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#2: july, 20th 2009: Ote interviewed by Elisa Russo (Il Piccolo, Radio Capodistria):
martedì, 14 luglio 2009
(italian)


Il disco di debutto dei triestini
1ne Day «Capricorn», è uscito in Inghilterra per la Casket/Copro
Records e viene distribuito in tutto il mondo dalla Plastic Head.
Contiene 11 pezzi, fra i quali la cover di «Black Celebration» dei
Depeche Mode. I 1ne Day hanno anche realizzato il loro primo videoclip
per il singolo «Capricorn», con un team di produzione eccezionale
composto fra gli altri dal regista e sceneggiatore romano Giovanni
Bufalini e il direttore della fotografia Timoty Aliprandi (Subsonica,
Giusy Ferreri).
Ad oggi «Capricorn» viene venduto attraverso internet e la Casket/Copro
in tutto il mondo, mentre il videoclip è visibile su Youtube, e da poco
in rotation su All Music e Rock Tv.
Matteo “Ote” Pasino (voce/chitarra) così riassume la storia della band:
«Siamo attivi dal 2001, e abbiamo tutti esperienze in altre band: io
con Imperial, Odd, Rha, The Sons, il bassista/cantante Dade con Bespin
ed Ars Moriendi, il batterista Andrea Janko con Imposer e Necrosphere
ed il chitarrista Virusmind con Imperial e Odd. Abbiamo collaborato con
il produttore sloveno Dali Sternisa, con cui abbiamo realizzato il
promo “Black Celebration-Sorry”, nei suoi studi di registrazione a Bled
in Slovenia».
Come sono nate tutte le collaborazioni che hanno portato anche alla distribuzione mondiale del vostro cd?
«Grazie a internet e in particolare Myspace che è la realtà
fondamentale per tutti i musicisti indipendenti. Lì ho conosciuto il
nostro produttore. Poi è arrivato il contatto e l’amicizia con il
regista Bufalini. Con lui è nata l’idea di realizzare un video per la
title track che abbiamo realizzato assieme ad un team di produzione
strepitoso. Lavorare con questo regista è stato per noi un onore e una
fortuna».
Il video è talmente convincente da sembrare un film…
«Abbiamo voluto fare un video che fosse interessante da guardare, che fosse accattivante, da rivedere».
Avete definito il vostro genere “nu core”.
«È una definizione forgiata da noi diversi anni fa, per intendere un
misto tra hardcore, nu metal e anche new wave, grande passione del
nostro bassista che ci ha portati a registrare il brano dei Depeche
Mode. In questo momento nelle recensioni vediamo che va per la maggiore
la definizione di metal core. Ma noi preferiamo nu core, perché mette a
fuoco il nostro sforzo di trovare un nuovo centro in cui mettere le
nostre esperienze musicali».
Puntate molto al mercato e al pubblico internazionale?
«Veniamo tutti da esperienze musicali che erano già lungimiranti in
partenza. Per noi l’unico risultato possibile era realizzare un
prodotto che avesse come standard gruppi internazionali, con cui
vogliamo confrontarci. Ragione per cui registriamo con attenzione,
senza far uscire ogni anno un disco ma lavorandoci su parecchio».
ieri su Il Piccolo
taken from http://elisarusso.splinder.com/archive/2009-07
#1: may, 2nd 2009: Andrea J.'s interview on www.sickdrummer.com:
http://www.sickdrummer.com/index.php?option=com_content&task=view&id=1369&Itemid=1014http://www.youtube.com/watch?v=Sz24qnBUsko