ROCK PSICHEDELICO
(Fonte:Wikipedia)
Il Rock psichedelico (Psychedelic rock) è un genere musicale derivato dal rock e sviluppatosi contemporaneamente negli Stati Uniti e nel Regno Unito fra gli anni '60 e '70. Si ispira alle esperienze di alterazione della coscienza derivanti dall'uso di droghe come cannabis, psilocibina, mescalina, e soprattutto LSD.
Il nome
Il termine psichedelico (dal greco: ψυχή, psyché, "anima" e δηλῶ., dēlô, "rivelo") si riferisce alle esperienze di alterazione della coscienza causate da allucinogeni e altri stupefacenti e intese spesso come un affiorare, attraverso la modifica della percezione, di livelli profondi e altrimenti nascosti della psiche. Il primo uso esplicito della parola per descrivere un genere musicale si deve al gruppo "acid-folk" Holy Modal Rounders. L'invenzione dell'espressione "rock psichedelico" viene invece solitamente ricondotta ai 13th Floor Elevators, che nel 1966 pubblicarono un album dal titolo The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators. Fondamentale il contributo dato da gruppi come i Pink Floyd che hanno portato questo genere ad elevati livelli di perfezione stilistica.
La parola "acido" (acid) in espressioni come acid rock è sostanzialmente equivalente a "psichedelico"; gergalmente (in inglese come in italiano) si riferisce ad alcuni tipi di allucinogeni e, per estensione, a tutte le esperienze indotte da stupefacenti.
Caratteristiche
Il rock psichedelico era in genere concepito come musica suonata sotto l'influsso di sostanze stupefacenti e da ascoltare in una analoga condizione. L'assunzione filosofica, implicita o esplicita, era che questa uguale condizione del musicista e dell'ascoltatore consentisse una comunicazione artistica a un livello particolarmente profondo, e irraggiungibile dalla tradizionale musica "lucida". In relazione a questo atteggiamento va anche letta l'importanza attribuita da alcuni musicisti a droghe come il peyote, associato ad antiche tradizioni sciamaniche dei nativi americani e quindi dotato di una valenza spirituale e metafisica specifica (la tradizione dei nativi americani gioca per esempio un ruolo fondamentale nella simbologia psichedelica dei Doors).
Il panorama rock psichedelico è piuttosto eterogeneo. Diversi gruppi e artisti hanno reinterpretato in chiave psichedelica diversi sottogeneri di musica rock: fra i generi di riferimento più frequentemente adottati vanno citati il blues-rock (Doors, in parte i Pink Floyd), l'hard rock, e il jazz rock (Gong). Vi sono differenze anche rispetto alle modalità di rappresentazione musicale dell'alterazione di coscienza; alcuni artisti si sono avvalsi di espedienti tecnici volti a creare suoni particolarmente insoliti, usando in modo "esasperato" effetti sonori all'epoca quasi inediti come delay e phasing, o inserendo nei brani registrazioni riprodotte all'indietro o a velocità modificata, voci o altri rumori, e così via. I testi dei brani sono spesso esoterici e descrivono sogni, visioni, o allucinazioni, come nel classico Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles (il cui acronimo, non a caso, sarebbe "LSD"):
- Picture yourself in a boat on a river
- With tangerine trees and marmalade skies
- Somebody calls you, you answer quite slowly,
- A girl with caleidoscope eyes
("Immagina te stesso in una barca su un fiume / con alberi di mandarino e cieli di marmellata / qualcuno ti chiama, tu rispondi lentamente / una ragazza con gli occhi caleidoscopici").
Un altro approccio, talvolta complementare, consisteva nell'alterazione della struttura musicale dei brani, spesso caratterizzati da lunghe sezioni strumentali (si pensi per esempio a Dark Star dei Grateful Dead), passaggi dodecafonici o rumoristici, e via dicendo.
Nelle esibizioni dal vivo venivano spesso utilizzate particolari illuminazioni di scena o altri elementi coreografici inusuali (si pensi per esempio alla spettacolare ambientazione di Pink Floyd: Live at Pompeii).
Il rock psichedelico fu in ogni caso una musica volta alla sperimentazione e che cercava, con varie modalità specifiche, l'insolito e lo "stupefacente". In questo senso esso veniva generalmente concepito come una forma di art rock; il confine fra rock psichedelico e rock progressivo (una delle forme principali dell'art rock) è spesso molto labile (si possono citare in questo ancora i Pink Floyd o i gruppi della scena di Canterbury).
Storia
Gli anni '60 negli Stati Uniti
L'uso di droghe con intenti di esplorazione artistica nel contesto di generi musicali come jazz, blues, rock e folk risale almeno ai primi anni '60. Fra i primi esempi di musica con evidenti riferimenti a esperienze allucinatorie legate all'uso di acido o sostanza simili si possono ricondurre all'opera di Bob Dylan e dei Byrds nei primi anni '60. Il fenomeno esplose nella prima metà del decennio soprattutto nella scena folk statunitense, con artisti come Holy Modal Rounders, per passare al rock soprattutto con i Grateful Dead (fu soprattutto per riferirsi a questa celebre band che si diffuse negli Stati Uniti l'espressione acid rock, "rock (da) acido"). I "Dead" di quest'epoca sono celebri per il groove ipnotico delle loro performance dal vivo sotto l'influsso di LSD, in cui ogni brano poteva trasformarsi in una improvvisazione potenzialmente infinita (la durata del brano Dark Star in diverse incisioni dell'epoca varia da pochi minuti a quasi un'ora). Il gruppo introdusse anche l'uso di illuminazioni di scena speciali come "luci pulsanti proiettate nel cielo". I loro concerti più celebri (per esempio al Trips Festival del 1966) costituirono per gran parte del pubblico il primo incontro con il rock psichedelico e, allo stesso tempo, con l'LSD. Un altro gruppo influente dello stesso periodo fu la band di "folk-rock" dei Jefferson Airplane, che nel 1967 incisero i primi singoli di successo chiaramente psichedelici: White Rabbit e Somebody to Love. Nella città di Los Angeles si erano formati nel 1965 i Doors, il cui nome era tratto, significativamente, dal libro Le porte della percezione di Aldous Huxley del 1954 (nel quale la mescalina veniva presentata come uno strumento per espandere la coscienza). Il loro celebre singolo Light My Fire conteneva un riferimento in un celebre verso (che la televisione cercò invano di censurare durante l'apparizione live del gruppo all'Ed Sullivan Show): girl we couldn't get much higher (letteralmente: "ragazza, non potremmo essere più in alto", dove però l'"altezza", nello slang, si riferisce agli effetti della droga). Grazie all'influenza di questi artisti fondamentali (e molti altri minori) il fenomeno del rock psichedelico si diffuse fino a "contagiare" gruppi che sarebbero parsi molto lontani da quel contesto culturale, come i Beach Boys col loro album Pet Sounds e il singolo Good Vibrations del 1966.
Gli anni '60 in Inghilterra
Contemporaneamente alla scena americana, anche il Regno Unito conobbe una rapida diffusione di musica psichedelica a partire dalla metà degli anni '60. Uno dei primi esempi in questo senso è il singolo di successo Sunshine Superman di Donovan (1965). Mentre grandi gruppi come Pink Floyd, Moody Blues e Soft Machine iniziavano il percorso che li avrebbe portati a diventare predominanti nella scena del rock psichedelico, i Beatles portarono questa tendenza al centro dell'attenzione a partire almeno dal loro album Revolver (1966), con brani psichedelici (seppur in via molto embrionale) come Tomorrow Never Knows (ma anche la stessa Yellow Submarine può essere letta in questa chiave). L'album successivo Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band del 1967 (un classico per molti motivi), in cui compariva tra l'altro la già menzionata Lucy in the Sky with Diamonds, viene spesso considerato come il primo esempio maturo di rock psichedelico inglese. Secondo molti critici, però, non si può parlare di psichedelia nel caso dei The Beatles: si tratterebbe infatti di un fenomeno commerciale, e le stesse canzoni manterrebbero un impianto tradizionale basato sul ritornello e una lunghezza di tre minuti circa.
Sul versante blues-rock, la psichedelia iniziò ad emergere con band come i Cream o con artisti come Jimi Hendrix (che pur essendo statunitense emerse musicalmente nel Regno Unito) e Syd Barrett. Furono però i Pink Floyd a portare alle estreme conseguenze il messaggio con i risultati più importanti (sia esteticamente che in termini d'influenza) a partire dal loro album di debutto The Piper at the Gates of Dawn, coevo di Sgt. Pepper dei Beatles (entrambi pubblicati nel 1967) e da molti considerato il vertice assoluto del rock psichedelico. Nello stesso periodo, elementi psichedelici divennero evidenti nella produzione di numerose altre grandi band, inclusi gli Who, che nell'album Tommy parlano della "acid queen" e i Rolling Stones (soprattutto a partire da Their Satanic Majesties Request).
La fine degli anni '60
La fine del decennio fu caratterizzata da una forte reazione di ostilità, anche politica, verso la cultura delle droghe che aveva caratterizzato gli anni precedenti, e questa reazione colpì anche la musica che questa cultura aveva prodotto. Alcuni musicisti si fecero portavoce, ciascuno a modo proprio, di questa reazione; per esempio John Wesley Harding di Bob Dylan si può considerare una sorta di manifesto del rifiuto del rock psichedelico a favore di un ritorno al rock "delle origini". Eric Clapton abbandonò i Cream opponendosi apertamente alla loro evoluzione in senso psichedelico; e persino i Grateful Dead abbandonarono gli aspetti più acidi del loro stile per riconfluire in un rock più mainstream con album come Workingman's Dead.
Molti degli artisti e dei gruppi che avevano intrapreso la via psichedelica negli anni '60 proseguirono il loro percorso di esplorazione musicale dando vita al rock progressivo degli anni '70, in cui l'uso di suoni insoliti e la struttura complessa dei brani psichedelici si combinava con influenze jazz, classiche, e altri elementi della musica d'arte. Per esempio gli Yes, uno dei gruppi di punta del movimento progressive, nacque dalle ceneri di tre band psichedeliche: i Syn, i Tomorrow di Steve Howe e i Mabel Greer's Toyshop. Altri echi psichedelici risuonano nell'hard rock di gruppi come i Black Sabbath o nello space rock di Hawkwind o dei Gong (che sono forse uno dei pochi gruppi degli anni '70 di cui si potrebbe dire che siano rimasti effettivamente psichedelici nel senso originale del termine).
Il rock psichedelico in Italia
L'Italia non ha avuto un proprio movimento unitario di rock psichedelico; ci sono stati comunque alcuni tentativi isolati, in genere evidentemente ispirati alla musica britannica e statunitense, espressi da gruppi beat.
Tra i lavori più originali bisogna citare il 45 giri Danze della sera del gruppo romano dei Chetro & Co. (in cui militavano Ettore De Carolis e Gianfranco Coletta) e l'album Dedicato a de Le Stelle di Mario Schifano (1967); quest'ultimo disco si apre col brano dal titolo Le ultime parole di Brandimarte, dall'Orlando Furioso, ospite Peter Hartman e fine (da ascoltare con TV accesa senza volume), una suite di quasi venti minuti di simbolismi onirici.
Sono poi da ricordare i Jaguars (con il brano Devi combattere), l'album Ad gloriam delle Orme (del 1968), gli Hugu Tugu con la loro cover di Somebody to love dei Jefferson Airplane Fino a ieri, i torinesi Fantom's con Le insegne pubblicitarie (e gli altri brani contenuti nel loro album postumo), gli Astrali, anche loro torinesi, autori di una suite Un altro viaggio allucinogeno (sul modello di Interstellar overdrive dei Pink Floyd), o gli Innominati che incidono Fino a ieri (cioè Light my fire dei The Doors), i The Rokes in brani come Finché c'è musica mi tengo su o l'Equipe 84 in molte canzoni dell'album Stereoequipe, e I Templari del chitarrista Tony D'Urso.
Negli anni '70 sono da ricordare, tra le produzioni psichedeliche italiane, quelle di alcuni esponenti del rock progressivo italiano, come l'esperienza di Franco Battiato con gli Osage Tribe, i primi dischi di Claudio Rocchi, di Alan Sorrenti e di Juri Camisasca ed il progetto noto come Albergo Intergalattico Spaziale.
A questo progetto partecipano Giacomo Mino Di Martino, già attivo con I Giganti durante gli anni Sessanta e la moglie Edda Terra Di Benedetto: il nome Albergo Intergalattico Spaziale ripropone quello di un locale gestito dalla coppia a Roma.
Il loro unico album, registrato in proprio nel 1978, contiene musica basata su un massiccio uso di tastiere e rimanda alle esperienze di gruppi cosmici tedeschi come i Tangerine Dream; il disco era concepito come un'opera antinucleare.