MySpace


theHand



Last Updated: 9/1/2009

Send Message
Instant Message
Email to a Friend
Subscribe
Tuesday, August 26, 2008 

In tutti questi anni mi sono chiesto, e continuo a farlo, come sarebbe stato l'eventuale sequel dello spettacolare Non Ci Resta Che Piangere, regalato alla platea cinematografica nel 1987, dalla coppia Troisi-Benigni. Mi sono chiesto, e con me tutti quelli che non si stancherebbero mai di rivedere quel film, quali esilaranti episodi ci avrebbero regalato ancora Mario e Saverio se il destino non avesse portato via Massimo Troisi così presto ed in maniera così brutale. Troppo forte il trasporto verso il sogno di accarezzare questo progetto e tentare di dare un seguito a quel salto nel 1400 "...quasi millecinque!" Irrefrenabile la tentazione di disegnare Troisi e di farlo muovere nuovamente. Comandare alla matita di farlo gesticolare ancora a quel modo tutto suo. Donare a quel corpo tutte le posture e mossettine che ce lo hanno fatto amare. Provare a riaccendere in quegli occhi un po' di quelle espressioni disseminate nei, troppo pochi, film ed in tutte le interviste, che ho raccolto in passato e che adesso mi basta far scorrere nella testa, per capire come va (di)segnato il volto della felicità e quello della tristezza.


Poter disegnare due artisti straordinari come Massimo Troisi e Roberto Benigni è sicuramente quanto di più bizzarro ed esaltante possa pensare di fare. Quei corpi così oliati, quei movimenti da marionette, quelle espressioni da cartoon autentici di entrambi, sembrano fatti apposta per poterne disporre a piacimento e far si che si rincorrano in eterno nei riquadri di una vignetta. Il godimento è doppio, ed anche triplo, nel momento in cui l'illusione di poter assistere ancora ad una gag di Troisi si trasforma di punto in bianco in una sequenza di scarabocchi, in cui bastano due occhi smarriti o due mani giunte a mo' di preghiera per riempire un'altra tavola e proseguire... mah, mi fermo qui, imbottiglio e lancio nell'oceano ... Plof!