Qui i Live Reports di cui veniamo a conoscenza, da oggi 17 Maggio 2008:
1. Da
www.undergroundzonevr.tk NATIONAL SUICIDE + DEATH HEAVEN
IL BLOCCO (San giovanni lupatoto)
3° compleanno di UnderGround zOnE venerdì 9 maggio al Blocco Musichall di San Giovanni Lupatoto (...) Quando salgono sul palco i trentini National suicide, piccola grande rivelazione del thrash nostrano, la gente abbandona le sigarette e si accalca sotto il palco. Così, davanti ad una cinquantina abbondante di persone, i National Suicide dimostrano perchè stiano ricevendo tanti consensi. Il loro thash metal old school tra Exodus (di cui viene eseguita anche la cover 'Lesson in violence') ed Overkill non fa prigionieri. Suonano tutto il demo, con una menzione prticolare per la riuscitissima omonima 'National suicide', e propongono un paio di nuove canzoni che fanno davvero ben sperare per il prosieguo. Strumentalmente impressionante il lavoro svolto da Ema alal batteria. Velocissimo sostiene le asce di Bob e Tiz (bravissimo solista, tra l'altro) e il basso potente di Ivan. Non da meno la prova di Stefano. Frontman come non se ne vedono più. Incita i ragazzi che pogano sotto il palco, si getta nel mezzo e dà sempre il massimo. Bravissimi davvero.
Nota conlcusiva: voglio complimentarmi con entrambi i gruppi per la professionalità e la serietà dimostrate. Devvero un comportamento esemplare quello di tutti. Fa piacere vedere che metal non va sempre a braccetto con stupidità e atteggiamenti inutilmente sopra le righe.
Bomma
2. Da www.metalitalia.com
MILANO THRASH FEST
Marmaja (Milano)
Thrasher di tutte le età hanno passato la serata tra il pogo che infiammava le file antistanti il palco e il cortile del locale, dove la birra scorreva a fiumi e lasciava qualche visibile sui volti e sulle andature dei presenti. Noi purtroppo non non abbiamo fatto i conti con una pizzeria d'asporto parecchio affollata e siamo arrivati con un ritardo che non ci ha permesso di vedere i National Suicide, thrash metal band di Trento. Abbiamo raggiunto il locale quando il gruppo stava praticamente terminando la cover di 'Another Lesson In Violence' degli Exodus e già si era scatenato il delirio sia sotto che sopra il palco, con parecchi ragazzi che saltavano qua e là facendo headbanging in compagnia della band. A giudicare dal clima e dai commenti a fine esibizione la band deve aver colpito decisamente nel segno.
REVENGE OF TRUE METAL II
3. Da www.eutk.net
Il sole è calato da un pezzo, i Baphomet's chiudono alla grande il proprio show e lasciano il post all'ultimo gruppo italiano della giornata. Trattasi dei trentini National Suicide che già avevo incontrato un paio di settimane prima a Cusano Milanino e di cui avevo rimandato il giudizioso ad altra occasione.
Il gruppo, che gioca praticamente in casa, sale sul palco carichissimo partendo immediatamente a mille. Il taglio stilistico dei National è di scuola tipicamente americana, con Exodus e Overkill a fare da maggiori mentori della band. Cioè è facilmente deducibile dalle ritmiche taglienti messe a punto da chitarra, basso e batteria unite a un solismo che fa della velocità il proprio credo. Su questa base strumentale s'insedia con personalità l'ugola del frontman, un incrocio tra il timbro di Baloff, quello di Blitz e del John Cyriis più acuto.
La formula proposta risulta, dunque, valida ma patisce una certa staticità che si nota fin dai primi brani autografi della band, intelligentemente intervallati da un paio di valide cover degli Overkill: Elimination e Sonic Reducer (già cover dei Dead Boys, formazione punk a stelle e strisce degli anni '70).
Non meglio precisati problemi tecnici portano il gruppo ad abbandonare il palco salvo poi ripresentarsi per un ultimo saluto al pubblico nella forma di A lesson in violence degli Exodus.
4. Da www.metalloitaliano.it
NATIONAL SUICIDE
E' il turno dei caricatissimi padroni di casa NATIONAL SUICIDE, che hanno riversato sui presenti tutta la loro furia e attitudine thrash, nonostante la loro esibizione sia stata compromessa da irrimediabili problemi tecnici. Bastano poche note della nuova 'Nu Posers Don't Scare Anyone' e le prime file del pubblico (che via via si è fatto più consistente) si butta nel pogo più sfrenato.
Un brano come 'The Old Family Is Still Alive', seguita a ruota dalla cover degli Overkill 'Elimination', trascina come pochi ed infatti la risposta della gente non si fa attendere.
La band come al solito sa conquistare il pubblico grazie ad autentici assalti sonori quali 'Into The Clubhouse', l'autocelebrativa 'National Suicide' e la superba 'Sucks'n'Artillery'. Con 'Let Me See Your Pogo' il caos regna sovrano, ma proprio mentre il gruppo sta viaggiando al massimo dei giri, un serio problema tecnico mina il proseguimento dell'esibizione, non prima di azzardare un ultimo tentativo con la cover degli Exodus 'Lessons In Violence'. Una band in splendida forma, nonostante gli inconvenienti della serata, che ha dato proprio una lezione di violenza e di stile, con una prestazione che non ha lasciato scampo.
5. Da www.defendersclub.it (Ce ne sono due, ma siccome non si sa perché ci risulta impossibile fare un copia/incolla, trascriviamo la più corta ... che tra l'altro è anche la più FAVOREVOLE ... ). Hahahah ... che merde ^-^.
EXTREME M. FESTIVAL 2008
Se volete vedere un gruppo che controlla il suo pubblico, i National Suicide soddisferanno le vostre esigenze. Il cantante del gruppo, Mini, è l'Osama Bin Laden del Metal Underground. Canta pezzi da Talebano (difendete la linea, questo è un raid e via dicendo), ed ipnotizza gli astanti, che rispondono in coro alle sue parole. Esiste un termine, scherzi a parte, che identifica precisamente i National Suicide nelle loro esibizioni: carismatici. Siano dieci le persone sotto al palco, o mille, state pur sicuri che si sentiranno rapiti dai nostri. Provateci voi a tener saldo il culo: i trentini sono un tornado, un terremoto. Così ti senti giudicato se rimani immobile, ed amato se salti, urli, ti lasci andare nel mosh o nell'headbanging. Ti rendi allora conto che il confine tra palco e pubblico è scomparso: il concerto diventa un amplesso di cui ognuno è protagonista. I National Suicide suonano anche bene, ma è un dato del tutto secondario. Un live deve essere vissuto, e con loro sentirsi parte dello spettacolo è inevitabile. Provare per credere.
Dan
6. da www.defendersclub.it PLAY IT LOUD III 2009
... I National Suicide, anche loro da poco usciti con l'album "The Old Family is Still Alive", vengono accolti dall'ovazione dei presenti, che rispondono con entusiasmo al muro di riff scagliato dai Trentini. Nonostante i problemi di audio sul palco (che hanno compromesso anche il finale di This is a Raid), il il poco tempo a disposizione, i nostri convincono, ed incassano i meritati apprezzamenti degli astanti.
7. da www.entrateparallele.it PLAY IT LOUD 2009
da poco si sono impossessati del palco i trentini NATIONAL SUICIDE: il loro thrash metal old school fortemente influenzato da Overkill ed Exodus è proprio l’ideale per dare uno scossone alle nostre intorpidite membra, e oltre che da noi la loro proposta sonora è apprezzata da un pubblico già piuttosto numeroso, che senza farsi pregare troppo si lascia andare ad un pogo furioso sulle note dei brani estratti dal nuovissimo full lenght “The Old Family Is Still Alive”. Nonostante la situazione sul palco non sia delle migliori a causa di suoni che non vogliono proprio saperne di uscire dalle spie, i National Suicide sfoderano un’esibizione grintosissima guidati dal carismatico singer Stefano “Mini” e riversano sulla folla una quantità di energia spaventosa. Tra le altre vengono eseguite, in ordine sparso, la devastante titletrack, l’inequivocabile “Let Me See Your Pogo”, l’omonima “National Suicide” e “This Is A Raid”. Band promossa a pieni voti, su disco ma soprattutto on stage: bravissimi!
8. da www.italianmetal.it PLAY IT LOUD 2009
National Suicide
Siamo solo al secondo gruppo, ma il sotto-palco inizia a riempirsi già velocemente per i National Suicide. Sono rimasto molto impressionato dall'operato di questo gruppo: nonostante l'album fosse uscito da poche settimane, il pubblico ha ben accolto la loro esibizione, scatenando il primo pogo sotto il palco. Travolgente l'esibizione del cantante, vero e proprio trascinatore delle folle e inneggiante a quella 'vecchia famiglia' da cui deriva anche il titolo del recentissimo album, 'The Old Family is Still Alive'. Il loro thrash, che molto deve ad Overkill ed Exodus (non a caso questi ultimi omaggiati proprio di una cover), ha letteralmente spazzato il pubblico presente: un'ottima esibizione, forse non dal lato prettamente tecnico, ma sicuramente di grande impatto, minata purtroppo in alcuni frangenti da problemi tecnici. Segnatevi comunque il loro nome, perché se questa è la loro esibizione tipica, a breve li vedremo su molti altri palchi.
Trentini, un full-length all’attivo, i National Suicide rientrano a pieno titolo tra le formazioni più promettenti dello Stivale. The Old Family Is Still Alive è un invito a nozze per chi vive di pane e Bay Area: la concorrenza è avvertita. Il gruppo onora la chiamata con una prestazione degna della propria fama, riscuotendo ampio consenso tra sostenitori (un manipolo chiassoso) e novizi. La scaletta pesca a piene mani dal debutto (appena pubblicato da My Graveyard) ma rompe il ghiaccio con A Lesson In Violence, caotico tributo ai “padrini” Exodus. Incurante di suoni pessimi, la band confeziona uno show letteralmente incendiario: Nu Posers Don’t Scare Anyone (!), The Old Family Is Still Alive (un outtake di Fabulous Disaster), Let Me See Your Pogo massacrano il pubblico a colpi di speed / thrash, tra Exodus, Overkill, Nuclear Assault e compagnia urlante; il colpo di grazia è This Is A Raid, uptempo imperniato sulle rasoiate chitarristiche di Bob e Tiz. Stefano “Mini”, degno epigono dei vari Bobby “Blitz” Ellsworth e Steve “Zetro” Souza, arringa la folla da frontman scafato, rivendicando con orgoglio l’integrità “morale” del proprio lavoro. Ai posteri il primo comandamento del Play it Loud: la coerenza paga. Defend the Line.
10. da
www.holymetal.com PLAY IT LOUD 2009
E' tempo di Thrash, è tempo di
National Suicide, unica band della kermesse, insieme agli Exciter, a scatenare un bel pogo violento sotto lo stage, come sarebbe altrimenti, quando scegli di iniziare il tuo set con un tributo del calibro di "A lesson in violence", tanto per far capire che musica suoni!
La band trentina, da poco giunta al debutto, ci mette l'anima, e non solo, per rendere al meglio, ma, causa problemi di suoni, lo show non è impeccabile, non pare accorgersene l'audience però, che tributa il giusto omaggio ad un gruppo "giovane" ma che ha le caratteristiche per farsi apprezzare, dato il genere proposto e l'attitudine "No compromise" sfoggiata anche sul palco.
A seguire, dopo pochissimi minuti, tocca ai trentini National Suicide che iniziano le danze forti del loro debutto discografico, uscito per la My Graveyard Productions e intitolato 'The Old Family Is Still Alive.’
Colpisce fin da subito in modo “fisico” la prestazione del singer della band, ossia il bravissimo Mini, che dimostra di essere un ottimo frontman; la prima cosa che “balza all’orecchio”, ascoltandolo, è una somiglianza veramente fortissima alla voce di Bobby, il cantante dei mitici Overkill, che ovviamente insieme a Exodus e ad altri storici act americani fanno parte delle fonti d’ispirazione della band italiana.
Non a caso infatti il live dei nostri prevede l’esecuzione di una cover degli stessi Exodus, ‘Lessons In Violence’.
Convincono un po’ tutti i pezzi proposti, da ‘National Suicide’ a ‘Nu Posers Don't Scare Anyone’, ma ancora la fortissima carica live dei nostri è minata da suoni veramente pessimi, che non permettono una prestazione precisa; in ogni caso l’energia sprigionata on stage dai National Suicide riesce egregiamente a superare questo problema.
12. www.eutk.net PLAY IT LOUD 2009National Suicide
Il Play It Loud continua con il Thrash Metal dei National Suicide, freschi autori dell'esordio sulla lunga distanza "The Old Family is Still Alive", una bordata devastante che mi ha fatto pensare subito agli Overkill, anche perchè la voce di Mini (al di là del nome, frontman carismatico e dotato di buona presenza scenica) assomiglia parecchio a quella di Bobby "Blitz" Ellsworth. Non stupisce quindi che i National Suicide inizino il loro assalto sonoro con una cover di un classico del Thrash, ma non tocca agli Overkill bensì agli "Exodus e la loro "A Lesson in Violence". E questa formazione trentina la lezione l'ha imparata per bene, e, al di là di qualche imprecisione (ma hanno contribuito alcuni problemi tecnici), snocciola una manciata di canzoni (si segnalano "National Suicide", "Let Me See Your Pogo" e "This is a Raid") che testimoniano il grande impatto live del gruppo e che vengono ben accolti dai presenti che stanno iniziano a riempire il locale.
NATIONAL SUICIDE
La mannaia trentina si abbatte sul pubblico borchiato, e le teste iniziano a rotolare. E' un'ondata di total thrash quella che assale gli astanti, come doveva accadere nei moshpit californiani di una ventina di anni fa. Mini alle vocals non fa sconti, si raschia l'ugola con fil di ferro, acqua ragia e carta vetrata. L'audience apprezza vistosamente e prova ne è che il CD della band viene letteralmente polverizzato allo stand della My Graveyard Productions.
Rapido cambio di palco e l’ala thrash del festival si fa spazio con i NATIONAL SUICIDE, gruppo proveniente da Trento e fresco autore dell’album “The Old Family is Still Alive” che con il loro thrash mischiato all’heavy metal ha saputo catalizzare l’attenzione dei propri aficionados assiepati nelle primissime file e del pubblico antistante il palco che si è dimostrato interessato a questa giovane band che non ha mancato in più di un’occasione di possedere anche uno spiccato sense of humor, a dispetto di chi vuole i metallari sempre seri e sulle loro. Purtroppo la loro esibizione è stata penalizzata da problemi tecnici che in seguito mieteranno altre vittime, tant’è vero che spesso era difficile distinguere chiaramente la voce di Mini. Problemi a parte i National Suicide sono stati un’ ulteriore pompata di carburante necessario per affrontare al meglio il proseguo della serata.
15. www.metalitalia.com PLAY IT LOUD 2009
E' un vero peccato non essere riusciti ad arrivare in tempo per le performance dei Fallen Fucking Angels e dei National Suicide: soprattutto per questi ultimi è bene spendere qualche parola, dato che amici e conoscenti riusciti ad arrivare in tempo al festival non hanno mancato di elogiarli per il carisma ed energia profusa durante la loro prestazione.
16. ROCK HARD di Aprile 2009 (ITA) - PLAY IT LOUD 2009
I National Suicide sono la prima vera sorpresa del festival. In uscita con il loro nuovo disco, la formazione pesta sull'acceleratore sin dal primo minuto e ci travolge come uno schiacciasassi a suon di thrash metal di vecchia scuola! Canzoni come "National Suicide" o l'emblematica "Let Me See Your Pogo" lasciano il segno per un concerto tra i migliori della giornata (...) I francesi +++ si presentano per la prima volta in Italia. L'accoglienza è buona, anche se non si raggiungono i livelli dei National Suicide (...).
Andrea Raffaldini
17. METAL MANIAC di Aprile 2009 (ITA) - PLAY IT LOUD 2009
Si rimane nella stessa decade con i trentini National Suicide, freschi del debutto "The Old Family is Still Alive". Qualche problema tecnico non frena la band, che mostra personalità e grande carica, omaggiando gli Exodus con una Cover ma convincendo in pieno con bordate di classicissimo thrash metal, perfette per caricare il pubblico che inizia a premere sotto lo stage. I commenti positivi si sprecano per loro: davvero un ottimo show il loro, ne sentiremo riparlare presto.
Sandro Buti
18. www.italiadimetallo.altervista.org (ITA) - PLAY IT LOUD 2009
Subito dopo tocca ai trentini NATIONAL SUICIDE, e qui la musica cambia di molto... Con un seguito di fans scatenatissimi, ci sparano addosso pezzi velocissimi di thrash old style, purtroppo macchiati da problemi tecnici che si son poi ripetuti anche con altre band. Ci hanno presentato il loro primissimo album “The Old Family is Still Alive”, di cui si dice un gran bene, e in effetti nulla da dire, davvero potenti e massicci, trascinatori dal primo all'ultimo brano, tra i quali spiccano la cover degli Exodus “A Lesson in Violence” e la splendida” Nu Posers Don't Scare Anyone”! Una graditissima sorpresa!
19. www.roxxzone.com (ITA) - PLAY IT LOUD 2009
Le sonorità rimangono dure anche col successivo gruppo, i National Suicide, ottimo quintetto thrash metal trentino dalle sonorità tipicamente anni ’80 che ricalcano quelle di Exodus, Anthrax ma soprattutto Overkil, grazie alla voce al vetriolo di Stefano, ottimo frontman e grande trascinatore. La scelta di iniziare lo show con “A Lesson In Violence” degli Exodus è molto gradita dal pubblico (e dal sottoscritto), ma la band continuerà proponendo solo pezzi originali, sempre credibili e suonati con la giusta attitudine. Bravi!
2o. www.fromburntonow.it (ITA) - PLAY IT LOUD 2009
Band successiva i NATIONAL SUICIDE, freschi di debutto su mygraveyard, band thrash metal di puro stampo Bay Area, fortemente influenzata da Exodus e Overkil, vista la grande somiglianza vocale del cantante con il mitico Bobby Blitz Ellsworth.
Aprono con una cover di A Lesson in Violence, degli Exodus, e proseguono con un pò di estratti dal loro primo full lenght, come Nu Posers don't Scare Anyone e Let Me See Your Pogo, facendo iniziare a scatenare a dovere il pubblico presente.
Il volume però è a livelli insopportabili quindi mi prendo una pausa fuori per dedicarmi alle relazioni sociali... La giornata è lunga ci sono un sacco di bands che mi interessano e c'è tanta gente che non vedo da tempo...
21. http://metalclansman.createforum.net
Lo show della band trentina National Suicide, seconda band ad esibirsi al Kememeo, si svolge attorno alle 3 del pomeriggio, mai un bel momento per una band, tenuto conto che il pubblico italiano non è quasi per nulla avvezzo a questi tipi di festival, ricordando che lo stesso è fatto sullo stile del Keep It True tedesco. I NS sono artefici di un concerto molto breve la cui proposta è fortemente debitrice agli Overkill anni 80 prima maniera, insomma riffing di chitarra incessante e dalla buona resa sonora al limite dello speed metal e voce stridula 100% Bobby Blitz. Tutto a posto quindi ? Non troppo, la band già vista allo scorso Revenge Of True Metal deve contare su di una scaletta molto breve che ha il compito di scaldare il pubblico, missione anche compiuta visto questo grandissimo revival del Thrash di questi ultimissimi anni (pare infatti che anche la band più normale di oggi di Thrash diventi la campione assoluta del genere!) che ha fatto scatenare il pubblico in un pogo scatenato. A livello di pezzi proposti si apre addirittura con una cover degli Exodus, la 100% Thrash/Speed deluxe da pogo Lesson In Violence seguita dai pezzi del freschissimo full lenght The Old Family Is Still Alive proposte infatti la title track stessa, Let Me See Your Pogo (il nome la dice lunga sull'attitudine della band), This Is A Raid e National Suicide. In buona sostanza, grande attitudine, ma band che deve dimostrare di sapere fare il salto di qualità e variare il canovaccio, fino a che non sarà fatto io mi ascolterò volentieri i Savage Thrust newyorkesi o una delle tante band di genere anni 80 !!
VOTO 7
22. www.entrateparallele.it (ITA) - HELLBRIGADE FESTIVAL 2009
il cambio palco ci lascia il tempo di uscire dal locale alla vana ricerca di un po’ di frescura... Per fortuna una lieve brezza proveniente dalle colline poco distanti regala un leggero sollievo, anche se il sole non dà tregua: rientriamo giusto qualche istante prima che comincino a suonare i National Suicide, combo trentino già visto in azione in occasione del Play It Loud! atto terzo. E’ uno spettacolo intensissimo e dall’alto tasso adrenalinico quello proposto da Stefano “Mini” e dai ragazzi della band, che riescono immediatamente a fare breccia nei cuori dei presenti! Davanti al palco si scatena un pogo selvaggio, che accompagnerà tutta l’esibizione dei National Suicide, sotto i colpi di un old school thrash metal che rimanda ad Overkill ed Exodus: dal bellissimo album d’esordio - a nostro parere uno dei migliori dischi in assoluto di questa prima metà 2009 - vengono riproposte, tra le altre, una distruttiva “Suck ‘N’ Artillery”, la titletrack “The Old Family Is Still Alive” e l’omonima “National Suicide”. Quando scade il tempo a disposizione dei Nostri rimangono solo macerie fumanti ed ossa ammaccate, per quella che alla fine sarà una delle esibizioni migliori della giornata: band di prim’ordine, da salvaguardare con una legge apposita! Grandissimi!
23. www.holymetal.com (ITA) - HELLBRIGADE FESTIVAL 2009
mi rifaccio subito con i National Suicide, gli Over Kill trentini, tanto per banalizzare, capaci, sia da studio che on stage, di coinvolgere alla grande ogni Thrasher che si rispetti, grazie alla caratura superiore dei loro brani, come quelli proposti oggi, “Into the Clubhouse”, “Sucks 'n Artillery”, “The Old family is still Alive”, il giusto tributo agli Exodus con “A Lesson in Violence” o la stessa “National Suicide”, gettano letteralmente lo scompiglio tra i fans (pochi ma buoni!) a ridosso del palco, con il classico, forsennato pogo!
Confermo la mia più che positiva impressione di avere davanti una grande Thrash band, che pur non cercando fronzoli, dimostra di saper scrivere ottimi pezzi, guardando agli States, e di saperli eseguire col giusto piglio anche dal vivo, grazie anche ad un frontman catalizzatore come il Mini.
24. www.heavyworlds.com (ITA) - HELLBRIGADE FEST 2009
Tempo di un rapido cambio e sono i National Suicide a salire sul palco, band che avevo avuto il piacere di vedere all’opera durante la prima edizione del Milano thrash fest e che, oggi come allora, conferma avere un attaccamento quasi fanatico da parte delle nuove leve. Nonostante siano circa le cinque del pomeriggio saranno infatti il gruppo a godere del maggior numero di supporters e di partecipazione fino all’esibizione dei Longobardeath. Che dire…il loro successo è meritato! Ok, l’originalità è pari a zero ma i cinque ci sparano in faccia il loro thrash diretto e senza compromessi, figlio di Exodus (tributati con la cover di A Lesson in Violence) e Overkill (la voce del carismatico Stefano Mini si rifà parecchio a quella di Ellsworth) con il piglio, il tiro ed il carisma di una band ultra rodata. Dal debut The old family still alive vengono tratte canzoni come la titletrack, Let me see your pogo, National Suicide, Sucks’n’Artillery i cui testi decisamente semplici e adolescenziali sicuramente contribuiscono al grande successo fra i più giovani del combo. Fan più giovani che com’era successo in quel Marmaja per il Milano thrash fest si dileguano dopo l’esibizione lasciando gli ++++ davanti a quattro gatti.