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COME CUCINARE LA NOSTRA VITA "Ciò che si può offrire agli altri è solo il frutto della propria pratica"

come cucinare la nostra vita!



Last Updated: 10/14/2009

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Wednesday, August 05, 2009 

Current mood:  fabulous

Che tipo di viaggio vi piace fare?


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  1. Il viaggio non-viaggio.
  2. L’anti-viaggio.
  3. Il viaggio-percorso.

 

Il viaggio non-viaggio.

Quanta gente si mette in viaggio per fare altrove le stesse cose che faceva a casa sua? Naturalmente camuffate da novità, perché invece di mangiare il pollo alla griglia della rosticceria sotto casa si va a gustare quello al curry preparato in un paese esotico, dormendo in un hotel che la mattina offre il magnifico e rassicurante “continental breakfast”. La stessa cosa accade quando si va al mare per trovare ritmi di vita e quotidianità in cui si sostituisce il bagno e il sole alla scrivania ed al neon. Il poeta latino Orazio usava definire queste persone così: “coelum mutant, non animum qui trans mare currunt”, ponendo in evidenza come sia soltanto il cielo sopra di loro a cambiare in questi casi e non l’animo e quindi con esclusione di qualsiasi miglioramento del benessere interiore. Nessuno stimolo, nessuna scoperta ma una rigida ripetizione dei riti domestici e lavorativi in una realtà psicologicamente ancorata al vecchio e al già conosciuto.


L’anti-viaggio.

Altri viaggiano per dimostrare a se stessi e chi gli sta intorno che le proprie convinzioni sono quelle giuste. Il viaggio deve confermare in tutti i modi che la visione del mondo, che si ha, è quella migliore. Dunque si critica tutto ciò che si incontra senza aprirsi al nuovo e all’ignoto. Ogni evento o situazione è occasione di paragone con i nostri usi e consuetudini sempre vincenti se raffrontati.  E’ il viaggio di chi al ritorno si dice e ti dice: “ma come si sta da noi… ma come è meglio casa nostra… ma come le facciamo noi le cose…ma le nostre bellezze sono incomparabili” oppure “ andiamoci a mangiare la pizza nel tal locale per vedere se la fanno come nella nostra città”. Il viaggio, in questi casi che sono la maggioranza, è l’opposto di un viaggio: è un non-viaggio che non ci fa uscire dall’abituale per passarlo al vaglio critico del pensiero, del sentimento, della volontà nell’ottica di un possibile accoglimento di un cambiamento. La cosa stupefacente – badate bene - è che, anche nel caso speculare di chi durante il viaggio trova tutto magnifico in confronto a ciò che appartiene alla sua orribile quotidianità, i progetti non cambiano al rientro e tutto resta uguale a prima con un senso di rassegnazione: senza crescita interiore.


Il viaggio-percorso.

Le persone con cui si producono incontri di cambiamento non sono normalmente quelle con le quali viviamo, ma sono quelle che si incontrano per caso e che ci “fanno viaggiare”, un poco come accade per i libri. Ci cono libri che ci portiamo in viaggio e libri che ci fanno viaggiare nella nostra stanzetta. Ci sono pure persone che ci accompagnano ed altre che ci fanno viaggiare. Questi esseri che ci incitano a viaggiare nel più profondo di noi stessi aprono delle porte e, come accade spesso, le porte più grandi vengono aperte da persone che poi non le attraverseranno con noi. Tali persone entrano ed escono dalla nostra vita misteriosamente e ci lasciano in modo inatteso, come negli incontri amorosi. Così accade anche per i viaggi nei quali non è il fatto di spostarsi esteriormente l’interessante ma quello di fare cambiamenti interiori. Si può persino viaggiare senza spostarsi. L’importante, come al solito, non è la meta ma il percorso con ciò che ci succede e che ci apre agli altri, all’incontro, al trovarsi, alla comprensione. Nel percorso è importante accettare, prima di intraprendere il viaggio, la possibilità che la prospettiva dalla quale vediamo le cose possa cambiare dopo essere stata messa in discussione dalle scoperte. Viaggiare così non è soltanto muoversi ma cambiare interiormente.


Con il cibo accade la stessa cosa


1.    Il cambiamento non-cambiamento. Bisogno di rimanere ancorati alle proprie abitudini, spesso sbagliate, senza rimetterle in discussione. Questo piatto mi piace e quello no. Così mangiava mia madre. Paura del nuovo e pigrizia nell’esplorare percorsi diversi. Si può assaggiare di tutto, e gustarlo pure, ma sempre nell’ottica che la base incrollabile è quella delle sicurezze acquisite.

2.    Il cambiamento-pericolo. Da cui difendersi. Contro cui accumulare prove d’inconsistenza o di errore. La concezione alimentare di cui si è in possesso è la migliore in assoluto. Non può essere messa in discussione. Come in Italia non si mangia da nessuna parte… Non si può rinunciare alle proprie convinzioni che, anzi, attraverso il continuo raffronto con l’altro da sé, devono sempre rafforzarsi e riuscire vittoriose. Concetti chiave: continuità e fissità.

3.    Il cambiamento-percorso. Concetti chiave: crisi come opportunità; accoglimento del nuovo; sperimentazione; ricerca; apertura; rottura con il vecchio; crescita; nuovo che avanza.




Buon viaggio!



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Nero Tulip 2.01

 
Non lo so, ma la foto iniziale è fenomenale! .... torno dopo e ti dico il resto :)))

 
Posted by Nero Tulip 2.01 on Wednesday, August 05, 2009 - 4:28 PM
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Obi Honey Luna e il Bardo

 

Ehilà, caro Andrea, rientro alla grandissima!
Foto eccezzzzziunali veramente.
Perfettamente emblematiche dei tuoi testi così ricchi di spunti di riflessione per che non è paraocchiato nella vita.
Un grande abbraccio.
Obi

PS
Certo non ti stupirai se noi tutti facciamo parte del gruppo del VIAGGIO-PERCORSO ......




 
Posted by Obi Honey Luna e il Bardo on Wednesday, August 05, 2009 - 4:39 PM
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Nero Tulip 2.01

 
Ecco perchè di certi posti si dice.. stanno in culo al mondo! :-))))

 
Posted by Nero Tulip 2.01 on Wednesday, August 05, 2009 - 7:31 PM
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megal a colori

 
io sapevo stessero in culo alla luna :)

 
Posted by megal a colori on Wednesday, August 05, 2009 - 11:07 PM
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Zia Scarry

 
questa è proprio forte! :))))
 
Posted by Zia Scarry on Wednesday, August 05, 2009 - 8:09 PM
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nichi

 





 
Posted by nichi on Wednesday, August 05, 2009 - 5:42 PM
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Zia Scarry

 
la tre... crisi come opportunità! :)
 
Posted by Zia Scarry on Wednesday, August 05, 2009 - 8:10 PM
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megal a colori

 
indovina quale viaggio piace a me :)


 
Posted by megal a colori on Wednesday, August 05, 2009 - 11:11 PM
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Marcello
Marcello Dice

 
il 3 è un viaggio che mi sta bene ed il mappamondo è fantastico!
grande!
 
Posted by Marcello on Thursday, August 06, 2009 - 3:12 AM
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Stella della Sera

 
Io sono per il viaggio percorso....e le foto sono eccezionali!!
Un bacio

 


 
Posted by Stella della Sera on Thursday, August 06, 2009 - 5:28 AM
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come cucinare la nostra vita!

 


 
Posted by come cucinare la nostra vita! on Thursday, August 06, 2009 - 5:52 AM
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come cucinare la nostra vita!

 

I Ching



56 Il viandante.

Voyageur.

Traveling.

IL SOGGIORNARE.

Potenzialità di spostarsi fuori dagli usuali punti di riferimento, pur restando centrati.

 

L Ü: Viaggiare, soggiornare fuori di casa. Ma anche folla, numerosi, brigata di soldati, truppa.

Più uomini si riparano sotto un albero (UNA BANDIERA).


X°Ala: Il 55 L’Abbondare: numerosa anteriorità davvero, molti motivi (avvenimenti) di preoccupazione. Il 56 Il Soggiornare: connettere poco davvero, amicizie ridotte.

 

Sopra la Montagna il Fuoco, acceso dal viandante che poi è andato via.

 

 

Nucleare: 28 Grand Excès.

Opposto: 60 Mesure.

 

Situazione: consiste nel vivere in modo instabile  temporaneamente in ambienti  stranieri,  ma restando  legati al proprio centro di appartenenza (soprattutto interiore).

Partire è un po’ morire! Essere viaggiatore significa trovarsi fuori della rete e delle regole usuali di reperimento ed esplorare situazioni nuove.  Circostanze o periodi, che richiedono prudenza, nei quali non ci si può fermare  da nessuna parte e bisogna avanzare almeno per un certo tempo.

Ridotte le relazioni affettive parentali: si è in viaggio. Il viaggio può anche essere materiale, vero, ma allora si tratta di qualcosa di inabituale dove sono necessarie le nostre capacità di adattamento.

 

Oggi qui, domani là!. La ricerca.



 
Posted by come cucinare la nostra vita! on Thursday, August 06, 2009 - 6:01 AM
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bellatrix

 
"per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare"

dimmi che la vespa è la tua!!!!


 
Posted by bellatrix on Thursday, August 06, 2009 - 12:51 PM
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sabato
sabato cuomo

 
se non dovessi tornare
sappiate che non sono mai partito
il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai

Biglietto lasciato prima
di non andare via
di Giorgio Caproni
 
Posted by sabato on Thursday, August 06, 2009 - 1:49 PM
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elenacantachetipassa
Elena cecchinato

 
SEPRE, SEMPRE RICCHI DI SPUNTI I TUOI POST! GRAZIE INFINITE! LI FACCIO GIRARE! : ) !
 
Posted by elenacantachetipassa on Thursday, August 06, 2009 - 2:20 PM
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refleXplore

 
vado in Madagascar...hahahaha!

 
Posted by refleXplore on Thursday, August 06, 2009 - 10:16 PM
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Natasha
Natasha Ash

 
Eccellente post...trovo che potrebbe essere applicato oltre al viaggio e all'alimentazione anche all'interazione fra esseri umani.
110 con lode e bacio accademico:)

 
Posted by Natasha on Friday, August 07, 2009 - 10:23 AM
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Natasha
Natasha Ash

 
Posted by Natasha on Saturday, August 08, 2009 - 10:26 AM
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Natasha
Natasha Ash

 


 
Posted by Natasha on Monday, August 17, 2009 - 3:23 PM
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Tink3rBeLL FashionEditor
Federica guarneri

 
Uno dei tuoi post migliori
 
Posted by Tink3rBeLL FashionEditor on Wednesday, August 12, 2009 - 4:13 PM
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