GIOVEDI' 9 APRILE
CPG (CENTRO DEL PROTAGONISMO GIOVANILE)
Strada delle Cacce 36, Torino
ore 21:00 -
CHRISTIAN COCCIA
+ LOSKY + MAKER + PULLI
GERARDO
Una settimana triste. Una settimana dilaniata dalla terra
che si apre alle 3,45 di una domenica notte qualunque ed inghiotte dentro di se
centinaia di vite, migliaia di storie e sogni. Un terremoto che recide le ali
dell'Aquila, ma non la sua forza. Immota
manet, recita il gonfalone civico di quella città devastata nel ventre
d'Abruzzo. Immota manet nei nostri occhi di lacrime...e nei nostri cuori
tristi che vorrebbero scavare con le unghie insanguinate fin dentro le viscere
di quella Casa dello Studente che si è accartocciata su se stessa con la
grottesca e drammatica inerzia di un castello di carte da poker appoggiate lì
per caso. Inghiottendo tanti, troppi ragazzi che magari stasera sarebbero stati
volentieri qui, fra il nostro pubblico, a sorseggiare una bibita ed ascoltare
sorridenti buona musica. Un simbolo, un monito, una vergogna civile di un Paese
che si ricorda delle sue omissioni solo dopo...come coccodrilli di carta
bollata e mazzette di piombo piangiamo all'indomani...ci stringiamo solidali e
aspettiamo il corteo delle autorità, la retorica della fratellanza nazionale e
le promesse di immediata ricostruzione e del “non vi abbandoneremo”...Immota
Manet!....
Nel CPG stasera molte persone note, presenze che si
ripetono, cordate ed amicizie che diventano collaborazioni artistiche...una
scena che cresce non solo numericamente, ma anche e sopratutto qualitativamente
questa di Pagella...confortante, emozionante, gratificante...
a squarciare gli indugi è un giovanotto che imbraccia una
chitarra acustica, si abbarbica sulla cima di uno sgabello gaberiano e
dichiarando candidamente la forza delle sue canzoni e delle parole che scrive e
mette in musica ci regala venti minuti di coraggio, buona musica, melodie
interessanti e testi apparentemente “normali”, in realtà elaborati e
consapevoli dell'esigenza della intellegibilità istantanea del
messaggio...bravo il nostro giovane GERARDO PULLI. Il suo è un
cantautorato che si ispira palesemente alla scuola italiana in toto, da quella
epica degli anni settanta, a quella più contemporanea e talvolta snobbata dai
critichini alla ricerca del nuovo Bob Dylan, o per i più intellettualoidi il
futuro Devendra Banhart o del nuovo Tenco per gli orfani di una scuola
ligure-piemontese che ha segnato un'intera generazione di artisti, figlia di
un'Italia che forse del gravoso fardello del concettualismo in musica talvolta
ne fa volentieri a meno. Scevra di barocchi intellettualismi è la musica di
Pulli, altresì incline alla pulizia del lessico, dei suoni peraltro arrangiati
con meticolosa perizia sulla seicorde acustica e dell'immagine semplice ma non
semplicistica che il nostro da di se e della sua arte. Una piacevole scoperta,
interessante, capace di conciliare una voce limpida e ben impostata, talvolta
inerpicata su ottave di estensione che mi ricordano il giovanissimo outsider
italo-britannico Paolo Nutini, altre volte ad ingrossarsi di ruvidità
romantiche contingue al Cocciante meno stucchevole. Interessanti squarci di
quotidianità postadolescenziale, che sebbene semplici nella ricerca lirica non
si appiattisce sugli indigesti stereotipi che una cosiddetta letteratura
mocciana e l'altrettanto spregevole produzione cinematografica fatta di amori
sopra il cielo e citazioni baglioniane d'annata ci somministrano ai botteghini
e nelle classifiche. Ottima prova, valorizzata ulteriormente dal dover rompere
il ghiaccio di fronte ad un pubblico chiaramente incline a sonorità più ruvide
e elettrificate Come un Tenco meno ispirato, un Grignani meno strafatto, così
un Pulli da seguire con attenzione
l'esibizione che segue mi fa comprendere il perchè di una
presenza ormai consueta per i pagelliani, ovvero i due Madback
headliners la scorsa settimana all'Artintown, ottimi concorrenti della scorsa edizione
e avviati a sicura e valida carriera nell'universo dell'hip hop nostrano se
manterranno fede alle promesse e all'umiltà fino ad ora espressa....salgono sul
palco i giovanissimi MAKER, anch'essi duo hip hop, propugnatori di uno
stile convincente e molto personale, sicuramente influenzato dalla scuola
classica e dalle interferenze epidermiche che volenti o nolenti planano sulla
creatività dei nostri giovani heroes...lui, l'MC è un giovanotto di 15 anni,
gigantesco e capace di sfoderare una personalità assai matura e
consapevole...gestisce il palco come una pop star navigata, esorta il pubblico
alla danza e all'accompagnamento ritmato delle rime e degli slogan, introduce
ogni song con la necessaria enfasi e strumentalizza positivamente il suo
dj...fino alla sorpresissima di far salire sul palco i due conterranei
Madback...vengono infatti i Maker dalla profondissima VAL di SUSA...per un
featuring che denota una soverchiante maturità sia dei Madback che dei nostri
giovanissimi rapper...prova altamente positiva, ricca di verve, stile e
personalità, per quanto l'hip hop sia genere che non lascia molto libero sfogo
alla composizione autoctona, eppure lo stile definisce proprio questo confine,
ovvero l'essere personali all'interno di un solco ben
definito...stile&personalità YO! Respect....
e qui vennero le dolenti note, come suggeriva il Poeta nel
vortice del suo errabondo deambulare...i/le LOSKY, sodalizio eterosex
animato da buoni propositi ma da disastrosi esiti...ricompaiono fuori concorso
per la seconda volta in due anni...postulano riguardo le sfortunate coincidenze con service a loro dire
dilettanteschi nelle precedenti esibizioni che ne hanno, sempre a loro dire,
esponenzialmente inficiato la resa complessiva della loro arte...dato per
scontato che in generale la professionalità complessiva dei services che
collaborano mirabilmente con Pagellarock è molto elevata e va anzi rivolto loro
un plauso per le condizioni di tempo e di variazione palco cui sono sottoposti,
qui quello che non va siete proprio voi...vi vidi e vi udìì l'anno scorso
presso il Centrodentro nella vostra precedente esibizione e, nell'insieme di un
concerto ricco di indecisioni e strafalcioni, non di certo deducibili al
service, ma a vostre carenze, avevo comunque apprezzato lo sbarazzino
atteggiamento nel porsi al pubblico senza eccessive pretese di miracol mostrare
e quindi risultaste nonostante tutto simpatici/che...questa volta ad una
evidente regressione tecnica e complessiva va aggiunta anche una non celata
boria che gioca completamente a vostro sfavore...questo per quanto riguarda la
censura ad un atteggiamento comportamentale...per quanto riguarda invece il
giudizio prettamente tecnico e artistico credo che i vostri limiti maggiori si
evidenzino dal punto di vista compositivo ma anche sopratutto in evidenti
carenze didattiche: aritmici, scoordinati negli equilibri e nelle partiture
strumentali, assolutamente fuori dalle righe negli intrecci vocali fra le
simpatiche e carine signorine ed il resto dei backvocals...proponete un rock
che non ha alcuna logica esistenziale...sgrammaticato fin dai rudimenti più
elementari di quel verbo che definisce l'atto di suonare uno strumento e uno
strumento in complicità con altri strumenti e voci...in poche parole: lasciate
perdere la musica, perlomeno a livello professionale come, da vostre
dichiarazioni, avete la velleità di intraprendere...per me siete
a-musicali...ma questo non significa che siete dei cattivi/e ragazzi/e,
tutt'altro siete molto simpatici, svegli, vivaci e ricchi di talenti che però
non sono musicali...non è una colpa la vostra, ma è un dovere etico e
professionale il mio segnalarlo...
a domani topolini e topolini in ascolto, non prima di
avervi raccomandato l'ascolto degli headliners di questa serata: CHRISTIAN
COCCIA&HIS ROCKBAND, un musicista completo. L'ex enfant prodige della
scena chitarristica torinese e nazionale si propone con un proprio lavoro
originale e dirompente: esordisce poco meno che ventenne alla seicorde dei
rocker occitani LOU DALFIN e degli streetcombat rock fighters FRATELLI DI
SOLEDAD, incidendo dischi e partecipando ai tour di queste due storiche band
alternative, decide di mettersi in proprio formando un power trio esecutore di
una formula energica e convincente, oltre che ipertecnica, di rock
tradizionalista ma moderno e attuale, bilanciato e di dirompente impatto. C'è
tutto qui dentro, dal meglio della scuola americana degli epigoni dell'hard
blues alla inequivocabile lezione britannica, ponte di mezzo fra la melodia
beatlesiana e gli ardimenti zeppeliani prossimi alle esplosioni ormanali
dell'heavy...il tutto personalizzato attraverso una chiave interpretativa in
salsa mediterranea e segnatamente italiana nel solco tracciato dalla PFM ad
oggi (vedi Afterhours degli esordi)...la vera bestemmia è che tali fuoriclasse
del rock nazionale siano tutt'ora senza contratto...accorrete, gente,
accorrete...www.myspace.com/christiancoccia
ciauuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!
VENERDI' 10 APRILE
CENTRODENTRO - CIRCOSCRIZIONE 2
C.so Siracusa 225, Torino
ore 21:00
PETROL
RAGIN KIZ +
REALTA’ NON ORDINARIA + SOPHI’
+ SPECIALE MAKIN'OF
PAGELLA TALKS LIVE SHOW
Che serata ragazzi! al culmine di una giornata che ha visto
la realizzazione della seconda puntata del format tv on streaming Pagella Talks
Live Show. La prima era stata realizzata in quel del CPG col contributo della
troupe ivi residente, quella di oggi è stata altresì realizzata dal Gruppo
Video del Centrodentro, formato da quattro splendide fanciulle ed un paio di
omaccioni intraprendenti ed altamente professionali. Pubblico in sala,
coordinamento da far impallidire le produzioni tv generaliste, luci intense,
collegamenti audio e video, esibizioni live, interviste a band quali Alcor,
Hangin'Three e l'esclusiva con i PETROL, riprese a 360° che documentano minuto
per minuto l'evolversi di una giornata memorabile, paradigmatica di tutto
quello che quotidianamete avviene qui dentro, anche senza riflettori e telecamere
accesi...una puntata incredibile, che potrete vedere, a quanto mi comunicano i
responsabili del progetto comunicazione, entro la fine di aprile sul web..stay
tune...
calano le ombre della notte, sotto un cielo sempre più plumbeo e mentre il posto in Corso Siracusa 225 si riempie come accerchiato da
frenetiche formiche di giovani e meno giovani malati del rock di buona
fattura...e stasera tutti i palati saranno soddisfatti...
aprono le danze i situazionisti REALTA' NON ORDINARIA
che devono l'ispirazione del proprio nome allo scrittore sciamanico Carlos
Castaneda e ai suoi viaggi lisergici alle soglie della
percezione.assoluta...citazioni dotte e avantpunk teatrale...esibiscono un
silente tersicoreo che maneggiando un televisore privo di immagini ma sopraffatto
dalle frequenze medie del silenzio delle coscienze mi riporta alla mente il
ruolo simbolista che svolgeva il buon vecchio Fatur ai tempi del Socialismo e
barbarie, ovvero quando i CCCP erano vera avanguardia paranoica e Giovanni
SBLINDO Ferretti non si era bevuto il cervello in conversioni tardive e
alquanto bigotte...c'è il punk di Germs, D.O.A, Dead Kennedies, Kina, Infected,
Panico.... fra le loro corde e probabilmente alcune di queste band manco le conoscono per ovvi motivi
anagrafici...
Realtà non Ordinaria è un invito ad usare il computer e la
tecnologia forse, a cui non serve connettersi, una macchina che se ben nutrita
ci permette, senza intermediari, di raggiungere lidi mai toccati, dimensioni
inesplorate, essere eroi di ogni avventura, di astrarre oltre il limite. Questa
macchina si chiama "Cervello". La cosa che ci colpisce maggiormente è
l'uso di un intermediario per esercitare l' immaginazione. Non dobbiamo avere paura della futura dittatura
dei computers, ma della mente del dittatore che li comanderà. Mi piacciono molto questi RNO, hanno pathos,
intelligenza, coraggio, cultura e attitudine realmente
punk...postpunk...protopunk...boh, fatto stà che sono capaci di giri di basso e
accelerazioni turbinose, il bassista infatti evoca l'immagine di un Kurt Kobain
molto compassato, la coralità delle voci (forse unica pecca quella un poco
dissonante del chitarrista che però colma con buona propensione alla prununcia
scandita e alla versatilità dei contenuti) risulta sincronica ed interessante
se mescolata ll'alcool...ops..a quella del batterista cantante...citano da
Woody Allen a Guy De Bord, esaltano il lato più increscioso dell'essere punk
today...la ricerca della verità e
l'allontanamento dai clichè e dalle gabbie a cui le rotazioni e le bacheche
radiofoniche confinano il grido di dolore...i cartelli sulle spalle che
riportano le strofe dei brani riporta alla mente il Dylan
contestatore...mettono buon umore anche
se fanno pensare...forse come un peyote che il buon vecchio Castaneda
ingurgitava insieme al suo sciamano di fiducia Don Juan...perseverate nel lato
oscuro e anarchico del vostro essere e Miss Mud vi amerà per sempre...bravi,
bravissimi, tecnicamente rivedibili e talvolta irritanti ed urticanti come ogni
buon punk DEVE ESSERE alla prossima piccoli amici di rivolta....
arrivano poi i RAGIN KIZ che professano essere
alfieri del cosiddetto street pop, ovvero di un connubio sintetico di pop,
punk, hip hop e attitudine da strada...effettivamente i ragazzi hanno stile sia
estetico che attitudinale, un poco meno nel primo pezzo che fa storcere il naso
alle fanciulle presenti, ma che viene esaltato dai maschietti...due voci che si
intersecano nel melodico e nel rap, intonato il cantanto più nerboruto e
tatuato, buono il rap del suo compare, la band suona con discreta tecnica
complessiva, esaltandosi comunque nella gestione autoritaria del palco...in
definitiva rievocano un certo numetal da charts, Linkin' Park, P.O.D. e affini
per intenderci, però devo ammettere con un'ottima propensione allo spettacolo,
l'essere educati e propositivi gioca a loro vantaggio...in definitiva una
valida esibizione per una valido gruppo in un genere che nulla aggiunge e nulla
toglie ai miei sogni, ma tant'è e allora bene i Ragin Kiz, secondo me meritano
una parola buona per come suonano, una meno buona, giudizio strettamente
personale, per quello che suonano, comunque bravi...
giungono poi i SOPHI' che devono il loro moniker ad
una arzigogolato calembour linguistico che mette insieme la fonetica di un nome
femminile, la radice etimologica greca della conoscenza e il phi greco come
simbolo matematico dell'infinito...sticazzi! Disse Donna Gertrude...comunque
essi, che sfoggiano un frontaman di nome Elfo!!!! producono un buon rock di
maniera, suonato con chiara padronanza tecnica e debitore in tutto e per tutto
al rock italiano degli anni 80, dai Litfiba ai Negrita, passando per Timoria
periodo Renga “Viaggio senza tempo” ai dimenticati Ritmo
Tribale...intonatissimo e con una voce dalla grana cristallina il nostro Elfo guida
questo ensamble di non più giovanissimi musicisti fuori concorso. Con carisma e
ottima resa musicale...ovvio che questo non sia più un genere in grado di
esaltare le gonadi di Donna Mud, ma è altresì vero che codesta signora è in
grado di riconoscere la buona musica da quella cattiva, di tracciare un confine
fra i ciarlatani boriosi, i bravi e umili musicisti e i fuoriclasse
sopraffini...e i Sophì sono sicuramente una buona rock band, dotata di tutte le
caratteristiche fisiologiche per poter e dover continuare a suonare, nulla
creano e nulla distruggono, ma forse qualcosa trasformano....bene
poi si verifca l'avvento dei PETROL ...qualcosa di
eccezionale ed eccellente...signore e signori che fremito sulla schiena del
cuore vedere sul palco del Centrodentro uno spicchio fondamentalista della
storia della musica alternativa e antagonista italiana nelle sagome di Dan Solo
(ex bassista dei Marlene Kuntz fra gli altri), di Franz Goria (uno dei più
grandi songwriter italiani, ex vocalist e frontman dei mirabolanti FLUXUS, il
miglior progetto postpunk/noise italiano di sempre) e Valerio Alessio
(calvocrinito e poderoso drummer dal nebuloso passato metallico)!!!
presentano il loro EP autoprodotto-dopo aver esordito due
anni or sono su Casasonica- L'amore è un cane, che potrete trovare su
petrolmusic.it in download fino a fine aprile e poi ordinarne copie limitate e
autografate a partire da maggio...ma non è questo che mi preme fare, cioè il
banditore di cd...quello che vorrei dire è riuscire ad esprimere l'emozione che
la loro musica evoca in me...il perfetto sillogismo fra la saturazione totale
dell'universo-mondo, cosparso di viscoso petrolio nero come il sangue e denso
come il nostro sudore sull'asfalto dell'anima...le parole che si innestano nei
solchi del dolore degli occhi che vedono e non riescono ad
urlare...intensi...melodici come dannati stornellatori moderni, raccontano la
verità più semplice nella maniera più elaborata dai suoni e dalla metronomica
perfezione di una materia musicale, la loro ,che fonde poesia e violenza dei
suoni, come petali di rose racchiusi in una custodia di un kalashnikov...credo
senza timore di essere smentita, quanto di meglio oggi l'Italia che non si
piega alle logiche del consumo, dell'apparire, dello svendersi e del dare il
culo in pasto agli squali, possa produrre...questo è quello che abbiamo avuto
la fortuna ed il coraggio di ascoltare in questo venerdi di pasqua
nera...questo è quello che tutti i nostri figli dovrebbero andare a sentire
quando pensano di dover prendere in mano una
chitarra e iniziare a suonare...quel fuoco che leggevo negli occhi di
ciascun memebro di questo power trio in grado di commuovere ed esaltare alla
danza tantrica...lunga vita ai Petrol, lunga vita a chi non si arrende e
continua a sentirsi vivo...perchè NOI SIAMO VIVI....
buona notte, amadi miei...buona notte...alla prossima...
anzi a presto dal momento che mi sto riservando di
rispondere a breve a tuti coloro che mi scrivono sui commenti alle
recensioni...STAY TUNE PER MISS MUD RISPONDE
baci e baciotti topolini miei...
vostra eleganissima e blackness MISS MUD