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Mistonocivo ZEROUGUALEINFINITO



Last Updated: 11/29/2009

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Status: Single
City: Montagnana pd, Milano
Country: IT
Signup Date: 4/11/2007
August 3, 2009 - Monday 
.Xl di Luglio 09' ZEROUGUALEINFINITO

Hanno una serpe in senoma il veleno puòfar bene.

Basterebbero le sonorità velenose di serpe, l'incontro curioso ( e molto riuscito), tra tango ed emocore di Torazina Portegna, e il rock energico di Vitamina, per uscire soddisfatti dal nuovo cd dei Mistonocivo.
Ma questa volta i ragazzi hanno deciso di non accontentarsi.
E così,dopo la parentesi acustica di Unplugged 139, mettono insieme 14 brani che tracciano un mondo sull'orlo del collasso, consegnandoci un album dal suono granitico: che convince quando accelera (CASH), e intriga quando disegna atmosfere più soffuse (LUNA).
Sono anni che la band vicentina, (in giro dal 94') sembra pronta al grande salto. E se fosse la volta buona?
Emiliano Coraretti
4 stelline




Intervista su Rock Sound n° 132 – lug/ago 2009

ZOOM - MISTONOCIVO

Ritorno in grande stile per I Mistonocivo, oggi alle prese con un concept-album ambizioso e capace di ribadire l’estro creativo della band veneta.

 

È passato molto tempo dal precedente album e parecchie cose sono inevitabilmente cambiate, come ci racconta il cantante Cristiano Cortellazzo: “Erano quasi dieci anni che suonavamo assieme, abbiamo vissuto tante cose belle e forse non avevamo più niente da raccontarci… Poi, come in ogni famiglia, non tutti vanno d’accordo, c’erano situazioni che magari ci facevamo andare bene per forza, degli automatismi che non erano più appaganti. Sai, non tutti i musicisti sono degli artisti; c’è chi suona e basta, magari in modo perfetto ma esegue senza creare. Io e Polly (tastierista del gruppo – nda) facciamo parte di un altro tipo di musicisti, usiamo la musica per esprimere quello che sentiamo, per comunicare al mondo attraverso il mezzo che conosciamo meglio. La creatività è tutto, è la testimonianza della propria esistenza. Insomma, a un certo punto qualcosa si è rotto e ognuno ha seguito la propria natura”. Molti, in queste situazioni, preferiscono mandare tutto all’aria… “Capita che a volte ti senti scarico, ci sono momenti in cui mi fermo e mi chiedo perché continuo… A volte, quando la vita reale mi piomba addosso è veramente difficile, mi sento come un uomo delle caverne catapultato nel centro di una metropoli, ci sono mille cose da fare e invece continuo a pensare a una nenia che mi gira per la testa e non vedo l’ora di prendere una chitarra per scrivere un pezzo. In quei momenti, magari col portafoglio vuoto, ti chiedi perché lo fai e l’unica risposta è perché ti fa stare bene… e vai avanti alla ricerca della felicità”. “Zerougualeinfinito”, il nuovo album, è un concept: “Sono stato via per quasi un anno, avevo bisogno di staccare da tutto e sono andato a vivere in un paesino di pescatori, con circa 800 anime, a sud ovest dell’Irlanda. È stato meraviglioso, poi quando sono tornato ho spiegato a Polly e agli altri ragazzi che avevo bisogno di descrivere tutto quello che sentivo e che dovevamo realizzare un album che per quasi un’ora ti trasportasse da un’altra parte. Tutto è nato di conseguenza, senza pressione, finchè ci siamo accorti che ogni pezzo era collegato col successivo. Quando penso a “Zerougualeinfinito” ho un’immagine fissa in testa, quella di un uomo seduto in una sedia a dondolo nel portico di casa mentre osserva la fine del mondo e sorride serenamente ripensando agli eventi che ha vissuto. I brani hanno ognuno una propria storia, ma tutti insieme descrivono la vita”. Come sono cambiati i Mistonocivo musicalmente e nell’attitudine? “Devo ringraziare i miei nuovi compagni Massi, Fez e Pupaz perché hanno risvegliato in me e Polly la voglia di suonare fine a se stessa, non per i soldi o per il successo ma per la voglia di creare assieme qualcosa. In questo sono diversi i nuovi Mistonocivo. Io personalmente mi sento molto più stimolato e libero ora rispetto a qualche anno fa. Poi c’è una cosa da no dimenticare, ovvero aver trovato qualcuno disposto a credere ad un progetto così difficile: Alain Pagani, il produttore del disco, infatti è da ammirare per questo ma forse come noi anche lui è costretto dalla sua natura…”. Cosa non aveva funzionato al tempo del secondo album “Edgar”. Troppa attesa? Troppa tensione? “No, nulla di tutto questo, purtroppo abbiamo creduto nelle persone sbagliate… ma mentre io e Polly ce ne siamo accorti, gli altri sostenevano fosse giusto così. Anche per questo motivo c’è stata la scissione della band”. Forse le grosse aspettative che hanno accompagnato il primo disco (major, mega produzione…) hanno poi influito negativamente sull’evoluzione del gruppo? “Sì, alcuni di noi si sono montati la testa… Anch’io inizialmente facevo fatica a mantenere i piedi per terra ma ben presto mi son reso conto che quello che facevo non mi rappresentava del tutto. Se devo volare preferisco farlo dove voglio io e dove sto veramente bene”.

Daniel C. Marcoccia