Tema: il mio vicino di casa.
Il mio vicino di casa abita nella casa accanto alla mia. Ha un bel giardino grande, e io posso vedere il giardino dalla mia finestra. A lui piace tanto curare i suoi fiori, e passa tantissimo tempo a bagnarli. E’ molto orgoglioso del suo prato, e sta sempre molto attento a tenerlo in ordine, e che sia sempre pulito e colorato, che tutto sia sempre a posto. Tanta gente passa dalla mia stradina solo per poter dare un’occhiata alla sua casa e vedere i suoi fiori, perchè mettono allegria.
Il mio vicino è sempre contento quando sta nel giardino, e quando ci lavora canticchia sempre. A volte quando sono triste, apro la finestra e guardo giù: lui fischietta e così mi metto ad ascoltarlo senza farmi vedere, e divento più contenta. Ogni tanto vedo che anche qualcun altro guarda il suo giardino dalla finestra, e sorride quando lo sente fischiettare; lui invece non ci vede, ma secondo me lo sa che lo guardiamo e lo sentiamo, e sente anche che siamo contenti.
Il mio vicino di casa è un po’ strano. Lo dicono sempre i miei genitori, perchè fa delle cose che loro non capiscono. A volte sale in cima agli alberi del suo giardino e ride a crepapelle, e quando lo vedo rido anche io. Mio papà invece fa di no con la testa e non ride. A lui non ho mai detto che vorrei salire sull’albero anche io, perchè altrimenti mi sgrida. Poi a volte il mio vicino corre in casa e chiude tutte le finestre, anche quando fuori il tempo è bello e c’è il sole. Io credo che forse ha paura di qualcosa, oppure che vuole stare da solo, invece mamma dice che vede cose che non esistono ed è tutto matto.
Ci sono tante persone in paese che parlano di lui. Prima parlano dei suoi fiori e dicono che sono bellissimi, ma poi alla fine dicono sempre che è strano e che gli manca qualche rotella, e che anche i suoi fiori forse sono così belli perchè gli dà delle cose strane da bere.
Non so se ha tanti amici. Io lo vedo sempre da solo, anche quando va al mercato a comprare il concime per le piante o qualche fiore nuovo, e c’è tanta gente intorno a lui e lo guardano tutti, ma lui non parla mai con nessuno e saluta solo poche persone. Forse non va d’accordo con la gente del paese. Invece sorride sempre ai bambini, e a volte gli regala qualche fiore, ma i genitori non dicono mai ai bambini di ringraziarlo, e a volte buttano anche via i fiori per paura di non ho capito bene cosa. Forse quando sarò grande capirò anche io.
Il mio vicino non c’è più. Non lo vedo da sei o sette giorni. Era sempre lì, tutti i giorni, anche prima di quando sono nata, dice mia mamma. Credo che forse è volato in cielo. E’ così silenzioso qui adesso. Anche prima lo era, ma adesso il silenzio è più forte. Sembra vuota anche la mia casa, pure se non c’era mai stato. Guardo giù in giardino e c’è qualcuno che bagna i fiori, ma non è lui. I fiori non sono più belli. Sono sempre colorati, ma non sono più allegri. Il giardino non mi fa più compagnia; se lo guardo mi sento ancora più sola. La gente parla sempre di lui, e dicono che le persone che non lo capivano erano stupide, e che non bisognava dar retta alle chiacchiere di paese. Secondo me gli adulti a volte sono strani. Proprio strani.
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Ho scritto questo due ore fa; ora rileggendolo mi vergogno quasi.
E’ infantile, molto infantile, ma chi se ne frega, forse è giusto così.
E’ il mio stupido modo per dire che mi manca Michael Jackson.