C'è un uomo che fa l'equilibrista sui fili della luce, disse Lu.
Al calare del sole la città era diventata apatica. Quelli che s'apprestavano a rincasare e quelli che allora uscivano dai loro buchi si incrociavano sulla stessa strada. La strada vista dall'alto somigliava a un formicaio.
C'è un uomo in alto che cerca di mantenersi sospeso. Talvolta muove le braccia come un uccello, ma non credo che sia capace di volare.
I bambini giocavano a essere rondini e imitavano il volo attorno a lei. Il clown dormiva su una panchina del belvedere.
Tra poco la strada sarà deserta. Quelli che tornano a casa tornano a casa e basta. Quelli che escono troveranno un altro posto dove rifugiarsi. Così finisce il mondo.
Noi andiamo via. Ciao Lu. I bambini volarono in stormo ai nidi.
Tra poco il cielo sarà vuoto. l'uomo cade dal filo e si perde da qualche parte di sotto, schiacciato da una macchina senza autista, sepolto tra i rifiuti, trascinato dalla piena di un rigagnolo – l'uomo torna a essere un uomo.
Così finisce il mondo.
Stai delirando Lu, disse il clown nel sonno. Aveva un sorriso enorme dipinto sulla faccia. È stato solo uno scherzo, non esiste tutto questo.
Lo so che è uno scherzo, mormorò lei. Laggiù però non l'hanno capito.
Nemmeno lassù, mia cara. Il clown si rigirò sulla panchina. L'equilibrista aveva estratto la pistola e adesso mirava agli stormi in volo. Lui non volava e non cadeva.
Così finisce il mondo, Lu ripeteva ancora.