
Numero Maggio '09
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini
Ultravixen
Post-punk
(e post-rock) spigoloso, noise tagliente, quadrato math-rock alla
Shellac, blues-punk del primo Jon Spencer e dosi massicce di
rock’n’roll deragliante: questi gli ingredienti presenti nella musica
degli Ultravixen, formidabile power-trio catanese al suo debutto con
l’esplosivo “Avorio Erotic Movie” (Wallace/Audioglobe), per il
sottoscritto una delle migliori uscite rock underground italiane – e
non solo - dell’anno in corso. Ne abbiamo parlato con Alessio Edy
Grasso, chitarra e voce del gruppo.
Gli Ultravixen nascono dall’unione di elementi provenienti da altre
band catanesi d’impronta indie-noise, i Jasminshock e i Jerica’s. Che
fine hanno fatto e cosa resta di quella esperienza nella musica degli
Ultravixen?
Gli Ultravixen nascono dall’intenzione comune di Mr. Nunzio Jamaika
(basso e voce, Ndr), *Fabulous* Carmelo (batteria e cori, Ndr) e del
sottoscritto, di suonare su ogni palco che consenta una performance
libera da pregiudizi e censure. Poi, come ben dicevi, suoniamo in
Jasminshock e Jerica’s. A tal proposito ti dico che attualmente Jasmin
lavora come assistente di un lanciatore di coltelli e Shock fa il
fachiro a Tivoli, Jerica’s invece ulula sconsolata in uno scantinato
aspettando che qualcuno si ricordi di lei. Credo che nel dna degli UvX
si possano rintracciare la tensione di Jasminshock e la propensione
alla sospensione armonica dei Jerica’s.
La musica e l’immaginario del gruppo sono un omaggio allo stile
cinematografico e all’attitudine del regista di culto Russ Meyer. In
cosa in particolare vi ha ispirato?
L’attitudine all’esagerazione fino all’inverosimile, la
destrutturazione narrativa, la capacità di cambiare registro
costantemente mixando principalmente tre ingredienti: ironia, sesso e
morte… anche gli UvX sono l’espressione di un trio! Puntualizzo però
che Meyer è uno degli elementi del nostro immaginario, che si nutre
anche di altro, non solo di cinema...
Il disco è stato registrato da Fabio Magistrali a Catania e
masterizzato a Chicago da Bob Weston degli Shellac. Quali contributi
specifici hanno dato alla vostra musica?
Il team è composto anche da Pippo Barresi che si occupa da più di dieci
anni della fase di ripresa e del sound di “corde” e “pelli” dei nostri
dischi. Il contributo di Fabio è stato preziosissimo in fase di
mixaggio, aiutandoci anche ad “osare” nella produzione “artistica” dei
nostri brani (della quale mi occupo personalmente). Bob è stato un
perfetto finalizzatore, che ha reso il lavoro sino a quel momento fatto
il disco che conosci, del quale siamo molto soddisfatti.
Quali sono le vostre influenze e le band preferite in assoluto?
Le nostre influenze sono frutto delle nostre esperienze di vita, quindi
anche dei nostri ascolti. Ci piace tutto ciò che è suonato in modo
“genuino”, adoriamo il calore delle valvole, le belle chitarre, le
batterie “presenti”. Ci siamo nutriti di Smith e Drake e Cave, siamo
cresciuti a colpi dell’alluminio di Albini e degli “uh” di Jon Spencer,
rivolgiamo il nostro ultimo pensiero della giornata a Tim Taylor (cantante dei Brainiac, scomparso nel 1997, Ndr).
Due sono le anime principali della musica degli Ultravixen: il
noise e il rock’n’roll, Jon Spencer meets Steve Albini. Concordate con
un giudizio così “sintetico” sulla vostra proposta?
Come ti dicevo apprezziamo i sopraccitati rockers, credo che siano
anche altri gli ingredienti nella formula Ultravixen: cinica ironia,
sicilianissimo romanticismo e tanta, tanta, goliardia!
Siete una band di Catania. Esiste ancora una scena rock
catanese e, se ci sono, quali nuove band emergenti ritenete meritevoli
di attenzione?
Se ti riferisci a quello che successe alla fine degli anni 90, beh sono
passati dieci anni, Uzeda a parte e con le situazioni di Jerica’s e
Jasminshock che ti ho detto prima, nessuna di quelle band (Keen Toy,
100%, Plank, Pornography, White Tornado, Turn, ecc) è attualmente in
attività. Qualcuno di loro continua a suonare. Oggi ci sono delle band
che suonano e si propongono, noi apprezziamo particolarmente gli H-CB.
Quale significato date al titolo “Avorio Erotic Movie”?
E’ un nome che ben si adatta al mood delle nostre canzoni, che sguaiano
“sull’amore”…in tutte le sue più impensabili forme. Avorio Erotic Movie
è un cinema porno del Pigneto, un quartiere di Roma in pieno fermento
culturale e artistico. L’idea nasce da un’intuizione di Alessandra
“Nera” Andriani, nostra amica, compagna e ufficio stampa (Nera Press).
Siete una band fondamentalmente “live” – avete girato in lungo e in
largo i palchi di mezza Europa - e tale approccio è molto presente
nell’album in studio. La musica, a quanto intuisco, rappresenta per voi
un’esperienza totalizzante. Confermate?
Hai colto in pieno, Gabriele! La dimensione live per noi è quella
naturale. Abbiamo sempre suonato moltissimo nelle nostre vite e UvX è
anche una risposta ad un momento nel quale, per varie ragioni, tutti e
tre suonavamo poco. Dopo un paio di mesi dalla “prima” abbiamo esordito
a Catania, da quel momento non ci siamo più fermati. I nostri live sono
sicuramente il modo migliore per conoscere la nostra proposta musicale.
Progetti imminenti dopo la pubblicazione di “Avorio Erotic Movie”?
Attualmente siamo impegnatissimi con i live show che fino a tutto il
2009 ci porteranno in giro per l’Europa. Registreremo alcune nuove
canzoni in autunno. Nel frattempo, continuiamo a vivere, scrivere,
registrare, provare.
Contatti: www.ultravixenband.com
Gabriele Barone
Fuori dal Mucchio Maggio 2009