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(DIRE - notiziario Sanita') Roma, 7 lug. - Una mozione per impegnare il governo a farsi promotore di una moratoria internazionale contro l'aborto e l'eugenetica. A presentarla la deputata del Pdl, Gabriella Carlucci. Questo il testo:
Mozioni:
La Camera, premesso che: il 18 dicembre 2007, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato, con una maggioranza amplissima, la risoluzione che chiede una moratoria internazionale sulla pena di morte, un decisivo passo avanti verso la completa affermazione di una cultura della vita e della sua difesa, in ogni parte del mondo; la scienza dimostra che la vita di un nuovo essere umano ha inizio nel momento della fecondazione e che l'embrione e' in potenza esattamente quello che sara' in atto, in quanto possiede gia' totalmente il suo patrimonio cromosomico e genetico. Tale patrimonio, detto genoma, e' un ½manuale completo di istruzioni per la fabbricazione e il funzionamento dell'intero organismo» ed e' esclusivo, unico per ciascun individuo; la scienza, anche grazie alle nuove ecografie tridimensionali, ci dice che il feto, in utero, ascolta, gusta i sapori, sente i movimenti, gli odori, percepisce dolore e piacere, forse anche sogna e ride, espressione quest'ultima, diceva Aristotele, propria solo del genere umano; l'articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'Onu del 10 dicembre 1948 afferma che ½ogni uomo ha diritto alla vita, alla liberta' e alla sicurezza della propria persona»; il comma 5 dell'articolo 6 del Patto internazionale dei diritti civili e politici approvato dall'Onu a New York il 16 dicembre 1966 ed entrato in vigore il 23 marzo 1976 (in Italia il 15 dicembre 1978) afferma che: ½una sentenza capitale non puo' essere pronunciata per delitti commessi dai minori di 18 anni e non puo' essere eseguita nei confronti di donne incinte»; nel preambolo della convenzione ONU sui diritti dell'infanzia si afferma: ½Tenendo presente che il fanciullo, a causa della sua mancanza di maturita' fisica ed intellettuale, necessita di una protezione e di cure particolari, ivi compresa una protezione legale appropriata, sia prima che dopo la nascita, saranno assicurate sia a lui che alla madre, una speciale cura e protezione, inclusa una cura prenatale e postnatale adeguata»; secondo l'Organizzazione mondiale della Sanita' ogni anno nel mondo sarebbero praticati circa 50 milioni di aborti, un numero di vittime innocenti pari a quelle provocate dall'intera Seconda guerra mondiale (1939-1945) considerato ½l'evento piu' distruttivo della storia umana». Ogni giorno nel mondo vengono praticati circa 126.000 aborti e in Europa, ogni 25 secondi, una donna abortisce; le statistiche, a livello mondiale, dimostrano che non e' la legge a fermare una donna che ha intenzione di abortire. Il tasso di interruzioni volontarie di gravidanza nei paesi che prevedono per legge questa possibilita' e' infatti uguale (e talvolta inferiore) a quello stimato nei paesi dove l'aborto e' praticato solo clandestinamente. A rivelarlo e' il piu' ampio studio condotto finora sull'argomento: un resoconto dettagliato (pubblicato su Lancet) sui numeri e sulle conseguenze dell'interruzione volontaria di gravidanza paese per paese dal 1995 al 2003, l'anno piu' recente per cui i ricercatori del Guttmacher Institute di New York e dell'OMS avevano dati a livello mondiale. Dallo studio emerge che non ci sono differenze tra l'Europa, dove l'aborto e' legale, ad eccezione della Polonia e dell'Irlanda, e l'Africa, dove invece e' clandestino praticamente in tutte le nazioni: qui nel 2003 gli aborti sono stati 29 per 1.000 donne incinte, contro i 28 delle europee; in Cina, dai primi anni Ottanta, e' entrato in vigore il programma di controllo delle nascite, che impone il limite di un solo figlio per famiglia. Ogni anno nel Paese asiatico pratiche illegali di pianificazione familiare avvengono in palese violazione dei diritti dei cittadini, attraverso migliaia di aborti e sterilizzazioni compiute contro la volonta' delle persone interessate; in India negli ultimi vent'anni, per una selezione di tipo sessista, sono state eliminate, prima della nascita, milioni di bambine; in Corea del Nord si ricorre all'aborto selettivo, per eliminare in modo radicale ogni tipo di disabilita'; in Europa i Paesi con il maggior numero di aborti sono la Francia (210.669), il Regno Unito (194.353), la Romania (191.038), l'Italia (136.715), la Germania (129.650) e la Spagna (84.985). In Spagna il numero degli aborti negli ultimi dieci anni e' aumentato addirittura del 75 per cento, seguita dal Belgio con il 50 per cento ed i Paesi Bassi con il 45 per cento; nel nostro Paese la legge n. 194 del 1978, la quale afferma che ½l'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non e' mezzo per il controllo delle nascite», approvata ormai 30 anni fa, di fatto non solo non e' applicata in tutti i suoi punti, ma proprio perche' datata, non tiene conto dei progressi medici e scientifici avvenuti negli ultimi decenni; appare ormai improrogabile, proprio nell'anno che celebra il sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo dell'ONU, interrogarsi se tale carta sia davvero rispettata e se le pratiche abortive non siano state (e lo siano tuttora), invece, utilizzate in molti Stati delle Nazioni Unite come mero metodo anticoncezionale, o come uno strumento di selezione eugenetica, razziale o sessuale, in violazione dei diritti del nascituro e dell'uguaglianza tra gli uomini,
impegna il Governo
a farsi promotore, presso le Nazioni Unite, di un documento ½per una moratoria internazionale di qualsiasi politica pubblica di discriminazione eugenetica e dell'uso dell'aborto come strumento di prevenzione delle nascite», per impedire che si diffonda come consueta una pratica che deve, invece, rivestire caratteri di assoluta eccezionalita', in considerazione del principio secondo cui ogni individuo, dal concepimento fino alla morte naturale, ha diritto alla vita, alla liberta' ed alla sicurezza della propria persona. Carlucci, Scalera, Aprea, Speciale, De Angelis, Di Virgilio, Zacchera, Barba, Holzmann, Giulio Marini, Mazzoni, Vessa, Barbareschi».
3:56 PM
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