14 luglio 2007, Frozen Rock Open Air:
Meshuggah, Lacuna Coil, My Dying Bride, Brutal Truth, Entombed, Schizo feat. Azmeroth (Heretical), Disillusion, Natron.
True Metal
http://www.truemetal.it/modules.php?name=News&file=article&sid=23098&mode=&order=0&thold=0
Report: Nicola "nik76" Furlan
E' stato un discreto Frozen Rock Open Air quello dell'edizione 2007. Organizzazione, location e bill hanno convinto sotto tutti ipunti di vista. Due parole per un'analisi sintetica.
Organizzazione e location: sono stati predisposti diversi chioschi, gestiti dallo staff (numeroso) cordiale ed celere nel servire cibo e bevande, tra l'altro, a prezzi decisamente concorrenziali, soprattutto se rapportati alla buona qualità. Non ultimo un grande tendone proprio in mezzo al prato che ha garantito ai presenti l'ombra necessaria per il relax pre e post concerto. Il bill ha fatto il resto: a certezze come My Dying Bride e Meshuggah si contrappongono gli storici Schizo e Brutal Truth, passando per qualche piacevole conferma di cui parleremo fra poco. Un festival a misura d'uomo che ha regalato, ai presenti, una giornata da ricordare.
SCHIZO feat Azmeroth/Heretical
Qui si incomincia a ragionare. Insieme ai Brutal Truth ed agli headliner, gli Schizo sono risultati i migliori. I meridionali hanno come si suol dire "spaccato alla grande", avvicinando a loro i presenti che in men che non si dica si sono radunati sotto il palco per seguirli. Dico bravi davvero. Cattivi con classe e senza eccessi nell'atteggiamento hanno saputo dimostrare il loro valore e la loro sfrontatezza senza però dare idea di presunzione o arroganza. Dei veri extreme rockers che Scarlet ha avuto la brillante idea di supportare e che di certo non falliranno. Accurso si presenta con passamontagna per urlare tutta la rabbia al Mondocane, Casabona dietro le pelli è un continuo richiamo alle sincere battute, quelle old style che lasciano il segno, mentre colpiscono per stile (e che stile) gli storici Alberto Penzin e Reder, quasi statici nella loro performance, ma abili nell'affrontare con piccole smorfie di pura arte i momenti focali di ogni brano. Davvero una piacevolissima presenza che ripaga già da sola e quasi totalmente il prezzo del biglietto. Da vedere a scatola chiusa se capitano dalle vostre parti.
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Del Rock
http://delrock.it/articoli/2007-07/frozen_rock_open_air.php
Report: Luca Paron
Due ore di coda al casello di Mestre non sono proprio il viatico migliore per una giornata di musica estrema come quella che ci aspettava al Prato dei Popoli di Marcon (VE). Al nostro arrivo al Frozen Rock, con un'ora di ritardo sull'orario d'inizio, l'affluenza è ai minimi storici e a stento si sarebbe detto che era in programma un festival. Ad ogni modo la struttura è perfetta (un plauso alla Live e al New Age Club, organizzatori della kermesse) con numerosi alberi che assicurano riparo dall'arsura e un grosso tendone che copre la zona mixer e i ben forniti baracchini delle cibarie. Tutto intorno, come sempre, stand vari con paccottiglia simil-medievale o nero-messianica e i più tradizionali venditori di dischi e merchandising.
SCHIZO feat Azmeroth/Heretical
Curiosità e nostalgia accompagnano l'attesa per gli Schizo, storica e indefinibile band siciliana che attraverso varie reincarnazioni è in piedi da circa vent'anni e può contare con quest'ultima formazione sul mastermind Alberto Penzin e su giovani musici rampanti veramente bravi allo strumento ma non proprio in palla per quanto riguarda presenza e senso scenico. Menzione d'onore per l'ingresso del cantante che con passamontagna sul volto, camicia taglio rural-chic con maniche arrotolate e bretelle rosse a incrociare aveva scordato solo la lupara per ottemperare al cliché del mafioso pre-attentato. Geniale. Sul palco la band non fa prigionieri, i pezzi sono schegge sonore applauditissime e sparate a raffica una dopo l'altra senza stancare.
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Onda Alternativa
http://www.ondalternativa.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3298
Report: Mario Dessalvi
SCHIZO feat Azmeroth/Heretical
Vieniamo ora agli Schizo, forti dell'ottimo "Cicatriz Black", propongono un set fatto di brani recenti e passati, pescati anchedal repertorio più datato della band. Il cantante si presenta in passamontagna, camicia bianca e bretelle. È evidentemente pazzo e anche lui finirà col cedere al caldo spogliandosi quasi definitivamente. Aldilà delle considerazioni climatiche devo segnalare un concerto assolutamente sopra le righe. Nicola Accurso, con o senza passamontagna, non si ferma un attimo e assieme al batterista dà vita ad un esibizione che ha dello psicopatico. Rabbia e follia a profusione per una prestazione che farebbe impallidire il più fanatico dei fan degli Slipknot. Il pubblico finalmente si fa sentire e la risposta è nettamente superiore rispetto a quella riservata ai loro predecessori. Pensare che il combo ha emesso i primi vagiti nel lontano 1984 è semplicemente roba da non credere. Grandi. "Necro Schizofrenia" verrà accompagnata da un boato e intonata da molti mentre il cantante, tanto per aggiungere spettacolo allo spettacolo, si toglie il passamontagna rivelando il proprio volto ed enfatizzando il momento prettamente live. Finalmente il festival decolla. Gli Schizo salutano tra gli applausi e passa poco tempo, più o meno quello necessario ad attaccare sull'asta del microfono del chitarrista un pezzo di cartone ricavato da una cassa di birra, sul quale era segnata con ogni probabilità la scaletta del concerto, che è subito giunta l'ora dei grandi Entombed.
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Hard Sound
http://www.hardsounds.it/PUBLIC/live_report.php?id=249&PHPSESSID=dc4acadcb0867fdad7209848bd08dfc3
Report: Nicola "Mad Butcher" Marsilio
"Tutto il mondo è Paese tranne Gaggio, Marcon e Dese..." recita un detto veneto che fa ben comprendere quanto quel paesotto di campagna scelto come location per il "Frozen Rock Open Air festival" sia fuori dal mondo umanamente conosciuto (qui Magellano, Vespucci e Colombo non hanno osato mettere piede). Di certo la difficolta di raggiungere il posto non è stata un impedimento per quel buon numero di persone che sfidando un caldo molto poco "frozen" (35°) è accorso numeroso per assistere a una kermesse musicale molto ben organizzata.
SCHIZO feat Azmeroth /Heretical
Chi non possiede ancora "Main Frame Collapse" (tra l'altro ormai di facile reperibilità grazie alla ristampa di Avantgarde) non sa cosa si perde. E non sa cosa si è perso chi non ha assistito alla performance degli Schizo, con i fondatori Alberto e S.B. a risuonare brani come "Removal Part 1 & Part 2" (argh!). Non è un caso che il primo pogo sia scoppiato proprio con l'entrata in scena della band sicula che, con Nicola Accurso in prima linea, ha ben gestito un pubblico che non aspettava altro di sentire una ventata di psycho-thrash direttamente dagli anni '80, dove si badava molto più alla sostanza che alla forma. La prima prova live dopo l'ottimo "Cicatriz Black" è quindi da considerarsi più che superata, come ha retto bene la line up a 5 con il session Azmeroth degli Heretical alla seconda chitarra.
L'unica nota negativa è stata il taglio netto della scaletta chiesto dagli organizzatori per far fronte allo sbilanciamento degli orari: un vero peccato.
Un concerto che è piaciuto molto anche a Danny Lilker, uno che di thrash metal e grind qualcosina ne capisce.
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Metallitalia
http://www.metalitalia.com/concerts/view.php?id=21&concert_pk=276
Report: Marco Gallarati
Schizo feat Azmeroth/Heretical
Un evento. Poco ma sicuro. Se si pensa alla storia degli Schizo e alla loro importanza per la crescita del metallo estremo italiano, almeno in ambito underground, non si può non guardare all'esibizione odierna come ad un vero e proprio special event: dalla ripubblicazione del seminale "Main Frame Collapse" e dall'uscita del nuovo "Cicatriz Black", infatti, questa è la prima data in assoluto che la formazione di Alberto Penzin tiene in Italia e non. Penzin al basso e S.B. Reder alla chitarra solista sono due colonne dell'avanguardia estrema tricolore, spalleggiate a dovere dai 'nuovi' pard, Dario Casabona alle pelli, Nicola Accurso alla voce ed il session Azmeroth all'altra sei-corde. Il materiale proposto ha fatto fare ai presenti un salto indietro nel tempo, quando probabilmente ancora pochi spettatori andavano alle medie; ovviamente il suono, seppure impastato sulle prime, ha reso moderno il thrash-death-core del combo siciliano. Presentatosi sul palco con passamontagna, cigarillo e bretelle da 'black bloc hardcoreggiante', Accurso non è stato fermo un attimo, nonostante il suo interagire con il pubblico sia stato minimale e lievemente imbarazzato; precisi nelle esecuzioni, un po' freddi in presenza scenica e trasporto emotivo: questa l'impressione che gli Schizo hanno dato al Frozen Rock e ai suoi spettatori, molti dei quali non sapevano bene cosa aspettarsi da questa formazione 'poco conosciuta'. Un problema all'avambraccio del drummer Casabona ha fatto temere il peggio dopo un paio di canzoni, ma poi tutto è filato liscio, con Reder, Penzin ed Azmeroth fermi sui loro piedi ma potenti e carismatici. Insomma, prestazione buona ma lievemente impacciata per i nostri alfieri di lungo corso; la band deve continuare a suonare per amalgamarsi meglio e destare in toto la curiosità e l'interesse nei suoi confronti. Un pezzo di storia definitivamente riesumato.
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Negatron
Schizo feat Azmeroth/Heretical
Qui cominciano le cose interessanti. Vedere la performance degli Schizo era una delle cose che mi interessava di più nella giornata e non posso certo dire di esserne rimasto deluso, tutt'altro. Il combo siciliano sale sul palco sempre sotto la canicola, ma il pubblico (compreso il sottoscritto) stavolta non erretra e si fa sotto il palco, ma vi pare che il sottoscritto si perde la prima apparizione in 15 anni di una delle tre band più importanti del thrash tricolore di sempre? Ma piuttosto morto arrostito!!!Penzin e soci salgono sul palco ed è subito delirio. S.B. Reder è magro come un chiodo, fa quasi pensare che non si reggerà in piedi per tutto il concerto, invece ce la fa eccome, snocciolando riff vecchi di lustri e lustri, ma ancora taglienti come lame di rasoio. Nicola Accurso, look da skinhead e (inizialmente) passamontagna calato sul volto, tiene bene il palco e soprattutto ha una voce abrasiva che non fa rimpiangere il suo illustre predecessore Ingo. La scaletta è breve, ma intensa. 25 minuti circa in cui trovano spazio pezzi vecchi, dal mitico "Main Frame Collapse", pezzi tratti dal nuovo "Cicatriz Black" e, salutato dalla folla con una vera e propria ovazione, anche il brano "Necroschizophrenia" del progetto Mondocane. Il delirio è totale, l'apprezzamento pure. La storia è passata e noi possiamo dire che c'eravamo.
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Benzoworld
Report: Emperorofthesun
Qui si inizia proprio a fare sul serio, sia considerando che gli Schizo per molti sono un autentico culto, sia perché la band siciliana ha avuto il merito di essere stata la prima band del bill del festival a coinvolgere il pubblico, che in occasione della loro esibizione si è radunato sotto il palco in abbondanza e ha accennato al primo pogo della giornata. Salgono sul palco con intenzioni non certo pacifiche, lontano dai palchi da anni, i nostri sono carichi a dovere, e tra le prime note ecco salire sul palco il dotato singer della band, Nicola Accurso, coperto da un passamontagna nero e pronto a riversare il loro odio su questo "Mondocane". Maiuscola la prova di ogni musicista, dal grande drummer Casabona, a Nicola come già detto, e grandi davvero i due storici componenti della band, Alberto Penzin e il suo basso veramente intrigante e la macchina di riff S.B. Reder. A supporto di questo c'è anche una seconda ascia (Azmeroth degli Heretical), per rendere più massiccio il suono della band, che spazia tra il nuovo e il vecchio album, spaccando con brani come 'Make Her Bleed Slowly' del mitico 'Main Frame Collapse' o gli ultimi brani tratti dal recente 'Cicatriz Black'. Una lezione di stile e di violenza, che da soli valevano il prezzo del biglietto.