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Rimini - L’unica sicurezza sono i diritti
Per le famiglie romene del campo di via Islanda ma non solo…
Rimini - Martedì 10 marzo 2009
Dopo alcune mail anonime che abbiamo ricevuto... e che ci segnalano episodi di abuso di potere...
Leggi anche l’interrogazione comunale di Eugenio Pari -capogruppo "La Sinistra per Rimini"
Prologo
Ogni giorno siamo bombardati da notizie che provocano un vero e proprio shock, notizie non tanto legate alla crisi economica e alle migliaia di persone che anche nella nostra provincia rischiano il proprio posto di lavoro, ma bensì una cronaca continua ed esasperata intorno al tema della sicurezza. Ronde, registri speciali per senza fissa dimora, schedature di cittadini migranti, ordinanze speciali, militarizzazione dei territori, insomma una decretazione di emergenza come se l’Italia fosse in ostaggio di chissà quali criminali. Gli ultimi dati statistici ci dicono che i reati sono in calo, gli stessi stupri lo sono, così come certe violenze così efferate sulle donne sono consumate, perlopiù, nelle mura domestiche e vedono come protagonisti proprio l’uomo sicuro: bianco, scolarizzato, di medio reddito. Diciamo queste cose perché crediamo vada smontata questa costruzione falsificata della realtà che alimenta l’insicurezza percepita rispetto a quella reale, legata sicuramente molto di più ai problemi dei salari, della casa, della precarietà come condizione esistenziale… che non alla minaccia dello straniero o che dir si voglia.
Rimini docet. Parlano i fatti
Abbiamo fatto molto, come spazio sociale, per far si che la nostra città non diventasse una prigione a cielo aperto, a partire dalla compagna “Out of control” contro l’ordinanza comunale che sanciva il divieto di uso pubblico degli spazi della nostra comunità. Piazze, parchi, panchine… guarda caso, proprio in uno di quei luoghi è stato bruciato vivo Andrea Severi, non da qualche immigrato irregolare, ne da qualche romeno, ne da qualche balordo con precedenti penali ma da giovani ragazzi definibili “normali”: bianchi, studenti, lavoratori…. Questo è avvenuto non perché qualcuno bivaccava su una panchina ma perché è cresciuto anche nel nostro territorio un sentimento di intolleranza, di indifferenza, di paura. Alimentato anche da politiche e da uso continuo e ripetuto di un certo linguaggio anche da parte degli stessi amministratori locali: mano dura, legalità, sicurezza, massimo controllo…
Dentro questo quadro si inscrive anche l’aggressività e la situazione di totale emarginazione in cui vivono 5 famiglie romene nel campo di via Islanda. Famiglie che sono costantemente sotto l’intimidazione da parte di gruppi di forze dell’ordine che in ripetuti controlli - durante gli ultimi mesi - minacciano costantemente di sgomberarli con l’uso della forza. C’è forse un’ordinanza comunale per farlo???
Questi nuclei famigliari romeni non vivono dentro le roulette per scelta ma perché impossibilitate a pagarsi un affitto di mercato (quante sono le famiglie italiane e non nella stessa situazione?), sono infatti nuclei perlopiù a monoreddito con regolari contratti di lavoro ed hanno minori a carico che frequentano regolarmente la scuola pubblica. Sono, pertanto, cittadini che pagano le tasse e contribuiscono alla crescita economica dello Stato italiano e del nostro stesso territorio. E sono persone in carne ed ossa, con gli stessi sogni, le stesse speranze gli stessi problemi che condividiamo tutti noi dentro questa crisi che ci riguarda tutti.
Giù la testa... Crediamo pertanto che l’amministrazione comunale debba chiarire la sua posizione in merito a questi episodi di minaccia e abusi di potere, ed anche dire se si riconosce nelle decretazioni/leggi speciali di stampo chiaramente razzista e xenofobo approvate da Berlusconi e Maroni, o voglia perlomeno nell’ambito della propria autonomia salvare la faccia… e dire se tra qualche giorno, oltre a qualche gruppo speciale di polizia in borghese, ci troveremo nelle strade le ronde padane autorizzate proprio dalle loro politiche sicuritarie che parlano di sicurezza/legalità a senso unico.
Per conto nostro ci stiamo impegnando nell’organizzare per le prossime settimane un happening pubblico insieme alle realtà sociali della città e alle singole persone che vorranno unirsi contro il pacchetto sicurezza. Un happening pubblico per sostenere queste 5 famiglie che ci ricordano ogni giorno la fatica di procurarsi cibo, reddito e giustizia sociale.
_Paz_ ..
18:53
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