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Current mood:  pleased
(seguono in ordine cronologico)
Rockerilla www.rockerilla.com
Primo Ep ufficiale per la band capitolina dopo 4 anni spesi a giocarsi il ruolo di primordine nella scena italica post-punk e gothic wave. Consacrazione avvenuta durante il Fano Moonlight Festival, vero catalizzatore di attenzione critica, nostalgica e incuriosita. "Losing You" si presenta come un prologo vintage (da audiocassetta) decadente e tipico della wave 80s, chitarre languide basso e acustica. "Guilt Persistant" unisce con ago e filo i due mondi musicali, simbiosi e alchimia di buon livello con virate punk, "Don't Step On The Momeraths" calpesta decisamente la wave, il suono così viscerale e lienare smuove l'amputazione punk confessando il proprio istinto dark. "Lies" volteggia a mezz'aria per cascare sulle torrette di un castello abbandonato: "The Broken Toy", il "giocattolo" di un tempo.
Matteo Chamey Guts Of Darkness www.gutsofdarkness.com Le premier mini des Italiens de Christabel Dreams s'était révélé prometteur mais là, pas à dire, ils ont placé la barre plus haut encore. L'instrumental 'Losing you' pourrait tromper de par ses atmosphères très cold wave mélancolique car 'Guilt persistant' attaque sur des bases nettement plus post punk goth. Globalement, le disque est plus pêchu et agressif que son prédécesseur sans perdre une efficacité mélodique qui est ici décuplée. Moins d'assurance tranquille mais une émotion plus marquée avec des titres qui ont tout pour faire un malheur dans les soirées goths ('Guilt persistant', 'Lies'). Le titre éponyme clôt l'album par des ambiances qui m'évoquent beaucoup Pink turns Blue; les tonalités tristes presque pop du chant de Christian Gatti ont quelque chose de très séduisant et démontrent que notre homme a une palette assez large d'intonations à faire valoir. Cet enregistrement confirme le potentiel de Christabel Dreams et le souhait d'un album longue durée commence à se faire sentir. (vendredi 11 septembre 2009)
Twilight
Prendendo in mano questo demo si ha la sensazione di un album fatto e finito, girandolo si capisce poi dai cinque brani presenti che non lo è, bootleg e grafica sono comunque degne di un’uscita discografica..
Il disco presenta alcune pecche stilistiche rispetto alla versione live del gruppo che ho avuto il piacere di ascoltare al Fano Moonlight Festival, e che, posso senza ombra di dubbio definire il gruppo rivelazione tra i giovani. Tornando al disco, dopo l’intro “Losing You” si entra in un’atmosfera molto particolare, con “Guilt Persistant“ ,”Don’t step on the momeraths”, “Lies” e “The Broken Toy”, si ha la sensazione di essere avvolti da questo Gothic Rock a metà tra Vendemmian e Sad lovers and giants.. Le note positive sono parecchie, su tutte c’è da dire che nessuna delle tracce seppur assomigliando stilisticamente a quelle di alcuni mostri sacri sopra citati, ne riprende le sonorità in pieno, ma bensì fa degli stessi C.D. quel suono. Basso avvolgente, chitarra e voce graffianti a tratti ma predominanti su tutti e cinque i brani, la batteria non è affatto male, ma quella della versione live rende molto di più. Aspettiamo infatti l’uscita del nuovo album, magari con qualche brano dal vivo! Avevo già recensito positivamente il demo d’esordio di questo nuovo terzetto romano, dedito ad una pregevole dark-wave fra Sad Lovers & Giants e Cure. I nostri tornano ora con un EP autoprodotto ufficiale, stampato e registrato professionalmente. Dopo l’intro “Losing You” si entra nel vivo con “Guilt Persistant”, ed il cambio stilistico rispetto al CD precedente è evidente: un gothic rock molto aggressivo e d’impatto, suonato peraltro benissimo e senza scimmiottare nessuno dei mostri sacri del genere. Sulla stessa linea si muovono anche le successive “Don’t Step On The Momeraths” e “Lies”, sempre con un basso corposo e chitarre sferzanti a fare da padroni, mentre la title-track in chiusura è una lenta ballata d’atmosfera. Un lavoro davvero pregevole e già di alto livello per una band assolutamente promettente e pronta per un album a lunga durata.
Fabio Degiorgi
Mi sono accorto in ritardo di loro (l’omonimo promo l’ho ascoltato per la prima volta solo alcune settimane or sono), per fortuna ho recuperate in fretta il tempo perduto (del quale sono sempre alla ricerca…). Il trio romano (originariamente un quartetto) si propone in un austerissimo dark ottantiano ma, come i miei corregionali Moth’s Tales (che coincidenza, pure loro rimasti in tre…) non cedono alle lusinghe che hanno reso grandi Interpol, Editors ed ultimamente i meritevoli White Lies. Un sound spartanissimo, ossa ripulite con cura dalla carne e dal sangue, con un basso che ti trapana lo sterno e ti frantuma le costole, un cantato epico che si arrampica con coraggio sul muro di cocci eretto dalla chitarra (“Guilt persistant”), rievocando i fantasmi dei primi The Cure addentratisi nel fondo della foresta (“The broken toy”), ma pure concedendoci porzioni di grazia decadente e melancholica che suggellò i capolavori firmati Associates (“Don’t step on the Momeraths”), indulgendo a tratti sui ricami tanto cari ai gemelli Cocteau. Senza per questo apparire derivativi o meri esecutori di arie fritte. Bravi i CD, che pure nella cura della confezione dimostrano quanto chiare siano le loro idee!
Hadrianus
Tempo fa parlavamo con un amico riguardo l'atteggiamento lamentoso di molte nuove bands. Di quelle che si lamentano perchè non trovano nessuna label per stampare un disco. E dicevamo che l'unica cosa da fare, oggi, è investire di tasca propria, registrare il disco, stamparne un migliaio di copie e darsi da fare. Con un prodotto valido tra le mani. Ecco, quando ho messo per la prima volta il nuovo lavoro dei Christabel Dreams, ho pensato subito "...azz, come loro!!!". La band capitolina, dopo un demo d'esordio promettente, non è restata con le mani in mano. Si è tirata su le maniche, ha messo mani al portafogli e ha dato alle stampe uno dei lavori più belli usciti negli ultimi anni, non solo in italia. Cinque tracce di Darkwave chitarristica di pregevole fattura, che funzionano alla perfezione come un ingranaggio appena oliato. La prima cosa che salta all'orecchio appena parte l'opener strumentale "losing You" è la produzione. ECCELLENTE! Gli Wolf Studios capitolini sono ormai un punto di riferimento fondamentale per la scena Dark Romana e non solo. Ascoltando i lavori di suoni e produzione su questo album vi spiega il perchè. Ma passiamo alla musica, vero nocciolo di questo splendido mini. Come già detto, l'intro di Losing You apre le porte al sound Christabel Dreams, delicato e malinconico arpeggio per basso e chitarra, che dopo due minuti lascia spazio alla sfuriata postpunk di Guilt Persistant, vero e proprio assalto sonoro di matrice postpunk. Segue Don't Step on the Momeraths, splendida ballata dove basso e batteria tessono le trame rigide, lasciando la malinconia alla chitarra ed alla voce. Suggestiva. Lies è ballabile, brano da occhio umido-cielo grigio-vento tra i capelli e tanta voglia di rinascita e vendetta. Chiude l'album la delicatissima e dolcissima The Broken Toy, pezzo che dà il titolo all'album e che dà un colpo al cuore, tanto è alto il suo livello di emozionalità. Romantica e malinconica, si sviluppa in un crescendo emotivo micidiale, di quelli che venivano davvero bene solo ai Cure per intenderci. E non nascondo che quando la canzone finisce, l'unica cosa che vien voglia di fare è schiacciare play di nuovo... I Christabel Dreams non saranno di certo degli innovatori, ma sono ottimi interpreti di sonorità che amerei fossero più opresenti nella scena attuale, ormai satura di cose che con l'idea originale di Darkwave c'entrano ben poco. Fate vostro questo e.p. Non ve ne pentirete. E ringrazierete anche voi questa band per quello che ci regala.
Max 1334
10:07 AM
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