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Metropolitan Ratto Sweet



Last Updated: 11/23/2009

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City: Tivoli
State: Roma
Country: IT
January 1, 2006 - Sunday 

Recensione CD ALLAPPY su DNA Music http://www.dnamusic.it

Etichetta : AutoprodottoAnno : 2001

Il punto forte della creatività è quello di dare spazio a esplorazioni, azzardi, sperimentazioni e, in un campo così ampio e vario come quello della musica, l'apertura mentale a "territori" inconsueti è di sicuro uno dei requisiti indispensabili per dare luce a prodotti qualitativamente interessanti. Il disco appena ascoltato è "Allappy", un'autoproduzione dei Metropolitan Ratto Sweet, gruppo tiburtino con alle spalle più di dieci anni di esperienza: in una percezione simultanea di cinema, rock e atipicità, gli undici pezzi di questo cd rimettono in discussione la materia sonora in maniera spiazzante ed originale. Tempi scomposti, groove underground, riff di chitarra dal fraseggio acido e acciaioso, voce ossessiva e snaturalizzata sono gli elementi principali che colpiscono ad un primo ascolto di questo particolare progetto concettual-musicale. Concettuale poiché la caratteristica principale di tutti i pezzi del cd (tranne della settima traccia, l'estemporanea "'Scanto" e dell'irriverente "Clito Ride", traccia quattro) è quella di avere come punto di riferimento un personaggio di un film: vuoi che esso sia tratto da Pulp Fiction (Mostro Joe), da "Cosa fare a Denver quando sei morto?" (Bill Prontosoccorso) o da "Dal Tramonto all'alba" (La signora Pandemonium) per citarne alcuni, queste canzoni sono testualmente frutto di una ricerca "feticistica" nei confronti della materia cinematografica. Feticista poiché del film non si va a trattare il protagonista o gli eventi principali bensì i lati e i personaggi più minuziosi che ad un primo approccio risultano totalmente marginali alla trama e che qui, invece, trovano senza dubbio più spazio e risalto: basti pensare al personaggio di Mostro Joe in Pulp Fiction (tanto per citare il film più noto) che viene citato per nemmeno 30 secondi durante tutta la storia e al quale invece i nostri bizarri amici "musicisti feticisti" hanno ben pensato di dedicare un'intera canzone dando al dettaglio particolare una funzione di soggetto principale. Il sound generale è di quelli puliti e aggressivi al tempo stesso, rispettivamente grazie alla professionalità della registrazione e alla grinta del gruppo che, senza scontati ed inutili virtuosismi, fanno intendere dalla prima all'ultima traccia di aver ecletticamente metabolizzato e rielaborato i più nobili linguaggi musicali di più di cinquant'anni di tendenze. Nessuna esclusa.

Autore Recensione: Leandro Giori http://www.myspace.com/leandrogiori