http://www.rockit.it/album/..10916/svetlanas-kgb-sessionGli Svetlanas. Ovvero che la rivoluzione russa i libri di storia se la
sono rosicata restituendocela come un torsolo di mela scaduto. Ovvero
che Marx ed Engels sono solo i rammarichi per intellettuali
ultrapoetici e sovieticamente romantici. Ovvero che uno shot di vodka e
dimentichi tutto, smettendo di domandarti pure il significato
storicamente determinato di questo Niente.
Gli Svetlanas li ho sentiti in queste cinque tracce punk. Dove dentro
ci ho visto quello che il punk negli anni sta disperatamente perdendo
per strada mentre cambia la pelle. Sono solo le molliche di Hänsel e
Gretel quelle che ci riporteranno a casa, e perché non raccoglierle e
andare un po' a ritroso verso la storia?
Stile grezzo e ritmi serrati, senza contaminazioni, senza ghirigori
stilistici (ché il tempo stringe e il barocco non è più cosa per noi).
Tensione e razionalità. Melodie squadrate e corde di basso slabbrate.
Schegge urlate con quell'orgoglio vaginale che solo le
Devotchkas. Angela Buccella alla voce, Diste (
Sottopressione) alla batteria, per una formazione che presenta una prima prova discografica che se fosse in vinile sarebbe già da bacheca.
La poesia sta a zero. L'estetismo sta a zero. Gli intellettuali cedono.
I giri di parola smorzano i toni davanti la bellezza struggente della
semplicità. Una foto di Rodchenko. Una brocca di Kvass servita con pane
e menta, dentro il freddo moscovita, mentre in sottofondo una radiolina
sussurra "
hey ho let's go!".
Alex Urso