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33 ore



Last Updated: 11/22/2009

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April 23, 2009 - Thursday 
Recensione sul portale SentireAscoltare:
http://www.sentireascoltare.com/preview.php?s=review&review_id=2772

Quando Vieni

33 Ore

Garrincha Dischi

Il contenuto e la forma piacevolmente avvinghiati. Canzone d'autore, certo, ma alla maniera di Marcello Petruzzi, di professione musicista. Uno che nei Caboto frequentava tecnica e preziosismi e nei Franklin Delano affinava stile e melodia, in previsione di un progetto solista quasi inevitabile.

33 Ore: saliscendi melodici appiccicati a un jazz in pillole, ad arrangiamenti minimali ma raffinati (ottoni, archi, wurlitzer, batteria, chitarre, tastiere, la strumentazione), ma soprattutto a un presente autobiografico ancorato profondamente al passato. Quello dello stesso Petruzzi. Sembra evidente in brani come Diventi nuvola, con le atmosfere rarefatte e la disillusione à la Piero Ciampi che traspare da ogni dove. Tanto che viene da pensare che il Nostro abbia perfettamente appreso le dinamiche alla base del lavoro dei cosiddetti “cantautori”, sintetizzate a dovere in quell'irrefrenabile desiderio di liberare sullo spartito i vuoti dell'esistenza e le sue contraddizioni. Il tutto senza filtri che garantiscano l'anonimato e con il rispetto per la materia che ogni buon neofita dovrebbe sempre dimostrare. Un'innocenza nascosta dietro alle andature a singhiozzo e nei ricordi malinconici della title track, confusa nel battere morbido di Un nome, mascherata dalle inquietudini di Per quando mi mancherai, cullata dagli archi di Gennaio, sottolineata dal blues di Gioca.

Dovessimo contestualizzare la musica di 33 ore, ci affacceremmo probabilmente sugli anni sessanta, epoca di crooner in bianco e nero dalla spiccata eleganza e i significati profondi, da cui il Nostro riprende il mood e il coraggio per una scrittura ricca di particolari. Soppesati, magari, da un Nick Drake periodo Bryter Layter capace di collezionare rime di spessore su tablatures originali e di farsi rapire dalle strutture ariose della musica. Insomma, segni distintivi di una proposta già matura in cui le potenzialità di una parte musicale plastica e multiforme si sommano al carattere introverso della poetica. Per dar vita all'ennesimo disco di valore in un inizio 2009 a dir poco sorprendente.

(7.5/10)

Fabrizio Zampighi





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Snowdonia

 
Siamo curiosissimi di sentirlo! Potremmo fare uno scambio con i Maisie, come si faceva ai bei tempi!
 
 
Posted by Snowdonia on April 24, 2009 - Friday - 12:55 PM
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