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Pagella Non Solo Rock



Last Updated: 7/15/2009

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Status: Single
State: Torino
Country: IT
Signup Date: 12/5/2007
Wednesday, March 04, 2009 

SABATO 28 FEBBRAIO

HIROSHIMA MON AMOUR
Via Bossoli 83, Torino
Sala Majakovskij
ZU + BACHI DA PIETRA+LAST MINUTE TO JAFFNA

ore 21:00 - in sala Modotti
5 STEPS THROUGH MADNESS + LA VENERE GOMMOSA + X-BLUES ....

 

Febbraio, mese designato degli amanti come simbolo dell'amore romantico, del carnevale pagano e boccaccesco e dell'abbrivio liturgico della quaresima pasquale, declina sommessamente verso il proprio epilogo, in questa tiepida notte torinese. Attraverso la città in sella al mio destriero cromato, indulgendo sulla splendida sagoma muliebre riflessa di me negli specchi di luna che occhieggiano celati dalle morbide rotondità delle colline dell'alto Po. Trattorie tipiche e anfratti sabaudi, come ville incantate, celano momenti di passione e raffinata dolcezza, mentre le stelle luccicano indolenti e trasognate, disegnando geometrie celestiali, come un recondito tracciato che colpisce al ventre della gola...che spettacolo, mentre le luci si aggrovigliano attorno al seno della collina...nonostante intorno a me, repentinamente, le bellezze di Pan implodano dentro un progressivo incubo urbanistico e insofferente al tappeto di stelle lassù...reperti di archeologia industriale sommersi da colate di cemento avvizzito si innalzano come lunghe ed ispide dita verso il cielo, graffiando quasi con la loro cupidigia di cristallo e acciaio, il vento denso che mi accarezza i lunghi capelli corvini che fluiscono da sotto il casco scintillante di opalescenza.  I boulevard ortogonali si attorcigliano con inquietante puntualità all'interno centripeto di rotatorie talvolta superflue, folle di alberi denaturati mi vengono incontro delimitando il perimetro della strada deserta e dei lampioni che vorrebbero andarsene a fumare in riva ad un lago profondo. Le officine e i palazzoni si alternano come in un alfabeto segreto che non riesco razionalmente a decifrare e che racconta di milioni di storie di uomini e donne, bambini e famiglie intere, cresciute e consumate nel ritmo obliterante di sgraziate sirene d'inizio e fine turno...sirene da troppo tempo silenziose e decimate dal surplus produttivo del capitalismo moderno che si trasforma nel grottesco incedere della cassa integrazione, della dignità al lavoro negato, dall'anticamera dell'annullamento sociale...oggi la città dell'automobile è un gigantesco pachiderma assopito sulla sua stessa crisi d'identità, sulle sue contraddizioni, sul suo sogno di cambiamento...curvo delicatamente prima sulla mia destra e poi sulla mia sinistra, come per un ondivago cullar del mare immaginario che mi circonda, e approdo sul molo di Hiroshima Mon Amour, dove attracco il mio destriero meccanico e, dopo essermi riassettata minigonna e capello sdegnato, faccio ingresso mentre folle di ragazzi si attardano davanti la porta di vetro...stasera headliners in sala Majakovskij saranno i pirotecnici Zu da Roma. Combo di matrice neojazz, elargiscono una storia artistica ed umana strabiliante. Eversori della soverchiante necessità alla normalizzazione melodica, affondano da più di un decennio la loro stravagante miscellanea di improvvisazioni anarcoidi fatta di fiati, rutilanti giri di basso abrasivo e tantrico e ritmiche di un drumming al limite della divagazione posthardcore. Gli Zu rappresentano il sogno “americano” della coerenza elevato all'ennesima potenza; coerenza che li ha condotti nel corso dell'epilogo del Secolo Breve e l'alba del Terzo Millannio, a condividere collaborazioni con alcuni dei più straordinari artisti alternativi del globo. Ecco cosa scrive di loro la Bibbia dei database mondiali, Wikipedia:

Gli Zu si formano nel 1997 a Roma, dove cominciano come compositori e esecutori di musica per rappresentazioni teatrali . Il gruppo è composto di tre membri: Luca Mai al sax baritono, Massimo Pupillo al basso e Jacopo Battaglia alla batteria. Nel 1999 esce il loro primo album Bromio che suscita grande interesse della stampa musicale e del pubblico, ma e' con Igneo, uscito nel 2002 e registrato da Steve Albini che gli Zu ricevono unanimi consensi, soprattutto a livello internazionale.Fino ad oggi il gruppo ha inciso 14 album, inclusi due live e tre split, e ha suonato in festival in Europa, America, Asia ed Africa. Nel 2006 la band ha seguito in tour la Fantômas-Melvins bigband.Dal 2007 gli Zu collaborano stabilmente con Mike Patton.Il 20 Febbraio 2009 è uscito il loro nuovo album Carboniferous su Ipecac Recordings e vede come ospiti lo stesso Patton e Buzz Osbourne dei Melvins.  La musica del gruppo, difficile da classificare , è una fusione tra hardcore punk, math rock e Metal. Lo stile degli Zu, anche se con cambiamenti nel corso degli anni, e' basato su continue evoluzioni ritmiche e armoniche.In quasi ogni loro album da studio c'è qualche collaborazione (come Roy Paci, Matt Gustafsson o Eugene Chadbourne) e non è inusuale vedere ospiti speciali sul palco (come ad esempio Mike Patton). Il gruppo (o i suoi membri) ha preso parte ad altri progetti musicali, dei quali alcuni esistenti solo come esibizioni dal vivo, interessati nel creare una vasta gamma di stili musicali, dal jazz al metal, passando per la canzone popolare in romanesco. Gli Zu sono: Luca Mai -(sax baritono), Massimo Pupillo (basso), Jacopo Battaglia  (batteria).

Collaborazioni:

Roy Paci -tromba su Bromio

·      Eugene Chadbourne - chitarra su The Zu Side of the Chadbourne and Motorhellington ....

·      Fred Lonberg Holm - violoncello su Igneo e The Way Of The Animal Power ....

·      Jeb Bishop- trombone su Igneo

·      Ken Vandermark - sassofoni su Igneo

·      Spaceways inc. (gruppo)- su Radiale

·      Mats Gustafsson - sassofoni su How to Raise an Hox ....

·      Xabier Iriondo - su Zu/Iceburn

·      Nobukazu Takemura - su Identification with the Enemy-A Key to the Underworld ....

·      Mike Patton - su Carboniferous

·      King Buzzo - su Carboniferous

Discografia:

Bromio - 1999 ....

·      The Zu Side of the Chadbourne - 2000 ....

·      Motorhellington - 2001 ....

·      Igneo - 2002 ....

·      Live in Hellsinki - 2003 ....

·      Radiale - 2004 ....

·      The Way of the Animal Power - 2005 ....

·      How to Raise an Ox - 2005 ....

·      Zu v/s Dälek (split) - 2005 ....

·      Rai Sanawachi Koe Wo Hassu - 2006 ....

·      Zu/Iceburn (split) - 2006 ....

·      Identification with the Enemy - A Key to the Underworld - 2007 ....

·      7" Picture Disk - 2007

·      Zu/Il teatro degli orrori - 2008

·      Carboniferous - 2009

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ovviamente tutto ciò non è sufficiente a comprenderne la totalità dell'arte, ma ne è buon viatico. Oltre a loro si esibiranno i Bachi da Pietra che, come cita babylonbus.org: “al secolo Bruno Dorella (già batterista dei Wolfango) e Giovanni Succi (ex Madrigali Magri), provate ad immaginare una falena grigia di fumo ed impolverata dalla vita che, seppur breve, l'ha sfiancata! Pensate ad uno spettacolo quasi ipnotico, realizzato da due musicisti che sul palco mettono in scene la loro sperimentale e scarna teatralità, celebrata nell'essenza del suono più che nell'assenza di un contorno di complici ai quali spesso il mondo live ci ha abituato. I Bachi Da Pietra, portano in scena il terzo atto di questa rappresentazione rock, a cavallo tra flashback riconducibili ai Talk Talk più evanescenti, passando quasi obbligatoriamente da strade lastricate di sofferenze blues. Terzo disco, "Terzo Tarlo", dato alle stampe a novembre 2008 - a seguito di "Tornare nella Terra" (2005) e "Non io" (2007) - ed ora consegnato a questa storia dipinta in bianco e nero, dove le parole - sempre importanti - girano sghembe ma mai timorose, sorrette dalla solidità spartana e protettiva di chitarra & batteria. Assistere ad un loro concerto è come concentrare i pensieri su di un mondo in bianco e nero, dove i giochi di luci ed ombre escono dal caleidoscopio quotidiano e segnano i contorni della notte! “ ed apriranno i torinesi Last Minute to Jaffna, veri e propri eversori delle sonorità morbide, in virtù di una concreta militanza posthardcore in grado di dipanarsi simmetrica attorno ad influenze ben marcate: la solenne alternanza di pieni e vuoti che ondeggia fra deflagrazioni rimembranti i Cult Of Luna e progressioni alla Isis; il riffing interseca doom a geometrie di matrice Tool, concedendo addirittura leggere cavalcate black e disperati assalti in stile Converge. Lo splendido avvallamento centrale ambient/drone si fonde con una ricerca dall’attitudine quasi scientifica che si prefigge di trovare spunti percorribili a quel mood hardcore divenuto marchio di fabbrica dei Neurosis (post-Through Silver In Blood) senza snaturarne atmosfere e dinamiche.

Che ve ne pare?  Ottimo no?....

Bene ora veniamo a noi. La sala Modotti, intitolata alla mia precursiva fotografa, poetessa ed indomita rivoluzionaria in giro per l'altro mondo all'inizio del Novecento, si apre a contenere diverse decine di giovani adepti di Pagella Rock. L'atmosfera che si respira ormai ad ogni serata di selezione è pari a quella degli eventi maggiori che si tengono parallelamente nell'altra sala...coinvolgimento, entusiasmo, passione, gioia, tristezza e preoccupazione intasano l'aria del dromodotto con la stella rossa...volti nobili fra i presenti, le solite interviste della benemerita troupe rotante del Bodoni, il presentatore comunale in rampa di lancio e via...

mi comunicano che tutte e tre le band in lizza partecipano nella categoria Fuori Concorso, poco male, segnalarne eventuali eccellenze non può che contribuire alla mia mission...

X-BLUES: emozionatissima Valentina, la cantante di questa formazione della quale non c'è molto da dire, ma non perchè deludenti, bensì perchè discendenti della famigerata progenie delle cover band...pertanto non è possibile esprimere giudizi sulla loro creatività artistica, sulla loro originale proposta musicale, sulla pregananza dei testi e sulla presunta derivazione da modelli maggiori ed influenti...possiamo altresi affermare, con giusta perizia, che questi ragazzi ci sanno fare...sciorinano un venti minuti di classici del jazz, dello swing, del blues suonati con impeccabile  grazia, mettendo in inequivocabile luminosità le elevate doti canore della brava e immotivatamente emozionata Valentina...la quale si concede alcuni virtuosismi di chiara impostazione accademica...pertanto molto bene per quanto riguarda la tecnica complessiva, la capacità di tenere la scena e ovviamente di coinvolgere un pubblico amico, con il piglio delle scafate band nazionalpopolari da raduno birresco, matrimoniale o pubbaiolo...non giudicabili per quanto riguarda le eventuali inclinazioni alla produzione autoctona, sebbene credo che, la palestra dimostrata nella trattazione di capolavori altrui, sia buon viatico ad una futura carriera originale..tentar non nuoce dal momento che i numeri ci sono tutti...X-factor? No X-Blues!!!....

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LA VENERE GOMMOSA : tre ragazzotti provenienti dalla provincia sabauda che inforcano occhiali di chiara derivazione nerds/intellettualoide che li pongono a mezzo fra dei cloni dei Weezer in versione Buddy Holly e i fratelli Lo Mele dei nostrani e pluridecorati indie heroes Perturbazione, in realtà esprimono un sound che vorrebbe esplorare diversi territori dell'indie anglossassone contemporaneo...magliette a righe, chitarre distorte ma non troppo, inflessioni marcate verso un powerpop però ancora acerbo e necessitante di revisioni strategiche e definitive...utilizzano in maggioranza l'idioma italico per dimostrare che anche il poprock d'oltremanica può essere manipolato e servito nella lingua di Dante...il prosaico presentator comunale ne delinea l'etimologia del nome come una metafora imbarazzante della bambola gonfiabile, presumibilmente sua confidenziale compagna di amplessi tristi e solipsistici, ma l'evidente gap generazionale gli impedisce di cogliere la sfumatura che vuole il monicker coniato in seguito alla visione dell'omonima puntata dei Simpson, in cui la Venere Gommosa non è altro che una succulenta caramella che si appiccica al deretano della tata di casa Simpson, scatenando la voluttuosa reazione di Homer che per carpirla tocca il culo della suddetta che lo denuncerà per molestie sessuali...tale significato viene subito fatto notare dagli astanti al povero messo comunale che facendo pubblica ammenda denuncia la sua incipiente senilità come causa di tanta ignoranza...comunque i La Venere Gommosa sono un buon combo, strutturato secondo i canoni classici del terzetto chitarra-voce, batteria, basso, che oltre ad ispirarsi a chiari riferimenti maggioritari nelle charts internazionali tipo Franz Ferdinand, Artic Monkeys, Babyshambles, The Libertines et similia dovrebbero maggiormente guardare verso band più spregiudicate, come ad esempio i mai troppo compianti Ikara Kolt, oppure i Super Furry  Animals, Art Brut, Beta Band, The Brian Jonestown Massacre, gli Shack o i sottovalutatissimi Cooper Temple Clause; consiglio altresì un approfondito e mumblerumble ascolto di tutta la discografia dei superlativi Primal Scream affinchè la Good Stuff Wave possa attecchire anche da queste parti in maniera soddisfacente...in propettiva migliorabili e quindi degni di essere seguiti se si atterranno pedissequamente ad una ricerca didattica dei modelli di riferimento...

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infine i 5 STEPS THROUGH MADNESS: volti già consolidati nella frequentazione pagellifera, si avvalgono di sostanziose integrazioni nell'organico basilare della passata stagione, a quanto mi dicono i miei preziosi informatori, fatte di archi e violini e fiati e sampler...diciamo che bisogna essere sinceramente grati per il tentativo di ricerca che tentano di attuare...provano a non appiattirsi sugli stereotipi attuali che segnano in maniera indelebile la maggior parte dei neonati aspiranti musicisti: ovvero emo, punk da birreria, poseur o metallari aggressivi e fuori dal tempo...la necessità di rendersi riconoscibili e sperimentali si scontra talora con le inevitabili ingenuità del caso...miscelano generi e fascinazioni poliedriche non riuscendo a farmi definire per loro un preciso palinsesto referenziale...e questo è un bene...vorrei poterli riascoltare in situazioni più consone...con una maggiore attenzione rivolta ad ogni strumento, alla semiotica dei loro testi, alla necessità di teatralizzare la musica al di là del pentagramma e della rigida forma canzone...si emancipano comunque dallo stilema classicheggiante e banalotto che ne segnalò l'esibizione scorsa e intraprendono, a ragione, un percorso che non potrà altrimenti che produrre frutti interressanti...

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in definitiva posso sinceramente affermare che la qualità media delle band in competizione segna una progressiva ascesa, che questa sera è scivolata via piacevolmente e che il sogno di vedere brulicare questi boulevard ortogonali di anime dirette verso il ventre della Grande Fabbrica, anime  lavoratrici e quindi degne di sentirsi uomini, sia un'utopia prossima alla realizzazione...un sogno appunto, perlomeno fino a quando quella sirena di inizio e fine turno si  ostinerà a rimanere silente, durante quelle periodiche magre di civiltà, della dignità al lavoro negato, dall'anticamera dell'annullamento sociale chiamate Cassa Integrazione...

a presto with all of my love....

yours Miss Mud

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