11-3-08, Raleigh NC, 12:30

Arriviamo a Raleigh frantumati e ci sediamo in una pizzeria. I RSSD si sono splittati in 4 i turni di guida e quindi siamo lì con largo anticipo e ci possiamo permettere di passare un’ora e più al tavolino a mangiare insalate pizze calzoni e di perdere tempo in un negozio di dischi. Odio abbastanza Raleigh, non capisco perché: forse sarà la distribuzione di case e verde, forse comincio anche a mal sopportare la pianificazione delle città, con le distanze tra un posto e l’altro totalmente prive di senso. Ti fermi in una biblioteca per usare internet e cerchi anche un negozio di elettronica, se vuoi fare entrambe le cose scordati di usare i piedi, se vuoi un albergo vicino a una libreria lascia perdere, torna in europa. E’ tutto così, e questo mi fa sentire dipendente dagli altri e allo stesso tempo fare troppe richieste mi da l’impressione di essere una palla al piede degli altri.
Dopo un pò di hanging around andiamo al locale perdendoci cento volte, e per la prima volta da quando siamo in USA sarà un VERO locale, con impiantone spie e palco. Suoneremo con Oppressed Logic e Double Negative, entrambi gruppi di un certo rilievo. Praticamente appena arriviamo inizia il primo gruppo, dei pischelletti metallari musiconfusi che non sapendo suonare metal suonano punk e ska. Quando finiscono scarichiamo il van e veniamo forniti di braccialetti che confermano i nostri avvenuti 21 anni (previa esibizione di ID, quindi il mio amico Matt coi suoi 19 anni non potrà bere...). Poi iniziano i Concrete Qualcosa, ossia metà degli Oppressed Logic più una tizia. Mi fanno un pò cagare ma quando suonano Attitude dei Bad Brains mi lancio sul palco a cantarla. Metà del concerto dei Concrete Qualcosa la passo sdraiato sul divano del camerino a sorseggiare birre. Pubblico in sala 4 gatti morti. Poi suonano gli Oppressed Logic che boh. C’è un chitarrista con la maglietta falcemartelluta che tenta di sputare in alto e riacchiappare lo sputo al volo con la bocca e fallisce regolarmente sputandosi varie volte in testa. A questo gioco gioca anche il cantante CycoLoco, con migliori esiti (ma perdio che schifo eccezionale). Non mi fanno impazzire sti tizi. Suonano i RSSD, pubblico in sala 5 gatti morti. I nostri compagni di viaggio suonano davvero poco e appena Ryan rompe una corda scendono dal palco. Secondo me l’ha rotta apposta, la situazione stasera è brutta, l’atmosfera è pestilenziale e capisco che si possa aver poca voglia di suonare. Quando è il nostro momento è davvero un brutto momento. Andrea ha la voce a tocchi e gnaa fa, io sbaglio come mai sbagliai negli AY: mi fermo in due canzoni, perso nel retrobottega della mia stanca mente, e rincorro gli altri con l’affanno. Concerto brutto, corto, inconsistente. Sono arrabbiato e triste, non mi sto simpatico. Dopo di noi ci sono i Double Negative. Preso dai sensi di colpa li aiuto nel facchinaggio verso il palco dei loro strumenti. I Double Negative sono bravi come andrea diceva, il cantante ha una voce molto particolare che a tratti mi ricorda quella di HR e a tratti quella del Dave Dictor di This Blood’s For You, il chitarrista è mooooolto forte e l’insieme suona come una scheggia. I DN occupano il palco per circa 30 minuti suonando i pezzi tutti attaccati, concedendosi pochissime pause. Alla fine mi regalano CD adesivi spillette etc., molto carini. Arriva il promoter con i soldi della serata: 50 $ per entrambe le band. Mi sembra un pò poco. Poi il mio lato onesto si risveglia e mi dice che per un concerto così corto e una prestazione così di merda non meritavamo di più. Sono severo ma la penso così C’è qualche meccanismo da oliare, forse. Andiamo a uno shopping market a comprare le birre, io afferro un panone al prosciutto, Andrea mi dice: non lo prendere che mangiamo al non so cosa qui di fronte. OK, poso il panone. Usciamo. Il non so cosa lì di fronte è chiuso e siamo sul van diretti all’albergo. Odio Andrea in silenzio, bevo, ho fame.

Posiamo i bagagli in un Econo Motel e proviamo ad andare al mac lì vicino, ma è un drive thru e se non hai la macchina non puoi mangiare, allora attraversiamo la strada e entriamo nella waffle house (cialderia) sperando di trovare qualcosa che non siano cialde. Ci dice bene, fanno hamburger e cazzi vari. Andiamo in albergo, mangiamo beviamo. Voglio vedere un film, inizio a cercare il trasformatore del lettore. Non lo trovo, sclero, mi odio, penso di averlo perso. Smadonnando esco a fumare un mazzo di sigarette. Torno in camera, gli altri vogliono dormire, c’è da spegnere la luce. Prendo una birra e mi metto a letto, Bob Mould suona le canzoni più belle del mondo nelle mie orecchie e mi addormento, versandomi in faccia, sulla maglia e sul letto mezza birra. Passo un’ora ad asciugare il letto con la mia maglia dei Negazione ridotta a pezzetta. Al mattino faccio un bagno lungo mezz’ora e poi apro una tasca dello zaino che avevo scordato di controllare la sera prima. Oh-oh. Ecco il trasformatore, gli adattatori, tutto. Preparo il caffè, ne bevo 4 tazzone. Saliamo sul van e passiamo dal fratello di Ryan, visto che i poster che avremmo dovuto avere dall’inizio del tour sono stati spediti qui a Raleigh, a casa sua, 2 giorni fa. I poster non mi piacciono. Blah. Si parte per richmond, a sinistra e a destra vedo affascinanti paludi e ruscelli. Mi sento anche il cuore un pò paludato. Oggi mi manca qualcuno e non riesco a non pensarci. Ho fame, anche.


12-3-08 Richmond, VA 13:00 circa
Oh Santo Iddio.
Arriviamo a Richmond verso le 17 e ci dirigiamo verso la versione locale di Whole Foods, tal Ellwood Thompsons, dove mangiamo varie sane pietanze (io prendo un chili di tacchino). Accanto a questo health food store c’è un Blockbuster dove compro altri DVD (ne avrò comprati una quarantina allo stato attuale delle cose). Dopo ci spostiamo in un negozio di dischi chiamato Plan 9 records. Nel negozio c’è PER DAVVERO un disco di tale JOHNNY CLASH!!! La realtà imita la (mia) immaginazione. Non capisco perché nessuno di noi lo compri. In compenso io acquisto l’edizione speciale di Clerks e Up In Smoke di Cheech & Chong, quanti cazzo di DVD sto comprando? Mi dovrebbero ricoverare.
Prendo anche un pò di regali per la gente che amo. Quando usciamo dal negozio Brandon ci chiama e ci dice di raggiungerlo a casa sua. In poco tempo ci arriviamo. La casa è su quella sottile linea tra il carino e il bellissimo, piena di gatti Maneki Neko (che io adoro).


Lauren, la carinissima fidanza di Brandon ne ha anche uno molto bello tatuato sul braccio. E due gatti veri e vivi e passeggianti in giro per casa, di cui uno grigio che partecipa alla vita sociale dei suoi coinquilini e a un certo punto mi sclera. I manifesti di concerti storici, le VHS dei classici della risata, il magazzino della No Way (dove i miei fratellini lasciano bei soldi comprando praticamente tutto), il divano, le chiacchiere, il pc a disposizione, la possibilità di fumare in casa (qui impensabile anche nella peggio casa de pancabbestias). Amo questo posto. Dopo un paio d’ore andiamo verso il locale: stasera si suona in un ristorante giapponese, il Nara Sushi, con i Government Warning. Sulla strada ci fermiamo a prendere da bere per il dopoconcerto. Trovo la Bud Light al CLAMATO, la compro. Tutti dovranno superare la prova CLAMATO, più tardi. Arriviamo e ci mettiamo subito a mangiare sta minchia di sushi. Il merch va via ancor prima che si suoni, vendiamo magliette e dischi a go-go. Beviamo. I primi gruppi suonano senza lasciare particolare memoria né traumi. Il locale ora è pieno come un otre, i RSSD suonano di fronte a un bel pò di persone e riescono a tenere viva la serata. Con noi la gente è ancora di più, conosce i pezzi, si accalca su Andrea, oh cazzo quanto Lovo This Game!! Scaletta abbastanza lunga, la gente ci tratta come se fossimo un gruppo locale, scherzano con noi, ci insultano, ci saltano letteralmente addosso. Miglior concerto finora, no diggity doubt.
I Government Warning. Beh Kazzo. I GW sono il miglior gruppo che l’HC possa offrire al giorno d’oggi, e rispettano questo loro ruolo uccidendoci, facendo dimenticare a tutti i presenti che prima c’erano altri gruppi. Spaccano tutto, la gente si devasta. Eccezionale.

Per farvi un’idea: capienza del locale 80 persone al massimo, presenze effettive circa 120 persone con 30 rimbalzate alla porta per sovrannumero, Vendiamo una pletora di roba, e Brandon chiude la serata dando 300$ a noi e 100$ ai RSSD. Questa è serietà, non Raleigh e il suo locale dimmerda.
Dopo ci portano in un appartamento abitato da punx dove obblighiamo TUTTI a bere il Clamato.








immaginate una stanza con 40-50 punks dentro, tutti che bevono, qualcuno che gioca a Donkey Kong World su Nintendo 64, qualcuno gioca a biliardino (!?!) e tutti urlano e ridono. Io sono devastato e stupidino e mi va di giocare al "ladies man", ma non ne avrò mezza. A un certo punto scatta una lite tra Ryan e un punk locale chiamato Matt, un tizio fuori di zucca con alcuni tra i tatuaggi più assurdi che io abbia mai visto.

In pratica Matt ha avuto una sparata patriottica e Ryan l’ha invitato a chiudere quella cazzo di bocca. Matt ha sclerato gridando tanto amore per gli stati uniti e facendo notare ai presenti che i suoi genitori facevano parte della scena punk di LA (? e quindi ?). Risultato: rissa sfiorata e RSSD a dormire nel van. Noi siamo dispiaciuti ma non possiamo farci nulla, e poi in un paio d’ore ci addormentiamo (i ragazzi nel corridoio, io nella stanza tra i piedi dei punks che continuano a bere). Mi risveglio con quattro persone intorno: un ragazzo nero che appena apro gli occhi mi chiede se io sogni in italiano o in inglese (? che cazzo di domanda è ?), un cicciottone barbuto non troppo loquace, una roscetta carina dalla voce cippi cippi e una tal Kristen dal viso simpatico e dalle tette antigravitazionali. Passo la mattinata stortissimo con gli occhi a serrandina a guardare Kristen dritto nei capezzoli.

Lei è davvero simpatica ma io sono davvero devastato e non riesco a togliere lo sguardo da quei montarozzi di entusiasmo. Pardòn. Matt il litigioso rientra nella stanza, ha i piedi lercissimi e per me questo è un assist, "Dude, it looks like you gave a footjob to a trashcan". Risate. Verso mezzogiorno salutiamo Matt, Tony Bitch, Kristen e gli altri e torniamo da Elwood Thompsons dove compro uno spicy riso all’indiana, un’insalata e dei cazzo di fermenti lattici. Ora siamo in viaggio verso Baltimora e mi sento la morte in pancia. Bellissima serata, tremendo risveglio. Ho chiamato mamma che è in qualche deserto arabo. Avrei voluto dirle quello che c’è scritto in quella bellissima foto di Andy Summers, "Dear Mommy, I’m alone and scared". Con Andrea abbiamo convenuto che i ragazzi di quella casa non camperanno più di 5 anni. Buon per loro... but what about me?

"I wanna live, I wanna give, I’ve been a miner for a heart of gold"
Neil Young
13-3-03 Interstate 83N, 12:20
Arriviamo a Baltimora frantumati dalla serata di Richmond. Chiaramente la prima sosta è un negozio di dischi. Crishto. Non li sopporto più sti cazzo di dischi, li sogno la notte (tra le varie cose che sogno). Il nome del negozio mi aggrada, Celebrated Summer Records, un omaggio al buon vecchio Bob Mould e a una delle canzoni più belle mai scritte. All’interno c’è anche una copia del DVD Circle Of Friends autografata dallo stesso Bob, ed è ancora di Bob il disco (Poison Years) che compro e regalo a Ryan. Mi metto a parlare un pò con i ragazzi del negozio... Argomento? Bob Mould!

Il negozio è nel retrobottega di un Comics Store dove trovo 3 dei 6 numeri del fumetto "By Bizarre hands" tratto dai racconti del santo Joe R. Lansdale. Compro anche una ----omissis---- del ----omissis---- per i miei fratelli del Rocket Bar. Risaliamo sul van e andiamo al "locale" di stasera, una piccola biblioteca di testi libertari dal nome "Charm City Art Space" con un minuscolo scantinato, la nostra sala concerti. Arriva la mia amica Jeena col suo amico John, e poi ci raggiunge un’altra loro conoscenza, una ragazza paffutosa di nome Francesca. Andiamo a un pub a bere una birra, io mangio anche un panino (e paga tutto Jeena, grazie mia cara), poi si torna di corsa al Charm City. Riprendo un paio di canzoni dei RSSD e poi risalgo a chiacchierare con Jeena, un’ora a parlare di storie d’amore andate a puttane. Allegria, cervello e occhi velati. Suoniamo, c’è pochississima gente (non capisco da dove arrivino i 68 $ che ci danno alla fine), comunque c’è chi si prende bene, e un pò di merch va via. A proposito di merch, oggi abbiamo preso i poster dal carrello e li abbiamo trovati tutti chiazzati di olio da motori su un angolo. Qualcuno ieri sera li ha lasciati vicino a una tanica che perdeva, porcoddio. Li avevamo presi solo ieri e già da oggi li venderemo a metà prezzo, ossia a un dollaro in meno di quanto ci sono costati per unità.
Ci rimetteremo almeno 60 dollari, eccezionale. Francesca ha prenotato per noi un ristorante di sushi: andiamo io Marco PG Jeena e Francesca.

Io bevo una sapporo, due volte sushi in due giorni sarebbe troppo, loro mangiano felici le bestie di mare crude col riso. Il locale è molto carino, non stereotipato giapponese, la musica di sottofondo non fa plin plon plan ma è un delicato Latin Jazz, interrotto solo a un certo punto da quel pezzo dei Groove Armada "whenever i’m down i call on you my friend" che mi richiama subito alla memoria il video, quello delle 4 amiche in vacanza una più bona dell’altra. Ah giesù. Arriva un messaggio di Andrea che richiama Aquila 5 su Base Alfa, usciamo dal susciaro dopo aver rapidamente pagato il conto e salutato Jeena e Francesca. Dopo due metri incontriamo Matt con 2 dei punks che erano al concerto. Sono in macchina, ci danno uno strappo fino al Charm City. Puzzano come dei caproni, inizio a temere che dormiremo a casa de questi, il mio naso vorrebbe cadere ora. Arrivati al Charm io risalgo nel van dopo un paio di minuti di apnea e ci spostiamo in un diner perché a parte quelli del sushi ggli altri non hanno mangiato nulla. Il posto dove andiamo ha le pareti coperte di Big Jim, Playmobil e pupazzetti vari, e all’ingresso c’è una bacheca piena di pupazzetti sparacaramelle
PEZ. Non servono alcolici, evabbè.

Dopo cena Ryan ci informa che è troppo tardi per andare a dormire dal suo amico, che evidentemente non era uno di questi puzzoidi (pfff vivaddio), e che forse potremmo cercare un motel sulla strada per syracuse. Dopo un’ora siamo in albergo. Guardiamo un match di full contact senza capire perché il vincitore abbia vinto, poi un pochino di Jay Leno. E poi dormiamo.
14-3-08 Buffalo, miezz’a via, 11:30
Breakfast time and I’m breaking up fast. Ci siamo alzati comodosi in un motel vicino a York, Pennsylvania, mi sono concesso un altro bagno, abbiamo ripulito il van dalla munnizza e riorganizzato le nostre cose. Stasera ci separiamo dai RSSD e da domani siamo nelle mani di Biff degli I Object, amico di Ryan e responsabile della stampa delle nostre maglie toppe spille poster etc. Ci mettiamo in moto verso Syracuse, mi vedo Half Baked e The Abandoned con Claire e proprio sui titoli di coda del film arriviamo, in tempo per sentire la prima band che inizia (e per vedere il quartiere dei punk bianco di neve svegliarsi e uscire dalle case al suono di chitarra distorta come nella storia del pifferaio di hamelin). La venue è una punk house, il basement di una punk house, zozzo e poco popolato. Ma man mano che il pifferaio suona i topi punk spuntano numerosi topputi crestuti borchiuti. Tra i tanti spunta anche una ragazza veramente carina, avrà 18 anni, per dio quanto sò vecchio. Il primo gruppo suona la cover di You’re Not A Punk degli Spermbirds, pratico un pò di singalong. Carini, niente de che. Il secondo gruppo non lo vedo proprio vado con Marco da Sebastino’s a comprare birre, e quando torno hanno già finito. Il set degli RSSD inizia con Ryan che parla di noi ai presenti descrivendoci come "un gruppo punk hardcore che sta in giro per divertirsi e fare la propria cosa senza preoccuparsi tanto di vendere dischi e fare i soldi, siamo stati bene insieme e voi presenti siete fortunati ad avere qui una band così". Grazie Ryan Cappelletti, il fatto dei dischi e dei soldi è vero a metà, se vede che nun sai l’italiano, ma grazie comunque. Peraltro, a prop di soldi, il mio bancomat mi schifa anche se sono pressoché sicuro di avere ancora soldi sul conto, manco pochi. Ascolto per l’ultima volta di questo tour gli RSSD, voglio bene a ’sti regazzetti: qualche malinteso, un pò di disorganizzazione, quel cazzo di problema con le mappe ma siamo stati bene insieme.

Suoniamo noi e menamo. Io, quando non guardo la batteria o faccio facce facciose, guardo la bella figliuola. Bella bella figliuola. Ahggesù. Dopo di noi c’è un gruppo locale di giovanissimi, molto carini e privi di tom, a fine concerto gli chiedo il nome della band che ora PUFFFFF! è svanito dalla mia testa. Finito il concerto la bella bella bella figliuola mi incrocia per le scale e mi dice, "You guys were really good tonight". Io bofonchio un "You too" di risposta e procedo per la mia. Non ho quella cazzo di età dio cane. Carichiamo il van e partiamo da Syracuse e dalla sua neve diretti verso una Buffalo ancor più innevata, con sosta a Rochester per prendere da mangiare/bere. Ryan ci molla a un Hospitality Inn e chiama Biff, poi nella fretta dei saluti (fretta vera, è l’una di notte e domani mattina Claire ha un esame all’università, in Michigan) si scorda di darci il numero del nostro accompagnatore dei prossimi due giorni. Abbracciamo e salutiamo i RSSD. Ciao Claire, Matt, Andy, Ryan: è stato bello crescere insieme a voi, scoprire, viaggiare, mettersi alla prova. In albergo riordiniamo i nostri bagagli, io tolgo tutte le custodie rigide ai dvd guadagnando un bel pò di spazio in valigia. Bevo e fumo parecchie sigarette, non mi piace l’idea di queste due prossime date senza i Michighensi, in balia di uno che si chiama Biff come il coatto di Ritorno al Futuro (tuporco, levale le mani di dosso!). Mi addormento e ho un lungo sogno di sesso con una delle donne più importanti della mia vita, non so dire quale, forse non voglio ricordarlo. Mattina, doccia, check-out. Biff? Neanche l’ombra. E noi non possiamo chiamarlo senza numero. E’ da un’ora che stiamo miezz’a via miezz’a neve... oh, ecco Biff proprio mentre scrivo. Devo mollare qui.
"Oh i wish for dreams of light, I live for wishing well surprise"
Bob Mould
15-3-08, Buffalo NY, Notte inoltrata (simulazione di scrittura manuale sconvolta)

DIOCANE MA QUESTI SO’ PAZZI.
Quest’erba renDereBBe iDIota un PRemIo nObel in 2 sEcondi NEtti. Pe 15$ mi ha dATo uN tiziO nerd OCChialuto un BUStoide di eRba groSSOlano, e io ho SFRUttaTO il rECente acQuisto, siGARO BLunt REd OwL alla vanIGLIA, per FuMAre come B-reAL comaNda. AMo qUEl fOTTuto MEssiCOLAtiNo.
QUesta e’’ un*arbitrariA EsCUrsione daLLa PSeudoLINeariTA’ dI qUESTo DIario. CErcaTE di caPIRMI. sONO in uNA PUNk HoUSE a bUFFALo NY. Su UN DivANO aBBAsTanza SoZzo, hO FumaTo dA SoLo UN mosTRO d’ERba COlossALE chE MAnco mE rICOrdaVO +’ CHe se pot3SSE ride COSi’ Pe ’NA canna. Uff, ceNe AvRe1 n’AlTRO ParO d3 CaNnE dE ’stA MiRAColosa, PRobl3Ma E’ ChE doMANI si PArte PrESTO e IO se Mi FUMo un’alTra CANNA DE STA MèUSA STIRO -----> SI, STO STORTO, SIGG AIL.
15-3-08, Going to Boston (circa Albany), 11:40
Ok, scusate, mi sono ripreso, ho dormito tre ore sul divano zozzo, stonato come tricarico in trip. Poi sono stato svegliato alle 6 e 10: tocca partire.
Bene. Si parte, ma torniamo un attimo a Buffalo.
Quando è arrivato Biff siamo saliti su questo van rosso e spazioso ma con solo 4 posti a sedere per 5 paia di chiappe, più un soppalchino gommapiumato dove volendo si può anche dormire ma è parecchio claustro. Siamo andati a casa sua, la Death Trap, ennesima punk house, dove abbiamo trovato un poster per la serata ancor più figo di quello del tour (ce voleva poco), un pò di punks pittoreschi, un cane ENORME e dolcissimo chiamato Beetlejuice, un pc a nostra completa disposizione, una marea di cassette e dvd da guardare, tanti divani fetidi.




Controlliamo i nostri rispettivi internets e andiamo a pranzare in un piccolo simpatico diner sulla Main street, da Amy. Cheeseburger Cheesburger 1 pepsi 2 chips. Marco e PG dopo vanno a passeggiare, io e andrea divaniamo coi punx e ci vediamo Team America uncensored. La scena di sesso in versione integrale è atroce. Il basement dove suoniamo è bello grosso, la gente arriva piano ma arriva. Apprezzo più o meno tutti i gruppi che suonano prima di noi (Able Danger, Altered Animals, Bad Taste) e anche noi veniamo apprezzati. C’è un bel bordello quando suoniamo, qui il pit è abbastanza violentino. Un pischello si scrocia la testa durante la cover dei Discharge, ci fermiamo per verificare le sue condizioni, il pischello si rialza, il party può riprendere. Bel concerto proprio, sono estatico. Quincy degli Able Danger mi offre un cannone d’erba che mi rende hyper high. Ottima erba, cazzo, non sono sconvolto, sono amplificato, sorridente, idiota. Andiamo a mangiare un pezzo di pizza e poi andiamo a una festona in un’altra casa chiamata "Funeral House". C’è un biliardino, Marco e PG schiacciano senza pietà il team locale.


Sul porch intuisco un movimento: è spaccio d’erba, ragazzi! Compro sti quindici dollari di cronica e sono felice. Quando torniamo alla Death Trap rollo un Red Owl Vanilla e mi metto sul porch a fumare. Quei figli di troia di sigari bruciano lentissimi, passo una ventina di minuti puffando e puffando e quando finisco sono nelle condizioni visibili qualche pagina fa. Vado al bagno, mi guardo allo specchio, rido, rido, rido, rido, (ad lib). Dormo. Mi svegliano, regalo l’erba rimasta al primo che mi trovo davanti, partiamo. Ed eccoci sulla strada per Boston, ultimo concerto, a un giorno dal ritorno a casa.
E tutto va bene, diciamo.

16-3-08 New York 6:00am



Arriviamo al Midway Cafe di Jamaica Plain (Boston) alle 15:30, oramai contiamo gli spiccioli, siamo quasi alla fame. Cerco di scroccare sigarette, di farmi offrire birre. Riesco nel mio intento. Il locale è un pub con un bel palco e una bellissima enorme bandiera americana sulla destra. Prima di noi ci sono vari gruppi, incluso quello del promoter locale Craig. Niente di eccezionale nessuno dei gruppi, tranne tali Lybians che spaccano veramente il culo a dio (mi regaleranno un 7" in edizione limitata 25 copie che io perderò in 20 minuti). Marco saluta i suoi amici Unnatural Axe, gente di una certa età, buffi e simpa, e mi annuncia che verrà a vederci il batterista della formazione originale dei Jerry’s Kids!!! Gli Unn. Axe portano me e Marco in un pub lì di fianco, è St. Patrick e il verde è il colore dominante, bombette palloncini bandierine; la peculiarità di questo pub è che ci hanno girato delle scene di Mystic River ma non riesco a ritrovare immagini di questo posto nella mia memoria filmica. Mi offrono una pinta, non mi oppongo.

Torniamo al Midway per suonare: c’è davvero il batterista dei Jerry’s Kids. Iniziamo il concerto, io suono con delle brutte aste senza feltrini e dopo 3 pezzi il crash 15" mi mostra, nel suo prezio$o scintillio, una crepa. Porcoddio, 250 $ di piatto rotto in due settimane. Suono pensando PORCODDIO PORCODDIO PORCODDIO. Prendo un paio di cappelle non troppo rilevanti, Andrea continua col suo mantra: è da tre giorni che annuncia al pubblico che appena torniamo a Roma ci licenzia. Te piacerebbe a belloooo! Portiamo il nostro ultimo concerto sul suolo americano a conclusione.

Il locale era semipieno e la gente si è presa bene, vendiamo abbastanza merch da pagare a Biff il noleggio del furgone. Il batterista dei Jerry’s si congratula con un: "crazy drumming man!". Sono imbarazzato, come sempre non so incassare complimenti, figuriamoci poi se mi arrivano da un cotanto pezzo di storia HC. Coi soldi del merch posso finalmente permettermi un pacchetto di sigarettae. Aah tabacco. Salutiamo i bostoniani del Midway e ce ne andiamo a mangiare in un ristorante orientalvegano al centro. Ottimo davvero. Biff vuole passare a un altro concerto HC per salutare una sua amica, tutto ok per noi. Arriviamo a concerto finito, chiacchieriamo random con gente random, gli occhi mi si chiudono insistentemente. Risaliamo sul van direzione NYC, mi metto sul claustrofobico materassetto gommapiumoso, mi sembra impossibile addormentarmi. E invece. Sogno due tizi che si picchiano in maniera spettacolare, in via Ugo Ojetti a Talenti. Gli RSSD Biff e noi guardiamo stupefatti e intimoriti questa pugna incredibile, volano calci in faccia, il sangue schizza ovunque. Apro gli occhi per un sobbalzo del furgone. Sono a New York. Ora, pavimento di casa di un amico di Biff, tal Jared (mi assomiglia un pò a Valerio Hombrelobo). Tra poco il sole di New York verrà a salutarci. E’ stato bello conoscere viaggiare scrivere. E’ stato bello ma ho bisogno di una casa, della mia per l’esattezza. Andrea russa su un divano accanto a me. Siamo sporchi, stanchi e squattrinati. Adesso aggiungerò il mio tonante ronfare all’orchestra. Buonanotte America, conciliami l’ultimo sonno.
16-3-03 New York 11:12
Nonostante la dormita sul nudo pavimento l’anca non mi fa male, incredibile. Ho sognato Loredana Bertè. Ho sognato un terreno paludoso - campo da golf con un cartello "ASCENSORE McDonalds al piano inferiore". Mi sono rigirato su entrambi i fianchi e non mi fa male l’anca e nemmanco l’altra. I coinquilini del tizio Jared che ci ha ospitato ci hanno svegliato lavando i piatti per mezz’ora, ho pensato fosse un modo per farci capire che stavamo in mezzo alle palle ma quando io e Andrea (sempre i primi in piedi ---> persone serie) ci siamo tirati su loro ci hanno sorriso e offerto caffè e doccia. Il cielo fuori è basso e biancosporco come il soffitto di una casa popolare ma senza crepe. Ci mancano solo 10 ore e voleremo verso le nostre case, i nostri animali, chi ne ha, le nostre donne, chi le ha etc. etc.
Niente più stretta famiglia per un pò, già non vedo l’ora che sia giugno per ripartire con i miei migliori verso il Belgio e l’Olanda. O magari prima, per andare a suonare in qualche posto in Italia, magari nel mio posto preferito...
Ora voglio caffè, poi vedremo.
16-3-08 Oceano Atlantico 6:50am italiane

Passeggiata per New York, metropolitana linee gente. Souvenir, tutto costa troppo per un morto di fame. Marco mi ha prestato 60$, non è poco per un morto di fame ma è pochissimo per fare shopping a New York. Mi arresto davanti alcuni iperdesideri come la maschera di plastica del "crimson ghost", il teschio dei misfits, o i guanti a mezzo dito scheletrati. Risolvo con l’alibi intellettuale "non ho più l’età pe ste cazzate". In realtà non ho solamente i soldi pe ste cazzate, l’età si fotta, posso crescere quanto mi pare ma morirò con la mente di un bambino come tutti i vecchi con l’alzheimer, o senza. Quindi rinuncio alle cazzate per me, ma non in linea definitiva: vedremo che altre cazzate si frapporranno al cammino. Andrea si da appuntamento con una sua vecchia compagna di classe del liceo, una ragazza israeliana che vive a NY. L’appuntamento è fuori dal Virgin Megastore di Union Square. Andrea aspetta fuori, io e Marco entriamo. Vorrei comprare 100 cose, ne compro 2: un profumo blasfemo per auto col santo patrono dei parcheggi (credo lo regalerò) e un set di spille dei KISS con le copertine dei 4 album solisti. Le metto subito sulla giacca. Un colpo al cuore quando vedo uno scaffale riservato alla linea Tokidoki, giocattoli maglie borse etc. Auguri Simone, spero tu sia migliardario a questo punto, non ho mai smesso di tifare per te e ti ringrazio ancora per la bellissima copertina del disco dei Flu, un capolavoro impagabile. E impagato. Ci arriva un messaggio di PG, dobbiamo tornare a casa prima del previsto: Jared deve andare a lavorare. Ok, acceleriamo. Fuori dal Virgin c’è Andrea con questa sua amica di cui mi sfugge il nome, passeggiamo un pò insieme. Andrea cerca delle robe per mamma e sorella e fallisce miseramente, io ho rinunciato ai regali. Un regalo stupendo lo compra Marco per Valentina: una borsa a forma di ghettoblaster con attacco per lettore mp3 e casse (suona davvero!). Andiamo in un take away cinogiapporcoddio chiamato Wok To Walk, in realtà se avessi più vita niuiorchese ne vorrei, ma sono un cavallo zoppo che sente la fine rincorrerlo e voglio solo affogare i denti nell’ennesimo 1/4 pounder with cheese. I ragazzi (e la ragazza, dai bei capelli bianchi che affiorano sulla sua chioma corvina) mangiano le loro bacchettate di riso e cazzi vari mentre ci avviamo verso la subway di Union Square e diciamo ciao all’ex compagnetta di Andrea, che da suoi racconti successivi si rivelerà una persona interessante che avrebbe meritato più tempo per conoscersi, ma poi chissà quante persone speciali abbiamo solo sfiorato in questo rapido giro. Da Union Sq. a Myrtle Street osservo i miei compari mangiare sto cazzo di Wok To Walk, scruto un mondo che da domani non potrò che ricordare, filmo qualcosa, cerco di invaghirmi fugacemente stupidamente fintamente di ogni bella pischella che popola la metro. Non sono poche non sono reali non sono il mio mondo. Mi rifugio in cuffia e penso al mio mondo di storie irreali e persone non mie. Sulla Myrtle consumo il mio ultimo Royale Col Formaggio (cit.), per l’occasione doppio. Arriviamo da Jared e lo incrociamo sulla porta mentre esce per andare a lavorare. grazie dell’ospitalità man. PG è già stato accompagnato al JFK, ci rivedremo a Roma. Biff non va di corsa, anzi amerebbe farsi una doccia. Gliela concediamo volentieri. Provo a fare due riprese nelle quali io Marco e Andrea possiamo dire due parole sulle scorse due settimane, un paio di parole, due cazzate da montare. Mi rispondono a cazzo, rosico, ho passato due settimane a cercare di conservare questo toru con 1 penna 1 macchina fotografica 2 cazzo di telecamere e ora mi devo sentire come l’indiscreto perché punto la telecamere su di noi cercando di rubare qualche parola. Mavaffanculo regà. Vabbè, non siamo tutti fatti uguale. Alle 17 e 30 usciamo e andiamo con Biff verso il van. Arriviamo al JFK, saluti baci eccetera, ciao Buffalo Biff. L’aeroporto è mooolto meno problematico del previsto, nulla a che vedere con il mio ritorno del 2003, nessuno ci fa problemi per il peso o il contenuto del bagaglio. Vedo una ragazza molto bella molto molto bella, e già sento che ci accompagnerà fino a Roma. Ovunque giriamo per l’aeroporto la incrociamo. Ora è lì che dorme due file dietro di noi che ci arricampiamo. Questa ragazza mi ricorda qualcuno. 3 pinte di Sam Adams all’aeroporto, 2 bloody mary (ma anche 3, Marco quando arriva a metà del suo me lo passa regolarmente). Ora un succo di mela, perturbazioni sul volo, una vecchia signora ricciuta inglese si piscia sotto e accorruomo accorruomo che si macchiano i sedili.
British Airways, voglio fumare. Anche una sigaretta andrebbe bene. Stiamo per raggiungere l’alba, stiamo per bruciare un giorno, stiamo per tornare - nel bene e nel male - noi stessi. Forse dovrei mettermi una crema con un alto fattore di protezione. Da me stesso.