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Droptimes



Last Updated: 11/3/2009

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Status: Single
City: East Cost
Country: IT
Signup Date: 10/29/2007

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Friday, September 25, 2009 

Current mood:  happy


Se è vero che l'elettronica, con le sue contaminazioni, rappresenta una delle ultime frontiere in espansione di quello che vorremmo fosse il pop del terzo millennio, allora è anche vero che quella appena inziata con "Looking for the sun" è una intrigante storia ancora tutta da scrivere. Cercano il sole, i Droptimes di Porto Sant'Elpidio. E ci arrivano molto vicino. Senza che le volatili, leggere e oniriche nove tracce di questo cd di esordio restino bruciate nell'impresa. Merito dell'eclettismo e dell'ottima vena creativa di Alessio Catozzi, che guida con destrezza la sua macchina spaziale alimentata da sint, cybertastiere, basso elettrico e piano. E dell'altrettanto ottima vena interpretativa (i testi sono in inglese) del vocalist Alessandro Maranesi. Dall'incontro fra i due, forti di precedenti esperienze musicali, nasce nel 2006 il progetto Droptimes. Di cui questo primo capitolo - completamente autoprodotto l'estate scorsa, ad eccezione del mastering realizzato allo Swift Audio Solutiond Ltd di Londra; anche il mixaggio e i complicati ma ariosi arrangiamenti sono firmati da Catozzi - mostra tutta le ambizioni e potenzialità. Il suono si sviluppa docile, stiloso, elegante, suadente, diretto. Note che emozionano e ci accompagnano verso dimensioni alte e altre, quelle particolarmente calde, introspettive e luminose dell'anima. Anche grazie al sapiente uso dei fiati, affidati a Samuele Garofoli (trumpet), Paolo Del Papa (trombone) e Antonangelo Giudice (clarinetto e sax) e al morbido contributo dei cori. La soffice polistrumentalità e le variegate ellettro-sfumature dell'impalcatura sonora (che ci ricorda certa new wave inglese delle origini influenzata da piccole dosi di jazz, rock e sperimentalismo) la rendono un tappeto che si libra agile e ci induce a reiterati ascolti, consentendoci di evadere con serenità dalle claustrofobiche atmosfere esistenzialistiche contemporanee.

di Giampaolo Milzi

http://www.urlonews.it/news/settembre_2009/375