THE BAND HAS BEEN REVIEWED BY THE BIG METAL WEBZINE WWW.METALLIZED.IT , THE ALBUM V.I.T.R.I.O.L. RATED
79/100!DEWFALL ON WWW.SHAPELESSZINE.COM RATING
7,5/10 !REVIEW FOR V.I.T.R.I.O.L. ALSO BY ONE OF THE MOST RELEVANT ITALIAN METAL WEBZINES WWW.TRUEMETAL.IT , RATING
74/10!----------------------------------------------------------------------------------------
NUOVA RECENSIONE PER V.I.T.R.I.O.L. SU WWW.METALLIZED.IT CON
79/100!
DEWFALL RECENSITI DA WWW.SHAPELESSZINE.COM CON
7,5/10!UN'ALTRA RECENSIONE PER V.I.T.R.I.O.L. è APPARSA SU WWW.TRUEMETAL.IT ,
VOTO 74/100!-----------------------------------------------------------------------------------------
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Dewfall - V.I.T.R.I.O.L.
Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem.
Non
sono diventato alchimista, latinista, enigmista o tantomeno pazzo,
poichè tale incipit non è altro che l'espansione dell'acronimo che dà
il nome al primo parto sulla lunga distanza dei
Dewfall, giovane combo barese già distintosi nel 2004 con la pubblicazione di
Legacy Of Soul...,
demo d'esordio che tanti consensi aveva raccolto tra la critica
specializzata. Da allora ne è passata d' acqua sotto i ponti, e oggi la
band si ritrova rivoluzionata nella line-up (sono cambiati batterista,
chitarrista e cantante) e nelle sonorità: dal fulgido heavy metal di
base, il sound si è evoluto in più direzioni andando ad inglobare
elementi power, sconfinamenti in territori prettamente estremi e
concessioni a momenti più dilatati e progressivi, il tutto
riconducibile ad un carattere fortemente epico e battagliero e uno
spirito melodico sempre ben presente.
Nel calderone dei Dewfall si trovano quindi a ribollire heavy, power,
thrash, death, epic, prog e un pizzico di black per un dare vita ad un
sound la cui unica etichetta possibile sarebbe quella di "Total Metal":
totale infatti è l'attitudine metallica dei quattro e totalizzante è
l'approccio alla materia che non lascia scampo a pensieri, sensazioni,
atmosfere ed emozioni alcune che non siano forgiate nell'acciaio, nel
cuore prima ancora che nel cervello, nello stomaco prima che in testa.
Il risultato è un disco straripante per idee, sonorità e arrangiamenti;
la musica contenuta in
V.I.T.R.I.O.L.
risulta estremamente sfaccettata, policroma complessa e allo stesso
tempo passionale, granitica e accattivante. Il merito è da attribuire
innanzitutto alla cura riposta nel songwriting, sempre fresco, ispirato
e brillante, e poi all'esecuzione dei pezzi che sono resi con successo
grazie ad una prestazione precisa e compatta, nobilitata non tanto
dalla tecnica espressa (la fase solistica ad esempio è ancora parecchio
migliorabile) ma dalla capacità dei musicisti di arrivare all'anima dei
pezzi e capirne le necessità espressive. Una sensibilità artistica che
unita ad un'ottima produzione restituisce un suono che è costantemente
a fuoco e mai uguale a sè stesso.
Caratteristica interessante e "vincente" della band è l'uso della
doppia voce, che dona ai pezzi maggiore profondità e varietà
d'espressione: nei momenti più tirati ed estremi sono gli scream e i
growl di
Valerio Lorè
(impegnato anche al basso) a salire in cattedra, mentre nei passaggi
più prettamente melodici e power-oriented è il giovanissimo
Matteo Capasso
(seconda chitarra e tastiere) a farsi sentire in virtù di una gran
voce, ancora relativamente grezza e poco lavorata, ma capace di toccare
notevoli vette dickinsoniane, decisamente non male per un
diciassettenne.
Illuminante di quanto detto sinora è l'avvio del disco, affidato alle roboanti
Free Entrance To Hell e
Forever Ghost,
che nei loro dieci minuti di durata totale mettono in tavola tutti (o
quasi) gli elementi sopra descritti e passano in rassegna sferzate
thrash-death, riffing serrato e succulente aperture power, il tutto
accompagnato da azzeccatissime armonizzazioni chitarristiche e una
manciata di pregevoli assoli. Il resto della tracklist viaggia più o
meno sugli stessi (alti) livelli, passando per la forte epicità di
pezzi quali
In The Shadow Of Ragnarok o la notevole
Black Solitude, le grandi melodie e l'atmosfera intima di
Comfort Of A Night Rain, le rasoiate della taglientissima
Ravens Of The Frost e la pacchianeria (perchè no) di
Skeleton's Rising. L'unico appunto che si potrebbe fare ai
Dewfall
è naturale conseguenza di tanta abbondanza e tanta carne al fuoco: in
alcuni momenti infatti viene a mancare un pò di sintesi e i ragazzi si
lasciano prendere la mano allungando ingenuamente il brodo e rendendo
così il minutaggio complessivo abbastanza elevato (quasi un'ora per un
totale di nove pezzi); si tratta tuttavia di un peccato assolutamente
veniale e comprensibile alla luce di tante idee e tanta passione
(avercene...).
Concludo infine consigliando l'ascolto di questo
V.I.T.R.I.O.L.
praticamente a tutti coloro che hanno anche solo un piccolo motivo per
navigare tra le pagine di un sito come il nostro; quale che sia il
vostro "metallo preferito", con i
Dewfall troverete pane per i vostri denti.
AUTORE: GIUSEPPE ABBINANTE, IL MENTALISTAVOTO: 79/100------------------------------------------------------------------------------------------------
WWW.SHAPELESSZINE.COM:
DEWFALL
V.I.T.R.I.O.L.
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 56 min
Genere: heavy/power metal con frequenti incursioni death
I Dewfall si sono formati nel 2003 in provincia di Bari. Hanno
pubblicato il demo "Legacy Of Soul" nel 2004, ed hanno esordito su
full-length nel 2007 con "V.I.T.R.I.O.L.", l'oggetto di questa
recensione. Scritta così, la biografia dei Dewfall sembra scarna, e non
rende giustizia ad una band che ha raggiunto un certo grado di
notorietà nell'underground. In effetti, chiunque segua i gruppi minori,
vale a dire senza un contratto con una major o con una mega-agenzia
alle spalle, ha incontrato in qualche modo il nome dei Dewfall.
Concerti, concorsi... insomma, il gruppo barese si è sempre dato il suo
gran da fare. Tanto più che, non esito a scriverlo, si tratta di una
delle realtà più promettenti e solide del panorama metal pugliese, e
non solo.
Ai ritmi forsennati con i quali vengono pubblicati oggigiorno dei
dischi metal, è raro dover recensire un album che risale al 2007.
Eppure la scelta di proporlo e riproporlo da parte dei Dewfall è
saggia. Troppo spesso infatti i dischi non vengono promossi bene. Ad un
anno dalla loro pubblicazione, un gruppo già comincia a sentirsi
pressato dai fan e dai giornalisti in direzione di un nuovo album,
anche qualora le copie di quello precedente non siano ancora esaurite.
I Dewfall invece sembrano dei perfezionisti, estremamente attenti nel
promuovere il loro operato. Ma non si accontentano di un "basta che se
ne parli". No, vogliono che la loro musica sia commentata a dovere. Per
questa ragione, nel 2009 ci troviamo ancora alle prese con
"V.I.T.R.I.O.L.". A guardar bene, però, il disco è stato promosso
essenzialmente nel 2008, in quanto l'intero processo realizzativo
all'interno dei vari studi è iniziato nell'estate del 2007, ma è
continuato fino al novembre/dicembre dello stesso anno. Le
registrazioni hanno avuto luogo presso lo studio Pro Hearing di
Capurso, in provincia di Bari. La formazione che ha dato vita all'album
consiste in Valerio Lorè (basso e vocalizzi estremi), Flavio Paterno
(chitarre), Matteo Capasso (voce pulita, chitarra e tastiera) ed Andrea
Puzo (batteria).
"V.I.T.R.I.O.L." è corredato da un'ottima copertina, a metà strada
tra il fantasy ed il mitologico, realizzata da Claudio Grilli. Per
essere un'autoproduzione, non si può rinfacciare nulla ai Dewfall, che
hanno optato per una confezione professionale. Il libretto, di otto
facciate, contiene tutti i testi, le foto dei musicisti e le varie
informazioni relative alla registrazione. Il colore di sfondo ricorda
la pergamena invecchiata. Stando a quanto affermato dalla band, i testi
dovrebbero dar vita ad un concept, anche se leggendoli si comprende
quanto sia vaga questa tematica comune: un percorso iniziatico di
formazione interiore. Un riferimento quindi all'abusato titolo del CD.
Ma anche così generico da aver permesso la scrittura di testi così
diversi fra di loro, ricchi di spunti mitologici, fantasy e fantastici
in generale.
"V.I.T.R.I.O.L." è un disco davvero intenso, che intrattiene
l'ascoltatore con nove canzoni diluite in 56 minuti di musica. La
qualità di registrazione è davvero ottima, e sovente le varie canzoni
sono arricchite da piccole introduzioni di tastiera che ne enfatizzano
i connotati narrativi ed eroici. C'è tanta atmosfera, in questo disco.
Si capisce immediatamente come i Dewfall vogliano suscitare delle
sensazioni, e devo dire che ci riescono bene. Soprattutto se si è sulla
loro stessa linea d'onda, in quanto a gusti musicali.
Sostanzialmente, i Dewfall suonano un heavy metal molto potente, che
talvolta si apre ad incursioni power, e nel quale si inseriscono
prepotenti dei pesanti elementi death. Come le voci distorte di
Valerio, oppure svariati passaggi dai suoni negativi e cupi al massimo.
Talvolta la musica sembra arrivare ai limiti del death melodico
svedese, per poi svoltare all'ultimo e ritornare su territori
classicamente heavy metal. L'influenza degli Iron Maiden è
soverchiante, e si fa viva a più riprese, inficiando in qualche modo le
buone idee dei pugliesi. Ad esempio, "The Secret Passage" è una canzone
bellissima, contraddistinta da una valida melodia intonata da Matteo, e
ricca di spunti intriganti. Però le influenze dei Maiden sono
fortissime, ed è un peccato. La canzone rimane molto buona, uno degli
episodi migliori del CD, ma viene penalizzata da questi richiami alla
famosissima band inglese. Richiami che emergono di volta in volta
soprattutto in alcune successioni armoniche, e quando le chitarre danno
vita ad alcune armonie. In altri casi invece, lo stile dei nostri si fa
più personale, nei limiti comunque di vari stilemi molto abusati
all'interno della scena metal. "Free Entrance To Hell" è infatti
sorprendente per la sua freschezza compositiva, ed il gruppo non
avrebbe potuto scegliere un'opener migliore. Ma anche "Skeleton's
Rising" è stuzzicante, con quel suo inizio lento e la cavalcata
successiva, violenta ed arrembante. A ben guardare, non si segnalano
canzoni brutte o superflue in questo album. Ed il gruppo si dimostra
molto attento a mescolare parti estreme con sezioni più classiche,
mantenendo intatta una coerenza di fondo. Il songwriting è molto
naturale, e i Dewfall non si fanno problemi ad inserire sezioni ai
limiti del thrash o dello speed metal, del death tout-court (vedi
l'inizio di "Forever Ghost", dopo le battute introduttive) o del
progressive. Il tutto inserito su una base heavy e power. La tecnica
dei musicisti è ottima infatti, ed il potenziale espressivo non è
secondo a nessuno. Si faccia un paragone, ad esempio, tra la canzone
d'apertura e la conclusiva "Comfort Of A Night Rain": tanto sfacciata e
galvanizzante la prima, tanto evocativa, progressive e malinconica la
seconda.
Insomma, alla fine della fiera si può dire che "V.I.T.R.I.O.L."
sia un album pienamente godibile, realizzato professionalmente, privo
di difetti maggiori. La band ha messo in mostra un songwriting vincente
nonostante i molti richiami ad altri gruppi, ed ha dimostrato una
grande attenzione ai particolari, grazie anche ad arrangiamenti molto
belli ed efficaci. Ora non rimane che aspettare le nuove canzoni dei
Dewfall, per vedere se il suono si sia personalizzato ancora di più, e
se gli opinabili sviluppi promessi da "V.I.T.R.I.O.L." verranno
concretizzati in qualche lavoro futuro.
Per adesso, comunque, sostenete i Dewfall acquistandone il disco. Non sono soldi buttati al vento.
(Hellvis - Aprile 2009)
Voto: 7.5
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WWW.TRUEMETAL.IT: DEWFALL - V.I.T.R.I.O.L.
L’ampiezza di
vedute è indice di buona capacità di stare al mondo e rapportarsi con
gli altri. Anche a livello musicale questo adagio possiede il suo
perché, senza nulla togliere a coloro i quali fanno della coerenza e
della lealtà a un genere ben definito il proprio credo di una vita
intera. L’esercizio di coniugare stili e influenze diverse fra loro
nasce dalla notte dei tempi, solo pochi eletti però sono riusciti a
cogliere davvero nel segno. Il più delle volte, infatti, il risultato
finale ha prodotto una mescolanza informe che non suonava né carne né
pesce, scontentando un po’ tutti.
I Dewfall di Bari, dopo aver esordito nel mondo metallico con l’ortodossia Heavy-Progressive di Legacy Of Soul (2004), vivono dei sostanziosi rivoluzionamenti a livello di line-up che portano i soli Flavio Paterno (chitarra) e Valerio Lorè (basso/voce) a tenere alta la bandiera del gruppo. V.I.T.R.I.O.L.
, acronimo di Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum
Lapidem è la loro ultima, coraggiosa, fatica autoprodotta, suddivisa in
nove canzoni e partorita dopo enne concerti di spessore, calcando in
momenti diversi gli stessi palchi di gente del calibro di Virgin Steele, Necrodeath e Rain.
All’interno di un caleidoscopio artistico che abbraccia con lo
stesso impeto generi differenti come HM classico, Thrash, Death, Epic,
Power e Progressive svettano brani come In The Shadows Of Ragnarok, pregno di enfasi eroica nordica e Skeleton's Rising, dove l’urgenza metallica si coniuga con partiture di ampio respiro a la Helloween, purtroppo penalizzate da una voce – quella scream di Matteo Capasso - ancora non all’altezza di certe vette.
Altri episodi interessanti rispondono al nome di Comfort Of a Night Rain, dove violenza growl e melodia convivono bellamente oppure Black Solitude, riuscito connubio fra la tradizione teutonica prettamente heavy metal e il Black Metal.
Concludendo, risulta sicuramente intrigante l’intreccio dei vari
stili, a livello di idea. Per quanto attiene la realizzazione i Dewfall
devono ancora dimostrare di essere una band compatta in tutti i
reparti, indirizzando maggiormente il “tiro” al servizio dei pezzi, che
spesso si disperde a causa dell’eccessiva durata media dei
brani.
Da segnalare il packaging di alto livello che assimila V.I.T.R.I.O.L. ai migliori prodotti “veri”, preludio a qualcosa di più grande dietro l’angolo.
Se son rose fioriranno…
Stefano “Steven Rich” Ricetti
VOTO: 74/100
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