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Enrico Antonazzo



Last Updated: 12/1/2009

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Signup Date: 4/20/2007
Friday, November 16, 2007 

Current mood:  sad
Non scrivo da un pò di tempo sul mio blog, un pò per il tempo, un pò perché tramite la musica riesco a comunicare meglio il mio lavoro.
Però in questa occasione le parole erano necessarie per lasciare qualcosa sul mio sito, perché come dicevano i latini, scipta manent, verba volant. Oggi ho purtroppo ho avuto una brutta notizia, sentendomi con un mio vecchio amico delle elementari in Svizzera, il mio maestro di pianoforte è deceduto qualche mese fa à causa di una malattia. Il prof Hernando Vetterli non c'è più. E pensare che qualche settimana fa mi chiedevo come mai fosse sparito, come mai non avevo più avuto sue notizie. E il professore stava lottando contro la morte.
Quando lasciai la Svizzera per trasferirmi in Italia, sapevo che poi con il passare del tempo molte cose sarebbero cambiate, molte persone forse non le avrei piu riviste o sentite, e che quei ricordi sarebbero solo rimasti tali, da conservare. Ma poi succede che un pomeriggio vuoi riposarti, stacchi gli amplificatori, spegni il microfono, butti via i libri e i codici e decidi di sfogiare un pò gli album di famiglia e le vecchie foto.
Credo che una delle cose piu belle che ci siano al mondo siano davvero le foto, perché grazie a loro puoi ricordare momenti che forse avevi dimenticato, possono tornarti in mente vecchi momenti che hai passato, eventi belli o brutti che siano, ma che comunque ti hanno aiutato a crescere.
Sfogliando gli album ho trovato le foto dei miei primi concerti a Lausanne, con il groupe Synthé junior, capitanati dalla bacchetta del professor Vetterli. E' da li che è iniziata tutta la magia, i primi passi su una piccola tastiera, 61 tasti, senza effetti, senza pedali. Da li è iniziata la passione per il pianoforte, per i keyboard e per tutti gli strumenti a tastiera in generale. Grazie al maestro Vetterli ho imparato a muovermi sul pianoforte, a suonare nel vero senso del termine, a leggere la musica, a comporre le prime frasi musicali, ad avere orecchio, a leggere bene la musica, il frasé, les triolets, a suonare, e scusate se è poco.
Hernando Vetterli non era sposato e non aveva figli, ci trattava come se noi lo fossimo, ci portava al bar a bere qualcosa, veniva a farci lezioni private a casa, ci ha portato a sciare in montagna a Leysin, nelle Alpi, siamo andati al parco giochi Walliby in Francia. E' stata davvero una brava persona con noi, e ci voleva bene. Con noi è riuscito a fare quello che aveva sempre avuto intenzione di fare, creare un bel gruppetto per poter fare qualche concertino. Ed è stato sempre un bel successo, i primi momenti dal vivo che non dimentichi mai.
A volte era anche severo, rigido perché si arrabbiava se non lo seguivamo, perché ogni tanto ce n'era uno che si perdeva nella ritmica. Ma poi lavorando insieme si risolveva tutto perché ci aveva trasmesso la passione per la musica, requisito fondamentale che acquisti sin dagli esordi, e che non puoi comprare. La passione è questa, il talento o lo coltivi come una pianta da piccolo, oppure non ne avrai mai.
E' stato un bravo professore, un maestro, ma soprattutto un amico. Mi ha sempre dato ottimi consigli di vita, perché quelli erano gli anni piu difficili, crescevo e dovevo stare attento a molte cose, erano anni difficili per i giovani della classe 84-85, era gli anni in cui il pedofilo Marc Dutroux stava a Lausanne, attraversava la Svizzera francese, e quindi bisognava stare attenti davvero. La musica in quel periodo era il mio svago, studiavo e suonavo ore e ore con le cuffie per imparare la posizione delle dita, i triolets, le cavalcate, le chiavi musicali.
Non ha avuto il tempo per sentire i miei ultimi brani, per ascoltarmi cantare e suonare lo strumento musicale che lui mi ha insegnato a suonare, ma ora so per certo che lassù starà suonando il piano ed insegnerà a qualcuno quello che ha insegnato a me, trasmettendogli tutta la sua passione, proprio come ha fatto con me.
Ricorderò per sempre le sue parole, quando un giorno non volevo imparare un brano di musica classica, con parole paterne "vedrai che una canzone che oggi non ti piace, un giorno ti piacerà perché scoprirai che è una canzone che sta molto a cuore ad una persona a cui vuoi bene. In quel momento la apprezzerai ed imparerai a suonarla perché le sue note ti ricorderanno quella persona".
Sono sentenze della vita di un bravo maestro di musica.
Con affetto professore
Enry