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NODO [13] Valentina Fino “Per Grazia Ricevuta” «Mamma, come posso essere santa?» domandò la piccola clelia barbieri, la futura canonizzata santa, col cuore palpitante di gioia, in adorazione statuaria e mistica dinanzi al tabernacolo. Clelia, il prodotto di una rigida educazione cattolica, parte di tutti noi, che può colpire e impressionare alcuni più di altri. E'questo il caso di valentina fino, terrorizzata da bambina dalla devotissima nonna che le raccontava la vita dei martiri, che la portava in chiese buie dove gli occhi umidi dei santi rischiaravano solo il sangue e il ferro sulle vesti. una iconografia macabra, morbosa e quasi masochista, tale da accrescere il senso di colpa, osannando una esistenza vissuta nella privazione. Il risultato di quegli incubi a occhi aperti, oltre ad una spiccata vena anticlericale, è una serie di cuori ancora palpitanti, rossi e vivi, martirizzati da infiniti oggetti di tortura, metallici e spietati. Un eccidio in cui la carne, la carta dei cuori, equivale a un’offerta, un pegno da pagare per una vita vissuta pienamente, godendo di tutte le sue infinite contraddizioni. per grazia ricevuta, appunto. Il cuore, sede dell’esistenza e di tutti i sentimenti, materializzato in questi ex-voto, trafitti e grondanti sangue, ci parla di una sofferenza privata e omnicomprensiva che continua a rigenerarsi, come una ferita costantemente aperta. Claudia Giordano
Cuori trafitti e bambole crocefisseRepubblica — 29 luglio 2008 pagina 16 sezione: BARI Due grandi cuori sanguinanti si offrivano ad un simbolico martirio durante l' inaugurazione della mostra di Valentina Fino nello spazio Nodo di Bari. Gli spettatori erano invitati ad infilzarli con spilloni, ferri ed altri strumenti di tortura posti su un grande tavolo/altare ornato da elementi religiosi. Per l' igiene, dei cuori (veri, ma di bue) ora c' è solo una testimonianza in video. Ma altri cuori in cartapesta sgocciolano a rilievo su quadretti alle pareti: cuori trafitti da spilli e spille, incisi da lamette, bloccati da lucchetti, coperti da cerotti o altrove immersi 'sotto spirito' come conserve in barattolo. Un' ironia macabra percorre i lavori di questa giovane artista barese, da poco tornata dalla Danimarca. L' iconografia splatter della tradizione cristiana attraversa il suo immaginario come un' ossessione da cui liberarsi, in modo un po' didascalico ma ad effetto. Il senso del peccato, l' imposizione del sacrificio, l' idea di colpa insiti in un' educazione rigidamente cattolica vengono esibiti in tutta la loro assurda costrizione in questi collage tridimensionali, dove appaiono anche bambole crocifisse o invase da vermi e da formiche, col sottofondo di titoli sarcastici che alludono a precetti ipocriti e ammonizioni familiari. E tra 'madonne addolorate', angioletti e 'santi del giorno' affiorano Padre Pio e Clelia Barbieri, meno nota santa ottocentesca presa dalla Fino a modello di un' autosuggestione mistica che la portò sin da piccola a scegliere la santità come professione. 'Per Grazia Ricevuta', Nodo, Via Cattaro 14, Bari. Su appuntamento fino al 31 luglio. Info: 328.0660507 - ANTONELLA MARINO
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