 'il genere'. Stile tanto mutevole quanto sopraffino, che tra le concretezze elettroacustiche di 'Avenue' si fa spazio forgiando ragionate estemporanee psichedelie, per poi trarre conclusioni tra le mutevoli personalità noise di una 'Parigi' tanto aggressiva quanto eclettica. Mastica alternative-personali 'Il risveglio': un rifugio, che non paga il prezzo con i suoi 11:42 minuti, ma urla sonante e vibrante espressività. Una forgiata maturità per il progetto Greenhouse Effect, uscito per I dischi del MInollo; una maturità che imbriglia tensioni emotive, a tratti latenti, a tratti fervide, senza mai cadere in facili motti dichiarati, a confermare che la differenza si può fare e, in questo caso, diciamolo a gran voce, è tutta italiana. Complimenti! (Sara Bracco)
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LOST HIGHWAYS
E’ notte. Silenzio e pensieri. Auricolari nelle orecchie. Un piano ed un basso girano intorno ad una melodia ammaliante e tensiva nella sua insistente ripetitività. Una voce distante, come proveniente da un tubo catodico, scandisce le parole. “La tecnologia può essere un male per il cattivo uso che se ne può fare e non il male in quanto tale. Effetti paradossali e non il male in quanto tale”. La tensione si scioglie, i sensi iniziano a distendersi dilatando lo spazio d’azione dei pensieri e delle sensazioni accompagnati da un placido arpeggio di chitarra (Il male in quanto tale). Stiamo già sognando, volando sulle morbide ali di una musica che si rivela pian piano. Evolve trasformando gli eterei arpeggi solitari in flusso sonoro nel quale basso e batteria sostengono tastiera e chitarre. Poi la voce. Sospiri che di tanto in tanto ci riportano con dolcezza ai Colori accesi della realtà. Ma il sostrato strumentale è il vero punto di forza. Castore vs. Polluce, a imitazione dei Diòscuri figli di Zeus e Leda patroni dell’arte poetica, della danza e della musica[, sa creare un suono che gli arpeggi di piano e di chitarra rendono spensierato e cupo al tempo stesso. Il vocoder e il basso ci introducono nel tunnel dell’ansia che cresce sempre più man mano che si aggiungono chitarra elettrica e tastiere fino all’urlo liberatorio finale. Avenue ci rasserena. L’aria si imprime ancora una volta della polvere magica di dimensione onirica e commovente che soltanto la dimensione live può restituire. Melodia che nasce dalle viscere di se stessa, fino a dominare per poi svanire ancora su se stessa nell’impercettibilità. La voce ritorna a scaldarci solo con Parigi. Brano più quadrato che nel finale sfocia in un vero e proprio sfogo in cui la voce e le chitarre distorte urlano con rabbia a liberare tutta l’ansia claustrofobica accumulata. Al risveglio, coi suoi quasi dodici minuti di durata, racchiude in sé un po’ tutte le caratteristiche del sogno sperimentate dall’incipit. “Di tutte le cose che ho visto io non potrò sorridere / Al mio risveglio troverò luoghi per sopravvivere”. La tensione cresce man mano che ci si avvia verso il risveglio. Le dissonanze sembrano debbano lasciarci con l’amaro in bocca ma ecco, sullo sfondo, in lontananza, la stessa melodia di piano che ci aveva aperto le porte del sogno (Reprise). Ma adesso abbiamo gli occhi aperti. ...._____________________________________________________________________________________________
ARTISTS & BANDS
E' un tipo di musica riflessiva e un po' nostalgica, quella che fanno i Greenhouse Effect, pezzi in italiano e strumentali stratosferiche, spesso ad incidere la propria voce al posto della voce stessa. I Greenhouse Effect hanno sicuramente un modo tutto loro di comunicare attraverso la musica e lo fanno in modo che sia appunto la musica stessa a parlare al loro posto, privilegiandone l'essenza dando maggiore spazio ad ampie distese musicali. Poco conta alla fine se la voce ci sia o meno, loro l'intento che volevano raggiungere probabilmente l'hanno centrato in pieno. Il genere è un rock variegato e sperimentale - sono infatti gli effetti degli strumenti stessi, in particolare del synth, ad attribuire maggior senso di realtà trasognata - a volte anche solo sognata – all'album. Un album registrato live al teatro delle Maddalene di Padova e che di live ha ben poco, forse proprio grazie alla capacità intimista della band veneta, potremmo in realtà parlare di album registrato in presa diretta. E' un tipo di musica riflessiva, quella che fanno i Greenhouse Effect e ci ha colpito molto, complimenti. ______________________________________________________________________________________________
www.ilcibicida.com
Greenhouse Effect. L'effetto serra. Determina l''alternarsi incerto delle stagioni, il surriscaldamento globale, gli sbalzi di temperatura. Come se ognuno di noi, in fondo, fosse un mondo a sè stante. Come se ognuno di noi, a sua volta, dovesse convivere col proprio greenhouse effect. Ci sia questo ragionamento o meno, dietro il nome della band padovana, poco importa: questo disco, di cambiamenti improvvisi, ne sa qualcosa. E non è un caso, no, non lo è affatto, se i primi due gruppi di riferimento sulla loro pagina myspace siano Mogwai e Radiohead. Perchè Al mio risveglio, impossibile negarlo, si lascia parecchio influenzare da quelle sonorità. Classe, velocità, equilibrio: i Greenhouse Effect, insomma, hanno tutte le carte in regola per far bene. Cosa manca? Un po' di esperienza in più, probabilmente. E maggior decisione. Con un consiglio: continuare a scrivere testi (solo) in italiano. ....
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www.dagheisha.com
Interessante questo gruppo veneto che avevamo trovato nella raccolta indipendente 'United Forces Of Phoenix 3' e adesso pubblica questi sette pezzi registrati live al teatro delle Maddalene di Padova. La musica dei Greenhouse Effect è quella che si sente volentieri nelle giornate di pioggia, lunghe digressioni strumentali e melodiche che rasserenano dopo una sconfitta e riportano la pace quando là fuori il tempo non è dei migliori. 'Al Mio Risveglio' si fa forte di un tacito accordo tra musica e liriche, entrambe proseguono per il loro passo mostrando ambizione e maturità considerevoli.
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www.kathodik.itEsordio sulla lunga distanza per i Greenhouse Effect, ensemble padovano attivo dal 2003. “Al Mio Risveglio”, frutto di questo percorso quinquennale, è stato registrato live il 24 febbraio scorso al Teatro delle Maddalene di Padova, ma all’ascolto questa dimensione è assolutamente impercettibile. Primo punto a favore dei cinque. E’ un disco che spinge a pensare: ma perché band così in Italia faticano solo a farsi ascoltare, quando nel mondo vengono idolatrati Mogwai e Oceansize, ai quali il gruppo può tenere tranquillamente testa? Ci troviamo in ambiti post-rock, con tendenze ambientali e linee sintetiche a far capolino qua e là, il tutto intriso in una luce soffusa e malinconica. Un lavoro di ottima fattura, che testimonia la buona vena di questi Greenhouse Effect. Limando alcuni angoli ancora troppo attaccati a un post-rock tradizionale, la loro musica intensa, a tratti lieve, a tratti dissonante, potrà emergere anche nella penuria del panorama italico e, perché no, internazionale. ...._________________________________________________________________________________________________________________________________
www.sulpalco.comIl progetto Greenhouse Effect nasce nel 2003 ed oggi eccoli al loro debutto per l'etichetta 'I Dischi Del Minollo' con 'Al mio risveglio'. Sei brani più un reprise che non sono niente male vista la giovane età del gruppo. ....___________________________________________________________________
www.mescalina.itDenso e urticante, siderale, fuori dal tempo- spazio, dentro il grigio. E’ il concetto fondamentalmente rigoroso e dilatato di un presunto Mogway-pensiero quello dei padovani Greenhouse Effect....._____________________________________________________________________________________________________________
www.rockambula.comE' pieno autunno e sono compiaciuto, è una stagione di grande emotività. 'Al mio risveglio' dei Greenhouse Effect scende piacevole come una foglia dall'albero. Leggero, piacevole, delicato. Una registrazione live che coglie le migliori qualità di una band molto post, sonorità da brividi sulla mia pelle. Un lungo e piacevole viaggio in macchina, una meta che non vuole essere raggiunta, i Vanessa Van Basten sul sedile posteriore. Passione alla Non voglio che Clara. Tanta qualità dosata con criterio, cavalcate melodiche spezzate da urli vagamente grind. 'Al mio Risveglio' è una bellissima prova senza appello per i Greenhouse Effect, sicuri di essere piacevoli, sicuri di essere bravi. Complimenti, sono poche le band italiane con queste potenzialità, sono poche le band indipendenti che promuovono dei live così coinvolgenti. Onori._______________________________________________________________________________________________________www.rockline.it
Registrato live nel 2007 al Teatro Delle Maddalene, Al Mio Risveglio dei padovani Greenhouse Effect è uno di quei lavori del panorama indipendente nazionale che permette di interrogarsi sul valore di parecchie bands che rimangono nell’ombra per svariati anni. E’ questo infatti il caso del quintetto veneto, attivo dal 2003 e capace di riunire in un unico sound le sperimentazioni Post Rock dei vari Mogwai ed Explosions In The Sky con il gusto altrettanto velato ed alternativo degli inglesi Oceansize.
Nei sette episodi che formano Al Mio Risveglio si ritrova una formazione in grado di muoversi autonomamente soprattutto negli ampi fraseggi strumentali, garantendo una qualità comune a poche realtà del genere nel nostro Paese. Voci soffuse e sospiri si susseguono in un crescendo di emozioni, supportate da un tessuto strumentale che è il vero punto di forza del gruppo, perché estremamente delicato ed avvolgente: i toni caldi della musica dei Greenhouse Effect cullano costantemente l’ascoltatore. I disegni delle chitarre rappresentano in ogni caso la magia della dimensione Greenhouse Effect, fatta di atmosfere rarefatte e spesso impercettibili, minimaliste e vorticose contemporaneamente. Nonostante il prodotto discografico duri solamente 37 minuti, esso costituisce una notevole prova della maturità del song-writing di una band che sta cercando di emergere nel circuito nazionale con una musica ragionata e frutto di un profondo impegno. La registrazione e il mixaggio sono di media/alta qualità e riescono a far emergere chiaramente tutti i colori della tavolozza timbrica dei Greenhouse Effect.
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www.saltinaria.it
Allora prima di tutto: spegnete le luci, poi collegate le cuffie ai vostri altoparlanti, chiudete gli occhi e solo allora potrete ascoltare ed apprezzare “Al mio risveglio” firmato Greenhouse Effect. La band padovana esistente sin dal 2003 e sceglie la dimensione live, regalata dal Teatro delle Maddalene di Padova, per registrare questo “miracolo italiano”. Aldilà del discorso strettamente musicale e tecnico, ci troviamo di fronte ad una piccola anima musicale che parla nella notte: pensieri sussurrati tra le trame morbide che si rivelano e si scoprono, urla che straziano il tutto per rivendicare la possibilità di esistere. Sceglie la strada del post-rock il quintetto padovano, ed ecco che i Mogway, i Giardini di Mirò e gli Yuppie Flu ci vengono in mente man mano che il disco scorre. Si prova una sensazione di calma e di liberazione una volta che “Al mio risveglio” è terminato e risvegliandoci anche noi, ripensiamo alle voci in sottofondo di “Male in quanto tale” e il tutto diventa più amaro. E’ bello ogni tanto potersi ritrovare in un progetto coraggioso e vivo, non vivo perché pregno d’energia vitale, ma perché problematico e sofferto e perciò dannatamente reale.
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www.rockaction.itPer i Greenhouse Effect è una registrazione dal vivo – al Teatro Le Maddalene di Padova - l’occasione giusta per dare alle stampe il primo lavoro ufficiale sulla lunga distanza, dopo qualche apparizione in compilation e progetti culturalmente interessanti. La band padovana, attiva dal 2003, è un quintetto ben assortito, dove alberga un’anima più viscerale composta da basso, batteria e chitarre elettriche, e una versata alle atmosfere scure e decadenti sviluppate da un fondamentale uso del synth. Il suono dei Greenhouse Effect si sviluppa verso l’espressione profonda, densa, decadente e – a tratti – totalmente oscura. Sette tracce lente, caratterizzate da momenti dal sapore evocativo (“Male in quanto tale”), che sembrano descrivere possibili scenari di film in bianco e nero (“Avenue”) e che sfociano spesso in urla liberatorie tese a scardinare le splendide trame che la band riesce a tessere con pazienza e dedizione, come nel caso di “Al risveglio” e nella chiaroscurale “Castore vs Polluce”. Le voci di Daniele Bertolini e Lorenzo Cucinato fungono da mezzo veicolante verso i pensieri notturni della band, la quale trova la scintilla creativa nello scontro tra armonia e dissonanza, tra forza cerebrale colta e pura energia esecutiva. In questo disco non emerge la dimensione live, ma d’altra parte la musica dei Greenhose Effect, per essere apprezzata al meglio, ha bisogno di silenzio intorno, concentrazione e, possibilmente, un buon ascolto in cuffia.
________________________________________________________________________www.nerdsattack.net
Con la cura e la sapienza di una formazione navigata. Il debutto indipendente dei veneti arriva coi colori caldi e tenui dell’Autunno, dopo un’autoproduzione e un lustro trascorso a collaborare attivamente nella scena locale. Sette splendidi momenti di radice post rock registrati live al Teatro Maddalene di Padova. Strumentali nella quasi totale interezza. Fascinosi e cerebralmente seducenti. Cantato in italiano nei momenti concessi alla voce (su questa scelta nascono alcune perplessità) e finale rabbioso, urlato, squarciato che rimanda alle stagioni lastricate d’argento dei Mogwai. Un lavoro cristallino. Un punto di partenza importante da una terra sempre parca di proposte mai scontate e per niente banali. L’effetto desiderato.________________________________________________________________________________________________________
www.consciousdreams.itPrimo lavoro sotto l'etichetta 'I Dischi Del Minollo' per i Greenhouse Effect. La prima cosa che si nota è una decisa maturazione del suono complessivo del gruppo, che mantiene sì la componente eterea degli esordi alternandola però con parti più abrasive ed energiche. Le canzoni in generale si basano appunto su questo contrasto tranquillo/forte senza ovviamente tralasciare le parti strumentali dove si nota un eccellente lavoro delle chitarre, ben supportate da una sezione ritmica solida e da tastiere mai banali.