Non ho mai letto un testo più becero e pieno di luoghi comuni da quattro soldi sull'omosessualità maschile (madre oppressiva, padre assente, famiglia disagiata), con tanto di miracolo finale. C'è chi ha detto: "non ha nulla contro i gay": no, non ha nulla contro i gay perché dà per scontato che si tratti di poveracci, prodotto di situazioni di vita sfortunate... il che è molto peggio che avere qualcosa contro i gay.
E poi la conclusione "né malattia né guarigione" sa di posticcio, come fosse stata aggiunta all'ultimo momento in seguito alla sacrosanta protesta dell'ArciGay, che aveva lanciato lo slogan "non lasciamo che Povia canti di gay guariti a Sanremo".
C'è chi ha detto: "ma lui non intendeva scatenare polemiche": allora è un demente? Ahimè, no, non è un demente: è uno squallido profittatore che cavalca, con disinvolto opportunismo e senza il minimo scrupolo, gli argomenti caldi del momento.
Come fece con la promessa, MAI MANTENUTA, di versare tutti i proventi della canzone di Sanremo 2005 per un complesso ospedaliero-scolastico in Darfur. E quei bambini, ormai da tempo dimenticati dalle news, sono ancora lì che fanno "oh" con le bocche spalancate dalla fame:
articolo del Corriere della Sera in meritoQuasi nulla di quei soldi è arrivato alla destinazione promessa.
Nei giorni del festival, poi, fu ritrovato il corpo del povero Tommy Onofri, e Povia che fa? Dedica quella canzone a Tommy. Questo si chiama sciacallaggio.
Molti sono d'accordo che il testo della nuova canzone sia tutta una mistificazione da quattro soldi, ma perché nessuno sembra aver notato la cosa più grave che viene detta in questa "canzone"? Perché nessuno parla delle seguenti righe (vedere grassetto)?
"poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità un uomo grande mi
fece tremare il cuore ed è li che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore sì
con lui riuscivo ad essere me stesso poi sembrava una gara a chi faceva meglio
il sesso
e mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono ma se spariscono le prove poi
lo assolvono"
che danno per scontato il perseguimento penale di un uomo che ha una relazione pienamente consensuale con un ragazzo ADULTO ("arrivò la maturità", quindi aveva minimo 18 anni). sottintendendo che dev'essere considerato pedofilo anche chi si innamora di un giovane uomo adulto (magari ventenne!), questo cialtrone vuole subdolamente far passare l'idea che sia normale essere perseguiti per il solo fatto di tenere comportamenti omosessuali!
Stavolta Povia ha fiutato il vento clericale oscurantista, liberticida e intollerante che tira di questi tempi: desta infatti non pochi sospetti il fatto che canti queste parole proprio ora, mentre il Vaticano rifiuta di firmare la convenzione ONU sulla DEPENALIZZAZIONE dell'omosessualità e nelle città crescono gli episodi di intolleranza e di violenza ai danni degli omosessuali.
Forse nessuno l'ha notato perché, a Sanremo, con l'ennesimo rimaneggiamento, questa parte è stata rimossa e sostituita con una versione più edulcorata. Evidentemente il Piccione si è reso conto che stava veramente esagerando. Resta ora da vedere quale delle due versioni resterà incisa su disco...
Ma Povia si sente anche in diritto di strumentalizzare e travisare Freud:
"c'era chi mi diceva "è naturale" io studiavo Freud non la pensava uguale"
invece non ha studiato proprio un tubo: dalla capra (o dal piccione) che ha scritto queste stentate parole capisco che Freud non considera naturale l'omosessualità, mentre è praticamente il contrario: già nel 1920 ("Psicogenesi di un caso di omosessualità femminile") e poi definitivamente nel 1939 ("Analisi terminabile e interminabile"), Freud afferma che la bisessualità è la condizione naturale dell'essere umano (e, sappiamo oggi per certo, della maggior parte delle specie animali), e che l'omosessualità è una delle varianti della sessualità umana, lasciando anche intendere che l'eterosessualità esclusiva è un'imposizione sociale, una sovrastruttura a cui si viene 'programmati'. Inoltre, a proposito del "diventare" etero o gay, Freud afferma che è improbabile per un individuo passare da una sessualità esclusivamente omo a una esclusivamente etero (o viceversa), e che è più facile, semmai, diventare bisex, ripristinando la bisessualità di base, originaria.
"È noto che ci sono stati in tutte le epoche, e ci sono tuttora, individui i quali possono assumere come proprio oggetto sessuale sia persone dello stesso sesso sia persone dell'altro sesso, senza che uno di questi due orientamenti pregiudichi l'altro. Diciamo questi individui bisessuali e ne accettiamo l'esistenza senza meravigliarcene troppo. Abbiamo tuttavia appreso che
tutti gli esseri umani sono bisessuali in questo senso, giacché (in modo manifesto o latente) ripartiscono la loro libido su oggetti di entrambi i sessi."
( "Analisi terminabile e interminabile", in: S. Freud, Opere, Vol. 11. Torino, Boringhieri, 1977, p. 526, mio garssetto)
"
La ragazza, in effetti, non era malata (non soffriva per motivi interni, non si lamentava della propria situazione) e inoltre il compito affidatoci non consisteva nel risolvere un conflitto nevrotico bensì nel convertire
una delle varianti dell'organizzazione genitale della sessualità nell'altra. L'esperienza mi ha insegnato che l'adempimento di questo compito (l'eliminazione dell'[...]omosessualità) non è mai facile. Ho constatato al contrario che esso può essere assolto solo in circostanze particolarmente favorevoli, e anche in questi casi il successo è consistito essenzialmente nel far sì che la persona esclusivamente omosessuale ritrovasse l'accesso (che fino allora le era precluso) al sesso opposto, e cioè
ripristinasse pienamente le sue funzioni bisessuali. Questa persona aveva poi la facoltà di scegliere se disertare o meno l'altra strada, quella
condannata dalla società, e in alcuni casi ciò è effettivamente accaduto. Dobbiamo rammentare che
anche la sessualità normale si fonda su una limitazione nella scelta dell'oggetto; in generale l'impresa di trasformare un omosessuale pienamente sviluppato in un eterosessuale non offre prospettive di successo molto migliori dell'impresa opposta"
("Psicogenesi di un caso di omosessualità femminile", in S. Freud, Opere, Vol. 9. Torino, Boringhieri, 1977, p. 145, mio grassetto)
Povia: ovvero come dire e fare cose abominevoli in nome della musica, con la complicità di molti (primo fra tutti Bonolis), passando per bravo ragazzo, e vincere il festival di Sanremo, o arrivare secondo.
Ma la parola finale spetta alla azzeccatissima parodia di Elio e le Storie Tese. Nel video non si vede, ma la performance è stata presentata così: “di Povia, Bagnasco, Ruini: Luca era gay”.