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Last Updated: 12/21/2009

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Sunday, April 19, 2009 
Oltre il muro: Una canzone a 30 anni dalla Legge Basaglia


Scrivo con estrema gioia questa recensione riferita alla serata finale che si è tenuta il 18 Aprile 2009 all'OFF di Modena.
Da una straordinaria idea del Dott.Gaspare Palmieri, in arte Gappa, è nato il concorso per band ed autori che ha visto la sua conclusione ieri sera, nella nostra città.
Incontrai Gappa in quel di Zocca lo scorso anno e ogni volta che la musica si avvicina ad un altra delle mie passioni e viceversa, mi nascono delle idee.
E' così bello e a volte utopistico il mondo delle idee realizzabili, che quasi appare impossibile avere poi alla fine una tale gioia da condividere con tutti coloro che hanno messo qualcosa di proprio per trasformare un' idea in un sogno che diviene realtà.
Lavorando ormai da diversi anni nel campo della riabilitazione psichiatrica, non appena Gaspare mi parlò dell'idea del concorso, mi apparve il volto di una ragazza molto giovane, che ascolta spesso Fabri Fibra, una ragazza che ascolta la musica dando importanza ai testi, ad ogni singola parola, come se in quelle parole ci fosse un pezzo di sé.
Una “studentessa” che ha il dono di sapere scrivere le emozioni. Così pensai che se le sue condizioni di salute glielo avessero permesso, avrei provato a scommettere su di un suo testo elaborato e poi in seguito musicato dal mio caro collega musicista/educatore Frank Paulis, arrangiata a dovere dalla sua band: i Namastè.
Cosi è nata “Il Muro”, canzone vincitrice del concorso.
Impiegherei forse troppa carta per raccontare ogni piccolo passo per costruire un’ impresa di tale portata. E' un esperienza dolorosa quella di rendere pubbliche le parti più sofferenti della nostra esistenza, ma altrettanto curativa è l'esperienza di vedere la gente attorno a te orgogliosa e felice, perchè per un giorno l'espressione della sofferenza e del tormento sarà condivisa e compresa da molta più gente di quanto ognuno di noi sia in grado di immaginare. Questo dona la sensazione di non essere poi così soli in questo mondo.
Le sei canzoni finaliste, differenti per generi, ma centrate sull'unico tema della sofferenza psychic,a vissuta troppe volte nei 'luoghi chiusi' della nostra anima o della società, erano tutte egualmente meritevoli di attenzione e di gradimento, in un confronto tutt'altro che equo, vista la presenza di band emergenti al fianco di artisti più attivi nel panorama musicale modenese.
Uno su tutti Tommy Togni che ha proposto “Nesso Sconnesso”, uno dei momenti più elevati, musicalmente parlando, della serata. Del resto Tommy è da sempre in grado di trasmettere nella sua musica l'arduo compito dell'esistere e le bizzarrie del vivere quotidiano. E personalmente ritengo “demenziale” che sia ancora così “chiuso” nella nostra realtà locale.
Interessanti tutte le performance della serata: Padre Guttierrez con il brano “Come un matto”, Maurizio Toffanetti con Alessandro Greggia alle tastiere hanno presentato “La Differenza” ed il “Manicomioufficio” dei Vanesia una band Rock fresca ed intelligente, che forse avrebbe meritato qualcosa in più.
Straordinaria la presenza da Mantova di Radio 180 ovvero LA VOCE DI CHI SENTE LE VOCI che ha animato l'intera serata. Una serata in cui ogni muro è stato completamente abbattuto, dove i confini tra normale e non normale, tra malato e curatore non esistono, ognuno porta qualcosa, fa dono dell'incontro con l'altro da sé e rompe il muro dell'indifferenza. Detta con la canzone vincitrice “...il muro lui da solo non avrebbe mai potuto dividere il mio mondo, da quello in cui vivi tu” perchè insieme a Gaspare Palmieri esiste un mondo di persone che ha trasformato in Arte il proprio mestiere.

Grazia Fraccon