SOTTOGENERI DEL ROCK PROGRESSIVO
(Fonte Wikipedia)
Progressive sinfonico e romantico
Progressive sinfonico e progressive romantico, entrambi sviluppatisi nella prima metà degli anni '70, non sono sinonimi, ma sono strettamente legati. Il primo è caratterizzato dall'essere la corrente prog che più fa affidamento alla musica classica, il secondo dall'avere delle sonorità particolarmente dolci, che non necessariamente sono raggiunte tramite un'approccio classico. Basti confrontare The Tubular bells di Mike Olfield e Rain Dances dei Camel per rendersi conto dell'enorme differenza.
Il motivo per cui queste correnti sono trattate insieme è il fatto che sono state sviluppate principalmente dai medesimi gruppi, che in maniera differente hanno attinto dalla tradizione classica: ELP e Renaissance hanno riproposto intere composizioni classiche in chiave rock; Genesis, Yes, Camel e Van der Graaf Generator ne hanno ripreso le strutture copositive, i Gentle Giant molti passaggi in stile barocco. Questa corrente raccoglie i più importanti gruppi progressive, quelli che hanno anche riscosso il maggiore successo commerciale.
In questo contesto la tastiera è l'elemento fondamentale: virtuosisti come Keith Emerson, Rick Wakeman, Tony Banks, Kerry Minnear o Vittorio Nocenzi diventano figure fondamentali nelle rispettive band. Essi, come già detto, fanno largo uso di moog, minimoog, sintetizzatori, piani elettrici e soprattutto del mellotron, capace di ricreare sonorità preregistrate di archi, fiati e cori. In realtà molte formazioni non si fanno mancare strumenti classici veri e propri, se non addirittura intere orchestre. Suite come Supper's ready dei Genesis, Tarkus e Karn Evil 9 di ELP, Lizard dei King Crimson, A plague of lighthouse keepers dei VdGG, The Snow Goose dei Camel, Close to the edge e Awaken degli Yes o Il giardino del mago del Banco del Mutuo Soccorso sono capolavori esemplificativi di quanto detto.
Tra i principali artefici di questa corrente vi sono i Genesis, che realizzano un rock suonato secondo partitura, battuta per battuta, allo stesso modo della musica classica. I testi sono fantastici e surreali, e le loro esibizioni sono degli autenti spettacoli teatrali, con Peter Gabriel che tramite maschere e travestimenti recita album come Nursery Cryme, Foxtrot, Selling England by the Pound.
Anche gli Emerson, Lake & Palmer sono tra i principali esponenti del progressive sinfonico: Keith Emerson, con il suo bagaglio di studi classici, ripropone in chiave rock opere come Pictures at an Exhibition, rivisitazione di Quadri da un'esposizione di Modest Petrovič Musorgskij, alternate alle romantiche ballate di Greg Lake; il tutto sostenuto dall'eccezionale sezione ritmica di Carl Palmer.
Altra pietra angolare sono gli Yes, tra i maggiori gruppi progressive in assoluto: esssi propongono un mix di tecnica, creatività compositiva e citazioni classiche che sintetizzano la maggior parte degli elementi caratteristici del prog, portato a livelli di eccellenza. La formazione classica a cinque, che comprende la particolarissima voce di Jon Anderson, la chitarra di Steve Howe e le tastiere di Wakeman, produce pietre miliari come Close to the Edge, Fragile, Relayer o The Yes Album.
Anche i King Crimson rappresentano un punto di riferimento in questo ambito: grazie soprattutto al chitarrista Robert Fripp, la band realizza In the Court of the Crimson King, uno degli album più rappresentativi dell'intero panorama progressive.
Degni di nota sono i Gentle Giant ed i Van der Graaf Generator: essi fanno uso di un'ampia gamma di strumenti, ed in particolare i secondi si distinguono per le ardite e dramnmatiche esecuzioni all'organo e al sax. Ma è il cantante Peter Hammill la figura più importante dei VdGG, che con una voce straordinaria e testi ricercati si dimostra una delle figure più importanti del genere. Tra le grandi voci del prog vi è anche Annie Haslam dei Renaissance, gruppo che similmente agli ELP rispopone in chiave moderna brani classici.
Vi sono inoltre i Camel, che propongono un progressive romantico di altissimo livello, grazie anche alla chitarra di Andrew Latimer.
La scena di Canterbury
Uno dei filoni più prolifici del progressive inglese, collegato ai gruppi fioriti attorno alla cittadina di Canterbury, nella contea del Kent. Caratterizzata dalla contaminazione col jazz e da atmosfere più lisergiche e sobrie, la scena si sviluppa a partire dalla formazione embrionale dei Wilde Flowers, da cui provengono quasi tutti i suoi principali esponenti. In essa figurano infatti Pye Hastings, Richard e Dave Sinclair, che formeranno i Caravan; vi sono poi Kevin Ayers e Robert Wyatt, fondatori dei Soft Machine, nei quali figura anche Daevid Allen, chitarrista che sarà leader dei Gong. Testimonianza di quel periodo è il quadruplo album Canterburied Sound, edito dalla Voiceprint nel 1998.
I primi di questi ad avvicinarsi al progressive, nel 1968, sono i Soft Machine, con Volume one; album contaminato ancora da beat e psichedelia, ma comunque significativo. Il sound canterburyano si comincia a palesare con Volume two, del 1969. Le porte del progressive, però, sono varcate l'anno sucessivo con Third, il capolavoro del gruppo. Il disco contiene lunghe esecuzioni, perlopiù strumentali, largamente influnezate dal jazz. Si tratta di un sofisticato jazz-rock ad elevato contenuto tecnico, che spiana la strada ai sucessivi Fourth (1971), Fifth (1972), Six (1973) e Seven, dello stesso anno. Il gruppo continuerà con altri lavori nello stesso stile, anche dopo l'abbandono di Robert Wyatt dopo Fourth, il quale si fonderà i Matching Mole. Questi producono Matching Mole e Little Red Records, emtrambi del '72. Ma è dopo l'incidente che gli causerà la perdita dell'uso delle gambe che Wyatt realizzerà Rock Bottom, prodotto da Nick Mason, che è il suo capolavoro.
Per quanto riguarda i Caravan, essi realizzano un prog più romantico e dolce rispetto ai Soft: se nel primo album il prog è quasi assente, con If i could do it all over again I'd do it all over you si delinea perfettamente. Ma è con In the Land of Grey & Pink (1971) che il gruppo entra nella storia del progressive. Questo lavoro raggiunge il cilmine con Nine Feet Underground, una suite di oltre 22 minuti dai toni fantastici. L'album è seguito dall'ottimo Waterloo lily ed un tour mondiale.
Oltre a queste formazioni, vi sono anche gli Hatfield and the North, che pubblicheranno due lavori di notevole interesse come l'omonimo album e The Rotter's Club. Nonostrante l'altissima qualità il loro successo comemrciale fu scarso, ed il gruppo si scolse nel 1977. La continuazione del gruppo da parte di alcuni suoi componenti prende il nome di National Health Canterbury, che produrrà ottimi album esclusivamente strumentali.
Per quanto riguarda i già citati Gong, sotto la guida di Allen essi producono un'eccellente space rock, che si discosterà però dal progressive.
Di Canterbury vi sono inoltre gli Henry Cow, ai quali si deve la nascita del movimento R.I.O. (Rock in Opposition). Essi però non abbracciano il sound canterburiano, ma saranno le fondamenta dell'avant-prog.
Altri gruppi che caratterizzano la scena di Canterbury sono i Delivery, gli Arzachel, gli Egg e i Khan.
Breve storia della Scena di Canterbury
Le origini della scena di Canterbury si possono far risalire ai primi anni '60 e all'incontro fra Robert Wyatt e Daevid Allen, che con Hugh Hopper formarono nel 1963 il Daevid Allen Trio. Quando a Daevid Allen, al rientro dalla Francia, non fu permesso di rientrare in Inghilterra per irregolarità dei documenti, il trio si trasformò nei Wilde Flowers.
Wyatt contribuì anche alla fondazione del gruppo probabilmente più influente della scena di Canterbury, i Soft Machine, di cui fu inizialmente batterista e in seguito batterista e cantante. I primi lavori dei Soft Machine rappresentano una fusione inedita di rock psichedelico e jazz; Third è spesso considerato il loro capolavoro e il brano Moon in June si può considerare uno dei pezzi più rappresentativi della scena di Canterbury nel suo insieme.
Dopo l'arrivo del sax contralto di Elton Dean, i Soft Machine iniziarono una parabola che li portò sempre più lontani dal rock in senso stretto e sempre più indirizzati ad un free jazz impeccabile quanto algido. Insoddisfatto di questa evoluzione, Wyatt iniziò una carriera solista con The end of an ear (1970), per poi lasciare definitivamente il gruppo. Nel 1971 fondò i Matching Mole, altro gruppo che contribuì in modo sostanziale alla storia della scena di Canterbury, pur pubblicando due soli album, entrambi nel 1972 (Matching Mole e Little Red Record). Mentre si iniziava a discutere di una rifondazione del gruppo con Mongezi Feza, Wyatt ebbe l'incidente che lo costrinse sulla sedia a rotelle e abbandonò, tornando a dedicarsi alla sua carriera solista con un altro album considerato uno dei capolavori del genere, Rock Bottom.
Altri gruppi di Canterbury della stessa epoca includono i Caravan, gli Henry Cow, gli Hatfield and the North. Quest'ultimo gruppo (noto da un certo momento in poi col nome di National Health) fu quello più direttamente legato alla tradizione dei Soft Machine; collaborarono sia con Wyatt che con Phil Miller dei Matching Mole. Il loro album The Rotter's Club (1975) viene da alcuni considerato uno dei capolavori del genere.
Un'appendice della Scena di Canterbury fu costituita dalla nascita del gruppo anglo-francese dei Gong. Il loro leader, Daevid Allen, era stato il primo chitarrista dei neonati Soft Machine ma, respinto alla frontiera dalle autorità britanniche, aveva deciso di trasferirsi in Francia, dove costituì i Gong. Questi si imposero per una musica molto particolare, dove la sperimentazione si fondeva con testi anarchici e dissacranti, una specie di dadaismo musicale che non aveva simili in Europa. Nonostante il gruppo nascesse e fosse attivo in Francia, i Gong (e i gruppi da essi derivati) sono considerati parte della scena di Canterbury a causa della continuità artistica che esiste fra i loro lavori e quelli dei gruppi dell'area dei Soft Machine.
Il rock progressivo italiano
Corrente del progressive svilluppatasi in Italia intorno all'inizio degli anni '70. Esso nacque in gran parte per imitazione dei gruppi britannici. Intorno alla metà del decennio l'Italia era uno dei paesi europei in cui il pubblico dimostrava maggiore interesse per questo genere; molte grandi band inglesi (per esempio Genesis, Van der Graaf Generator, Gentle Giant) furono scoperte dal pubblico italiano prima che si affermassero in modo deciso in patria. Di conseguenza i gruppi italiani progressive proliferarono; e se molti di essi rimasero fenomeni locali e furono poi dimenticati, altri (per esempio Le Orme, Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso e Osanna), divennero famosi in tutto il mondo.
Storia
Dal beat al progressive
Il panorama musicale italiano degli anni '60 presentava alcune idiosincrasie importanti rispetto a quello inglese o statunitense. Mentre all'estero il rock and roll lasciava il posto al rock e ai suoi sottogeneri (per esempio hard rock, rock psichedelico, e persino ai primi accenni di heavy metal), il pubblico italiano era più legato alla musica folk e al beat, e di conseguenza il rock nel senso britannico e statunitense non era preso come riferimento (se non sporadicamente) dagli artisti italiani. Il rock progressivo costituì un'importante eccezione a questa regola. I primi gruppi progressive italiani iniziarono a esprimersi intorno al 1970, quasi contemporaneamente ai primi gruppi britannici (si pensi che In the Court of the Crimson King dei King Crimson, spesso identificato come il primo vero e proprio album progressive, fu pubblicato nel 1969). In effetti, seppure con qualche idiosincrasia, parte della musica italiana era allineata con le tendenze evolutive d'oltremanica; già negli ultimi anni 1960 si stava sperimentando anche in Italia con le nuove idee del rock psichedelico, dell'art rock e via dicendo.
Se gran parte dei gruppi progressive italiani presero ampiamente spunto dall'emergente movimento britannico, in alcuni casi replicandone in modo evidente lo stile, in altri casi gli album d'esordio delle band italiane mostrano chiaramente il loro peculiare debito nei confronti del beat: un esempio in questo senso è Sirio 2222 del Balletto di Bronzo. Analogamente, alcuni artisti progressive italiani erano fortemente legati alla tradizione della musica italiana e del cantautorato; due esempi ben noti sono Alan Sorrenti e Franco Battiato.
Il progressive italiano degli anni '70
La maggior parte dei gruppi di progressive italiano esordirono nella prima metà degli anni '70. La loro produzione appare quasi sempre molto influenzata dal progressive britannico, e soprattutto dal rock sinfonico. I gruppi italiani riprodussero praticamente tutti gli stilemi del rock sinfonico britannico: brani lunghi e strutturati (suite), concept album, testi sofisticati con frequenti riferimenti alla mitologia, alla fantasy e al fantastico, contaminazione con la musica classica e grande enfasi sulle tastiere (che spaziano dal clavicembalo al moog e al mellotron), soluzioni ritmiche complesse, e via dicendo. Fra le principali influenze si possono citare i Genesis (ai quali si rifacevano in modo particolarmente spiccato i gruppi più melodici, come Premiata Forneria Marconi di album come Storia di un minuto o Acqua Fragile), i King Crimson e gli Emerson, Lake & Palmer (ampiamente citati dalla stessa PFM, da The Trip e molti altri), i Gentle Giant, i Van der Graaf Generator e i Pink Floyd. Vi furono tuttavia anche gruppi italiani che trassero spunto da sottogeneri del progressive diversi dal rock sinfonico; per esempio, nell'opera dei Picchio dal Pozzo o dei Perigeo si sente nettamente l'influenza dei gruppi della scena di Canterbury come Soft Machine e Gong. Ancora altre influenze si trovano in artisti atipici come Angelo Branduardi, la cui opera (non sempre classificata come progressive) traeva spunto dalla tradizione del folk celtico e della musica medioevale.
Come all'estero, anche in Italia il progressive classico conobbe il proprio declino alla fine degli anni '70. Sebbene i maggiori gruppi continuassero in genere a produrre album e potessero contare su un nucleo di appassionati fedeli, molti altri smisero la propria produzione poco dopo la metà del decennio (in qualche caso avendo all'attivo solo uno o due album) e oggi sono ricordati solo dagli appassionati del genere: si possono citare in questo senso Metamorfosi, Museo Rosenbach, La Locanda delle Fate, Biglietto per l'Inferno, The Trip, Osanna, Garybaldi. Fra gli artisti che produssero invece discografie ricche e ancora oggi distribuite sul mercato si possono citare per esempio Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso, Area,I Delirium Le Orme, i New Trolls e Battiato. Altri gruppi ancora sono rimasti celebri solo per qualche opera specifica; è per esempio il caso dei Goblin, noti soprattutto per aver composto la colonna sonora di Profondo Rosso e altri film di Dario Argento.
Avant-prog
In questa categoria rientrano gruppi dallo stile anche molto eterogeneo, per la maggior parte dell'Europa Continentale, la cui musica è solitamente più ostica, spigolosa e indirizzata alla sperimentazione di quella del resto del progressive.
Il 12 marzo 1978, a Londra, si tiene un festival dal nome R.I.O., acronimo di Rock In Opposition. Tale manifestazione è organizzata dagli inglesi Henry Cow, ed il suo obiettivo è spiegato da Chris Cutler, animatore dell'evento, che in un volantino distribuito durante l'esibizione scrive: "I discografici prendono le loro decisioni basandosi sul profitto ed il prestigio... essi hanno orecchie solo se si tratta di rubare denaro, cuori che pompano sangue di chi assassinano". Il testo si conclude con l'emblematica frase "L'indipendenza è un primo passo valido solo se seguirà una rivoluzione". L'obiettivo è quindi opporsi alla logica delle case discografiche creando una musica indipendente, lontana da obiettivi commerciali.
Oltre agli Henry Cow, al sodalizio aderiscono gli Univers Zero dal Belgio, gli italiani Stormy Six, i Samla Mammas Manna dalla svezia ed i francesi Etron Fou Leloublan. Tutti questi artisti, nonostante la diversità della musica proposta, hanno in comune una continua ricerca musicale ed un'impostazione di stampo jazzistico.
Nonostante l'evidenza dell'idea politica del contesto, i testi non ne vengono partticolarmente influenzati, in linea con la caratteristica propria del prog di non "contaminare" la musica con la politica. Il movimento si ritrovò in varie occasioni nei cinque paesi dai quali venivano i gruppi, e svanì nei primi anni '80.
Zeuhl
In Francia si diffonde invece il cosiddetto Zeuhl (che significa "celestiale"), lo stile ideato dai Magma, che incorpora elementi propri del free jazz e della musica di Bartók, Stravinskij e Carl Orff in un impianto progressive e fusion creando lunghe composizioni dall'atmosfera epica e misteriosa. Il gruppo francese, guidato dal suo leader Christian Vander, oltre che per la musica, sono innovativi anche sotto il profilo lunguistico: è loro l'invenzione del kobaiano, una nuova lungua usata nei testi delle loro canzoni.
Il primo album del genere è Kobaia (1970), in cui i Magma presentano Tempi dispari, intervalli di quinta diminuita e sequenze armoniche reiterate prese in prestito dalla musica classica novecentesca. Il tutto suonato da un'organico che si avvicina alla definizione di orchestra in un gruppo rock. La musica è difficile, complessa e piena di dissonanze; i testi sono fantastici ed immaginari. La strada aperta dal primo album caratterizza gran parte dei sucessivi, facendo dei Magma il capostipite di questa corrente.
Altri gruppi minori sono, tra i tanti, Zao, Offering, Weidorje, Eskaton, Potemkine.
Krautrock
Il termine Krautrock è un termine coniato dal giornalista olandese Rolf Ulrich Kaiser, uno dei personaggi chiave della corrente. In italiano si può tradurre con "corrieri cosmici", e la sua definizione comprende gruppi spesso diversissimi tra loro, dallo sperimentalismo dei Faust alle derive cosmiche dei Tangerine Dream e dei Cluster, dalle anticipazioni di musica New Age degli Ash Ra Tempel e dei Popol Vuh alla proto-new wave dei Can e dei Neu! dalla nascita della techno tramite i Kraftwerk al rock apocalittico degli Amon Düül I e II, fino alle improvvisazioni freak dei Cosmic Jokers.
Il Krautrock nasce a Berlino grazie a tre musicisti: Edgar Froese, Klaus Schulze e Conrad Schnitzler; che sotto il nome di Tangerine Dream producono Electronic Meditation (1970), album dai suoni abrasivi e sperimentali. Dopo questo lavoro i tre si dividono e nei Tangerine rimane solo Froese, che l'anno sucessivo, con una nuova formazione, produce Alpha Centauri: è questo il primo lavoro in cui la critica parla di Krautrock, definendolo "The first electronic space album in history".
Nel 1972 arrivano i due album più significativi del genere: Irrlicht di Schulze e Zeit, sempre dei Tangerine, entrambi innovativi per l'epoca, caratterizzati dall'onnipresenza dell'elettronica e, nel primo caso, da un'orchestra "filtrata" in studio. La trada della formazione di Froese prosegue con il più melodico Phaedra, seguito da molti altri lavori di minor rilevanza.
Altri importanti complessi berlinesi, oltre quelli già citati, sono gli Agitation Free, i K/Cluster, Dieter Moebius.
I Faust, di Wumme (vicino ad Amburgo), nati dalla mente di Uwe Nettelbeck, entrano tra i maggiori esponenti della corrente grazie a The faust tapes, uscito nel 1973.
Anche Dusseldorf è una città prolifica, con gruppi come Kraftwerk e Neu!. Di Monaco di Baviera sono invece i Popol Vuh, gli Amon Duul, gli Embryo.
Hard Progressive
La musica riconducibile a questo ramo è caratterizzata da possenti riff di chitarra, basso e batteria incalzanti, un suono e un cantato più ruvido rispetto al resto del progressive e tastiere che contribuiscono a creare un'atmosfera tetra e inquietante (si parla in questo caso anche di dark prog). Alcuni nomi di spicco sono Atomic Rooster dei primi 2 LP, High Tide, Black Widow in Gran Bretagna, Rush (in particolare 2112) in Canada, Nektar e Amon Düül II in Germania, Il Rovescio della Medaglia, Il Balletto di Bronzo, Jacula e Devil Doll in Italia.
Space Rock
Lo space rock è definito da sonorità e testi che suggeriscono atmosfere fantascientifiche. L'espressione venne coniata in origine per riferirsi a gruppi dei primi anni '70 come Pink Floyd, Hawkwind e Gong, il cui sound era caratterizzato dall'uso sperimentale di suoni distorti di chitarra elettrica e di sintetizzatori, non raramente accompagnati da versi a tema fantascientifico. In molti casi, questi primi esempi di space rock presentano molti elementi di contatto con il rock psichedelico, font dal quale attingono molti gruppi fra i tardi anni '60 e i primi anni '70. Fra gli album nel complesso più rappresentativi del genere si deve citare Space Ritual degli Hawkwind. Sia i Pink Floyd che gli Hawkwind, negli spettacoli dal vivo, enfatizzavano le atmosfere fantascientifiche dei loro brani utilizzando scenografie suggestive in cui comparivano luci laser e costumi di scena surreali.