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| ABOVE THE TREE Minimal love Marinaio Gaio, Boring Machines, Abaout a boy, Brigadisco, Stonature Rec., Shipwreck Rec., Untouchable woman 2009 | |
La propensione di acquisire e mescolare tra loro suoni e ritmi di natura differente, re-interprentandoli e donandoli una veste diversa, è stata lo stimolo propulsivo che un paio di anni fa, ha portato il musicista Marco Bernacchia a partorire il progetto Above The Tree. A poco più di anno di distanza dal discreto esordio di ..Blue revenge.., Above The Tree chiuso nell’intimità della sua camera da letto estrapola dal suo estro creativo quindici composizioni, ..singolari.. tasselli del nuovo lavoro ..Minimal love.., album realizzato anche grazie a una ..cooperativa.. di etichette (tra cui la Boring Machines e la Marinaio Gaio, ndr). , cicalecci, cenni di farfisa, cornamusa, flauto e batteria dosati con cura ad arricchire l’intero quadro sonoro. Una voce che appare a tratti nella sua spettralità lo-fi, aliena ancora di più le insolite ambientazioni ricreate, supportate anche da titoli che lasciano spazio alla più fervida immaginazione: ..Donkey’s eyes.., ..Bunny in love.., ..70% of hate.., ..Plotone negro.. e ..Le signorine che nuotano... ..Minimal love.. è un classico disco da ..bedroom scene.. che può piacere a molti e che ci mostra un Above The Tree in ottimDimostrando quella concretezza nella composizione atta a ricreare sonorità insolite e atmosfere minimaliste già espresse in ..Blue revenge.., il nuovo disco propone una miscela musicale di blues e folk a forti tinte noise, con un deciso apporto dell’elettronica a completarne la struttura sonora. Una chitarra che tesse trame dal timbro prettamente strumentale arriva a fondersi con manipolazioni elettroniche e intromissioni noise, ricreando così delicati quadretti trasognanti. Bernacchia sembra molto ispirato nelle sue estranianti esecuzioni, arpeggiando con maestria la chitarra e sventrandola fino al midollo sviscera canzoni che denotano una forte propensione a ritmiche alienanti, cospicue di suoni scovati negli angoli più nascosti della terra. Partendo dal noise introduttivo di ..Donkey’s eyes.., i brani scorrono uno a uno con disarmante sapore psichedelico trovando così la loro giusta fisionomica sonora: rumori di macchina per scrivere, vociare confusia forma, sostenuto con vigore da ospiti illustri come Michele Grossi dei Dadamatto (batteria in ..Le me know..), Marco Cattaneo (flauto e cori in ..Baluba..) e Mattia Coletti al mastering. |
7:46 PM
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