Se è vero che l'elettronica, con le sue contaminazioni, rappresenta
una delle ultime frontiere in espansione di quello che vorremmo fosse
il pop del terzo millennio, allora è anche vero che quella appena
inziata con "Looking for the sun" è una intrigante storia ancora tutta
da scrivere. Cercano il sole, i Droptimes di Porto Sant'Elpidio. E ci
arrivano molto vicino. Senza che le volatili, leggere e oniriche nove
tracce di questo cd di esordio restino bruciate nell'impresa. Merito
dell'eclettismo e dell'ottima vena creativa di Alessio Catozzi, che
guida con destrezza la sua macchina spaziale alimentata da sint,
cybertastiere, basso elettrico e piano. E dell'altrettanto ottima vena
interpretativa (i testi sono in inglese) del vocalist Alessandro
Maranesi. Dall'incontro fra i due, forti di precedenti esperienze
musicali, nasce nel 2006 il progetto Droptimes. Di cui questo primo
capitolo - completamente autoprodotto l'estate scorsa, ad eccezione del
mastering realizzato allo Swift Audio Solutiond Ltd di Londra; anche il
mixaggio e i complicati ma ariosi arrangiamenti sono firmati da Catozzi
- mostra tutta le ambizioni e potenzialità. Il suono si sviluppa
docile, stiloso, elegante, suadente, diretto. Note che emozionano e ci
accompagnano verso dimensioni alte e altre, quelle particolarmente
calde, introspettive e luminose dell'anima. Anche grazie al sapiente
uso dei fiati, affidati a Samuele Garofoli (trumpet), Paolo Del Papa
(trombone) e Antonangelo Giudice (clarinetto e sax) e al morbido
contributo dei cori. La soffice polistrumentalità e le variegate
ellettro-sfumature dell'impalcatura sonora (che ci ricorda certa new
wave inglese delle origini influenzata da piccole dosi di jazz, rock e
sperimentalismo) la rendono un tappeto che si libra agile e ci induce a
reiterati ascolti, consentendoci di evadere con serenità dalle
claustrofobiche atmosfere esistenzialistiche contemporanee.
di Giampaolo Milzi
http://www.urlonews.it/news/settembre_2009/375