Riflessioni e analisi sintetica sulle condizioni del pianeta Terra e Decalogo Etico dell'uomo nuovo
Premessa
Scrivo queste righe semplici semplici a voi amici che avete creduto e credete ancora che "un mondo migliore sia possibile". A voi con cui ho condiviso battaglie importanti e sogni emozionanti. A voi che mi avete aiutato a crescere e ad alimentare la mia speranza ed il mio coraggio. A voi che incontrerò per la prima volta su questa strada spesso polverosa e piena di ostacoli ma che è poi l'unica strada percorribile.
Le scrivo dopo essere stato in Africa, a Cuba, dopo aver visto l'Australia e la cultura aborigena. Dopo aver viaggiato in Alaska, in Canada e per mezza Europa. Scrivo dopo anni di sperimentazioni artistiche e lotte sociali. Scrivo dopo avere fondato uno dei movimenti culturali più carismatici degli ultimi anni. Scrivo dopo avere meditato, riflettuto, studiato, imparato e condiviso. Scrivo ora che ho un energia interiore che non mi fa dormire. Scrivo ora perché in un prossimo futuro dubito che potrò essere libero di farlo.
In questo breve trattato sul codice Etico del Ri-evoluzionario ritroverete a confrontarvi con le mie riflessioni che nascono dopo aver letto recentemente "Lasciateci in pace" di Papua Merdeka (Lani della Papua occidentale) e il discorso di Felipe Perèz Roque (ministro degli esteri di Cuba) del 30 novembre 2006 nella sessione plenaria del colloquio internazionale, pubblicato nell'aprile 2006 da "Latinoamerica" la rivista diretta da Gianni Minà.
Considerazioni
Stiamo attraversando un periodo storico incredibile.
Il pianeta sta per varcare la soglia di irreversibilità. Per molti aspetti l'ha superata da un pezzo.
Da almeno venti anni, ogni mese si estinguono più specie animali e vegetali che in migliaia di anni di storia. Queste specie non torneranno più. Mai più.
In tutto il mondo le disparità sociali stanno aumentando.
..:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La FAO non ha raggiunto nessun obbiettivo.
Il protocollo di Kioto non viene rispettato dagli Stati Uniti che da soli producono più anidride carbonica di tutto il resto del pianeta, inquinando non solo l'ambiente ma anche il mercato economico globale rendendolo schiavo a regole disumane.
L'80% della ricchezza mondiale è in mano al 20% della popolazione che da sola produce ciò che le biomasse oceaniche non possono assorbire, vantando quindi un regime di vita insostenibile che va a discapito del resto degli individui che subiscono desertificazioni, deforestazioni, inondazioni, guerre, radiazioni, sfruttamento…
Riflessioni
Il pianeta ha bisogno di salvarsi, anzi l'uomo ha bisogno di salvarsi…il pianeta in qualche modo forse, ce la farà.
Continuando con il motto "morte tua-vita mia" restano in piedi solo i più prepotenti, i più furbi che portano inevitabilmente alla distruzione di tutti gli altri, solo più intelligenti, più saggi, più onesti...meno cannibali.
Dobbiamo essere noi ad invertire la tendenza. Noi che vogliamo credere che un mondo migliore sia possibile. Noi che vogliamo lasciare ai nostri figli un posto "pulito" dove vivere, dove crescere. Noi che ci rifiutiamo di ingannare o sottomettere l'altro. Noi che non vogliamo di più di ciò che la natura può concederci. Noi che vogliamo rispettare ed essere rispettati.
L'uomo occidentale ha una maggiore responsabilità dell'uomo dei "sud del mondo". Chi fa parte del 20% del mondo ricco produce effetti enormi sul futuro. La mia esperienza mi fa pensare che un bimbo italiano consuma risorse pari a un centinaio di bimbi senegalesi (forse anche di più?!).
Noi, incastrati nei meccanismi del capitalismo non ci rendiamo conto dell'importanza delle nostre scelte, è anche per questo che non riusciamo ad assumerci alcuna responsabilità. Bisogna viaggiare, rapportarsi con gli individui degli altri paesi e analizzarci dal loro punto di vista se vogliamo riconoscere i nostri limiti e i nostri margini di miglioramento.
Analisi
Ho tentato di ragionare per sintesi.
Rispondendo alle domande: Chi minaccia il pianeta? Chi vive sul pianeta? Cosa possiamo fare?
Il pianeta ha quattro grandi nemici:
Primo tra tutti le Corporation, le multinazionali che sottomettendo l'etica dei popoli finalizzano le loro attività al lucro e alla speculazione depredando le risorse naturali per la vita e inquinando non solo il mercato economico ma anche l'ambiente.
Secondo, le organizzazioni religiose, che con il potere dell'onnipotenza datogli dal dogma dello stare nel giusto portano all'omologazione e quindi al controllo, alla sottomissione e portando all'estinzione etnie con tradizioni secolari.
Terzo le ONG e le organizzazioni di soccorso che con il proposito dell'aiuto alle tribù "primitive"offrono nuove strategie per la colonizzazione. Condizionano la morale, o meglio la ricattano offrendo un rifugio sicuro, in tutta onestà e buona fede. Evito di parlare di quelle disoneste, quelle truffaldine, quelle che con la scusa della "bontà" o della carità cristiana producano centri di sperimentazione, dagli OGM ai farmaci e chiamandosi ONG deresponsabilizzano qualsiasi governo e qualsiasi azienda.
Quarto nemico, i Governi, tutti, per inteso anche quelli che si definiscono democratici. I politici sono ormai solo tutori degli interessi dei grandi capitalisti, strumento delle Corporation e non rappresentanza della volontà popolare che ormai è logorata dalla seduzione mediatica delle Corporation stesse che sanno far nascere bisogni non reali e vendere l'inutile per l'indispensabile.
Quattro sono anche le categorie di persone:
Primo "le persone moderne" che sono quelle inserite nei Governi, nelle chiese, nelle ONG, nei sistemi delle Corporation. Non si accorgono delle conseguenze delle loro azioni. Difendere il proprio benessere economico rende ogni azione giustificabile. Sono convinte che il resto del mondo debba basarsi sui loro modelli ed adottare i loro valori.
Seconda "i popoli tribali" che vorrebbero semplicemente essere "lasciati in pace", vorrebbero dire "non preoccupatevi per noi", "non ci interessa che voi ci ritenete primitivi" e invece si trovano sempre più spesso a dover sottostare a regole imposte da chi non fa parte della loro terra, o a scappare per sopravvivere.
Della terza categoria fanno parte quelle persone che dalla seconda vorrebbero diventare come la prima categoria. Da popolo tribale vorrebbero diventare "persone moderne" e con la scusa dell'emancipazione si troverebbero poi ad alimentare lo stesso sistema economico sciacallo, a munirsi delle stesse armi distruttive e a depredare in nome dello sviluppo.
Nel quarto ed ultimo gruppo c'è l'uomo che vive nel primo gruppo e riscontrando aspetti positivi e negativi del proprio modello vi si oppone. Cerca di assumersi la responsabilità delle proprie scelte, tenta di informarsi e di aumentare la propria consapevolezza in sostegno dell'ipotesi che un altro modello di vita è possibile. Si oppone all'omologazione tra gli individui, è in difesa della libertà dell'informazione e pone la cultura al posto più alto dei propri valori. Questo individuo vuole difendere la diversità e quindi gli appartenenti al secondo gruppo dall'ingordigia del primo e dall'ambizione del terzo. Vuole difendere se stesso e le generazioni future dalla legge del più forte che porta solo alla distruzione.
Sviluppo dell'analisi
A questo punto abbiamo solo due alternative per il nostro futuro. La prima è quella dall'omologazione globale controllata dalle Corporation in nome della speculazione.
Possiamo simulare dissensi affascinanti, propagandare contro-informazioni persuasive, manifestare la nostra frustrata ribellione con rabbia istintiva o programmata e sentirci più vicini a noi stessi ma resteremo comunque pedine del sistema che non accettiamo, che ci sottomette, che non ci rende liberi se non adottiamo un codice etico coerente e rigoroso.
La seconda è quella del rispetto delle diversità e la salvaguardia dell'ambiente in nome della sostenibilità del pianeta e del rispetto dei diritti umani fondamentali e della giustizia sociale e non individuale.
Possiamo informarci, studiare, incontrarci e parlare. Dovremmo imparare a condividere le risorse e partecipare nella vita sociale con rispetto ed entusiasmo.
Ovviamente per sviluppare la seconda ipotesi devono unirsi la seconda e la quarta categoria di persone, ma la loro attuale capacità organizzativa, le loro strutture di difesa e di comunicazione sono troppo deboli per contrastare la potenza delle Corporation, dei Governi e delle organizzazioni religiose.
In quest'epoca abbiamo solo una speranza: Internet .
Internet ovviamente non basta, serve coraggio, creatività e soprattutto non bisogna perdere tempo.
Internet ci lega, ci fa trovare, ci unisce. Internet permette di incontrarci, di parlare, di condividere e di partecipare. Internet supera i limiti del denaro e i confini dello spazio e del tempo.
Attenzione però, Internet è anche un potente mezzo di seduzione. È una sublime "arma di distrazione di massa". È controllo delle menti e un data base aperto alle aziende e alla polizia. Con Internet comprano le nostre paure rivendendoci i nostri sogni indossati da una bambola gonfiabile vestita di fard, botulino e silicone.
Ma resta l'unico mezzo a nostra disposizione.
Siamo la prima generazione in grado di debellare la Fame e le guerre dal pianeta. Possiamo farlo grazie alla nostra conoscenza, la nostra cultura, la nostra tecnologia e grazie ad Internet.
Il rischio è che siamo anche l'ultima generazione.
La crisi economica e il terrorismo mediatico offrono a chi ci governa facili vie di accesso per il controllo totale e la repressione più assoluta. Non ho dubbi in riguardo.
Penso che questi sono gli ultimi anni che abbiamo per salvarci, passati questi…si salvi chi può!
Quindi
E' necessario seguire delle regole sia nel collettivo ma soprattutto come individui. Una comunità è formata da individui e dai loro codici comportamentali.
Arrivati a questo punto della nostra vita dobbiamo scegliere. Possiamo decidere di sfruttare la situazione a nostro personale vantaggio fino a che dura, fino a quando c'è la possibilità di depredare o fino a quando non arriva qualcuno più forte ad ingoiarci oppure cambiare la situazione per il vantaggio della collettività, creando delle regole nel rispetto delle comunità.
Possiamo scegliere quale categoria far parte.
Scegliamo di difendere la nostra vita, il nostro pianeta e le generazioni future. Assumiamoci la responsabilità delle nostre azioni. Facciamo attenzione come spendiamo il nostro denaro e il nostro tempo. Il voto non conta più niente. Non siamo cittadini, ma solo consumatori, o meglio "clienti".
Dobbiamo essere uomini nuovi e creare uomini nuovi. Dobbiamo intraprende la strade di una "nuova evoluzione", scegliendo alimenti biologici, trattando i rifiuti in modo civile, muoverci con mezzi ecologici, dedicarci alla conoscenza e alla condivisione……..Dobbiamo essere uomini nuovi se vogliamo intraprendere la strada di una evoluzione nuova, ci vuole la "Ri-Evoluzione"
La Ri-evoluzione
Parlo di Ri-evoluzione perché è proprio di un nuovo modo di interpretare l'evoluzione dei popoli di cui abbiamo bisogno. Ci tengo a distinguere questo nuovo fenomeno dalla "rivoluzione" perché non si basa sulla violenza o la rimozione coatta dei poteri. Credo che l'uomo che si dedichi alla "rivoluzione" sia sconfitto in partenza, il nemico è troppo più forte, violento, organizzato, ricco, potente e la sua capacità di comunicare false informazioni e quindi di impedire l'espansione del fermento rivoluzionario è troppo persuasivo e subliminale per sperare in una minima vittoria.
La Ri-evoluzione è del tutto pacifica ed è costituita dalle scelte del singolo che con la sua capacità di condivisione influenza l'attitudine delle abitudini delle comunità in cui vive.
La Ri-evoluzione vede in primis l'uomo e la sua identità. La sua capacità di approfondire e di capire. La sua voglia di protezione e speranza. Il singolo individuo che rispondendo ai suoi perché sceglie la strada da percorrere. E' il singolo che crea la comunità e non il contrario.
I cambiamenti devono partire dal basso, perché è chi vive ai primi piani della scala sociale che soffre il sistema. Chi vive ai piani alti non ha interesse di cambiare e quindi non ci si può aspettare che politici o imprenditori facciano gli interessi di altri, a meno che gli "altri" non dimostrano di voler "un altro consumo".
Non siamo più cittadini, ma consumatori. I politici non sono rappresentanti dei cittadini, ma tutori degli interessi economici delle aziende che sostengono il loro potere con la propaganda sui mezzi di informazione e nei tribunali. Quindi, noi consumatori, dobbiamo dimostrare di volere altro. Dobbiamo solo dimostrare che vogliamo acquistare un energia pulita e rinnovabile prima della macchina nuova, che vogliamo acquistare materiali ecologici prima di abiti di marca, dimostriamo che per noi è un problema la differenziazione dei rifiuti e non chi ha comprato il Milan quest'anno…e poi che si arricchiscano pure, ma almeno non lo fanno sulla nostra pelle.
Codice Etico – Decalogo del Ri-evoluzionario
Provo a fare un gioco, tento di descrivere in dieci punti quali dovrebbero essere i "dieci comandamenti", le dieci qualità fondamentali per il ri-evoluzionario.
Il Ri-evoluzionario deve essere un uomo nuovo, che dall'esperienza del passato e per la sua sensibilità al presente si prepara al futuro con un "idea" di vita da perseguire con rigore e disciplina, onestà e coraggio, forza e amore.
La prima qualità è il concetto di unità. Unità come condizione fondamentale per la difesa e la sopravvivenza di una ri-evoluzione e per il trionfo di un idea. Un idea che non può trionfare, per giusta che sia, se coloro che credono in essa non si uniscono per difenderla insieme. L'unità è condizione determinante per la vittoria e per la difesa della ri- evoluzione. Solo difendendo l'unità si può preservare il popolo dal virus. Trovate un gruppo, una comunità che vi somigli, che porta la stessa idea e occupatevi di tenerla unita. Se vi delude date le vostre spiegazioni, cercate il confronto e il miglioramento e se non dovesse esserci la sintonia giusta andate alla ricerca di un'altra comunità. Se non trovate la comunità giusta per voi, createne una, non importa che sia grande, l'importante è che esista.
La seconda qualità è l'Etica. L'etica è la ragion di stato. L'etica è una qualità imprescindibile della ri-evoluzione. L'agire politico deve escludere il principio secondo il quale il fine giustifica i mezzi. Non si può raggiungere un obiettivo a qualsiasi prezzo. Non c'è autorità morale se manca l'etica.
L'Etica è tutto per il Ri-evoluzionario. E' il Dogma che si è scelto. E' l'uomo che sceglie in cosa credere e non un Dio qualsiasi creato da altri uomini.
Al terzo punto ho annotato il "disinteresse". Il distacco per le cose materiali. Il Ri-evoluzionario non vuole tributi, è indenne da vanità. Dimostra una generosità disinteressata che si esprime nella solidarietà intesa come dovere, non come arma di influenza politica. Una generosità che non scambia la dignità e l'indipendenza di nessuno con i beni materiali, per questo non scende a patti con il loro diritto di essere libero e non si arrende alla seduzione delle Corporation-religioni-governi.
In quarto luogo, la coerenza. La ri-evoluzione deve essere coerente con la sua etica. Non c'è idea che superi la ragion di stato e viceversa. Un ri-evoluzionario non mente ed agisce sempre da non provare vergogna. Le sue azioni sono in coerenza con il suo pensiero.
Il quinto punto è senza dubbio l'esempio. Non si può chiedere ad altri qualcosa che noi non siamo disposti a fare. L' unico privilegio che si possa conferire ad una carica pubblica è un sacrificio maggiore. Dare l'esempio significa avere autorevolezza. Non si può restare indietro e mandare avanti gli altri, perché poi non si saprebbe coma guardarli negli occhi.
Il sesto appunto è la verità. La verità è l'arma. È la condizione per essere rispettati. La ri-evoluzione non deve mai ammettere di aver mentito. La verità e la sua conoscenza è l'unico modo per poter scegliere e per poter essere liberi. La teoria vuole che il popolo conosca, nel bene e nel male e che non ci siano mai, mai, segreti di stato. La trasparenza di chi ricopre una carica. L'ammissione di un errore o di una colpa. La verità sempre e comunque è condizione per essere rispettati e per poter scegliere liberamente.
Sette: "il dovere di un ri-evoluzionario è di imparare. Un ri-evoluzionario considera lo studio un dovere, non un simbolo di emancipazione o peggio un passatempo o un hobby. Non c'è presente senza memoria. Non c'è futuro senza cultura.
All'ottavo punto ho annotato "il rigore personale" che spinge il rivoluzionario alla perfezione non come vanità personale ma come dovere verso le proprie responsabilità. Si dice spesso che molte cose fatte o scritte da grandi uomini siano restate anonime o firmate da altri, non per mancanza di lealtà ma per non cadere nella referenzialità. Mi è capitato spesso di pensare che se una cosa è giusta, è importante che venga realizzata e non chi la compie.
Un altro pensiero che ho annotato è che "una sconfitta non è tale fino a quando non la si accetta". Il Ri-evoluzionario deve credere in ciò che fa. Ci crede perché si è documentato, perché ha scelto e perché si è confrontato. Non prende decisioni perchè qualcuno più carismatico lo ha plagiato, il ri-evoluzionario non ha leader ne tanto meno capi. Decide quotidianamente quali sono le scelte più sagge da compiere e nessuno può convincerlo del contrario, se non la sua stessa conoscenza delle cose. Il ri-evoluzionario non si arrende perché una nuova evoluzione della sua vita è la sua scelta di vita.
Al nono punto ho annotato " L'aspirazione della giustizia per tutti". C'è chi aspira alla giustizia solo per se, e combatte per la sua ricchezza, per raggiungere una meta personale. C'è chi pensa alla giustizia per la sua famiglia o per le persone più vicine, o per il suo popolo che è già molto, ma è necessario condividere la ricerca della giustizia universale.
La giustizia è tale se è destinata a tutti, altrimenti diventa avidità, egoismo e genera disparità, intolleranza e violenza.
Il concetto di giustizia deve essere universale.
Difendere i diritti di una categoria a discapito di altre diventa un privilegio.
Il nostro tempo ci permette di lottare solo quando siamo costretti, solo quando vengono offesi direttamente certi nostri diritti e ciò ci rende non solo ridicoli ma anche deboli. Se non difendo un mio concittadino non posso pensare che in seguito lui difenda me. Ma questa è solo una mia idea.
Bisogna avere il coraggio delle proprie idee. Perché un idea, se giusta può molto più di un esercito.
Come decimo ed ultimo punto ho annotato "l'assenza totale di odio verso qualsiasi persona". Il Che disse che la rivoluzione è una profonda opera d'amore. L'unico sentimento d'odio è quello verso l'ingiustizia, il razzismo, lo sfruttamento, mai verso le persone anche se sono le artefici di tali atti o nemici da combattere. L'idea è che non si devono giustiziare coloro che sono semplici strumenti, perché ne sorgeranno altri, ma si deve sconfiggere l'imperialismo, l'egoismo, la superficialità, l'ignoranza che li ha creati, armati e sostenuti.
CONCLUSIONI
Le multinazionali non sprecano denaro in ricerche per combattere malattie. Cosmetici e pillole dimagranti rendono molto di più di un vaccino contro la malaria destinato a paesi poveri.
Credo che il primo passo da fare è quello di un consumo critico.
Smettere di accumulare rifiuti e cominciare a differenziarli. Nopn comprare più l'acqua in bottiglia. L'acqua è un diritto non una merce.
Scegliere, o quantomeno esprimere la preferenza per le energie rinnovabili, e per gli imballi ridotti.
Il secondo è quello di cercare informazioni altrove, non solo in tv o sui giornali scritti per e dagli sponsor.
Il terzo è quello di condividere il proprio stile di vita e partecipare alla vita sociale.
Il quarto di darsi delle regole etiche di condotta e tenersi in allenamento costante per rispettarle.
E soprattutto smettere di lamentarsi e di dare la colpa a qualcun altro dell'andamento delle cose.
Bisogna assumersi la responsabilità del futuro.