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Saturday, September 12, 2009
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ROCKIT
Le notti passate ad
ascoltare il tintinnio appena percettibile dell'acqua sui vetri, l'acqua fredda
e fitta dell'autunno pieno, incessante e uguale in ogni lato. Quelle notti,
quelle immolate a un pensiero fisso, a una lacrima costante che non esce mai dagli
occhi, all'amore perduto o mai cercato. Quelle sono le notti dei Magpie. Notti
scure o interminabili giorni senza sole, lo sguardo severo di chi ha capito
tutto ma non può fare nulla, la morbidezza di "Milk" che scivola via
lungo i bordi dei brividi, che bella "Milk". Con "Empty
places" si può sorridere un po', e lo fai, un sorriso sognante e appagato
perché qualcosa in fondo ci spinge ancora a respirare forte quest'aria gelida.
Abbandoniamoci pure a "Hidden (december, 20)", lasciamoci accarezzare
da una chitarra sottile sottile, attraversiamo "Autumn" e
"Winter" nell'attesa, che pare infinita, di un'altra primavera.
Shoegaze dilatato e soffice, passaggi post rock ricamati con perizia, dreampop
volatile ed etereo per allontanarsi leggeri oltre il buio, i Magpie confermano
pienamente le premesse dell'ep "Days always the same" con questo
lavoro che è nero e romantico al tempo stesso, dolce e aspro, speranza triste e
lieta sconfitta. Una poesia per affrontare il lungo inverno lasciandosi andare
tra i ricordi e la neve.
BLOW UP
Daniele Carretti non
ha trascorso in casa molte notti, negli ultimi anni. Il neverending tour degli
Offlaga Disco Pax ha lasciato pochi spiragli alla sua composizione nelle ore
piccole, ma il chitarrista reggiano si è gettato con puntiglio dando corpo
negli anni al progetto Magpie in duo con la bassista Valentina Foroni. Una
scrittura essenziale, ridotta all’osso del vocabolario, per voce eterea e drum
machine in uno spettro che contempla 4AD e Saddle Creek quali ispirazioni
primarie. “Noir”, un’ora esatta di moto ondoso le cui distorsioni in apoteosi
guardano sotto le scarpe, direttamente il tappeto tessuto dagli Slowdive.
Ribolle la crosta terrestre in “Bitter & Sad” a dispetto di asserita
freddezza, mentre la voce di Donut / Fou e il violini di Nicola Manzan trasformano “Empty Place” negli Arcade Fire
incubati; l’eterna “Hidden” e il piano funereo su “Never” contraltano con una
“Low Bleeding”, la traccia migliore. Un oggetto curato, discreto la cui enfasi
sotterranea si addice a frangenti scelti senza stridere nei rimanenti, data
l’accessibilità universale a tutti gli “effetti”
AUDIODROME
Nati dalla mente di
Daniele degli OfflagaDiscoPax ormai undici (!) anni fa, dopo una serie di ep e
di cambi di formazione (adesso ridotta ad un duo con la bassista Valentina) la
band approda, finalmente – è proprio il caso di dirlo - al primo full length. Un
disco che colpisce sin dal titolo e dal curatissimo artwork (che porta alla
mente quello di un importante album italiano come Quello Che Non C’è degli
Afterhours) e che continua a destare interesse sin dalle prime note della
splendida “Death Of The Lovers”, grazie a un sound avvolgente e personale. E
parliamo di personalità nonostante le evidenti e mai celate influenze che fanno
spesso capolino all’interno del lavoro dei Magpie, da quelle più smaccatamente
post-rock (etichetta che sta stretta alla band, ma che rappresenta un
buon punto di partenza) a quelle wave e dream-pop (Cocteau Twins su
tutti). Il duo rielabora sapientemente questi spunti e li modella in base alla
sua sensibilità artistica (qui e là escono fuori anche richiami agli Offlaga, come
nella seconda parte di “Milk”). Il risultato finale è, senza giri di parole,
davvero notevole. Certo, non sarà il più originale dei dischi e ha il limite,
che si percepisce in più di un’occasione, di essere concepito da amanti ed
ascoltatori di certe sonorità quasi per omaggiarle. Però, per usare
un’espressione colloquiale, questo disco “ha i pezzi”. E quando si può
contare su canzoni come “Now You Love Me?” e “Winter” tutto passa in secondo
piano, merito di un’atmosfera notturna e di chitarre liquide che delineano un
ipotetico incrocio tra i Godspeed You! Black Emperor e i Cocteau. E questo, di
certo, non è poco.
SHIVER
Notturno. Verrebbe
da chiudere le persiane, di giorno, per calarsi nelle atmosfere crepuscolari
che l’album emana. Verrebbe da aspettare che il sole volga al termine , dietro
la linea dell’orizzonte, per spingere il tasto play ed iniziare ad ascoltare i Magpie.
“Death of the lovers” risuona come un requiem romantico e struggente. Nessun
testo accompagna il brano. Forse perchè il titolo dice tutto: Chi può
raccontare la storia di due amanti se questi ultimi non ci sono più. Solo il
vento porta i lamenti finali di un sentimento ormai non più di questa vita. I
brani successivi più che cantati sono quasi sussurrati come un segreto che se
rivelato smette di essere tale. “Milk” diventa il
manifesto dell’album dove sottofondi rumorosi si invischiano con un piano
liquido che lambisce le parole di Daniele, il quale utilizza la voce non per
cantare ed elevarsi rispetto ai suoni ma piuttosto per affiancarli
condividendone le sfumature. Tutto l’album si aggrappa a sonorità tanto care
agli Slowdive quanto ai Cocteau Twins di “Garlands” , lasciando posto anche
alle diluite manipolazioni dream pop dei Cranes. Alzano il tiro con un piccolo
spiraglio luminoso “Empty Places” e “Only Sleeping”, dove i ritmi si fanno
leggermente più movimentati rispetto agli altri brani che compongono l’album
(in “Empty Spaces ” c’è Dj Donut nelle featuring). Si torna ad abbracciare una
riflessiva malinconia lunga quasi nove minuti in “Hidden”; il brano, in gran
parte della sua durata strumentale, non si lascia sporcare dalle chitarre
shoegaze, che sono presenti negli altri brani, ma si intreccia in modo ipnotico
agli archi che hanno un lento movimento di risacca nella struttura sonora. “Noir”
è un album che non potrebbe mai essere ascoltato in una stagione diversa dalla
fine dell’autunno (ed “Autumn” ne sigilla la fine, con i suoi rintocchi
morbidi) o dall’inverno alle porte, perchè risente tanto di quelle sonorità
invernali che impediscono di essere assimilate ed apprezzate con un cielo
azzurro o un sole caldo e primaverile. L’unico sistema per ascoltarlo in modo
continuo è quando si fa buio, solo in quel momento tutti gli amanti possono
sperare in un’altra notte d’amore e di abbandono.
ONDA ROCK
Duo formato da
Daniele Carretti (anche chitarrista degli Offlaga Disco Pax)
e Valentina Feroni (al basso), i Magpie debuttano finalmente con il disco “Noir
or Several Murders in Sleepless Nights” (dopo una consueta serie di Ep
autoprodotti), una delle sensazioni del 2009 italiano in rock. Più di ogni
altra cosa, il doppio baricentrico “Hidden/Winter” compone un affresco di un
quarto d’ora che potenzia grandemente il loro sound. La personale visione del revival dream-pop rimane
la loro facciata, ma strati di arrangiamenti (archi, piano elettrico lamentoso,
acustica) e di ritmiche (trip-hop,
slowcore) permettono una libertà in grado di rimodellare le loro altere, quasi
allucinate salmodie. “Now You Love Me?”, “Low Bleeding”, “Only Sleeping” (vero
caleidoscopico tributo a Kevin Shields) e
le altre piccole gemme dell’album mostrano volontà sia letterarie che
psicologiche, e un distinto raggio d’influenze, dai Galaxie 500 a spettri
vocali dei Pet Shop
Boys, che le proiettano in un raccolto flusso di coscienza.
ARTISTS AND BANDS
Ci sono voluti dieci
anni per poter ascoltare il tanto atteso primo album dei Magpie. Dieci
anni fatti di ricerca musicale, di attività live e di numerosi cambi di
formazione, il tutto intervallato dalla pubblicazione di alcuni EP
autoprodotti. Per la band, attualmente composta da Daniele Carretti
(chitarrista degli Offlaga Disco Pax) e Valentina Foroni, la prova del
nove si intitola Noir / Several murders in sleepless nights, debutto
discografico ufficiale sotto l'etichetta delle abruzzesi Deambula Records e I
Dischi del Minollo. Undici tracce di
puro shoegaze, con influenze post-rock (come nella strumentale "Death
of the lovers"), acustiche (nel pianoforte della bella "Never")
ed elettroniche ("Only sleeping"). Gli interventi vocali quasi
sussurrati e la totale assenza di percussioni (efficacemente sostituite da
loops, campionamenti e tastiere), contribuiscono ad alimentare il mood etereo e
malinconico che pervade completamente l'opera. Da segnalare la partecipazione di
Donatella Tenchio (cantante dei Fou) nel ritornello di "Empty places",
nonchè il supporto di Nicola Manzan (meglio noto come Bologna Violenta) ai
violini. Noir si rivela un album maturo, suggestivo, quasi intimista, e
trova il proprio punto di forza nei toni cupi ed inquieti ispirati ai desolati
paesaggi autunnali: una sorta di ideale fil rouge che lega tutti i brani del
disco.
ROCKLINE
Non
un titolo più adatto poteva essere scelto per descrivere il gelo che permea un
prodotto discografico come il debutto dei Magpie, band nata nel 1998 e giunta a
presentare una formazione stabile solo sei anni dopo. Noir/Several Murders In Sleepless
Nights rappresenta un piccolo gioiello del circuito
indipendente italiano, grazie agli sforzi profusi dai due compositori, Daniele
Carretti (già attivo con gli Offlaga Disco Pax) e Valentina Foroni: con uno stile a
cavallo tra le composizioni eteree dei Cocteau Twins, il tetro romanticismo dei Cranes e un gusto
Shoegaze di grande attualità, i Magpie
dipingono immagini di fredde notti e di scenari minimalisti desolati.
Trasportati dalla passione per i film noir di metà Novecento e sostenuti da una
batteria elettronica di ottantiana memoria, i Magpie sanno alternare episodi permeati di
compostezza ed eleganza ad altri più cupi ed introspettivi, senza mai perdere
di vista i canoni di un maturo ed efficace song-writing. Le due peculiarità
principali che si evidenziano in Noir/Several
Murders In Sleepless Nights sono la presenza di una sezione ritmica
ridotta all’essenziale ma di notevole effetto e lo spettrale intreccio tra
chitarra e pianoforte, capace di stregare l’ascoltatore trascinandolo
nell’intimità del sound Magpie.
Sono brani come Bitter
& Sad a tessere l’architettura di un album che appare
curato nei particolari, pur esibendo una registrazione non impeccabile e dal
sapore retro’: nell’oscurità sapientemente plasmata dal duo di Reggio Emilia
emerge una sensibilità inedita per il panorama italiano, più legata alle
composizioni minimaliste dell’estremo Nord o quelle avvolgenti di una certa
tradizione Wave. Anche Hidden
si inserisce nel contesto meditativo del platter, cullando attraverso i suoi
delicati meandri di chitarra e la sua effettistica soffusa: la voce di Daniele
Carretti si pone come guida in questo cammino tenebroso, non privo però di
aperture sonore dai toni onirici o di armonie sommesse cariche di emotività. Il
tema dell’amore viene ampiamente abbracciato lungo Noir/Several Murders In Sleepless Nights,
poiché il binomio Now
You Love Me? - Autumn
(My Love) conferisce spazio ad affascinanti giochi cromatici,
equilibrati tra le tensioni Shoegaze ed una sfera più cupa, e poiché l’opener
strumentale Death Of
The Lovers è già in grado di descrivere all’ascoltatore il
contesto di perdita che si sviluppa attraverso gli undici episodi del disco. Immancabile
inoltre l'intervento nel disco delle sezioni d'archi ad opera di Nicola Manzan,
meglio conosciuto come Bologna Violenta, ed attivo a fianco di prestigiosi nomi
come Baustelle, Il
Teatro Degli Orrori, Moltheni e gli stessi Offlaga Disco Pax. Si
deve infine sottolineare come l’etichetta I Dischi Del Minollo si riesca a
distinguere sempre per la qualità delle proprie produzioni, capaci di ritrarre
alcune tra le più interessanti sfaccettature del panorama indipendente: ci si
auspica quindi che il gusto raffinato e decadente che ha contraddistinto sia i
due ep precedenti Noir sia
lo stesso album di studio possa manifestarsi nuovamente in future pubblicazioni
che rendano giustizia alle ottime idee esibite da un'interessante realtà dotata
di una patina stilistica spesso assente nel circuito underground italiano.
ENTRATEPARALLELE
E' un disco di classe, delicato e pieno di
vibrazioni l’esordio su full-lenght dei Magpie, che per questa pubblicazione si
avvalgono di collaborazioni importanti, ospitando Donatella Tenchio (già
cantante dei Fou) alla voce ed i violini di Nicola Manzan dei Baustelle. Sono
undici i pezzi che compongono “Noir Or Several Murders In Sleepless Nights”, un
lavoro intimistico dove la voce filtrata e seminascosta di Daniele Carretti,
ben supportata dal basso di Valentina, ci conduce attraverso atmosfere
ipnotiche e sofferte. Il duo sopracitato ha prodotto un disco davvero molto
valido, permeato da una sottile vena malinconica - forse non così tanto sottile
- di grande impatto emotivo e mai banale, che mi ha ricordato gli storici
Cocteau Twins ed i più recenti Müm. Daniele scrive bellissime canzoni dalle
incantevoli melodie, malinconiche ed umorali, adatte ad animi sensibili: tra i
pezzi che mi hanno colpito cito sicuramente l’opener “Death Of The Lovers” ed
“Empty Places", ma è il disco nella sua interezza che si dimostra di
grande valore. Per concludere vi consiglio di assicurarvi questo album dalle
tinte fosche, ma che ogni tanto lascia filtrare un po’ di luce. Accattivanti,
misteriosi, sognatori... Bravissimi!
SALTINARIA
I Magpie scrivono delle bellissime canzoni: il loro autunno è
costellato da polvere di stelle e il cammino illuminato ci accompagna nel loro
manto invernale! Ascoltare questo disco è come scrivere una lettera d’amore, parole per dare un
senso a questi giorni lunghi e dannati, una sensazione di fondo, per essere
entrato troppo consapevolmente in un angolo silenzioso e buio di “Noir/Several Murders In Sleepless Nights”, primo disco ufficiale dei Magpie, il giusto seguito dell’Ep autoprodotto “Days always the same”. I Magpie
sono Daniele Carretti degli Offlaga Disco Pax e Valentina Foroni, una
formazione affinatasi nel tempo; gli ospiti sono Donatella Tenchio alla voce e
Nicola Manzan, meglio conosciuto come Bologna Violenta, ai violini. Magpie o “della malinconia assorta” ti fanno desiderare il calore, un
abbraccio sincero; ti vestono addosso, come dei grandi stilisti, un vestito
perfetto, della tua misura, il quale non abbandonerai mai nell’armadio. La
scelta di non utilizzare la batteria rende l’atmosfera eterea e grazie ai loop di
scuola Morr i brani vagano docilmente come polvere di stelle nello spazio. La
voce di Daniele, figlia amorevole di Jason Pierce, mai invadente, delicata e
sensuale, ti fa sentire a casa. “Noir/Several Murders In Sleepless Nights” è un disco da
ascoltare a più riprese, da inserire nel lettore solo se si è certi di voler
abbandonare per un’ora la vita e la realtà circostante e farsi trascinare, in
volo, nella terra dei Magpie.
ROCKACTION
I Magpie sono un
duo drum-less, formato dal chitarrista degli Offlaga Dico Pax Daniele Carretti
e dalla bassista Valentina Feroni, che dopo una serie di ep autoprodotti arriva
alla prova sulla lunga distanza per le etichette abruzzesi Deambula records e I
Dischi del Minollo. Il colore principale che caratterizza lo sfondo di questo
“Noir (Several Murders in Sleeping Nights)” è decisamente il nero, va da sé,
con tutta una serie di sfumature grige, angoli chiaroscurali, ombre
inquietanti. Le notti dei Magpie non devono essere delle più serene, e questo
lo si avverte già nell’iniziale “Death of the Lovers”, dove la chitarra di
Daniele tratteggia inquietudini e suspance degne di un film in bianco e nero,
di quelli che ti ammaliano. Poi, in primo piano, c’è spesso la voce dello
stesso Carretti, autentico strumento aggiunto alla tessitura vellutata e
intrigante del progetto, che enfatizza ancor di più gli scenari con un timbro
sussurrato, in certi momenti appena accennato, che rimanda alle prima folate di
vento che annunciano un temporale imminente. Tempesta che però non arriva mai
nell’ora di musica proposta, perché la tensione umorale dei Magpie si mantiene
costantemente ancorata alle atmosfere gelide degli inverni più cupi, quando il
sole è un’utopia, ma dove prendono vita una serie innumerevoli di visioni e
passioni che si dimenticano a stento.
IL CIBICIDA
Gocce di pioggia
che rigano un vetro sporco. Bagliori di fulmini che lì fuori, da qualche parte
oltre l’orizzonte, scatenano la propria furia. Un vecchio telefono che squilla
e cui nessuno si decide a dare pace. La stagione del buio è alle porte, ed i
Magpie da Reggio Emilia ne tessono ad arte la colonna sonora. Noir / Several
Murders In Sleepless Nights è, senza mezzi termini, una delle più liete
sorprese partorite dall’italico suolo nel 2009, con Valentina Feroni e Daniele
Carretti (già un terzo di Offlaga Disco Pax) a mettere in piedi un disco
d’esordio fatto di tracce votate irrimediabilmente a tonalità scure. L’indole
new wave del progetto è evidente, sia per la meteoropatia acuta che trasudano i
brani, sia per quel tocco di lancinante malinconia che pervade il lavoro da
capo a fondo. Ma se la new wave è la sostanza, la forma scelta per esprimersi
paga invece pegno ad altri territori sonori, scarnificati dal duo e riproposti
in un miscuglio incorporeo. Si val dal post-rock dell’opener Death Of The
Lovers e di Hidden (December, 20) al dolce shoegaze a là Slowdive di
Low Bleeding e Bitter & Sad, passando per l’elettronica
stridente di Milk e Only Sleeping o per il piano di Never.
La batteria non esiste, soppiantata da campionamenti, sample, tastiere, violini
appena accennati, e l’assenza delle pelli rende l’album assolutamente etereo,
non filtra un raggio di sole che sia uno, così come suggeriscono gli stessi
artwork e titolo dell’album. Il cielo è grigio e la nebbia che avvolge “Noir /
Several Murders In Sleepless Nights” è squarciata solo dalla voce filtrata di
Carretti, irresistibile eco che riporta alla mente maestri “ambientali” quali i
Cocteau Twins o i Dead Can Dance (giusto per dare ancora uno sguardo agli anni
’80). C’è romanticismo palpabile nelle undici tracce che compongono quest’opera
prima, ci sono sguardi che s’incrociano fino a penetrarsi, ci sono atmosfere
che traghettano dall’autunno all’inverno e poi ancora all’autunno senza passare
dalle altre due stagioni. Now You Love Me? chiedono i Magpie. La
risposta è scontata: non si potrebbe fare altrimenti.
POLAROID
Magnificamente
autunnale e desolato sin dalla copertina, Noir or Several Murders In
Sleepless Nights è il debutto dei Magpie, creatura di Daniele Carretti, già chitarrista negli
Offlaga Disco Pax e qui anche alla voce. Suoni abbandonati, gonfi di nebbie,
che omaggiano i classici Slowdive e Ride. Undici rarefatte canzoni che vedono
anche la collaborazione di Donatella Tenchio (Fou) e Nicola Manzan (Bologna
Violenta) e che riescono a trovare nuove palpitanti sfumature dentro la parola
spleen.
7:44 PM
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