VENERDI'
27 MARZO
CENTRODENTRO
- CIRCOSCRIZIONE 2
C.so Siracusa 225, Torino
ore 21:00
SCARLETS
MY HOPE SECRET + FAT-
Torino Mirafiori Sud. Un altra serata presso il
Centrodentro, luogo non solo gestito ma anche, e soprattutto, vissuto degli
animatori e dai coordinatori in maniera totale, quotidianamente sul territorio
con attività e affiatamento encomiabili. L'accoglienza alle bands e ai
collaboratori del progetto video e comunicazione mi sembra ottimo da quello che
appunto sul mio block notes elettronico: pizzata offerta alle band e
disponibilità per la troupe e i coordinatori di usufruire di una sala prove
come set delle interviste di rito ai gruppi pre-esibizione. Ottimo, credo che
sia questo quello che si richiede alla
collaborazione attiva delle location, e devo ammettere che la stessa cosa si
verifica un poco ovunque nelle serate di selezione: e ne siamo compiaciuti.....
Le band di stasera dipanano le loro trame stilistiche in
maniera diametralmente opposta all'interno di quell'alveo eterogeneo che è
ormai divenuto il concetto di punkrock. ....
Da segnalare in abbrivio di esibizioni, un esilarante
siparietto dell'imbolsito e giovanile conduttore comunale, che chiama sul palco
a suonare il ritardatario cantante dei Fat-one, che si avvicina al palco disorientato
dal fatto che la band destinata ad accompaganrlo non fosse la sua, bensì i My
Hope Secret! Povero il bravo presentatore...risolto l'equivoco...i primi ad
esibirsi sono, infatti, i trendissimi policromatici e pirotecnici My Hope
Secret che propongono una ovvia e derivativa versione
power-pop-emo-rock degli stilemi imperanti sulle frequenze medie di MTV. My
Chemical Romance, Blink e screamo variegati fra i numi tutelari della band che
però è capace di disimpegnarsi con personalità e carisma. Incitano alle danze
sfrenate un manipolo di seguaci ambisesso scatenatissimi, sanno come muoversi e
nell'insieme non dispiacciono se rapportati
alla qualità media del concorso, che è comunque quest'anno sicuramente
elevata. Hanno nel frontman un sicuro ascendente sulle masse, una convinzione
complessiva e una buona propensione a stare sul palco. Devono ovviamente
perfezionare alcune lacune tecniche e secondo me, provare ad imprimere una
lettura più originale del genere di riferimento. Sufficienti sebbene non mi esalti
più di tanto questa degenerazione commerciale del 0ne-two-trhee-four!
Si segnalano altresì per una visione molto più radicale e
alternative i Fat-1, che ispirandosi a sonorità marcatamente di
origine seattleiane, abrasive e veloci, convincono alquanto. Indie caotico e
protomelodico che rinverdisce rigurgiti di Husker du, dei seminali Nirvana di
Bleach!, del punkrock di Chicago e di tutto un immaginario molto privo di
fronzoli e dritto alla ricerca della forma canzone distorta e ipercinetica.
Bravi anche e sopratutto nelle braccia e nei piedi di un batterista eccellente
per coordinazione, tecnica e tiro. Perde addirittura una bacchetta, ma riesce a
tenere il tempo con la mano sinistra sul rullante mentre recupera la
scorta...l'ho visto accadere anche a dei grandissimi batteristi, e solo a
loro
Chiudono come headliner i torinesi SCARLETS, (http://www.myspace.com/wearescarlets) band di indie punk elettrowave.
Eleganti e eterei e dissonanti come dei Joy Division che suonano con il manuale
del perfetto artrocker del terzo millennio sopra l'amplificatore: fra Kaiser
Chief, Interpol e Editors. Ma c'è molto
di più fra i solchi del loro algido pentagramma: The Specials, Style Council,
English Beat, Ultravox fino a My Bloddy Valentine e The Smiths, testi
eccellenti e introspettivi, un non troppo dissimulato snobismo nella foggia e
nei contenuti relazionali, ne fanno un prototipo interessante per il mercato
indie internazionale
Già avviati alla carriera professionistica hanno al loro
attivo SCARLETS EP (ANGLE RECORDS) e
usciranno con un singolo in giugno. Ottimi e ottima la scelta di farli suonare
qui stasera
A domani pargoli
SABATO 28
MARZO
TAURUS
Via D'Oria 20 angolo via Mazzini, Ciriè (TO)
AT THE SOUNDAWN
+ CRY BABY + RAVANGER +
NEGATIVES 5
Taurus significa falde del canavese, significa accoglienza
elegante e calorosa, significa un bel luogo ai confini della fine della
metropoli, significa una fottuta ed insistente pioggia gelida che irrora strade
di città e concentriche lame di asfalto tangenziale ad aereoporti e fabbricati
industriali di paese. Megamobilifici, residence e centri commerciali
disseminati sul quadrante che ci anticipa le verdi frasche degli alberi che
circondano il centro di Ciriè. All'interno tre band si esibiscono alla ricerca
di una lettura personale pescate nel mare magnum di ispirazioni che l'hard rock
può suggerire a delle giovani menti da plagiare. In effetti devo ammettere che
è alquanto difficile realizzare una relazione analitica dell'esibizione di
ciascuna band, ma nell'insieme posso sottolineare come i Cry Baby
mi appaiono fra i più classici esecutori di un hard rock molto tradizionalista,
suonato però con troppa flemma e rallentato di molto rispetto alla velocità di
esecuzione necessaria, come dire con il freno tirato...come se i Deep Purple
suonassero su di un tempo dub...ma in distorsione e con gli assoli...velocità e
maggiore verve non guasterebbero...poi i Ravanger , che eseguono un trash e death metal
molto flemmatico e poco sanguinolento...visto che citano a piene mani i Death
dell'indimenticato e prematuramente trapassato Chuck Shuldiner, vorrei
vedere in voi il sacro fuoco del demonio e della blasfemia, vedo e sento invece
dei metallari un poco impacciati ed imbrigliati...più violenza, più nausea, più
rifiuto per suonare quella roba, altrimenti datevi al blues...infine i Negative
5 che nulla aggiungono né in originalità e tantomento in eccellenze
tecniche alla lineaare serata...un rock'n'roll tiepido e ancora necessitante di
misura e prove...incendieranno il palco gli headliners At the Soundawn
(http:/ /www.myspace.com/atthesoundawn) band italica, modenesi per
l'esattezza, di metal estremo, accasati per una label tedesca e fautori di una
sintesi fra i prodromi dell'hardcore, e il postmetal contemporaneo che si
identifica con i bostoniani Converge su tutti e la scuola
Hydrahead...magistrali ed intensi
fuori piove e il ritorno a casa sarà lungo e ricco di
imprevisti
VENERDI'
3 APRILE
PADIGLIONE
14
Parco della Certosa Reale, Collegno (TO)
JADISH
AGONY WAY + SWEAR WORDS + THE FRIVOLS
Stasera non è una selezione, ma una comunità che balla e
poga! Bellissimo vedere le band in lizza tutte amiche fra loro, a supportarsi e
pogare alle esibizioni reciproche. Ho visto e sentito tre gran belle band,
orientate sui territori che spaziano dal punk più festaiolo e easy listening
dei Swear Word, capitanati da un segaligno e adrenalinico
frontman, con inforcati un paio di occhiali bianchi in grado di ricordare alle donne
mature ma piacenti come me, un Ruggeri esordiente nei favolosi Decibel, in un
lontanissimo 1980 che a giudicare dall'età media di stasera non è nemmeno
contemplato fra i ricordi più remoti. Bravi, interessanti, convolgenti, capaci
di guidare il pubblico e disimpegnarsi con grande disinvoltura sia
nell'esecuzione tecnica che nella gestione della piazza. Anche gli Agony Way si distinguono
per una buona propensione a scatenare il pogo fra gli astanti, con eccellenti
stop &go e una coesione di intenti capace di ricordare la lezione
ultrametalpunk dei Motorhead e della distorsione ignorante. Molto convincenti,
rumorosi, sudati e potenti. Infine i ripetenti The Frivols, che
maltrattati la scorsa edizione su queste pagine dal mio sommo predecessore,
hanno fatto lezione dei suggerimenti velenosi di Mr Lie e con grande umiltà li
hanno messi in pratica, migliorando sensibilmente e arrivando ad essere una
band di hardrock'n'roll di dignitosa caratura. Nell'insieme quindi le citazioni
di stasera vanno dedicate a tutte e tre le band in lizza, capaci di resuscitare
contemporaneamente Ramones, Megadeth, Green Day e Iron Maiden. Ottimi loro,
ottimo il pubblico, ottimo lo staff di Padiglione 14: dove lo trovate un posto
in cui quelli che vanno a suonarci per Pagella vengono rifocillati con
spaghetti ai frutti di mare preparati nella cucina attigua dalla signora “Mamma di Tommy”? Squisiti...lunga
vita a pagellarock...e onore alle signorine metalliche Jadish, (http://www.myspace.com/jadish) , una band di culto della scena
alternative ed estremista torinese, un mix di grezzo metal e pura sensibilità
femminile capace di scardinare gli argini dello scorrere mediocre di tante band
di sedicenti machi...grandissime
SABATO 4
APRILE
ARTINTOWN
Via Berthollet 25, Torino
MADBACK
+ FOXHOUND + MAMA LOVES ROCK AND THE BUSTHARDEES DO IT BETTER + TRUE
GANG + MOONSET....
Ultima volta che scendiamo nel centro polifunzionale di
Artintown, gioiello di
collaborazionalità e voglia di fare, incastonato nel cuore della San Salvario
più melting pot e multiculturale possibile. Un
luogo in cui è piacevole immergersi e nel quale le serate riscuotono
grande successo e partecipazione. Stasera maratona di band, addirittura
quattro. Rompono il ghiaccio i kilometrici e teatralmente sguaiati Mama
Loves Rock and The Busthardees do it better... che già dal nome e dagli
atteggiamenti guasconi che ho intravisto durante l'intervista pre-live si
segnalano per un'attutidine dissacratoria e condita da picchi di genialità
involontaria. Punk nell'essenza più
radicale del termine, consapevoli di essere brutti da vedersi e da sentirsi, in
realtà alimentano curiosità e divertono non poco. Il chitarrista ritmico decide
di abbandornare la sua fender in un paio di pezzi imbracciando una saggina da
strega che abbandonerà delirando che gli si è strappata una corda...fanno
abbastanza cacare ma la loro lucida follia lascia intravvedere delle songs
ragionate e con oscure melodie di fondo disssonanti e originali...mi ricordano un
certo punk inglese della fine degli anni 70, molto della scena italiana sul
borderline fra il demenziale e l'impegnativo...ottimo secondo me l'ultimo pezzo
dedicato alla GTT per incedere del riff e apertura “melodica” (che nella
fattispecie è un eufemismo)...a mezzo fra i Retarded e i primi Dead
Kennedies...poi sono i Moonset che ingraziositi da due fanciulle,
sebbene giovanissimi si dispongono con
una certa sicurezza sul palco...e punto di forza della band sono proprio loro
due...la minuta cantante dotata di un piglio convinto e trascinante e di alcuni
picchi in estensione vocale veramente acuti...e la chitarrista di chiara
formazione metal che infarcisce di riffoni e arpeggi armonici tutti gli
arrangiamenti...veleggiano su un hard rock classico con forti tinte metal
addirittura epiche..arranca un poco il bassista e le composizioni risultano nel
complesso abbastanza omogenee rischiando però di sembrare uguali fra
loro...migliorabili e rivedibili sopratutto nell'affiatamento della sezione
ritmica anche perchè il batterista mi sembra dotato di doppia velocità ed
interessanti intrecci barocchi, in ogni caso positivi...
poi è la volta della vera rivelazione indie della serata e
forse dell'intera edizione 2009...i FOXHOUND, che già finalisti
nella scorsa edizione stasera raccolgono l'entusiasmo ed il consenso ammirato
di tutti gli addetti ai lavori e del pubblico...hanno a mio parere trovato la
chiave di volta musicale in grado di esaltarne definitivamente la direzione
artistica...e considerando che anno solo 16 anni l'entusiasmo non può che
sfociare nella meraviglia...come se avessero passato l'intero anno dalla finale
scorsa in una full immersion di indie rock brit, gallese e scozzese (Franz
Ferdinand, Artic Monkeys, Editors, Kaiser Chief, Interpol) assimilandone il
meglio di tutto, con grande personalità e radicalizzatosi nella citazione
spontanea della wave elegante e dannata degli anni 80 (Joy Division, Bahuaus,
Damned, The Cure, The Smiths), che ha conosciuto la sporcizia intellettuale e
snob della nowave newyorkese, da Sonic Youth a Gastr del sol...eccellenti e
coraggiosi nel secondo pezzo giocato tutto su un incedere ritmico acustico
tenuto solo dalle bacchette e dalla voce del batterista e immerso in eleganti
intrecci di feedback e riff impazziti...ci vogliono due palle così e due palle
così a riuscirci con tanta convinzione e padronanza...in quesato episodio mi
hanno addirittura ricordato i Refused di Thannauser, pezzo struggente
all'interno di quel capolavoro del postnoise che fu The Shape of Punk to Come
(Refused, 1997/ Burning Heart)...e se scomodo i Refused chi mi conosce sa che
la mia esaltazione è al massimo consentito... chiudono con un paio di canzoni
epilettiche e isteriche a metà fra il discopunk e l'indie noise
evoluto...ECCELLENTI! ....
Non altrettanto si può dire invece dei conclusivi True
Gang, che sono molto convinti, animosi e fintanto simpatici, vengono da
esperienze musicali diverse, e si vede dalle t-shirt di alcuni di loro poiché
mai ho visto un sedicente repper indossare maglie degli Iron Maiden o di gruppi
death estremisti...la loro concezione di hip hop purtroppo non tiene conto del
ritmo e degli equilibri...una posse non è un coacervo di voci che si
sovrappongono confusamente e senza alcuna idea del ritmo, bensì una macchina
oliata di incastri, rime e ruoli che vanno assolutamente rispettati, voi in
nome della sacrosanta foga ed irruenza che ci mettete e dovete metterci nel
genere che fate, finite però per creare un fastidioso effetto di incoerenza
ritmica e stilistica...i testi non sarebbero nemmeno male e la vostra
attitudine, disperazione e cattiveria emerge, sopratutto nel freestyle, ma
dovete assolutamente sincronizzarvi e capire che il ritmo nell'hip hop è tutto
e tutto non è giustificato...alla prossima YO!....
Chiudono MADBACK (http://www.myspace.com/madback) che solo un anno fa erano duo hip
hop in lizza per pagella in quel di Collegno Pad 14 e quest'anno sono
headliners...oggi continuano a mixare rime e parole su basi funk r'n'b con leggera
spensieratezza divertente.......
The
Pagellarock dream way goes on
alla prossima topolini
vostra estenuata Miss MUD....