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I DISCHI DEL MINOLLO out now MAGPIE



Last Updated: 12/26/2009

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Status: Single
Country: IT
Signup Date: 2/7/2007
Saturday, September 12, 2009 
ROCKIT
Le notti passate ad ascoltare il tintinnio appena percettibile dell'acqua sui vetri, l'acqua fredda e fitta dell'autunno pieno, incessante e uguale in ogni lato. Quelle notti, quelle immolate a un pensiero fisso, a una lacrima costante che non esce mai dagli occhi, all'amore perduto o mai cercato. Quelle sono le notti dei Magpie. Notti scure o interminabili giorni senza sole, lo sguardo severo di chi ha capito tutto ma non può fare nulla, la morbidezza di "Milk" che scivola via lungo i bordi dei brividi, che bella "Milk". Con "Empty places" si può sorridere un po', e lo fai, un sorriso sognante e appagato perché qualcosa in fondo ci spinge ancora a respirare forte quest'aria gelida. Abbandoniamoci pure a "Hidden (december, 20)", lasciamoci accarezzare da una chitarra sottile sottile, attraversiamo "Autumn" e "Winter" nell'attesa, che pare infinita, di un'altra primavera. Shoegaze dilatato e soffice, passaggi post rock ricamati con perizia, dreampop volatile ed etereo per allontanarsi leggeri oltre il buio, i Magpie confermano pienamente le premesse dell'ep "Days always the same" con questo lavoro che è nero e romantico al tempo stesso, dolce e aspro, speranza triste e lieta sconfitta. Una poesia per affrontare il lungo inverno lasciandosi andare tra i ricordi e la neve.

BLOW UP
Daniele Carretti non ha trascorso in casa molte notti, negli ultimi anni. Il neverending tour degli Offlaga Disco Pax ha lasciato pochi spiragli alla sua composizione nelle ore piccole, ma il chitarrista reggiano si è gettato con puntiglio dando corpo negli anni al progetto Magpie in duo con la bassista Valentina Foroni. Una scrittura essenziale, ridotta all’osso del vocabolario, per voce eterea e drum machine in uno spettro che contempla 4AD e Saddle Creek quali ispirazioni primarie. “Noir”, un’ora esatta di moto ondoso le cui distorsioni in apoteosi guardano sotto le scarpe, direttamente il tappeto tessuto dagli Slowdive. Ribolle la crosta terrestre in “Bitter & Sad” a dispetto di asserita freddezza, mentre la voce di Donut / Fou e il violini di Nicola Manzan  trasformano “Empty Place” negli Arcade Fire incubati; l’eterna “Hidden” e il piano funereo su “Never” contraltano con una “Low Bleeding”, la traccia migliore. Un oggetto curato, discreto la cui enfasi sotterranea si addice a frangenti scelti senza stridere nei rimanenti, data l’accessibilità universale a tutti gli “effetti”

AUDIODROME
Nati dalla mente di Daniele degli OfflagaDiscoPax ormai undici (!) anni fa, dopo una serie di ep e di cambi di formazione (adesso ridotta ad un duo con la bassista Valentina) la band approda, finalmente – è proprio il caso di dirlo - al primo full length. Un disco che colpisce sin dal titolo e dal curatissimo artwork (che porta alla mente quello di un importante album italiano come Quello Che Non C’è degli Afterhours) e che continua a destare interesse sin dalle prime note della splendida “Death Of The Lovers”, grazie a un sound avvolgente e personale. E parliamo di personalità nonostante le evidenti e mai celate influenze che fanno spesso capolino all’interno del lavoro dei Magpie, da quelle più smaccatamente post-rock (etichetta che sta stretta alla band, ma che rappresenta un buon  punto di partenza) a quelle wave e dream-pop (Cocteau Twins su tutti). Il duo rielabora sapientemente questi spunti e li modella in base alla sua sensibilità artistica (qui e là escono fuori anche richiami agli Offlaga, come nella seconda parte di “Milk”). Il risultato finale è, senza giri di parole, davvero notevole. Certo, non sarà il più originale dei dischi e ha il limite, che si percepisce in più di un’occasione, di essere concepito da amanti ed ascoltatori di certe sonorità quasi per omaggiarle. Però, per usare un’espressione colloquiale, questo disco “ha i pezzi”.  E quando si può contare su canzoni come “Now You Love Me?” e “Winter” tutto passa in secondo piano, merito di un’atmosfera notturna e di chitarre liquide che delineano un ipotetico incrocio tra i Godspeed You! Black Emperor e i Cocteau. E questo, di certo, non è poco.

SHIVER
Notturno. Verrebbe da chiudere le persiane, di giorno, per calarsi nelle atmosfere crepuscolari che l’album emana. Verrebbe da aspettare che il sole volga al termine , dietro la linea dell’orizzonte, per spingere il tasto play ed iniziare ad ascoltare i Magpie. “Death of the lovers” risuona come un requiem romantico e struggente. Nessun testo accompagna il brano. Forse perchè il titolo dice tutto: Chi può raccontare la storia di due amanti se questi ultimi non ci sono più. Solo il vento porta i lamenti finali di un sentimento ormai non più di questa vita. I brani successivi più che cantati sono quasi sussurrati come un segreto che se rivelato smette di essere tale. “Milk” diventa il manifesto dell’album dove sottofondi rumorosi si invischiano con un piano liquido che lambisce le parole di Daniele, il quale utilizza la voce non per cantare ed elevarsi rispetto ai suoni ma piuttosto per affiancarli condividendone le sfumature. Tutto l’album si aggrappa a sonorità tanto care agli Slowdive quanto ai Cocteau Twins di “Garlands” , lasciando posto anche alle diluite manipolazioni dream pop dei Cranes. Alzano il tiro con un piccolo spiraglio luminoso “Empty Places” e “Only Sleeping”, dove i ritmi si fanno leggermente più movimentati rispetto agli altri brani che compongono l’album (in “Empty Spaces ” c’è Dj Donut nelle featuring). Si torna ad abbracciare una riflessiva malinconia lunga quasi nove minuti in “Hidden”; il brano, in gran parte della sua durata strumentale, non si lascia sporcare dalle chitarre shoegaze, che sono presenti negli altri brani, ma si intreccia in modo ipnotico agli archi che hanno un lento movimento di risacca nella struttura sonora. “Noir” è un album che non potrebbe mai essere ascoltato in una stagione diversa dalla fine dell’autunno (ed “Autumn” ne sigilla la fine, con i suoi rintocchi morbidi) o dall’inverno alle porte, perchè risente tanto di quelle sonorità invernali che impediscono di essere assimilate ed apprezzate con un cielo azzurro o un sole caldo e primaverile. L’unico sistema per ascoltarlo in modo continuo è quando si fa buio, solo in quel momento tutti gli amanti possono sperare in un’altra notte d’amore e di abbandono.

ONDA ROCK
Duo formato da Daniele Carretti (anche chitarrista degli Offlaga Disco Pax) e Valentina Feroni (al basso), i Magpie debuttano finalmente con il disco “Noir or Several Murders in Sleepless Nights” (dopo una consueta serie di Ep autoprodotti), una delle sensazioni del 2009 italiano in rock. Più di ogni altra cosa, il doppio baricentrico “Hidden/Winter” compone un affresco di un quarto d’ora che potenzia grandemente il loro sound. La personale visione del revival dream-pop rimane la loro facciata, ma strati di arrangiamenti (archi, piano elettrico lamentoso, acustica) e di ritmiche (trip-hop, slowcore) permettono una libertà in grado di rimodellare le loro altere, quasi allucinate salmodie. “Now You Love Me?”, “Low Bleeding”, “Only Sleeping” (vero caleidoscopico tributo a Kevin Shields) e le altre piccole gemme dell’album mostrano volontà sia letterarie che psicologiche, e un distinto raggio d’influenze, dai Galaxie 500 a spettri vocali dei Pet Shop Boys, che le proiettano in un raccolto flusso di coscienza.

ARTISTS AND BANDS
Ci sono voluti dieci anni per poter ascoltare il tanto atteso primo album dei Magpie. Dieci anni fatti di ricerca musicale, di attività live e di numerosi cambi di formazione, il tutto intervallato dalla pubblicazione di alcuni EP autoprodotti. Per la band, attualmente composta da Daniele Carretti (chitarrista degli Offlaga Disco Pax) e Valentina Foroni, la prova del nove si intitola Noir / Several murders in sleepless nights, debutto discografico ufficiale sotto l'etichetta delle abruzzesi Deambula Records e I Dischi del Minollo.  Undici tracce di puro shoegaze, con influenze post-rock (come nella strumentale "Death of the lovers"), acustiche (nel pianoforte della bella "Never") ed elettroniche ("Only sleeping"). Gli interventi vocali quasi sussurrati e la totale assenza di percussioni (efficacemente sostituite da loops, campionamenti e tastiere), contribuiscono ad alimentare il mood etereo e malinconico che pervade completamente l'opera. Da segnalare la partecipazione di Donatella Tenchio (cantante dei Fou) nel ritornello di "Empty places", nonchè il supporto di Nicola Manzan (meglio noto come Bologna Violenta) ai violini. Noir si rivela un album maturo, suggestivo, quasi intimista, e trova il proprio punto di forza nei toni cupi ed inquieti ispirati ai desolati paesaggi autunnali: una sorta di ideale fil rouge che lega tutti i brani del disco.

ROCKLINE

Non un titolo più adatto poteva essere scelto per descrivere il gelo che permea un prodotto discografico come il debutto dei Magpie, band nata nel 1998 e giunta a presentare una formazione stabile solo sei anni dopo. Noir/Several Murders In Sleepless Nights rappresenta un piccolo gioiello del circuito indipendente italiano, grazie agli sforzi profusi dai due compositori, Daniele Carretti (già attivo con gli Offlaga Disco Pax) e Valentina Foroni: con uno stile a cavallo tra le composizioni eteree dei Cocteau Twins, il tetro romanticismo dei Cranes e un gusto Shoegaze di grande attualità, i Magpie dipingono immagini di fredde notti e di scenari minimalisti desolati. Trasportati dalla passione per i film noir di metà Novecento e sostenuti da una batteria elettronica di ottantiana memoria, i Magpie sanno alternare episodi permeati di compostezza ed eleganza ad altri più cupi ed introspettivi, senza mai perdere di vista i canoni di un maturo ed efficace song-writing. Le due peculiarità principali che si evidenziano in Noir/Several Murders In Sleepless Nights sono la presenza di una sezione ritmica ridotta all’essenziale ma di notevole effetto e lo spettrale intreccio tra chitarra e pianoforte, capace di stregare l’ascoltatore trascinandolo nell’intimità del sound Magpie. Sono brani come Bitter & Sad a tessere l’architettura di un album che appare curato nei particolari, pur esibendo una registrazione non impeccabile e dal sapore retro’: nell’oscurità sapientemente plasmata dal duo di Reggio Emilia emerge una sensibilità inedita per il panorama italiano, più legata alle composizioni minimaliste dell’estremo Nord o quelle avvolgenti di una certa tradizione Wave. Anche Hidden si inserisce nel contesto meditativo del platter, cullando attraverso i suoi delicati meandri di chitarra e la sua effettistica soffusa: la voce di Daniele Carretti si pone come guida in questo cammino tenebroso, non privo però di aperture sonore dai toni onirici o di armonie sommesse cariche di emotività. Il tema dell’amore viene ampiamente abbracciato lungo Noir/Several Murders In Sleepless Nights, poiché il binomio Now You Love Me? - Autumn (My Love) conferisce spazio ad affascinanti giochi cromatici, equilibrati tra le tensioni Shoegaze ed una sfera più cupa, e poiché l’opener strumentale Death Of The Lovers è già in grado di descrivere all’ascoltatore il contesto di perdita che si sviluppa attraverso gli undici episodi del disco. Immancabile inoltre l'intervento nel disco delle sezioni d'archi ad opera di Nicola Manzan, meglio conosciuto come Bologna Violenta, ed attivo a fianco di prestigiosi nomi come Baustelle, Il Teatro Degli Orrori, Moltheni e gli stessi Offlaga Disco Pax. Si deve infine sottolineare come l’etichetta I Dischi Del Minollo si riesca a distinguere sempre per la qualità delle proprie produzioni, capaci di ritrarre alcune tra le più interessanti sfaccettature del panorama indipendente: ci si auspica quindi che il gusto raffinato e decadente che ha contraddistinto sia i due ep precedenti Noir sia lo stesso album di studio possa manifestarsi nuovamente in future pubblicazioni che rendano giustizia alle ottime idee esibite da un'interessante realtà dotata di una patina stilistica spesso assente nel circuito underground italiano.

ENTRATEPARALLELE

E' un disco di classe, delicato e pieno di vibrazioni l’esordio su full-lenght dei Magpie, che per questa pubblicazione si avvalgono di collaborazioni importanti, ospitando Donatella Tenchio (già cantante dei Fou) alla voce ed i violini di Nicola Manzan dei Baustelle. Sono undici i pezzi che compongono “Noir Or Several Murders In Sleepless Nights”, un lavoro intimistico dove la voce filtrata e seminascosta di Daniele Carretti, ben supportata dal basso di Valentina, ci conduce attraverso atmosfere ipnotiche e sofferte. Il duo sopracitato ha prodotto un disco davvero molto valido, permeato da una sottile vena malinconica - forse non così tanto sottile - di grande impatto emotivo e mai banale, che mi ha ricordato gli storici Cocteau Twins ed i più recenti Müm. Daniele scrive bellissime canzoni dalle incantevoli melodie, malinconiche ed umorali, adatte ad animi sensibili: tra i pezzi che mi hanno colpito cito sicuramente l’opener “Death Of The Lovers” ed “Empty Places", ma è il disco nella sua interezza che si dimostra di grande valore. Per concludere vi consiglio di assicurarvi questo album dalle tinte fosche, ma che ogni tanto lascia filtrare un po’ di luce. Accattivanti, misteriosi, sognatori... Bravissimi!


SALTINARIA

I Magpie scrivono delle bellissime canzoni: il loro autunno è costellato da polvere di stelle e il cammino illuminato ci accompagna nel loro manto invernale! Ascoltare questo disco è come scrivere una lettera d’amore, parole per dare un senso a questi giorni lunghi e dannati, una sensazione di fondo, per essere entrato troppo consapevolmente in un angolo silenzioso e buio di  “Noir/Several Murders In Sleepless Nights”, primo disco ufficiale dei Magpie, il giusto seguito dell’Ep autoprodotto “Days always the same”. I Magpie sono Daniele Carretti degli Offlaga Disco Pax e Valentina Foroni, una formazione affinatasi nel tempo; gli ospiti sono Donatella Tenchio alla voce e Nicola Manzan, meglio conosciuto come Bologna Violenta, ai violini. Magpie o “della malinconia assorta” ti fanno desiderare il calore, un abbraccio sincero; ti vestono addosso, come dei grandi stilisti, un vestito perfetto, della tua misura, il quale non abbandonerai mai nell’armadio. La scelta di non utilizzare la batteria rende l’atmosfera eterea e grazie ai loop di scuola Morr i brani vagano docilmente come polvere di stelle nello spazio. La voce di Daniele, figlia amorevole di Jason Pierce, mai invadente, delicata e sensuale, ti fa sentire a casa. Noir/Several Murders In Sleepless Nights” è un disco da ascoltare a più riprese, da inserire nel lettore solo se si è certi di voler abbandonare per un’ora la vita e la realtà circostante e farsi trascinare, in volo, nella terra dei Magpie.


ROCKACTION
I Magpie sono un duo drum-less, formato dal chitarrista degli Offlaga Dico Pax Daniele Carretti e dalla bassista Valentina Feroni, che dopo una serie di ep autoprodotti arriva alla prova sulla lunga distanza per le etichette abruzzesi Deambula records e I Dischi del Minollo. Il colore principale che caratterizza lo sfondo di questo “Noir (Several Murders in Sleeping Nights)” è decisamente il nero, va da sé, con tutta una serie di sfumature grige, angoli chiaroscurali, ombre inquietanti. Le notti dei Magpie non devono essere delle più serene, e questo lo si avverte già nell’iniziale “Death of the Lovers”, dove la chitarra di Daniele tratteggia inquietudini e suspance degne di un film in bianco e nero, di quelli che ti ammaliano. Poi, in primo piano, c’è spesso la voce dello stesso Carretti, autentico strumento aggiunto alla tessitura vellutata e intrigante del progetto, che enfatizza ancor di più gli scenari con un timbro sussurrato, in certi momenti appena accennato, che rimanda alle prima folate di vento che annunciano un temporale imminente. Tempesta che però non arriva mai nell’ora di musica proposta, perché la tensione umorale dei Magpie si mantiene costantemente ancorata alle atmosfere gelide degli inverni più cupi, quando il sole è un’utopia, ma dove prendono vita una serie innumerevoli di visioni e passioni che si dimenticano a stento.

IL CIBICIDA
Gocce di pioggia che rigano un vetro sporco. Bagliori di fulmini che lì fuori, da qualche parte oltre l’orizzonte, scatenano la propria furia. Un vecchio telefono che squilla e cui nessuno si decide a dare pace. La stagione del buio è alle porte, ed i Magpie da Reggio Emilia ne tessono ad arte la colonna sonora. Noir / Several Murders In Sleepless Nights è, senza mezzi termini, una delle più liete sorprese partorite dall’italico suolo nel 2009, con Valentina Feroni e Daniele Carretti (già un terzo di Offlaga Disco Pax) a mettere in piedi un disco d’esordio fatto di tracce votate irrimediabilmente a tonalità scure. L’indole new wave del progetto è evidente, sia per la meteoropatia acuta che trasudano i brani, sia per quel tocco di lancinante malinconia che pervade il lavoro da capo a fondo. Ma se la new wave è la sostanza, la forma scelta per esprimersi paga invece pegno ad altri territori sonori, scarnificati dal duo e riproposti in un miscuglio incorporeo. Si val dal post-rock dell’opener Death Of The Lovers e di Hidden (December, 20) al dolce shoegaze a là Slowdive di Low Bleeding e Bitter & Sad, passando per l’elettronica stridente di Milk e Only Sleeping o per il piano di Never. La batteria non esiste, soppiantata da campionamenti, sample, tastiere, violini appena accennati, e l’assenza delle pelli rende l’album assolutamente etereo, non filtra un raggio di sole che sia uno, così come suggeriscono gli stessi artwork e titolo dell’album. Il cielo è grigio e la nebbia che avvolge “Noir / Several Murders In Sleepless Nights” è squarciata solo dalla voce filtrata di Carretti, irresistibile eco che riporta alla mente maestri “ambientali” quali i Cocteau Twins o i Dead Can Dance (giusto per dare ancora uno sguardo agli anni ’80). C’è romanticismo palpabile nelle undici tracce che compongono quest’opera prima, ci sono sguardi che s’incrociano fino a penetrarsi, ci sono atmosfere che traghettano dall’autunno all’inverno e poi ancora all’autunno senza passare dalle altre due stagioni. Now You Love Me? chiedono i Magpie. La risposta è scontata: non si potrebbe fare altrimenti.

POLAROID
Magnificamente autunnale e desolato sin dalla copertina, Noir or Several Murders In Sleepless Nights è il debutto dei Magpie, creatura di Daniele Carretti, già chitarrista negli Offlaga Disco Pax e qui anche alla voce. Suoni abbandonati, gonfi di nebbie, che omaggiano i classici Slowdive e Ride. Undici rarefatte canzoni che vedono anche la collaborazione di Donatella Tenchio (Fou) e Nicola Manzan (Bologna Violenta) e che riescono a trovare nuove palpitanti sfumature dentro la parola spleen.