Io, ieri pomeriggio
Credo di non aver
scordato nulla:
neanche il tuo nome
inciso nel cielo e nella radice
del faggio
e sul mio cuore che batte vertigine
anche senza
tacchi.
A due passi da Dio,
proprio quando ne vedevamo
l'ombra
siamo caduti nella voragine dell'inferno,
smarrendo del tempo,
lancette e quadrante.
Un fiume largo si stringeva
in viottolo di
polvere
perchè tornassimo dove l'attimo
s'era smarrito
o dove credevamo
d'averlo intravisto
come un animale morente.
Ora che ho attimi
si
muove la luna fra le foglie
la donna piange il suo silenzio;
corre slegato
anche da Dio
l'animale ferito
fra le ultime stelle.