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Cherno

Matteo Candela


Last Updated: 9/13/2009

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Saturday, September 20, 2008 

Current mood:contorto






Non tutti sanno che nel nostro piccolo paese siamo conservatori di una tradizione unica al mondo nel suo genere. Sto parlando delle grandi croci lignee
alte circa due metri e mezzo, ciascuna sormontata da una struttura di
canne, in legno o in ferro, decorata con migliaia di fiori. Queste
opere d’arte e di devozione prendono il nome di “CRISTI INFIORATI“,
la cui tradizione risale già alla metà del dieciannovesimo secolo e
che, ancora oggi, ci regalano sensazioni uniche durante la processione
della Nostra Maria S.S. delle Grazie nel terzo sabato del mese Mariano.
Già da qualche anno i cristi infiorati stanno uscendo dall‘anonimato
provinciale grazie ai vari inviti che giungono da altre diocesi,
affascinate ed onorate al solo pensiero di veder sfilare nelle loro
strade un segno della nostra cultura religiosa.
Dopo il Giubileo del 2000 a Roma e la trasferta di Lanciano, quest’ anno è arrivato un altro invito eccellente, quello della città di Cesano Boscone, adiacente al capoluogo lombardo, ove dal 12 al 22 settembre si è svolta la festa patronale sul tema “Alle radici della speranza“.
Qui ogni anno la manifestazione prende nuovi sapori e nuovi colori,
grazie anche all’ottimo lavoro del presidente del comitato dei
festeggiamenti Salvatore Indino, che anno dopo anno
sceglie le singole regioni italiane, da cui prelevare, anche se per
pochi giorni, le tradizioni e le culture senza tempo che esse
propongono. Uno degli intenti della festa è quello di creare un teatro
all’aperto capace di suggestionare ed attirare anche il cittadino meno
interessato in modo da rendere tutti protagonisti.
Alla regione italiana prescelta viene accostato anche uno stato
europeo da cui cogliere altre tradizioni sia sacre che laiche; e
quest’anno a partecipare è stata la Romania che ha portato una ventata di folklore e di gioia. Tutta questa multiculturalità
va a rimarcare il bisogno di integrazione che la nostra civiltà
manifesta, basta pensare che in questa edizione sono state invitate
circa 700 persone tra le quali spiccano personalità istituzionali e
religiose italiane e rumene.

Per il Lazio oltre ai nostri splenditi cristi, sono stati invitati anche i piccoli facchini della santa Rosa di Viterbo che in questa manifestazione hanno portato in spalla  la Madonna lombarda.Nel realizzare questo articolo provo ancora una forte emozione dato
che ho avuto l’immenso onore di partecipare all’evento, facendo parte
di una delle quattro confraternite presenti, la confraternita dell’ “orazione e morte ” o semplicemente ” buona morte “; le altre tre erano il S.S. Sacramento, il S.S. nome di Gesu e gli Agonizzanti.
La nostra esperienza è cominciata nella mattinata di venerdì, quando
una volta posizionati i cristi ancora spogli, abbiamo iniziato la
decorazione manuale grazie anche alle migliaia di fiori prelevati ad Amsterdam.
Vedere moltissime persone affascinate ed interessate al nostro paziente
lavoro ci ha riempito di orgoglio e ci ha dato la consapevolezza che
davvero stavamo creando qualcosa di unico al mondo. Divertenti sono
stati anche i momenti della presentazione dove ci mostravano come i Maestri infioratori di Artena
dediti a lavori certosini, e dico divertente perchè in moltissimi anni
a nessuno è venuto mai in mente di dare una riconoscenza così, anche
perché ad Artena realizzare questi cristi è diventato un abitudine e
una passione forte che va sopra ogni appellativo ricamato da elogi.
Naturalmente ciò ci ha fatto molto piacere e difficilmente scorderemo
questa esperienza.
Durante il processo di infioratura della simbologia cristiana
abbiamo visitato diverse chiese in modo da far conoscere la nostra
tradizione anche ai quartieri più restìi a queste tematiche.
Significativa è stata anche la visita all’istituto Sacra Famiglia, importante centro per diversamente abili della provincia milanese.
Dopo due giorni e mezzo di continuo lavoro è arrivata un’altra
grande emozione, quella della processione mariana svoltasi domenica 21
settembre, preceduta dalla solenne messa presieduta dal Monsignor Petru Gherghel, vescovo cattolico di Lasi, padre Traian Valdman del patriarcato ortodosso rumeno di Bucarest e da don Luigi Caldera il nuovo parroco di Cesano Boscone.
Terminata la cerimonia religiosa ha preso inizio la sfilata a cui
hanno partecipato oltre che ai nostri quattro  cristi infiorati, i gruppi bandistici delle città di Racale e Conversano (autori
anche di spettacolari concerti di musica classica), il gruppo della
comunità rumena in costume tradizionale e il gruppo dei facchini di
santa Rosa di Viterbo.Percorrere i circa due km e mezzo in processione è stata
un’esperienza unica dato che a fare da contorno c’era un mare di
persone stupite ed incredule dinanzi la loro splendida Madonna ed i
nostri sgargianti cristi di cui già il solo peso e il modo in cui
venivano portati( ” a traversa ” ossia con la croce inserita nella giberna di cuoio
e stretta al petto con la forza delle braccia), suscitavano curiosità
ed ammirazione per lo sforzo che andava e va a ricordare uno sforzo a
noi tutti cristiani più noto.
Terminata la sfilata religiosa siamo tornati dinanzi la chiesa principale,quella di san Giovanni Battista, dove tutti i partecipanti e i cittadini hanno ricevuto la benedizione.
Questa esperienza, anche se è durata poco, sarà difficile da
dimenticare non solo per il fatto spettacolare, cioè l’apprezzamento
della nostra cultura, ma anche per le relazioni umane
che abbiamo vissuto, infatti per quattro giorni siamo stati in contatto
con persone veramente speciali, ospitali e disponibilissime che ci
hanno trattato al disopra delle nostre aspettative.
Tutto questo va ancora a dimostrare che il nostro paese sta
crescendo e che ha i mezzi per farlo in tutti i settori, per questo
possiamo scherzare sui maestri infioratori ma dobbiamo essere
consapevoli e soprattutto orgogliosi di avere una tradizione unica al
mondo che come tale merita di essere conosciuta, senza però aspettare
troppi fantomatici inviti ma proponendosi e pubblicizzandosi in diverse vetrine nazionali e internazionali.
Non è una mia considerazione imprenditoriale dato che le culture e i
pregi di un paese si mantengono meglio se conosciuti e apprezzati da
tutti.
Come ultima cosa volevo ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questa manifestazione, soprattutto il comitato dei festeggiamenti della Madonna delle Grazie che ha  gestito l’organizzazzione in modo esemplare nonostante il grosso impegno.