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Canapaio Ducale



Last Updated: 5/22/2009

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Tuesday, February 05, 2008 
STAVOLTA VINCE IL SESSO
 Intervista all'on. Franco Grillini (Partito Socialista)


D: Presidente onorario di Arcigay, fondatore della Lega Italiana Lotta all'Aids nonché della Lega Italiana Nuove Famiglie e di Gaynet, Associazione informazione gay. Deputato di sinistra ora e consigliere a Bologna per parecchio tempo. Oltre ad essere uomo delle istituzioni, in te si condensa la storia del movimento per i diritti civili e del movimento gay italiano. Come vivi lo scollamento esistente tra la società italiana che prima ha tollerato ed ora ha sostanzialmente accettato le istanze gay e l'immobilismo della politica?
FG: Sull'accettazione sociale dell'omosessualità andrei cauto, siamo ben lontani dall'obiettivo!
Il suicidio del sedicenne torinese perché oggetto di omofobia e di una sua coetanea transessuale catanese ci dicono che la sofferenza per gay lesbiche e transessuali è ancora molto forte. E questi sono solo due degli innumerevoli esempi che potrei fare.
Più che di immobilismo in politica, poi, parlare di veri e propri veti, contro la richiesta di diritti civili degli omosessuali, e, più in generale, contro qualunque provvedimento sui diritti individuali e di libertà. La ragione è una: Vaticano.

D: Vi è stata una grande evoluzione del movimento gay dagli anni Settanta ad oggi. Ora, a differenza del passato, si chiede la regolarizzazione delle convivenze, il matrimonio, il diritto all'adozione. L'estetica gay, con lo sciagurato avvento di Dolce&Gabbana ed i loro epigoni, si è massificata ed omologata. Non credi che si stia perdendo la libertà, per me la più importante, di essere diversi?
FG: La lettura dell'estetismo omosessuale con i risvolti sul mondo dell'economia e della moda, può essere duale. Se, da un lato, la moda tende a livellare ed omologare, dall'altro lato però, gli stilisti gay sono stati protagonisti di una gigantesca rivoluzione del gusto e del costume, non a caso severamente condannata da Oltretevere che parla di "perdita della virilità", a causa, della "omosessualizzazione" dell'estetica.
Il corpo maschile denegato e negletto al perbenismo borghese e al bigottismo benpensante è stato riscoperto dal mondo della moda che ne ha riportato la sua desiderabilità all'ideale classico.
E' un cambiamento epocale, intervenuto pesantemente, nella dinamica dei sessi e del desiderio, che ha riportato il maschile nell'area del desidero, delle emozioni e della bellezza. Tutto ciò in palese conflitto con il maschilismo imperante che ha relegato il corpo femminile nell'estetica dell'oggetto sessuale.
E' bene quindi criticare il consumismo modaiolo, evitando però di perdere di vista la rivoluzione di cui gli stilisti omosex sono stati protagonisti.
In quanto alla libertà di essere diversi l'abbiamo affermata costantemente con le gigantesche e colorate manifestazioni del gay pride che, non a caso, sono definite dai moralisti carnevalate.
Anche qui però attenzione: la diversità agisce come fattore di trasformazione se a sua volta non si omologa accettando il recinto della trasgressione di mestiere dentro il quale chi si sente maggioranza vorrebbe rinchiuderla.

D: Da che io abbia memoria, hai rappresentato l'anima libertaria della sinistra italiana. La tua non adesione al Partito Democratico l'ho interpretata come l'impossibilità nella nuova formazione politica di portare avanti battaglie proprie della sinistra quali l'antiproibizionismo, l'estensione dei diritti civili, in una parola la difesa della laicità. Cosa significa per te essere laici?
FG:Laicità per me è sinonimo di democrazia, non esiste l'una se non esiste l'altra. Laicità è uno spazio neutro entro il quale tutti hanno diritto di convivenza senza pretendere, come fanno i cattolici, di prevalere, dominare gli uni sugli altri e di definire un'unica strada per la salvezza.
La laicità è la condizione e l'essenza della libertà individuale. In Italia questa cultura sta faticando molto ad affermarsi perché il nostro Paese vive da tempo nella dialettica tra clerico-fascismo e catto-comunismo. Anche a Sinistra è mancata, troppo spesso, la cultura dei diritti individuali, vista spesso solo come ferro vecchio, in opposizione ai diritti sociali. In realtà non esiste una gerarchia tra i diritti e, a mio parere, non esiste giustizia sociale senza diritti civili e viceversa.


D: Ti sei battuto contro la chiusura anticipata delle discoteche, per un'educazione sessuale libera da tabù di matrice religiosa, per la depenalizzazione del consumo delle droghe leggere. Più in specifico come si è concretizzato nell'attività parlamentare il tuo essere antiproibizionista tout court?
FG: Intanto con la presentazione di un pacchetto di proposte legislative sui temi più rilevanti e più urgenti legati alle battaglie sui diritti civili: coppie di fatto, matrimonio gay, divorzio breve, eutanasia, maggiore età a sedici anni, legalizzazione del naturismo, liberalizzazione della prostituzione, diffusione del preservativo e lotta all'aids e altro.
La mia attività in Commissione giustizia, dove era incominciata la discussione anche sulla legge sulle droghe, si è concretizzata nella messa all'ordine del giorno dell'omofobia e della stalking (violenze reiterata sulla donne), mentre abbiamo fatto di tutto per far calendarizzare la legge sulle coppie di fatto che era in drittura di arrivo in Commissione giustizia al Senato.
I temi erano all'ordine del giorno, ma l'interruzione anticipata della legislatura ha vanificato il lavoro parlamentare di cui rimane un'importante traccia, che costituisce una premessa per la prossima legislatura.

D: Radio Maria ti ha definito "gran sacerdote del vizio contro natura". La trovo una definizione di cui andar fiero. Tu come definiresti l'intrusione della Chiesa Cattolica nelle questioni politiche nazionali?
FG: Per la verità sono stato definito anche come "l'antipapa" o "l'arcivescovo dell'Arcigay". Come "antipapa" non mi vedrei male, ma al di là dello scherzo, questi epiteti la dicono lunga sull'intensità dello scontro tra laici e clericali raggiunto in Italia a causa della prepotenza delle gerarchie romano cattoliche. I gerarchi cattolici piagnucolano rivendicando il diritto, per la loro religione, di occupare lo "spazio pubblico" che qualcuno vorrebbe loro negare.
A parte che nei mass media, in particolare in tv, parlano solo loro senza contraddittorio, il cosiddetto spazio pubblico sarebbe precluso loro, dal pur pessimo concordato firmato nel 1984 da Casaroli e Craxi. Perno del pessimo accordo, era uno scambio, mai onorato dal Vaticano, secondo il quale lo stato garantiva ai cattolici enormi privilegi e finanziamenti, in cambio della non invadenza pubblica della Chiesa stessa.
Incassati quattrini e privilegi il Vaticano se n'è bellamente fregato dell'accordo e ha occupato tutto lo spazio pubblico possibile ed immaginabile, intervenendo nelle campagne elettorali, vedi l'astensionismo sulla legge 40, impicciandosi del processo legislativo e facendo un lavoro di vero e proprio lobbismo per impedire, purtroppo con successo, che passassero leggi sgradite a Oltretevere. Da questo punto di vista la battuta di Luciana Litizzetto a che tempo che fa, del 3 febbraio scorso, "si dia l'incarico di formare il nuovo Governo direttamente al Papa, così è chiaro chi Governa in Italia" è perfetta per spiegare che in Italia esiste uno strapotere Vaticano per nulla corrispondente, tra l'altro, alla reale adesione degli italiani alla fede cattolica.

D: Sei ad oggi l'unico candidato a sindaco di Bologna come alternativa a Cofferati. In questi anni si è assistito ad una lacerazione profonda tra l'Amministrazione Comunale ed una parte importante della società bolognese, i giovani. Chiusura o delocalizzazione dei centri sociali e dei principali poli aggregativi giovanili, la messa al bando della street parade antiproibizionista, il coprifuoco notturno. E' nel tuo programma una riconciliazione con i movimenti giovanili? In che termini?
FG: Direi proprio di sì, anzi, uno dei primissimi provvedimenti che adotterò in Giunta, nel caso di vittoria alle elezioni, sarà il rapido smantellamento dell'apparato autoritario proibizionista messo in piedi da Cofferati in aperta violazione del programma che gli ha consentito di vincere le elezioni 4 anni fa. Bologna ha la più alta denatalità del mondo e in città ci sono un sacco di giovani, 90 mila sono iscritti all'università e sono per lo più ignorati, se non visti come un problema dall'amministrazione comunale. Per me i giovani sono una risorsa, un patrimonio prezioso per la città, un investimento in intelligenza e freschezza e non, come vorrebbe la Giunta Cofferati un problema di Ordine pubblico.

D: Puoi commentare la desolante fine del desolante governo Prodi cercando di far tornare la fiducia in chi, elettore di centro sinistra, si è sentito tradito? Molti ragazzi hanno votato, magari per la prima volta, perchè nel programma dell'Unione si prometteva la decriminalizzazione del consumo, i Pacs-Dico e la chiusura dei CPT...
FG: Purtroppo la verità è che il centro sinistra le elezioni non le aveva vinte ma aveva realizzato uno striminzito pareggio al Senato, e una vittoria di misura alla Camera.
Sarebbe stato bene fin dall'inizio prendere atto di questo dato, chiarendo con onestà all'elettorato di centro sinistra come stavano le cose, e scegliendo alcuni punti chiave del programma per andare di nuovo alle urne e chiedere un mandato più ampio.
Per quanto mi riguarda però, la prospettiva di un ritorno del monopolista televisivo al potere con la destra clericale neofascista e neonazisti inclusi rappresenta un motivo più che sufficiente per evitare l'astensionismo e per votare, magari turandosi il naso.

D: Qual è il tuo rapporto con le sostanze ritenute dalla legge illegali?
FG: Sono da sempre un antiproibizionista. Personalmente non ne faccio uso, ma non avrei nessuna difficoltà ad ammetterlo e a rivendicarlo se le usassi.
Sono convinto da sempre, che rientra nei diritti e nelle facoltà individuali la possibilità di gestire la propria esistenza e il proprio corpo come meglio si crede. Non sono antiproibizionista per partito preso o per motivi ideologici. Più semplicemente mi sembra che l'antiproibizionismo sia meno disastroso del proibizionismo, la cui brutalità ha fatto solo danni, ha favorito le mafie e ha impedito di tutelare la salute dei tossicodipendenti.

D: Domanda personale per entrambi: ho 30 anni, non vado in palestra, inizio a perdere capelli ma non chili. Lessi mesi fa della tua storia d'amore con un ragazzo mooolto carino oltrechè colto. Per vivere storie così anche da vecchio mi consigli di continuare a lavorare sul fascino o è meglio diventare parlamentari?
FG: Il termine vecchio ha una connotazione negativa, suggerirei maturo. Il bello dell'omosessualità, etero imparate!, è che non si butta nulla: ogni età, ogni estetica, ogni imperfezione, può essere un'occasione di attrazione o di una eventuale relazione. Le metafore faunistiche impazzano: ci sono le volpi argentate (60-70enni) e i loro amanti, ci sono gli orsetti (corpulenti e pelosi) e i loro cacciatori, ci sono i/le palestrati, insomma ce n'è per tutti i gusti... Come vedi c'è speranza per tutti.

D: Ultima domanda: hashish o marijuana?
FG: A seconda dello stato d'animo, bisogna scegliere, ma sono ok entrambe... io però preferisco come droga il sesso...

a cura di Luca Marola