Dreamy Night, recitava il lancio della serata curata da
Lenti Eventi.
E serata sognante e composta è stata. Che è riuscita a vincere l’apatia
di un giorno pre-ponte lungo, l’afa presto tramutatasi in folate di
vento freddo, le solite scuse da complessi cervellotici della vita
quotidiana, che affligge ed obnubila le menti. Il locale limitrofo alle
mura di S. Lorenzo si va popolando a partire dalle 23, quando sul palco
sono già saliti i
Piano For Airport. I “nerd” più
indefessi sono sempre presenti e al loro posto - dal Gherardi al
Fontecedro, dal Ceccobelli al Natale. Un wild bunch duro a morire, come
la voglia di stare in mezzo alla gente in eventi come questo. Con volti
tranquilli, sereni, sinceri (soprattutto). Un piccolo mirabile ricamo
organizzativo che questa volta ha scelto sonorità d’ascolto ed
emozioni, legate al nodo principale dallo stesso filo.
Il quartetto dei
Piano For Airport propone un post rock dai tratti malinconici ed autunnali, giovani promettenti all’esordio con l’EP
‘Much More’,
strumentalmente validi soprattutto nella prima parte della loro
esibizione. La “leggera dose d’elettronica” presente nel sound proposto
funziona e convince, riuscendo a strappare applausi ai convenuti. Tra
CD usati e merchandising colorato di nuovo, inizia il via-vai prima
dell’esibizione de
La Calle Mojada, recentemente posizionata in apertura dei
65daysofstatic. Anche loro presentano il nuovo EP
‘So Far From Winter To Fall’, e possono finalmente riprendersi il palco del Mads, dopo aver sfortunatamente “saltato” la prova durante la
Festa del
nostro benemerito sito. L’inizio non fa presagire nulla di buono, colpa
di un cavo della chitarra rovinato, che decide di sua sponte di fare i
capricci. Per individuare il “colpevole” ci vogliono una dozzina di
minuti, e poi, seppur con qualche problemino di riverbero, il trio
riesce a partire. L’esibizione è in crescendo. Collaudati, precisi,
emozionanti. Radio parterre conferma che il finale è piaciuto
moltissimo. Tanto gusto e raffinatezza. Come sempre.
Vanno via come il pane
My Bloody Valentine,
Galaxie 500 e
Mazzy Star.
Del resto si rimane in tema con la serata. Mentre continua il Dj set
che vede selezionatrici d’eccezione le tre fanciulline di casa Lenti
Eventi. Un rapido cambio di palco e poco dopo la mezzanotte ecco
comparire il duo fiorentino dei
Metùo. Tommaso e Giorgia arrivano forti un debutto magnifico.
‘Toy Shop’ è
elettronica del cuore che arreda di vivido colore l’ambiente e rende
l’atmosfera satura di “sensazioni”. Non a caso a fine giugno apriranno
il concerto romano dei
Telefon Tel Aviv. Non a caso. Laptop e tastiere varie. Ma soprattutto una perfetta metà artistica. Da un lato
Master T,
serio, concentrato, anima pulsante e macchina motrice - dall’altro la
piccola bambolina vestita di pastello e pupazzetti, alle prese con
cento e una trovate sonore. Laptop, chitarra caleidoscopica e
glockenspiel a parte, Giorgia disegna il sottofondo con campanelli,
trombette, giocattolini, pistole trasparenti, un piccolo sax in
plastica, mentre spara luccichini e profuma il pubblico con un dolce
spray. Produce bolle di sapone come se volesse ricopririci con un
tappeto di fiori, lancia in orbita la voce, quando i brani diventano
più serrati. I
Metùo confermano dal vivo la
sorprendente bontà rilevata su disco. Se non conoscessimo la
provenienza toscana potremmo tranquillamente puntare su una
aglosassone. Un quarto d’ora dopo la una, si congedano tra gli applausi
convinti delle persone, che fino a quel momento avevano mosso la testa
ad accompagnare quasi in simbiosi i downtempo del duo.
Il vento tagliente che fuori ha ormai preso il sopravvento sulla
fine di maggio, non allontana tuttavia il profumo e il ricordo di una
serata adorabile. A rigenerare i sensi e ristorare l’anima. Fine.
Emanuele Tamagnini
Fonte: www.nerdsattack.it