Passo il mese di luglio da queste parti.... (
Marina di Ginosa nella foto, una delle spiagge italiane con il bollino blu!)
Sono un salentino, mi trovo in Puglia, mi
piace la sua cucina regionale, perciò vorrei proporvi, con il permesso e la
benevolenza degli amici conterranei che mi leggono, il piatto “nazionale” di
questa bella regione! Il purè di fave, accompagnato da peperoni verdi dolci
fritti.
Non tutti fanno il purè alla stessa maniera,
alcuni ci aggiungono le patate lesse: ecco come me lo sono preparato in casa
oggi!
Fave e peperoni dolci
Ingredienti per 4/5
persone
Fave sgusciate secche in
scatola 5oo gr....
Peperoni verdi dolci: 3
oppure ..5 a..
persona....
Olio evo q.b.....
Acqua ....
Sale marino q.b.....
Preparazione
Ammollare le fave per 4 o 5
ore, oppure dalla sera prima, e poi metterle a cuocere, con acqua che arriva di
pochissimo (mezzo centimetro sopra) al livello, in pentola coperta per 2 ore o più,
senza toccarle: si porta a bollore e poi si lascia la fiamma al minimo; in
seguito aggiungendo qualche dito d’acqua se viene consumata prima. Controllare
spesso, senza girare o toccare i legumi: si possono solo scostare delicatamente con un cucchiaio
di lato per vedere se l’acqua è stata tutta assorbita e se hanno raggiunto il
punto di sfaldatura.
A cottura ultimata le fave
sono già diventate quasi una purea. Prima di toccarle scolare eventuale acqua
residua (se avete esagerato con l’acqua), quindi salare ed aggiungere una
tazzina da caffè, scarsa, di olio. Mantecare il tutto nella pentola, con un
mixer finché non diviene una purea vellutata (mia nonna lo faceva a mano, roteando un cuccchiaio di legno, e veniva meglio). A parte friggere i peperoni, dopo
averli lavati e asciugati, salando durante la frittura.
Nella portata servire la
purea e separate le verdure intere.
I semi possono essere
eliminati nel piatto stesso in cui il peperone è servito oppure si possono
togliere prima di friggere (ma è meno presentabile e risulta anche fritto con
più olio).
Le fave sono
il legume più espansivo e rinfrescante ( “yin” ) e quindi vanno benissimo nei
mesi caldi.