Sono immerso in questi pensieri apocalittici quando suona la campanella della ricreazione, con un trillo prolungato e fastidioso. Estraggo dallo zaino una
cazzuola di formaggio e mi avvicino alla finestra, dove addento con piacere il candido latticino. Il cibo mi piace; non gradisco invece i residui finiti e infinitesimali che si annidano tra i denti dopo che ho mangiato. Questo panino di scamorza tuttavia ha un gusto strano. L'osservo: nella mia mano non c'è nulla. Dov'è il formaggio? Dove sono i residui gengivali? Perchè mai mi ritrovo in bocca un sapore di menta?