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Last Updated: 10/20/2009

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Saturday, March 25, 2006 

Category: Music
(Epitaph, 2006)



Cattivi, polemici, incredibilmente bravi. I From First To Last escono con "Heroine", il loro secondo album, e riescono ancora una volta a cambiare i canoni del loro lavoro. Infatti, quasi in controtendenza rispetto a gran parte delle band "concorrenti", decidono di complicare l'ascolto del loro album abbandonando strutture troppo orecchiabili e melodie dirette per delle atmosfere di quantomeno pari bellezza ed impressione. Il suono pi monumentale, pomposo, ragionato, come se parte della rabbia fosse stata sacrificata, in un momento di lucidit, per colpire meglio, con pi precisione e potenza. Un lavoro solido, difficile da smontare e raccontare, forse perch pi viscerale e personale; le atmosfere sono pesanti, insostenibilmente grigie ed affascinanti per la loro elaboratezza ed originalit (quest'ultimo, obiettivo dichiarato e pienamente raggiunto).
"Mothersound", il pezzo d'apertura, non tenta nemmeno di fare da tramite tra il precedente e fortunatissimo lavoro "Dear Diary, My Teen Angst Has a Body Count" se non nel testo, nel quale l'appena 19enne Sonny Moore canta, con la sua voce pi unica che rara, la sua frustrazione per l'odierno mondo musicale ad una immaginaria dea o musa del suono e della buona musica. La traccia si conclude con una rapsodia di scariche di chitarra elettrica apparentemente impazzita ed isterica, di grande impatto e bellezza sonora come puramente tecnica; parte poi subito "The Latest Plague", che con il suo incipit elettronico veramente accattivante presenta il primo singolo dell'album, per il quale gi disponibile un video sul sito della Epitaph. Uno dei pezzi migliori sicuramente "World War Me": tre minuti farciti di cambi di ritmo, melodie struggenti, lamentose e cattive che introducono un ritornello dove chitarre e voci creano dissonanze-assonanze continue che disorientano l'ascoltatore e che, anche da sole, riassumono benissimo il senso generale dell'album.
Curioso ed inquietante anche il settimo pezzo, "The Crows Are Coming For Us", nel quale il cantante si mette nei panni di un condannato a morte con Ges e gli parla nei momenti di agonia con una voce che in un tratto di canzone viene tanto modificata da sembrare veramente diabolica. Decisamente pi di facile presa "The Leavy", che grazie alla sua inconsueta struttura fatta quasi solo da ritornelli forse la pi orecchiabile nei primi ascolti dell'album, mentre "Goodbye Waves" accontenter anche gli amanti di sonorit pi tranquille con il suo lento, ininterrotto arpeggio cantato continuamente a due voci che produce l'effetto di rilassare, cullando l'ascoltatore come le onde del mare della metafora che racconta, almeno fino a quando non irrompe un'ondata di effetti elettronici che, come con delle martellate, "rovina" tutto fino alla fine della traccia.
Interessante anche "Waltz Moore", una canzone quasi autobiografica del cantante Sonny Moore, che probabilmente racconta la sua vita nel periodo nel quale, solo pochi mesi fa, si operato alle corde vocali per un piccolo nodulo che lo ha tenuto lontano dai microfoni per un po' (ecco svelato il mistero sul perch non si sente la sua voce nel pezzo natalizio "Christmassacre" presente nella "Taste Of Christmas" Compilation). L'album chiude con "Heroine", potente e sofferto lamento dove le vocali di ogni parola sono esasperate ed accompagnate da un ritmo quasi ossessivo che lascia il posto, a met pezzo, ad una lunga outro che sembra messa apposta per permettere di riposarsi dopo un ascolto di intensissimo e fresco emo-core.
Di interesse, per comprendere meglio l'intelligenza che questi giovanissimi ragazzi mettono in ogni aspetto della loro musica, anche notare come "Heroine" sia una parola con due significati contrastanti, a seconda di come viene letta: uno, inteso come droga, ha carattere negativo, e l'altro, inteso come eroe al femminile, positivo.
L'album rappresenta infatti sicuramente un esempio di bravura sotto ogni punto di vista: tecnico, esecutivo, per intrattenimento ed originalit. Fondamentale in tutto questo stata la supervisione di un produttore come Ross Robinson (gi al lavoro con Slipknot, Korn, At The Ddrive In, Glassjaw e Sepultura) e l'aiuto al basso di Wes Borland dei Limp Bizkit, in attesa di un bassista fisso. Il lavoro non esattamente di facile ascolto (per non parlare dell'esecuzione), soprattutto per chi abituato all'ormai vecchio sound del gruppo, ma sicuramente merita di essere accuratamente ascoltato prima di esprimere un giudizio, positivo o negativo che sia.




Provenienza:
Albany, Florida, U.S.A.
Genere:
post hardcore, nu emo-core

Line-up:
Sonny Moore (voce)
Matt Good (chitarra, voce)
Travis Richter (chitarra)
Wes Borland (basso)
Derek Bloom (batteria)

Registrato a
RadioStar Studios di Weed, California, U.S.A.

Sito Web
www.fromfirsttolast.com