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Come una bomba che implode in
pensieri, idee, frammenti di immagini, schegge di memoria come
proiettili, tutto ritorna a me e viene respinto di nuovo fuori, in un
crudele pastiche di esperienze.
Quando sono entrato nella
casa del piacere, non sono rimasto nella stanza dove vengono praticate
tecniche amatorie accettabili, secondo lo stile borghese. Sono entrato
nelle stanze che vengono tenute segrete, e mi sono chinato e disteso su
quei letti, sono entrato nelle stanze che vengono tenute segrete e che
loro considerano vergognoso persino nominare. Ma questa vergogna per me
non esiste. E perchè allora? Che genere di poeta e che genere di
artista sarei?
Sottomettersi
completamenteal servizio e al piacere del partner dominante è secondo
me la catarsi. Nel senso che ogni responsabilità viene ceduta. Ogni
mossa viene ordinata. Nessuna decisione è tua, dove esisti
esclusivamente al servizio e per il piacere di un altro uomo.
Certi sembrano pensare che
il mio lavoro derivi da un'espressione di orrore. ma in realtà non mi
ha mai interessato. E' che il piacere è impossibile da definire, e
sento che l'orrore occupa gran parte dello stesso territorio. Però,
insomma sono ottimista, per natura. Sono ottimista... su niente.
Sai, il fascino del cinema al
suo esordio è, a parte la concreta patina del tempo, è la coscienza
perfetta che stai comunicando con i morti. Cioè come chiunque viva
oggi, quella gente che tremula lì sullo schermo, non potrebbe mai
pensare alla propria morte; tutti immaginano di vivere per sempre, è
sempre l'uomo accanto ke certamente morirà.
Questa dolorosa incapacità
di portare avanti i rapporti, l'egoismo rischiesto dal mio lavoro non
lascia spazio alla mia parte emotiva. La tenerezza può in ultima
istanza manifestarsi solo nel movimento del pennello; persino questo
rimane invisibile: il contatto viscerale. Far scorrere la punta delle
dita lungo gli incavi della curva di una spina dorsale, la linea di un
femore, la piega di un tendine nel muscolo, l'odore. Violare, dissacrare, esaminare una persona dall'interno,
erotizzando il polsino bianco della camicia intravisto sotto un abito
scuro. La circonferenze, i solidi, il sacco di carne, soloborse di
frattaglie, intestini che ruminano, pieni di buoni vini e gonfi di cibo
pesante, cercando di creare una qualsiasi distanza tra me e
qualche...amante morto.
La realtà ha una natura
effimera, sedimenti spettrali. A volte l'ombra di un uomo e più
presente in una stanza di quanto non lo sia lui stesso. Il vuoto che si
allarga sul suo volto quando sogna ad occhi aperti è il vuoto della
morte.
Quando una cheletra è stata
levigata non è più possibile farla tornare allo stato grezzo; un fiore
che è stato raccolto ha un solo destino, per questo le puttane
considerano di cattivo auspicio ricevere fiori recisi, sanno ke
dovranno morire.
Quali atroci avversità riaccendono gli occhi di disperazione?
Sogno un amante violento, grosso quanto l'universo. Il suo corpo
chiazzato dalle ombre, mi schiaccerebbe nudo, in un bar mal
rischiarato, tra i suoi fianchi dorati. Un ragazzo di vita trasformato
in arcangelo.
Il mio amante sarà il mio assassino, o io il suo.
La solitudine, la mia unica vera compagna sarà sempre rivale di
qualsiasi amante. Il suo desiderio avido scaverà sempre un fossato tra
me e chiunque le contenda la mia compagnia. Ed io mi chiedo, sono forse
posseduta da un demome distruttivo?
E ogni volta l'incontro con
la morte. All'inizio l'attesa sembra interminabile, una forma temporale
inesprimibile. I secondi dilatati dall'aspettativa e sempre
interminabili.
George sta diventando
noioso... è una tragedia in attesa di rappresentazione. Mi ricorda il
mio caro amico Peter: come George era una punta troppo cessiva, una
specie di barzalletta ossessiva che nessuna trovava più divertente.
C'era una sorta di... inevitabilità, sempre inseguito dalla sua ombra.
Non c'è bellezza senza
ferite, Lucifero era il più bello di tutti gli angeli, questo fu il suo
difetto fatale: troppo simile al suo creatore.
Chi è capace di dimenticare il passato è condannato a morte e ripeterlo.
C'è un legame tra te e la caduta, così splendido e così costante.
In tutti gli incidenti
automobilistici ho visto gente distesa sulla strada, e la prima cosa a
cui pensi è la strana bellezza e la visione dell'evento, prima ancora
di pensare di fare qualcosa.
Dipende dalla sua natura insolita. Una volta ho assistito ad un
brutto incidente su una grande strada, e i corpi erano sparpagliati
intorno tra i vetri infranti: c'era il sangue e i vari oggetti e
difatto era strordinariamente bello. Credo che la sua bellezza
intrinseca fosse terribilmente inafferrabile, ma era dovuta alla
casuale disposizione dei corpi, al modo in cui giacevano, al sangue.
Ed eccoci la punto, non c'è
alcuna logica nel dolore: solo un pupo coperto di vesciche in fondo
alle mie budella, un banale senso di vuoto.
Il tempo non serve a lenire
il dolore, sono tutte cazzate. Diyer mi mancherebbe. Mi piacerebbe solo
un'altra notte rannicchiato sotto di lui, solo un'altra notte d'amore e
qualche altro giorno di tenerezza. Ma poi in fondo cosa rimarrebbe?
Solo un mucchio d'ossa, e qualche dente.
Tutto sta cadendo a pezzi: il sole si sta spegnendo, le stelle si
stanno spegnendo! E l'unica cosa certa nella vita è che tutto sta
cadendo a pezzi, tutto sta morendo.
* * *
10:23 AM
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