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Laboratorio Sociale Occupato Paz "Da un certo punto in là non c'è più ritorno. E' questo il punto da raggiungere"

Paz Project @Rimini



Last Updated: 10/14/2009

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Status: Single
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State: Rimini
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Signup Date: 4/16/2007
Tuesday 10/03/2009 






Rimini - L’unica sicurezza sono i diritti



Per le famiglie romene del campo di via Islanda ma non solo…



Rimini - Martedì 10 marzo 2009




Dopo alcune mail anonime che abbiamo ricevuto... e che ci segnalano episodi di abuso di potere...

Leggi anche l’interrogazione comunale di Eugenio Pari -capogruppo "La Sinistra per Rimini"





Prologo

Ogni giorno siamo bombardati da notizie che provocano un vero e proprio
shock, notizie non tanto legate alla crisi economica e alle migliaia di
persone che anche nella nostra provincia rischiano il proprio posto di
lavoro, ma bensì una cronaca continua ed esasperata intorno al tema
della sicurezza.
Ronde, registri speciali per senza fissa dimora,
schedature di cittadini migranti, ordinanze speciali, militarizzazione
dei territori, insomma una decretazione di emergenza come se l’Italia
fosse in ostaggio di chissà quali criminali.
Gli ultimi dati
statistici ci dicono che i reati sono in calo, gli stessi stupri lo
sono, così come certe violenze così efferate sulle donne sono
consumate, perlopiù, nelle mura domestiche e vedono come protagonisti
proprio l’uomo sicuro: bianco, scolarizzato, di medio reddito.
Diciamo queste cose perché crediamo vada smontata questa costruzione
falsificata della realtà che alimenta l’insicurezza percepita rispetto
a quella reale, legata sicuramente molto di più ai problemi dei salari,
della casa, della precarietà come condizione esistenziale… che non alla
minaccia dello straniero o che dir si voglia.

Rimini docet. Parlano i fatti

Abbiamo fatto molto, come spazio sociale, per far si che la nostra
città non diventasse una prigione a cielo aperto, a partire dalla
compagna “Out of control” contro l’ordinanza
comunale che sanciva il divieto di uso pubblico degli spazi della
nostra comunità. Piazze, parchi, panchine… guarda caso, proprio in uno
di quei luoghi è stato bruciato vivo Andrea Severi, non da qualche
immigrato irregolare, ne da qualche romeno, ne da qualche balordo con
precedenti penali ma da giovani ragazzi definibili “normali”: bianchi, studenti, lavoratori….
Questo
è avvenuto non perché qualcuno bivaccava su una panchina ma perché è
cresciuto anche nel nostro territorio un sentimento di intolleranza, di
indifferenza, di paura. Alimentato anche da politiche e da uso continuo
e ripetuto di un certo linguaggio anche da parte degli stessi
amministratori locali: mano dura, legalità, sicurezza, massimo controllo…

Dentro questo quadro si inscrive anche l’aggressività e la situazione
di totale emarginazione in cui vivono 5 famiglie romene nel campo di
via Islanda. Famiglie che sono costantemente sotto l’intimidazione da
parte di gruppi di forze dell’ordine che in ripetuti controlli -
durante gli ultimi mesi - minacciano costantemente di sgomberarli con
l’uso della forza. C’è forse un’ordinanza comunale per farlo???

Questi nuclei famigliari romeni non vivono dentro le roulette per
scelta ma perché impossibilitate a pagarsi un affitto di mercato (quante sono le famiglie italiane e non nella stessa situazione?),
sono infatti nuclei perlopiù a monoreddito con regolari contratti di
lavoro ed hanno minori a carico che frequentano regolarmente la scuola
pubblica. Sono, pertanto, cittadini che pagano le tasse e
contribuiscono alla crescita economica dello Stato italiano e del
nostro stesso territorio. E sono persone in carne ed ossa, con gli
stessi sogni, le stesse speranze gli stessi problemi che condividiamo
tutti noi dentro questa crisi che ci riguarda tutti.

Giù la testa...
Crediamo
pertanto che l’amministrazione comunale debba chiarire la sua posizione
in merito a questi episodi di minaccia e abusi di potere, ed anche dire
se si riconosce nelle decretazioni/leggi speciali di stampo chiaramente
razzista e xenofobo approvate da Berlusconi e Maroni, o voglia
perlomeno nell’ambito della propria autonomia salvare la faccia… e dire
se tra qualche giorno, oltre a qualche gruppo speciale di polizia in
borghese, ci troveremo nelle strade le ronde padane autorizzate proprio
dalle loro politiche sicuritarie che parlano di sicurezza/legalità a
senso unico.

Per conto nostro ci stiamo impegnando nell’organizzare per le prossime settimane un happening pubblico insieme alle realtà sociali della città e alle singole persone che vorranno unirsi contro il pacchetto sicurezza.
Un happening pubblico per sostenere queste 5 famiglie che ci ricordano ogni giorno la fatica di procurarsi cibo, reddito e giustizia sociale.

_Paz_







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