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Piccola Cri Dove le parole finiscono inizia la musica...

Cri

Cristiana Rossi


Last Updated: 12/12/2009

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Monday, January 05, 2009 

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05 gennaio

Per riflettere...



....... .

"Lo capisce perfettamente,giacchè parla di lei a tutti con molto rispetto. E che cos'è la sua 'arte'?"

"Oggi ti ho vista danzare. è qualcosa che faccio anch'io: solo che, anzichè muovere il mio corpo, sono le lettere che danzano."

Lei parve sorpresa.

"Per avvicinarmi ad Allah - sempre sia lodato il Suo nome! - ho scelto la calligrafia, la ricerca del senso perfetto per ogni parola. Per vergare una semplice lettera dobbiamo riversare in essa tutta la forza che contiene, come se ne scolpissimo il significato. In questo modo, nei testi sacri, è rintracciabile l'anima dell'uomo che servì da strumento per divulgarli al mondo.

"Comunque, non riguarda solo i testi sacri, ma ogni cosa che trasponiamo sulla carta. Perchè la mano che traccia il segno riflette l'anima di chi scrive."

"Sarebbe disposto a insegnarmi ciò che sa?"

"In primo luogo non credo che una persona così piena di energia come te disponga della pazienza necessaria. Inoltre, non appartiene al tuo mondo, dove le cose sono stampate - senza che si rifletta molto su ciò che si pubblica, se mi permetti questo commento."

"Vorrei tentare."

E per più di sei mesi quella donna - che io giudicavo esagitata, esuberante, incapace di star ferma un solo momento - venne a trovarmi tutti i venerdì. Il figlio si sedeva in un cantuccio, prendeva dei fogli di carta e dei pennelli e si dedicava a rendere palese nei suoi disegni ciò che i cieli decretavano.

Io notavo l'enorme sforzo della giovane per mantenere la posizione corretta, e le domandavo: "Non pensi che sia meglio cercare qualcos'altro per rilassarti." Rispondeva: "Ho bisogno di questo: avverto la necessità di calmare la mia anima. Inoltre, non ho ancora appreso tutto ciò che può insegnarmi. La luce del Vertice mi ha detto che devo andare avanti." Non le ho mai domandato che cosa fosse il Vertice: ma non m'interessava.

La prima lezione - forse la più difficile - fu:

"Pazienza!"

Scrivere non è solo un atto per eprimere un pensiero, ma un gesto per riflettere sul significato di ogni parola. Insieme cominciammo a lavorare su alcuni testi di un poeta arabo, giacchè sono convinto che il Corano non sia indicato per una persona educata in un'altra fede. Io dettavo lettera dopo lettera, dimodochè lei - invece di domandare subito il significato della parola, della frase o del verso - si concentrasse su quello che stava facendo.

"Una volta qualcuno mi ha detto che la musica è stata creata da Dio, e che il movimento rapido è necessario perchè le persone entrino in contatto con il proprio intimo," raccontò Athena, durante uno dei pomeriggi che passamo insieme. "Per anni, ho sperimentato la verità di questa affermazione, e ora sono impegnata nella cosa più difficile del mondo: rallentare i miei passi. Perchè la pazienza è tanto importante?"

"Perchè ci costringe a prestare attenzione."

"Ma io riesco a danzare obbedendo solo alla mia anima, che mi obbliga a concentrarmi su qualcosa di più grande di me e mi permette di entrare in contatto con Dio - se posso usare questa definizione. Questo mi ha già aiutato a trasformare molte cose, compreso il mio lavoro. L'anima non è più importante?"

"Certo. Tuttavia, se la tua anima riuscirà a comunicare con la tua mente, potrà trasformare moltissime altre cose."

Continuammo il nostro lavoro. Io sapevo che, a un certo punto, avrei dovuto dire qualcosa che lei forse non era ancora pronta ad ascoltare, sicchè cercai di approfittare di ogni minuto per preparare gradualmente il suo spirito. Le spiegai che, prima della parola, c'è il pensiero. E prima di questo, esiste la scintilla divina che lo ha originato. Sulla terra, tutto - proprio tutto - ha un senso, e anche le cose infinitesimali vanno prese in considerazione.

"Ho educato il mio corpo a manifestare tutte le sensazioni della mia anima," diceva lei.

"Ora devi educare soltanto le tue dita, cosicchè possano manifestare totalmente le sensazioni del tuo corpo. In tal modo, la loro immensa forza sarà concentrata."

"Lei è un maestro."

"Che cos'è un maestro? Ebbene, voglio dirtelo io: non è un tizio che insegna qualcosa, bensì colui che ispira l'allievo a dare il meglio di sè, per scoprire ciò che egli stesso ha appreso da tempo."

Intuii che Athena lo aveva già sperimentato, benchè fosse ancora molto giovane. Poichè la scrittura rivela la personalità dell'individuo, scoprii che aveva la consapevolezza di essere amata: non solo dal figlio, ma anche dalla famiglia e, probabilmente, da un uomo. Scoprii anche che possedeva dei talenti misteriosi, tuttavia non volli rivelarle la mia scoperta - quei doni avrebbero potuto determinare il suo incontro con Dio, ma anche la sua perdizione.

Non mi limitavo ad addestrarla nella tecnica: mi sforzavo anche per trasmetterle la filosofia dei calligrafi.

"La penna con cui stai scrivendo questi versi è solo uno strumento: non ha alcuna coscienza, segue la volontà di chi la impugna. E in questo assomiglia molto a ciò che chiamiamo "vita". Tanti uomini si trovano sulla terra solo per ricoprire un ruolo, ma non capiscono che esiste una Mano Invisibile che li guida.

"In questo momento, nelle tue mani, nella penna che traccia le lettere risiede ogni intenzione della tua anima. Voglio che tu comprenda l'importanza di tutto ciò."

"Lo capisco, e mi rendo conto di quanto sia fondamentale mantenere una certa eleganza. Vuole che io mi sieda in una certa posizione, mi inchini davanti al materiale che utilizzerò e cominci a lavorare solo dopo questa prassi."

Certo. Via via che imparava a rispettare la penna, Athena scopriva che era necessario avere serenità ed eleganza per apprendere la scrittura - e la serenità viene dal cuore.

"L'eleganza non è qualcosa di superficiale, bensì la maniera che l'uomo ha scoperto per onorare la vita e il lavoro. Perciò, quando avverti che la posizione sta diventando fastidiosa, non pensare che sia sbagliata o falsa: è autentica perchè è difficile. Essa fa sì che tanto la carta quanto la penna si sentano orgogliose del tuo sforzo. Il foglio cessa di essere una superficie piana e incolore, e acquista la profondità delle cose che vi si affidano.

"L'eleganza della postura è indispensabile, affinchè la scrittura sia perfetta. è così anche con la vita: quando si elimina il superfluo, l'essere umano scopre la semplicità e la concentrazione. La posizione più semplice e più sobria è sempre quella più bella, anche se all'inizio può sembrare scomoda."

 

Da "La strega di Portobello" di Paulo Coelho