"Scripta manent". Parlo di libri che restano, almeno in una vita come la mia, dove i libri rappresentano molto. E allora quando ti trovi di fronte ad un capolavoro come "Shantaram" di Gregory David Roberts non puoi fare altro che perderti nelle sue milleduecento pagine, e cercare di leggere più lentamente quando senti arrivare la fine.
Ti innamori di quest'uomo, di Shantaram: "L'uomo della pace di Dio", ti innamori della sua storia, della sua fuga da un carcere di massima sicurezza Australiano e del suo arrivo a Bombay.
Ti innamori di Bombay, e di quel popolo indiano che è quasi la raffigurazione dell'amore stesso.
Ti innamori della vita, e dei valori che solo la strada può insegnare.
C'è tutto questo, in Shantaram, c'è l'autobiografia di un uomo che è sopravvissuto al carcere duro, alle botte, alla morte che gli passava accanto, ed in qualche modo anche alla storia d'amore più bella e pericolosa che io abbia mai sentito raccontare. Una storia d'amore che nel libro è colonna vertebrale, così reale, così lontana dall'amore raccontato che troppo spesso si incontra nei libri (brutti), e che invece qui è condivisione e comprensione, è amore e niente più.
Insomma un libro che sposta un po' la tua vita, un libro che come una storia d'amore ti migliora un po', ti insegna la filosofia e l'onore che è l'arte di essere umili.
"Il mantello del passato è fatto con il tessuto delle emozioni della nostra vita e cucito con i fili enigmatici del tempo. In genere non possiamo fare altro che avvolgercelo intorno alle spalle per trarne conforto, o trascinarcelo dietro mentre ci sforziamo di proseguire il nostro cammino. Ma tutto ha una causa e un senso. Ogni vita, ogni amore, ogni azione , ogni emozione e pensiero hanno una ragione ed un significato. E a volte riusciamo a vederli. A volte vediamo il passato con tale chiarezza, e le parti che lo compongono ci appaiono con tale limpidezza che ogni cucitura del tempo rivela il suo scopo, il messaggio che contiene. Nella vita di ognuno di noi, poco importa che sia vissuta nell'abbondanza o nella miseria, nulla porta più conoscenza del fallimento,e più chiarezza del dolore. E nella minuscola preziosa saggezza che otteniamo, quei nemici temuti e odiati, dolore e fallimento, hanno diritto e ragione di esistere".
Chi ha conosciuto l'autore di questo meraviglioso libro ne parla come di un uomo grande e grosso,con occhi che raccontano molto, che fanno paura e fanno innamorare.
Esattamente come il suo meraviglioso libro. Parole che restano.