
Mauro
Corona il simpatico scultore-narratore-alpinista, in un bellissimo articolo sui
boschi (La Repubblica 20-09-09 pag 35), racconta come suo nonno , un vecchio
duro e brusco come un larice, dicesse che – dopo Dio – l’unica cosa a farlo
inginocchiare era il “Bosco”. “Quando mi portava a fare innesti nelle piante, voleva che
tenessi le mani intorno al tronco, perché – diceva – nel momento che taglio col
coltello, l’albero prende paura, gli viene la febbre, sentendo le tue mani si
dà coraggio.” Corona afferma come il
bosco vada condotto con sapienza. Il legname da opera, travi e tavolame veniva
rigorosamente tagliato i primi otto giorni dopo la luna nuova di dicembre. I
legni per lavori piccoli, tornitura, piatti, scodelle, cucchiai, forchette,
spine da botti, taglieri, mestoli, erano tagliati in luna calante di febbraio,
dopo il venti, e scortecciati immediatamente. Le pale dei fornai fatte di acero
bianco come neve, dovevano subire l’attacco del fuoco e uscirne indenni. Allora
gli aceri andavano tagliati dal primo al tre marzo o gli ultimi giorni di luna
nuova, sempre a marzo. In quel periodo il legno non brucia, diventa scuro ma
non arde, fa marcia indietro.
Il
racconto di Corona descrive molto bene come ci sia “un qualcosa” nella natura,
negli alberi, nelle piante che sfugge al microscopio della scienza (dei medici,
dei nutrizionisti, dei dietologi, di molti naturopati), la quale cerca sempre
di fare un’analisi biochimica di ogni cosa e fornire le prove di questo o
quello. C’è una vitalità nella pianta che varia con il tempo e con le stagioni,
proprio come accade nell’Uomo. Adesso le giornate cominciano ad accorciarsi: nell'equinozio giorno e notte, luce e ombra si equivalgono!

Stiamo
entrando nell’autunno, attraverso la stagione della “tarda estate” come la chiamano
in medicina tradizionale cinese e in macrobiotica. Così come cambiamo il modo
di vestirci per proteggerci dal freddo e dalla pioggia che iniziano a far
capolino, allo stesso modo dovremmo fare con il cibo, con il nutrimento che ci
fa vivere. Invece assistiamo di continuo allo scempio del “mangiare sempre
le stesse cose in tutte le stagioni”. Si mangiano i pomodori crudi nelle
insalate (rinfrescanti) d’inverno, insieme a peperoni e melanzane che sono
prodotti tipici della terra di quando fa caldo, ma vengono venduti nei
supermarket quando c’è la neve perché ci sono i fessi che li chiedono per
“rinfrescarsi” d’inverno e quindi prendere raffreddori, bronchiti e influenze
varie (la cui colpa va poi data ai virus…). C’è qualcosa nel cibo, una energia,
una vitalità che non può non essere presa in considerazione. A ferragosto su
una spiaggia italiana ho assistito allo stupido rito, ripetitivo e conformista,
del barbecue per una grigliata di salsicce, costolette, bistecche e wurstel (la
fissità come malattia mentale e come incapacità a portare cambiamenti in noi).
Mangiare la carne d’estate è come mettersi la pelliccia sotto il solleone. La
carne ha forte potere riscaldante. Tutta questa stupidità non ha limiti:
bisogna mangiare sempre cibi “goderecci” in qualsiasi momento e in qualsiasi
posto, con la riserva mentale che i cibi che fanno gola siano solo quelli. Salvo
poi “mettersi a dieta”.

In molti lettori vi è la convinzione che lo scrivente,
del segno del Toro (la gola), mangi cose non gustose… i cereali huà che
schifo… E quindi su questo blog, continuamente, mi tocca leggere “ma
vuoi mettere” quanto sono buone le lasagne, le salsicce, la carne, il
formaggio, che fanno parte delle nostre abitudini e tradizioni (salvo che i
nostri nonni vedevano la carne una volta al mese, quando la trovavano), che a
tali piatti non si po’ rinunciare neanche un giorno. E ciò come se il
sottoscritto li condannasse e non li mangiasse. Non faccio parte del
conformismo della “pasta al sugo tutti i giorni”. Vivaddio sono cambiato.
Eppure la mangio, e con gran gusto, non ordinariamente però! Il problema non è “questo
sì e questo no”! Si mangia tutto ma i cibi “estremi” bisogna lasciarli
all’occasionale, al saltuario, allo straordinario. Ingegnatevi invece a
mangiare cereali integrali in chicco, verdure e legumi, questi sì tutti i
giorni ma in cucinazioni e con ricette continuamente diverse e variate, il
mondo ne è pieno. Potete immaginare i mille modi in cui si può preparare un
riso gustoso? Avete mai contato le pillole, le compresse, gli sciroppi e gli
integratori che prendete in un mese, a furia di mangiare tutta questa
“delizia”?

Dunque, con l’imminente cambio di stagione, oltre a fare il cambio
dell’armadio fate anche il cambio dello “stomaco” e, possibilmente, dei
pregiudizi!