Due
Voci dondolano nell’aria. Mi sfiorano, non penetrano. Le sento accarezzarmi l’anima come piume leggere. Diventano piombo all’improvviso. Esplodono dentro. Schegge dappertutto. Doppio gioco sul filo di lana. In equilibrio su lame taglienti e assassine. Respiro e soffoco. Mi nutro e vomito. Accolgo e respingo. Ci sarà mai una fine a questo assurdo e oscenamente comico ossimoro che è la mia vita? Un mano è stretta al cielo, l’altra stringe la terra. E l’anima resta sospesa tra le stelle e le pietre. Cinque dita costruiscono, le altre cinque distruggono. Un orecchio accoglie diecimila sinfonie, l’altro vuole rumore…o silenzio. Una bocca bacia, un’altra scopa. Un occhio vede, l’altro lacrima. Una gamba corre, l’altra fa marcia indietro. Divisa, tagliata, dimezzata, amputata, ambigua. Due. Due e centomila me riflesse in un’anima che è una e soffre l’ambivalenza cronica. Una ama, l’altra vuole bene. Una cede al vizio, l’altra è santa. Una uccide, l’altra genera vita. Una ama, l’altra odia.
Perché la vita è in due maniere, la parola è un’ala del silenzio, il fuoco ha una metà di freddo...
Voglio fiamme di ghiaccio e gelo che brucia…