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Enrico Antonazzo



Last Updated: 12/1/2009

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Saturday, February 23, 2008 

Un nonno che non si può dimenticare

 

Oggi nell'era di internet, dei computer e di tutti quei procedimenti telematici e virtuali, il mezzo piu semplice per poter dire qualcosa è proprio la rete. Per questo voglio ricordare una persona che per me è stata, è e continuerà ad essere importante per me, a modo mio, buttando giù due righe.

Oggi è il 23 febbraio, sono passati dieci anni da quando quella persona è venuta a mancare. Ed ogni anno che passa continuo a sentirne la mancanza, continuo a sentire il vuoto di quella presenza che per un ragazzo è molto importante. Ma il destino non si cambia e gli eventi che ti capitano nell'arco della tua esistenza, vanno accettati cosi come sono, nel bene e nel male.

Mio nonno era una persona speciale per me, l'ho sempre ammirato per il suo ottimismo, per il non arrendersi mai a nessuno ostacolo, il suo attivismo. Sapeva sempre come agire in ogni situazione, e non si tirava mai indietro davanti alle difficoltà. Sapeva rischiare e mettersi in gioco, sempre.

E' stato un eroe di guerra, ha fatto la seconda guerra mondiale e fu catturato dopo l'armistizio dell'8 settembre, prigioniero per quasi 3 anni, fino al 1945 quando riuscì a scappare e tornare in patria. Era caporale nella campagna di albania del 1943, quando si imbarcò da bari per le coste dell'Abissinia.

Quei tempi li ha vissuti duramente, erano periodi di fame, sconforto e disagio sociale. Ma in lui c'è sempre stata la voglia di lottare e andare avanti, agire e non rimanere mai fermo. Era figlio di un caporale della Prima guerra mondiale, decorato con la medaglia al valore militare e croce di guerra.

Tornato in patria mio nonno riuscì a raggiungere i suoi obiettivi e a formare quella famiglia che molti suoi commilitoni non hanno potuto avere.

Lavorando come infermiere presso un medico del paese, si trasferì in città lavorando come infermiere nell'ospedale piu importante dell'epoca, fino a diventare capo sala del reparto della sala operatoria, lavorando con in più grandi medici della provincia.

E' riuscito a raggiungere i suoi obiettivi, a sposarsi e ad avere tre figli.

Con il passare degli anni gli furono conferite le medaglie al valore militare e la croce di guerra, per aver servito il regno d'Italia nella seconda guerra mondiale difendendo la sua patria e compiendo il suo dovere civile. Non credo che aderì mai pienamente al regime, mio nonno odiava la dittatura, odiava la tirannide, non accettava che le povere persone fossero sfruttate ingiustamente. Ma per certo mio nonno fu socialista, un socialista di quelli che oggi non ci sono più, di quelli che non si tirano indietro per aiutare gli altri e non hanno il timore di fallire perché conoscono i propri limiti e hanno le loro certezze.

Purtroppo ha lasciato questo vuoto troppo presto, o forse sono io quello che sono arrivato troppo tardi, perché il destino di una discendenza non si può decidere, i cambi generazionali succedono non seguendo un excursus sempre regolare, tanto da creare vuoti tra i gradi di ascendenza. Forse se ne è andato troppo presto da non poter continuare ad insegnarmi quelle esperienze di vita che ti aiutano a crescere e a diventare piu forte, a credere in te stesso, a guardare sempre avanti, e non fermarsi mai. Da quel giorno ormai sono passati 10 anni, ricordo ancora le parole che mi disse l'estate dell'anno prima, estate in cui già stava perdendo la voglia di continuare a lottare, di pensare al futuro, stava perdendo il suo ottimismo. E nessuno meglio di me poteva capire quello che stava succedendo, dato l'ascendenza che regnava fra noi in quanto il destino volle farci nascere nello stesso giorno, con poco piu di mezzo secolo di distanza. Questo lo porto e continuerò a portarlo dentro di me, è come se mio nonno in qualche modo ci fosse ancora dentro me, sento sempre quello spirito guida che mi aiuta a scegliere in determinate situazioni, nei problemi da risolvere. Viene spesso in sogno – ma non per farmi vincere al lotto – e questo mi aiuta a capire che se realmente provi affetto per una persona che non c'è più, essa non potrà mai scomparire, ma continuerà a scorrere nelle tue vene per tutto il resto della tua esistenza.

Sento che lui continua ad esserci qui da qualche parte, e probabilmente in quella foto appesa al muro, ritratto con il berretto dello stemma reale e l'uniforme della guerra, la luce nei suoi occhi è ancora accesa.