Ondarock ci ha prestato attenzione. Molta e piú che gradevole e gradita.
grazie mille a simone coacci per la freschezza dei commenti.
ecco qua:
"Pesche giganti, vitamine in pillole, noccioline, pennarelli, libri illustrati, latte macchiato, scoiattoli, portamonete, cigni, crostate alla crema, orsetti mangia-uomini. Non c'è bisogno di scomodare Jung per dragare questo inconscio collettivo declinato in chiave
pop, oggettuale, fiabesca. Un piccolo guardaroba da giardino d'infanzia.
Lucrezia Martufi più Enrico Boccioletti danno i French Fries. Che vengono da Pesaro e fanno tutto da soli (due voci, un violino e una chitarra "veri", qualche ammennicolo tecnologico di ultima generazione), proteggendo il loro elemento dall'infamia delle ingerenze esterne e dallo scetticismo dell'età adulta. "Kindergarten Beats" appunto. Così fragili, così indifesi, così preziosi.
Degli
My Awesome Mixtapes dall'indole più regressiva e meno cantautorale, più solenne e assertiva (come lo sono i giochi che i bambini fanno tra loro), meno morbida e modulata.
"Crumbling Apples (Oh Just In Front Of Your Foot)" è una piccola sinfonia
indie-tronica duettata sulla cresta di intermezzi
glitch, giocattoli a carica alla
Cocorosie, abbaiare di cani e foschie elettroniche. "Childhood Hero" un'elegia da "peanuts" costruita su
pattern di sintetizzatore
Akai, giri di chitarra
indie e beat da
laptop. Nipotini seduti sulle ginocchia dei
Young Marble Giants.
"Gangsta Greellow, My Dear Flatmate" e "Wooden Heart" sono filastrocche marziali animate dai
breakbeat, delicate e per nulla oziose: la prima coi suoi contrappunti da videogioco Nintendo, la seconda rimestata da sibili e scariche elettrostatiche. "I Wish I Was Nigel Gondrich" è arrangiata prevalentemente sul violino e la chitarra elettrica, come dei piccoli
dEUS in guisa
lo fi.
"Everyone's Got Warm Clothes When It Gets Too Cold" è un
upbeat che farebbe la gioie delle sorelle
Casady una volta ripulite dagli acuti dell'opera cinese, "Close", un
picking acustico e catatonico, in equilibro come un fachiro su pezzi di vetro elettronici, con quel "solo" finale di violino crudele e commovente come la cicatrice lasciata da un brutto sogno. "We Were Pancakes, We Are Jam-Tarts", una stereofonica "prova del cuoco", "Maneating Teddybear", un arpeggio che s'inalbera a poco, a poco nel riverbero e nella distorsione.
Qualche idea, qua e là, sarà pure un pochino stiracchiata, ma da questi due comprerei ad occhi chiusi la fatidica auto usata. Pagategli uno studio, uno scaffale pieno di copie del loro prossimo disco, una diaria e mandateli in giro a vivere di musica. Non fate i tirchi e non ve ne pentirete.
(15/06/2008)"
originale in http://www.ondarock.it/recensioni/2008_frenchfries.htm
baci accaldati a tutti..