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Giuseppe "Spedino" Moffa & Co.mpari



Last Updated: 12/4/2009

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Saturday, May 05, 2007 

NUOVO oggi MOLISE

Giuseppe Moffa,

il Capossela

molisano

Martedì 1 Maggio 2007
pag. 32 PLATEA

Ha 28 anni e arriva da Riccia il cantautore regionale di maggiori prospettive

Con la sua nuova band prova a sfondare sulla scena nazionale

di Maurizio Cavaliere

La prima volta che lo abbiamo visto suonare, svettava dall’alto del suo metro e novantaquattro centimetri (ma il carisma era già pari alla statura) negli Alti e bassi band, gruppo blues di Riccia che vinse sei anni fa la rassegna «Cantieri», interessante festa musicale che aveva il merito, tra le altre cose, di dare spazio ai gruppi emergenti della regione. A qualche anno di distanza abbiamo ritrovato - Giuseppe «Spedino» Moffa sullo stesso palco, quello del Blue Note, stavolta con indosso i panni del frontman, e a fianco - tra atmosfere soffuse e intriganti - quattro musicisti di grande qualità che lo accompagnano ormai da due anni nel progetto de «Giuseppe ’Spedino’ Moffa e Co.mpari». L’imponente musicista riccese è cresciuto tantissimo negli ultimi tempo. Sabato scorso lo ha dimostrato, con un’apprezzata esibizione, che è seguita a quella altrettanto convincente che gli è valsa il passaggio alle selezioni nazionali per il concerto del primo maggio in programma oggi a Roma. Un ragazzone che nello stesso sguardo racchiude l’aria del gigante buono e l’inquietudine del bohemien nato per la musica. La prima volta che imbracciò una fisarmonica aveva 7 anni. Si sviluppò allora, con i primi studi, l’amore per la musica, iniziamente quella folk riccese; poi fu il turno della chitarra (tre anni fa si è diplomato al conservatorio Perosi di Campobasso) e infine la zampogna, strumenti che ne hanno scolpito non solo il talento e il gusto musicale ma anche la personalità di musicista esperto e «onnivoro» di tutto quanto ci sia da «mangiare» in fatto di tecnica, esperienze e creatività, proprio come nelle corde di un vero artista; quasi fosse un musicista già consumato dalle tante serate passate a suonare e a giocare a carte con gli amici di sempre, a Riccia. «Spedino» - soprannome familiare mutuato dal nonno - ha deciso da due anni di trasferirsi a Roma dove oggi è concentrata la sua attività e dove, tra mille peripezie - concerti e collaborazioni - sbarca il lunario e lancia il suo convinto assalto alla grande scena della musica da teatro. Giuseppe Moffa è uno di quei tipi che, basta starci cinque minuti insieme, e subito pensi tra te e te: «Che personaggio!». La musica e il carisma li ha nel sangue, forse tutto dipende da papà Gaetano, uno, (forse l’unico) dei pochi costruttori e suonatori di bufù (tamburo a frizione) di Riccia. Anche suo nonno Espedino amava la musica: suonava l’organetto, mentre nonna Maria non la smetteva mai di cantare. Per Giuseppe il destino era già segnato. E adesso, tra una confortante recensione su L’Unità e riconoscimenti riportati ad ogni latitudine, la puntina del suo progetto ha cominciato a girare sul piatto e Moffa ha tutta l’intenzione di farla suonare a lungo. Lui ci crede e fa bene. Peccato che gli manchi ancora l’«incastro» per licenziare il suo primo disco (e ce n’è anche un secondo quasi ultimato!). Noi continueremo a seguirlo con passione. Come merita. Chi volesse ascoltare effettuare una rapida ma significativa incursione nella suo microcosmo musicale può cercarlo alla voce Giuseppe «Spedino» Moffa sul sito internet myspace.com. Ne vale la pena.