Un'atmosfera decisamente surreale, una Campania con occhi sognanti,
problemi di una regione surclassata da un Italia che collassa, figurarsi lei,
una Campania sempre in prima linea con la criminalità, con una precarieta'
lavorativa che ora, addirittura straripa, ed un futuro sempre piu' agonizzante,
e allora, ci voleva questo "Presente". Il miracolo si è compiuto il 23 ed il 24
ottobre al Palamaggio' di Caserta, e a regalarci quell'impulso nel cuore,
necessario e salutare per Napoletani e dintorni, è stato ancora una volta lui,
Renato Zero, un appuntamento a dir poco sospirato e sofferto da un pubblico
campano che fin d'ora si era sentito un po' bistrattato dal suo beniamino, per
gli irriducibili, addirittutura offeso, per un Presente a dir la verità un po'
assente da marzo, dove Renato ha girato in lungo e in largo per la penisola con
i suoi 17 capolavori dispensando sorrisi ed autografi e Napoli lo aspettava " a
braccia aperte", sicuro che prima o poi avrebbe onorato anche questa citta' che
è anche un po' sua,il cuore di questo pubblico lo ha sempre affascinato ed il
suo carattere piu' volte ammaliato. Ma. ahime', di Renato nemmeno l'ombra, e
questo malcontento si ascoltava tra le file intrepide nell'attesa dell'apertura
dei cancelli. Si è temuto per un attimo che quell'incontro, tanto sospirato,
avrebbe in qualche modo punito Zero, Napoli regala il cuore in tutta la sua
onestà, senza mezze misure e senza nulla pretendere, e non si aspetta un grazie,
mai, ma quell'abbraccio che possa lenire la dignita' di un popolo che in primis
gli appartiene e non poco, la sua storica frase " felici e perdenti". Questa
mancanza è stato un volere di Zero? Ma no, i napoletani non lo crederanno mai,
sara' stata sicuramente un organizzazzione che, chi per lui, decide, ed il piu'
delle volte decide male e per calcoli di strategia, poco cuore e
professionalità: meno di zero.
Ore 21:00...ed una magia di luci annuncia che
quel feeling è ancora qui, presente, inebriante, decisamente intimo, Renato
compare sulla scena, si ha la sensazione che ci guarda ad uno ad uno negli
occhi, e tutti han potuto leggere quel suo: Non vi ho dimenticato mai". Il primo
brano ci riporta indietro nel tempo, con " Vivo", quante volte ha aperto cosi'
un suo concerto, emozione, il tempo sembra essersi fermato, eppure quanto tempo
che è passato, sorrisi spensierati di un pubblico giovane che non possono
ricordare, e commozione e lacrime da chi ha un bel po' di vissuto sulle spalle e
qualche ruga in piu', ed era bello confrontarle con le sue, sarebbe stato un
delitto desiderare in quel momento un lifting, quella era la prova di una vita
vissuta insieme e c'era addirittura fierezza nel mostrarle.
Questo è il
miracolo di questo Presente, la Campania vive quel brivido necessario,
quell'elisir di emozioni per troppo tempo dimenticate, ce n'era bisogno per
questo pubblico che ha voglia di sorridere sempre ma che purtroppo ha sempre
motivi in meno per poterlo fare, ed in queste due notti è stato possibile,
persino sognare.
Un bel po' di pezzi di Presente, hanno arricchito la
scaletta tra uno scenario di luci degne delle moderne favole holliwoodiane, una
bella pioggia di neve sul pezzo " Buon Natale", e nel "pala" si è avuta la
sensazione di fare un bel salto di due mesi in avanti, stelline di Natale accese
facevano da cornice ad un Renato che sembrava avesse voglia di fare un bel salto
a ritroso nel tempo dove a Zerolandia si eran vissuti i migliori anni della sua
e della nostra vita.
Gli attempati han potuto godere di pezzi come " Inventi,
Potrebbe essere Dio,e, con gran sorpresa, addirittura "113", con un Renato al
massimo nei movimenti ed un estensione vocale da non invidare per nulla
trent'anni indietro della sua vita.
Si conclude con un inedito spettacolare
dal titolo "Agli unici", Renato armato di un tavolino chic con calice e
champagne, intonando " e' il momento dei saluti, niente lacrime, ora no", ma è
stata una raccomandazione a cui nessuno gli ha dato ascolto, le lacrime e la
malinconia, spaccavano in due il cuore dei napoletani che salutavano Renato con
un arrivederci ed una preghiera che sia stato al piu' presto.
Perche'per
Napoli, Caserta e tutta la Campania, Resistere, vuol significare: Aspettando
Renato Zero.
Delle gocce cadute sul palco che si confondevano con le lacrime,
non erano pioggia, ma lo champagne di Renato che aveva riversato dal suo calice
su noi...gocce indelebili firmate sulla pelle, per sempre.
Le luci si
spengono e nell'anima le tue parole che non andranno mai piu' via..
"Basta
che non ti allontanerai dalla poesia che sei...e che nessuno interferisca piu'
con i programmi tuoi, esatto tornare qui, verificare se sia cambiato o no l'uomo
che hai di fronte, salvami, dalla strada che verrà."
Silvana
Marchese