MySpace


NEVERLANDINVERNO.

Neverland. Punto.


Last Updated: 10/25/2009

Send Message
Instant Message
Email to a Friend
Subscribe

Gender: Male
Status: Swinger
Age: 99
Sign: Sagittarius

City: Isola
State: Bergamo
Country: IT
Signup Date: 1/18/2008
Monday, March 30, 2009 
Da leader dei

C.O.D., band di culto del rock italiano di fine anni '90, ad artista a tutto
tondo impegnato fra musica e pittura e sempre alla ricerca di nuove forme di
espressione: in occasione del suo concerto-esposizione al Castello Colleoni,
Emanuele Lapiana si racconta.


Tutti ti conoscevamo
come cantante dei C.O.D.; negli ultimi anni ti abbiamo visto impegnato da
solista; stasera ti riscopriamo anche pittore. Chi è Emanuele Lapiana?


E' un tipo normale.
Una persona come tante che si diverte a fare cose.



Qual è la differenza
fra il tuo approccio compositivo alla musica e quello alla pittura?

"Pittura"
mi sembra un termine eccessivo: io sono un incapace completo nel disegno, però
ho delle idee da esprimere e cerco di usare tutti i mezzi per farlo. Quello che
mi ha attratto della pittura è stato proprio la possibilità di esprimermi in un
modo diverso.


Sono da sempre un
appassionatissimo di musica per cui sono un consumatore e produttore di musica
molto consapevole, attento e misurato. Quello che mi affascina
dell'approcciarmi ad una forma di espressione come la pittura è proprio la
libertà che mi da il fatto di non saperne nulla che quindi mi costringe a fare
di necessità virtù e mi porta verso un'espressività più bambina, più innocente,
meno mediata da quelle che possono essere le mie conoscenze.



Il fatto, dopo anni
di militanza in una band, di avere ora una carriera da solista ti rende più
libero oppure ti pesa?

All'inizio l'ho
sofferto molto. Ho sospeso i C.O.D. perché stavano diventando una sorta di rifugio
per troppe cose ed io, in campo artistico, non amo le situazioni troppo
rassicuranti; preferisco cercare strade sempre nuove. Oltretutto ho amato
troppo l'esperienza C.O.D. per rovinarla piegandola alla routine. Per questo ho
cominciato a fare musica da solo e, mentre all'inizio ho sofferto il fatto
di  non avere più delle persone stabili
con cui condividere il progetto, ora mi sto divertendo molto perché questa
situazione mi da la possibilità di confrontarmi e collaborare con un sacco di
persone diverse e veramente valide dando ad ognuno la massima libertà di
esprimersi. Per esempio stasera ho con me, oltre ad un pianista eccezionale che
non ha suonato su "Mondo madre", anche un fotografo fantastico ed un
ragazzo che fa video.



Nel passaggio dai
C.O.D. al progetto N.A.N.O. hai comunque mantenuto una sigla come nome. Come
mai?


Semplicemente perché
ero un po' affezionato a questo fatto. Può darsi che in futuro cambierò e mi
chiamerò semplicemente Emanuele Lapiana o non so cos'altro.

Ho pensato di chiamarmi N.A.N.O. perché, essendo piccolo di statura, "nano" mi
hanno sempre chiamato, con accezioni e toni diversi, sia le persone che mi
vogliono bene che quelle che mi vogliono male. Per cui ho adottato questo nome
ed ho messo i puntini per ricordare da dove vengo, visto che come musicista
sono nato con i C.O.D. e quella band è stata la mia grande scuola, anche di
vita.



La prima volta che
vi ho visti dal vivo è stato ad un Arezzo Wave di una decina d'anni fa;
all'epoca eravate considerati da tutti la next big thing della musica
italiana. poi cos'è successo?


Prima di tutto è
successo che abbiamo sofferto troppo una serie di situazioni che si erano
venute a creare intorno a noi. Poi uno dei componenti originali dei C.O.D. ha
lasciato la band per andare a fare un lavoro normale, l'ingegnere, ed un altro
si è ammalato gravemente di una brutta malattia genetica per cui ci siamo
trovati io ed il bassista da soli; ma non solo soli senza nuovi musicisti: soli
senza i nostri amici con cui avevamo fatto tutta la gavetta e per noi, per il
modo in cui abbiamo sempre vissuto l'esperienza della band, è stato molto
difficile. A questo si è aggiunto il fatto che la nostra casa discografica ha
cominciato a rimangiarsi le parole su molte cose che avevamo deciso insieme,
per cui abbiamo deciso, con molta serenità, di allontanarci dal mondo delle
major e di non fare della musica il nostro mestiere ma di continuare a viverla
come una grande passione. Questo ci ha concesso di rimanere amici, ci ha
concesso un sacco di cose. non ci ha concesso di diventare ricchi e famosi
con la musica.


Questione di scelte,
quindi.


Questione di scelte,
si. Spesso ho sentito dire che io sarei stato in qualche modo boicottato dalle
case discografiche ma questo è vero solo in piccola parte. La scelta è stata
nostra. In tutti i mestieri ci sono dei compromessi da fare... noi abbiamo
scelto di non farne, di mantenere la passione e di non trasformare la musica in
un mestiere, forse anche perché non eravamo pronti ad affrontare un passo
simile con tutto ciò che comporta. Non eravamo degli animali da palco: eravamo
solo delle persone che amavano suonare.



In una canzone di
"Mondo madre" canti: "Lascia che io muoia perché possa
rinascere"; nell'ultimo album dei C.O.D. c'era una frase che diceva:
"la fine di qualcosa è l'inizio di qualcos'altro". Sembra che nei
tuoi testi ci sia un desiderio continuo di chiudere un capitolo e riaprirne un
altro.


E' vero. Infatti
tutta la mia storia musicale è stata contraddistinta da grandi cambiamenti.

Io sono una persona
che nella musica e nell'arte adora i cambiamenti. Poi magari a casa sono un
pantofolaio e nella vita di tutti i giorni sono abitudinario... però nell'arte
adoro il cambiamento e mi entusiasmo quando vedo delle cose nuove. Quella è la
mia benzina.



In "Mondo
madre" c'è anche una canzone che si intitola "Alienostro" in cui
giochi a rivolgere una preghiera ad un'entità superiore che, in modo forse un
po' provocatorio, viene identificato in un extra terrestre. che rapporto hai
con il soprannaturale?


Io sono convinto che
esista una dimensione sovrannaturale, qualcosa che va oltre l'uomo. Quello con
cui combatto e che mi fa sorridere è come l'uomo abbia costantemente il
desiderio di rendere le cose che non capisce simili a se stesso. In questi
ultimi anni ho avuto la fortuna di girare molto il mondo ed ho visto come, in
ogni luogo, le religioni facciano da collante sociale e si nutrano della
società portando ad un ridimensionamento del sovrannaturale e spesso ad un
utilizzo della religione come strumento di potere.


Quello è l'aspetto
della religione che non mi piace. Tutto il resto invece mi interessa molto.



Nelle tue canzoni
c'è sempre una certa disillusione nei confronti di quella che è la realtà.


Io in realtà sono
una persona molto solare ed entusiasta nella mia vita quotidiana. Il fatto è
semplicemente che mi viene da scrivere musica quando sono un po' giù o quando
vedo qualcosa che mi fa arrabbiare.


Scrivo molto ed
uno dei miei prossimi obiettivi sarà riuscire a scrivere una bella canzone
allegra perché io, nella vita normale, sono veramente allegro e solare, anche
se i sentimenti che mi stimolano la scrittura sono altri.



Dopo la pittura e la
musica, ti manca solo la letteratura. Ti vedremo mai scrivere un libro?


Nel libretto
dell'ultimo disco ci sono già allegati, oltre ai disegni, anche dei racconti.

Scrivere mi piace
molto e sono intimamente convinto che sia la cosa che mi riesce meglio. Anche
perché la gran parte dei complimenti che ricevo riguardano i miei testi più che
la musica. Per cui... perché no? Può darsi che in futuro scriverò anche
qualcosa. Come ti dicevo prima, a me diverte molto fare cose nuove.



Come ti sembra il
posto che ci sta ospitando?


Bellissimo. Sono
veramente entusiasta e sono venuto molto volentieri qui anche se questo per me
è un momento di riflessione in cui sto lavorando su dei pezzi nuovi. Ho deciso
di mettere insieme la situazione che porterò sul palco stasera proprio perché
mi piaceva l'idea di suonare in questo castello e perché i ragazzi
dell'organizzazione sono proprio dei tesori. Io, quando trovo di fronte a me
persone appassionate come loro, mi appassiono a mia volta.



Un'ultimissima
domanda: visto che hai parlato di pezzi nuovi. cosa ci dobbiamo aspettare dal
futuro?


Non saprei proprio.
Quello che sto cercando è la semplicità. Ho intenzione di produrre qualche
canzone con piano, voce e chitarra per poi scegliere le migliori e metterle
nelle mani di qualche produttore esterno perché sono stufo di occuparmi di
tutto e quindi non mi occuperò più della produzione artistica dei miei lavori.