In realtà in questo libro (La solitudine dei numeri primi) la parola fine non c'è scritta e in bocca ti resta il gusto amaro di voler leggere ancora qualcosa, su Mattia, su Alice, sul moto convettivo e sul perchè all'alba i colori sono quelli lì e non altri, sulla solitudine, sul dolore e sulla capacità di rialzarsi e di costruirsi una vita...non c'è scritta nessuna parola Fine, eppure capisci che non può che essere così. se i numeri primi sono costretti a subire il loro destino di essere speciali, ma soli e distanti, allora non pò che essere così. e io non ci avevo mai pensato ma credo sia un pò così anche per le persone. ci sono quelle che come il 2 e il 4 sono multipli e vanno un sacco d'accordo e viaggiano sempre di pari passo, e ci sono quelle che come l'1 e il 3 sono due numeri primi e per di più primi gemelli che invece sono destinati a viaggiare vicini ma mai abbastanza per sfiorarsi davvero e devono vivere per forza la loro vita così, lontani, ciascuno nella prorpia solitudine per cercare di costruirsi una vita intorno al vuoto che sentono, ma sempre e comunque camminano distanti, ognuno sulla prorpia strada. ci sono persone che non si incrociano, viaggiano parallele. non vuol dire che non sia bello e meraviglioso. alla fine anche un numero primo si costruisce la sua vita in un altro modo...niente per caso...